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10 agosto

Lettere al Direttore (2)

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emanzini@laprovinciacr.it

12 Agosto 2017 - 04:00

             Le foto dei lettori

Cuocente brucia la pelle sotto il sole, ma nell'orto è presente a tutte le ore. Le gambe non reggono e si siede per terra, con crampi e forti dolori è come fosse in guerra. La passione sfrenata per la terra e per l'orto, lo riduce allo stremo fino a renderlo quasi morto. E' un combattente e resiste sempre, assomiglia a suo zio Bruno, buon sangue non mente. Semina, vanga, concima in posizione scorretta, ma alla fine la produzione è sempre perfetta. I vicini si complimentano e ne ammirano il coraggio, è tutta la passione di un disabile uomo saggio.
Maria Zambelli
(moglie di Sergio Cambiati - Cremona)

Ne parlo con...

Caldo torrido a Equitalia
Anche nelle stalle si cerca il benessere
Egregio direttore,
con questa mia vorrei aprire nuovi orizzonti ad una sua lettrice, la signora Gina a proposito delle proteste sollevate dai lavoratori di Equitalia. Sono innanzitutto contento che siano pochi coloro i quali ragionano o sragionano in quel modo, dall’età della pietra, sgnora cara, ne è passata di acqua sotto i ponti, dall’invenzione della ruota l’umanità, a sua insaputa, ha fatto passi da gigante e neppure ci troviamo a vivere l’oscuro medioevo.
È vero che purtroppo ad ogni angolo di strada ci imbattiamo oggigiorno in atteggiamenti di menefreghismo, puro egoismo, degrado e superficialità, maleducazione e qualunquismo, ma, diamine, ci sarà pure da qualche parte chi nutre invece sinceri principi di onestà intellettuale, di solidarietà, di carità verso il prossimo, di impegno sociale, non per ricevere, ma per il gusto di dare agli altri. Non si spaventi signora, i lavoratori di Equitalia a lei non chiedono nulla, nemmeno solidarietà. Si figuri che perfino nelle stalle e negli allevamenti di polli il benessere degli animali è considerata una priorità irrinunciabile ai fini della produzione, cioè del profitto dell’allevatore. (...) Spero che quando in inverno farà freddo metterà il cappottino al suo cagnolino.
Silvano Lena
(Cremona)

Accordo sul clima sfumato
Nel 2100 in Europa 100mila morti l’anno
Direttore salve,
forse noi no, ma i figli dei nostri figli dovranno convivere con l’urto dirompente di un cambiamento climatico. Ci siamo spartiti (per la verità non tutti, ahimè!) due mesi ed oltre di caldo insopportabile, di apnee notturne e diurne, di intere giornate trascorse nei centri commerciali a beneficiare dell’altrui fresco, di stravaccamenti a perdita di sensi sul divano di casa all’ombra di un ventilatore 24 ore (...). Direttore, te lo rammenti vero quell’accordo di Parigi sul clima, ignobilmente sfumato? E poi quel presidente Trump che ha chiarito che non intende rispettare gli accordi sul clima siglati dal suo predecessore Obama? Uno studio accreditato ci informa che di qui all’anno 2100 (chi vivrà vedrà!) la mortalità per effetto degli squilibri climatici in Europa aumenterà di 50 volte. A conti fatti si registreranno almeno 100.000 mila morti l’anno. (...)
Giorgino Carnevali
(Cremona)

Discarica, guerra tra poveri
Il nigeriano tornerà a regolarizzare....
Egregio direttore,
leggo, da La Provincia del 9 agosto, l’articolo relativo alla ‘Guerra tra poveri in discarica’ dal quale estraggo alcune frasi per capire quanto siamo messi male... nigeriano sprovvisto di documenti... accompagnato al comando ed in questura... ha anche tentato la fuga scagliandosi contro i vigili, è stato rilasciato con l’invito a presentarsi nei prossimi giorni per regolarizzare... Possiamo stare tranquilli, tornerà a regolarizzare senza ombra di dubbio, come quel personaggio di un vecchio carosello che recitava «e che, c’ho scritto Jo Condor?».
Giulio Bottini
(Cremona)

Per i dipendenti postali
Più dei clienti conta lo stipendio
Signor direttore,
dopo la chiusura della ‘posta’ in via Giuseppina, annunciata con un dettagliato comunicato esposto alla inferriata della finestra del locale stesso, a tempo indeterminato, dovendomi recare a ritirare delle raccomandate sono andato, dove ero solito andare, all’ufficio di via S. Bernardo, dove trovata la porta tenuta aperta con un sasso, sono entrato e dopo aver atteso qualche minuto ho gridato come fa un euro quando me lo metto in tasca: ‘Non c'è nessuno!’.
Trascurando l'accoglienza ricevuta, mi sono sentito informare, da un addetto, che dovevo recarmi alla Posta centrale perché da alcuni giorni era cessata la distribuzione delle raccomandate in quel posto in via definitiva. Il giorno dopo mi sono recato in centro dove ha sede la Posta centrale e qui mi sono sentito accogliere da un comunicato molto laconico appeso all’interno sul vetro della porta d’ingresso che recitava: ‘Si avvisa la gentile clientela che a seguito di una ‘agitazione’ del personale gli uffici sono chiusi. E via discorrendo . E mi viene malignamente da pensare: certo che non si agiteranno molto per servire la loro gentile clientela ma ad agitarsi per ottenere l'aumento del loro stipendio sono bravissimi.
Pietro Ferrari
(Cremona)

La tragedia di Marcinelle
I nostri minatori ‘deportati’ in Belgio
Signor direttore,
resto schifato innanzi alla demagogia e vergognoso occultamento della verità, scaturiti dalle parole del Capo dello Stato in occasione della visita commemorativa a Marcinelle per la tragedia mineraria del ‘55. All’epoca i nostri connazionali furono autentici disperati alla fame provenienti da zone depresse come l’Abruzzo che, ingannati e circuiti dagli allora squallidi individui al governo, vennero reclutati e chiusi in convogli, alla stregua dei deportati, diretti in Belgio (timorosi che potessero scendere lungo il tragitto). Il ‘premio’ era il lavoro in pericolose miniere (le cui condizioni erano ben note ai nostri politici), con la clausola che il prematuro abbandono rispetto ai termini, comportava l’arresto e la carcerazione. Anche Grecia e Spagna ricevettero richieste dal Belgio bisognoso di mano d’opera mineraria, ma a tutela dei propri connazionali rifiutarono di inviarla; i nostri vigliacchi, invece, si prodigarono con un truffaldino battage pubblicitario reclutatorio, in cambio di carbone a basso prezzo per l’Italia e.......le solite laute mazzette nelle altrettanto solite tasche. Caro Mattarella, altro che i nostri negretti che girano tutto il giorno a oziare in ciabatte con le cuffiette a spese nostre!
Lorenzo Grandi
(Cremona)

Piazza di Viadana
Rimediamo ai disastri del Pd
Signor direttore,
mi fa piacere vedere che il capogruppo Pd Federici si interessi della piazza con annessa fontana, ma poteva farlo anche prima, quando era uno degli amministratori; la copertura come ha spiegato il sindaco è stata messa in occasione della sfilata di moda e a breve verrà rimossa, comunque questa amministrazione non vuole solo eliminare la fontana ma migliorare e abbellire tutta la piazza con un progetto serio e per fare questo il capogruppo Federici sa bene che bisogna recuperare le risorse e se ti trovi ad amministrare dopo anni di mal governo e decine di problemi ereditati devi darti delle priorità. Noi ci siamo presi carico di ridare una dignità alla nostra piazza e appena ci sarà la possibilità lo faremo e risolveremo l’ennesimo disastro creato dalle amministrazioni a guida Pd .
Romano Bellini
(capogruppo Lega Nord - Viadana)

Sanità pubblica e privata
Le mele marce sono dappertutto
Signor direttore,
rispondo alla lettera firmata simpaticamente Bip Bip, in cui la malafede sarebbe nelle intenzioni dei gestori dei malati cronici ed il profitto un’esclusiva della sanità privata. Preferisco partire dal presupposto che nella sanità tutti gli operatori sono indistintamente utili e necessari, e che le mele marce siano poche e distribuite indipendentemente dall’appartenenza al pubblico o al privato. E se ci fossero medici che con il sistema dei gestori, finalmente trovassero un posto di lavoro? Questo chissà perchè sfugge sempre. Profittatori ci sono anche nel settore pubblico, di timbratori del cartellino, miracolosamente assenti dal posto di lavoro in ospedale, se ne sono visti un bel po’. E che dire delle velocissime prestazioni a pagamento nelle strutture pubbliche a scapito dei tempi di attesa delle prestazioni con la mutua... senza che nessun santo pubblico obietti alcunché, (contro i propri ricavi) tranne i soliti ‘pazienti’, per i quali pazientare è d'obbligo. Finiamola di santificare il pubblico. Ci sono onesti lavoratori, (onesti colleghi Bip Bip) da entrambe le parti, così come i lavativi ed i profittatori ci sono ovunque.(...) Infatti sono tutti buoni purché non si discutano i loro redditi, o la differenza tra il loro trattamento economico e quello degli infermieri. Per lo più sono medici radical chic di sinistra.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

Una precisazione
Vaccino anti tetano c’è all’Oglio Po
Egregio girettore,
per dovere di cronaca e corretta informazione, desideriamo precisare che l’Ospedale Oglio Po non è affatto privo del vaccino anti tetano. L’affermazione ‘l’antitetanica non si trova più, nemmeno al Pronto soccorso dell’Ospedale Oglio’, contenuta nella lettera pubblicata il 5 agosto scorso a firma del signor Ernesto Biagi è pertanto priva di qualsiasi fondamento.
Asst di Cremona
Ufficio comunicazione

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