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13 agosto

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

15 Agosto 2017 - 04:00

 IL CASO

Cordoli in via del Vasto e Largo Moreni, «sono solo un ostacolo». «No, sono utili»



Signor direttore,
la Lega nord Cremona prende atto delle considerazioni apparse su Facebook e sulla stampa locale in merito ai nuovi cordoli a delimitazione delle piste ciclabili di via del Vasto e Largo Moreni.
Patetico il tentativo di difesa dell’assessore Alessia Manfredini della correttezza dell’operazione e dell’operato dei tecnici, mi sia concessa al proposito, una considerazione che scaturisce dall’analisi sul posto e dalle foto da Voi pubblicate.
I tecnici tanto esperti che cita l’assessore, in via del Vasto posizionano i cordoli a destra della linea bianca che delinea la carreggiata mentre in largo Moreni sono a sinistra la riga quindi è all’interno configurando l’installazione come un ostacolo, non segnalato, in carreggiata e oltretutto in incrocio? Se, come dice l’assessore è «tutto previsto dalla legge» siamo veramente in buone mani. Bravini!
Pietro Burgazzi
(Cremona)

Signor direttore,
evidentemente, al netto delle appartenenze politiche, il signor Carlalberto Ghidotti non è mai stato in visita in alcune città europee, dove ciclisti e ciclabili sono tutelati attraverso dissuasori che hanno senso di chiamarsi in questo modo. Si informi o si faccia un giro.
Massimo Saviola
(Cremona)

Effettivamente, dal punto di vista estetico le delimitazioni non sono granché, speriamo almeno che il tempo dimostri che sono sicure.

IL RICORDO
Con Tettamanzi un'amicizia nel nome di Alda Merini
Egregio direttore,
invio questa mia, solamente per ricordare una figura che è stata particolarmente significativa nella mia esistenza: il cardinal Tettamanzi. Quando ho appreso dalla tv della sua scomparsa mi sono commosso, nella mia vita è venuta a mancare una figura di riferimento molto importante.
La nostra era un’amicizia che durava da circa sette anni. La sua ironia, il suo modo di fare bonario ti conquistavano, era impossibile non volergli bene. Condividevamo la passione per la poesia, amavamo Alda Merini che entrambi avevamo conosciuto.
Fu molto contento quando scrissi un articolo sulla poetessa dei Navigli, pubblicato dal quotidiano ‘La Provincia di Cremona’, dove tra l’altro citai proprio una sua frase. Prontamente mi inviò una lettera nella quale scrisse: «Grazie del dono che mi fai riproponendo uno sguardo sintetico sulla figura della poetessa Alda Merini, una voce che merita di essere ‘ascoltata’ da tante persone, nell’attuale contesto sociale e culturale».
Il nostro incontro è nato proprio grazie ad Alda Merini e precisamente durante la presentazione di un suo libro a Milano. Un incontro casuale che si è fortificato nel tempo, trasformandosi poi in una solida amicizia. Sia nelle telefonate che nelle lettere che ci scambiavamo, trovava sempre le parole giuste per metterti a proprio agio e così ti aprivi e ti confidavi, era una persona che sapeva ascoltare.
Quando si trasferì da Milano in una località in provincia di Triuggio non mi nascose una certa amarezza, perché proprio in quei giorni era stato pesantemente criticato da alcuni giornalisti, riguardo il suo operato nella diocesi milanese. Tuttavia il cardinal Tettamanzi era un uomo intelligente, sapeva perdonare, ed era dotato di una qualità rara oggigiorno, era una persona di una bontà smisurata, questi erano i suoi punti di forza che lo rendevano unico. In una lettera che spedii per gli auguri natalizi scrissi una frase: «Finché qualcuno ci ricorda noi esistiamo!», mi rispose: «Ricordati di me anche quando non ci sarò più».
Solamente ora scrivendo quest’ultima frase nero su bianco mi rendo conto di averlo perso, ma nel mio cuore il suo ricordo rimarrà per sempre.
Massimo Spelta
(Cremona)

Ciclabile per Cavatigozzi
Prima solo promesse. Adesso è realtà
Buongiorno direttore,
c’erano una volta un sacco di promesse, di ripetuti «state sereni», il tutto condito con ‘palle’ raccontate per anni alla nostra gente, quella schierata mai in ordine sparso in quella Cava dei signori Tigozzi. Gente tutta dotata di infinita pazienza (...) Tutte quelle promesse venivano elargite alla vigilia di imminenti elezioni comunali. Pseudo politici dalla sciacquatura di piatti. Immani, immensi, vergognosi quei loro comportamenti lunghi oltre una trentina d’anni, all’ombra di goliardici pittoreschi cartelli, raccattati alla belle meglio, sui quali (e l’ultimo) campeggiava, in un solenne tripudio d’avanspettacolo, la scritta ‘Prossima realizzazione pista ciclopedonale Cremona Cavatigozzi». Eravamo agli sgoccioli della sindacatura del buon Perri, giugno 2014. Quella ciclopedonale giovedì ultimo scorso è stata ultimata, non già col seguito di una inaugurazione in pompa magna, piuttosto mantenendo di giustezza da parte della giunta del sindaco (razionale l’impegno profuso dalla assessore Alessia Manfredini), un profilo basso, accorto, ma quanto di buon senso. (...) Un miracolo? Ma va là, efficienza di una nostrana macchina comunale ma, soprattutto di una discesa in campo di amministratori consapevoli di quel delicato ruolo da loro ricoperto e messo quotidianamente al servizio della collettività. Bravi.
Giorgino Carnevali
(Cremona)

Semaforo di via Santa Cristina
La situazione è peggiorata
Gentilissimo direttore,
si parla ancora del semaforo di via Santa Cristina che subentra al rilevatore di velocità che tanto ha fatto per le casse del Comune. Di solito quando si sostituisce una cosa la si fa per migliorare una certa situazione e se questa è una arteria viabile la si deve fare con i dovuti criteri tenendo conto di tutte le variabili e di ogni tipo di utente. (...) Le linee di delimitazione della carreggiata servono a tenere dentro di esse i veicoli, ebbene, se vogliamo usare la carreggiata in prossimità di detti semafori con un mezzo pesante succede quello che è successo al cartello con indicazione ‘Maristella’, infatti sia il cartello che i semafori verrebbero ad ostruire parte della carreggiata tenendo conto dell’altezza del mezzo e dell’ingombro degli specchietti retrovisori. Per concludere se infatti guardiamo i semafori e le linee della carreggiata un mezzo pesante deve spostarsi verso il centro per non distruggere semaforo e specchietto.
Pier Alfredo Gualdi
(Grontardo)

Elargizioni del governo
In realtà sono solo bonus elettorali
Egregio direttore,
vorrei far presente ai lettori le elargizioni del Governo che si definisce di centro-sinistra, effettivamente sono bonus elettorali che con la sinistra non hanno niente a che fare: 1) 14^ ai pensionati sotto ai 1.000 euro, 2) Bbnus bebè, 3) Bonus asilo nido, 4) 500 euro ai diciottenni, il tutto senza tener conto del reddito familiare (dichiarazione Isee come per gli studenti universitari) ed in una situazione di risorse economiche limitate.
dalicr@alice.it

Dopo il Concilio Vaticano II
Cattolici avvinghiati ai comunisti
Egregio direttore,
i cambiamenti temporali, avvenuti nella chiesa cattolica dopo il Vaticano II, hanno accentuato, tra i cattolici dediti alla politica, la prevalenza dei democratici avvinghiati ai comunisti. I loro epigoni, in coda a qualche superstite delle sconfitte subìte, sono i fautori di un governo di centro-sinistra nel quale, già nelle prime apparizioni, gli ex Pci, presenti direttamente o infiltratisi in tutte le istituzioni, non hanno mai mollato la presa per avere la prevalenza nelle stanze dei bottoni. Tutti quanti, quindi, sono gli eredi di quei socialcomunisti e di quei popolari che, nel ventennio, con la condiscendenza dei Papi di allora, furono imbrigliati per impedire che gli italiani diventassero vittime di situazioni simili a quella presente. Ciò spiega l’accanimento degli attuali neoantifascisti contro chi cerca di richiamare l’attenzione degli italiani di buon senso su un periodo in cui l’Italia raggiunse mete che solamente le nazioni, unite all’interno e tenute in considerazione all’esterno, conquistarono.
Conseguentemente, si spiega anche la resistenza nel mantenere nella Costituzione quelle norme transitorie nate nel 1946 insieme a leggi successive che, allora, riguardavano pure movimenti eversivi tipo brigate rosse. Ultimamente, nella loro vulgata esistenziale, sono stati rimessi in evidenza i rapporti del fascismo con la religione cattolica, la quale, nel ventennio, era la religione dello stato come, così confermata dal governo della Rsi.
Claudio Fedeli
(Cremona)

Ong e migranti
Finalmente la sinistra comincia a capire
Signor direttore,
foto e video della nave tedesca Juventa che carica disperati e restituisce gommoni vuoti per un nuovo carico, con scafisti senza scrupoli con un vergognoso traffico milionario, che noi italiani ingenui stiamo subendo per colpa di una nostra politica incapace di risolvere questi problemi. Ora un pochini i partiti di sinistra cominciano a capire ciò che finora non volevano capire solo per difendere il loro orgoglio politico, fregandosene degli italiani in miseria. Se vogliamo aiutare i migranti si può fare aiutandoli nei loro Paesi d’origine, che basterebbe solo la metà di ciò che ora stiamo spendendo. Questa è l’unica possibilità per salvarci dal flusso migratorio, in quanto Renzi ha fallito, e a scaricare la responsabilità sull’Europa la quale se ne frega lasciandoci soli. E’ ora di finirla di accettare consigli da incompetenti europei, ognuno in casa propria può fare quello che vuole, non puoi tu obbligarmi ad adottare in casa mia una persona che non accetto. Speriamo che alle prossime elezioni cambi qualcosa (...).
Antonio Pagliarini
(Isola Dovarese)

In pensione più tardi
Corte dei conti e Boeri. Che contraddizioni
Caro direttore,
recentemente la Corte dei Conti, a cui ha fatto prontamente eco Tito Boeri, ha dichiarato che non è possibile un cambio di rotta sull’età pensionabile che, quindi, inevitabilmente, si dovrà spostare ancora più in là nel tempo (oppure il rischio è che gli assegni saranno sempre più bassi). Ma come, fino a pochi giorni fa Boeri diceva che la pensione ce l’avrebbero pagata gli immigrati ed ora scopriamo che non ci pagheranno alcunché, tanto che dovremo comunque spostare sempre più avanti nel tempo il meritato riposo? Prendo atto che uscire nelle ore più calde della giornata resta sempre pericoloso, ma non lo è poi così tanto lavorare tutto il giorno in fonderia, in officina, in acciaieria o sulle strade fino a 70 anni.
Diego Storti
(Ostiano)

In piazza Marconi
Riparare i vetri rotti dell’edicola
Egregio direttore,
passando per piazza Marconi, ho notato che l’edicola posta nella piazza è stata danneggiata con la rottura dei vetri, pertanto andrebbe riparata. Mi rendo conto che ci sono problemi più importanti da risolvere, però un po' più di attenzione verso le piccole cose non guasterebbe. A proposito, mi sembra che l’ubicazione dell’edicola contrasti un po’ con l'ambiente circostante.
Ivano Spadola
(Cremona)

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