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29 luglio

Lettere al Direttore

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29 Luglio 2017 - 10:00

Lettere al Direttore

Le foto dei lettori

Aler di via Crespi: ultimo taglio a Pasqua, poi solo degrado

Signor direttore,

segnalo l’incuria di giardino e area autorimesse del condominio del civico 1-3-5 di via Crespi a Cremona di proprietà dell’Aler. L’ultimo intervento di giardinaggio è avvenuto prima del periodo pasquale, da allora l’incuria è totale e noi condomini ci sentiamo delusi e abbandonati nel degrado pur pagando gli oneri delle spese condominiali.
Da oltre un mese abbiamo tempestato di telefonate il geometra addetto alla manutenzione dell’ente Aler dal quale abbiamo ricevuto ‘sempre gentilmente’ che la cosa l’avrebbero risolta ma a tutt’oggi il nostro giardino è sempre una selva.
Gianni e Ornella Tessaroli
(Cremona)

IL CASO
Ai 'Giovedì d'Estate' a Castelleone, musica a tutto volume: maleducati
Gentile direttore,
sono le 20,40 di giovedì 27 luglio. Mentre scrivo mi stanno tremando i vetri di casa per la musica sparata dagli impianti audio di alcune auto parcheggiate in piazza del Comune per una dimostrazione di pubblica maleducazione in occasione dei Giovedì d’Estate. Ci sono auto con le portiere aperte per pubblicizzare i loro impianti audio.
Sputano una musica con un volume talmente alto che non sento la tv neppure con i vetri chiusi. Chiamo i vigili di Castelleone ma nessuno risponde, chiamo il numero di emergenza ma mi dice di lasciare un messaggio in segreteria. Non mi arrendo.
Faccio il 112, mi passano i carabinieri che però mi dicono: hanno il permesso noi non possiamo farci niente, se passiamo poi rialzano il volume. Domande: perché la maleducazione e l’arroganza hanno i ‘permessi’ e la convivenza civile non trova chi la tuteli? Come si fa a organizzare eventi di piazza senza avere il senso del limite? Non si chiede nulla di più che il controllo dei decibel.
P.S : sono le 21,10 si va avanti e alla musica si somma il rombo dei motori. Rifaccio il numero di emergenza. La voce dice: dopo il segnale acustico registri il suo messaggio, bip……
Leone Lisé
(Castelleone)

Siamo alle solite: avere manifestazioni pubbliche ravviva le comunità. Però non deve mancare il rispetto per i diritti della cittadinanza.

Io d’inverno mi vesto così
Faccio apologia di fascismo?
Signor direttore,
(...) in inverno amo molto, indipendentemente dalle mie ideologie politiche, vestirmi nei giorni festivi con tabarro nero, baschetto nero, con una rosa di brillantini sul basco e qui allego foto. Chiedevo così a lei o a qualche Suo pregiato lettore: visto come gira in Italia, non è che vestendomi così io possa correre il rischio di finire nei guai per istigazione, apologia di fascismo e quant’altro? Sembrerebbe una provocazione, non lo è ma in Italia tira una bruttissima aria.
Marco Pedrabissi
(Trescore Cremasco)

Emergenza siccità
Interventi per ridare l’acqua al Po
Egregio direttore,
come non ricordare, che se quest’anno l’inverno nel nostro territorio è stato anomalo per mancanza di neve e per i rigori non eccessivi, il 1985 uno degli inverni più freddi e piovosi del secolo. Dunque piove poco da noi, ma piove tanto da un’altra parte. Il mondo e il clima non sempre vanno d’accordo con i desideri e le aspettative degli uomini del mondo agricolo. I fatti ci lasciano presumere che ci siano cambiamenti in atto, uno dei più significativi l’aumento delle temperature medie della Terra. Oggi più che mai le aspettative del mondo agricolo sono spesso tradite dal clima che ha le sue leggi proprie, segnando sui volti degli agricoltori le tante preoccupazioni accompagnate dalla saggezza che racchiude tenacia, forza d’animo e una costanza leggendaria. Nel trapassato remoto i riti di propiziazione delle piogge scandivano regolarmente il ciclo dell’annata rivelando il totale affidamento dell’uomo alla natura. Oggi noi, figli di una cultura scientifica, a quei riti dobbiamo sostituire un po’ rigoroso controllo delle nostre attività e dei nostri consumi in modo da ridurre i pericoli di grandi siccità come l’attuale. Ecco allora che bisogna intervenire sulla ricchezza d’acqua del nostro fiume affinché possa nuovamente alimentare le tante lanche grandi quasi asciutte, dare acqua a bodri, creare bacini, riempire le zone umide per far sì che le falde acquifere tornino nei tanti fossi asciutti, dove nel passato vi si trovava acqua sorgiva vita per flora e fauna, tesoro per la nostra terra agricola.
Antonio Danesi
(S. Daniele Po)

A ematologia e neurochirurgia
Vi porterò sempre nella sinistra del petto
Signor direttore,
ai reparti ematologia e neurochirurgia.
Intingo la penna nel calamaio mentale e scrivo di voi per un qualcosa che vale, allettato in reparto proveniente da Torre provo subito un feeling per poter disporre. Pensieri notturni brutti, sporchi e cattivi spero si trasformino in altrettanti giulivi, dialogando con dottori ed infermieri mi convinco che il domani sarà meglio di ieri. Io ci ho messo del mio per una giusta causa non di meno famigliari e parenti, poi andrò in pausa. Scendendo la cattedra da maturo scrivano troverò sempre chi mi allunga una mano, /darò pure un’occhiata nel retro lavagna ce ne saranno miriadi di chi sempre si lagna. La pausa che accennavo poc’anzi è solo virtuale ma tende a far capire qual è la morale, non farò nomi e nemmeno voti in pagella ma parafrasando Benigni la vita è bella! Ora i saluti col dovuto rispetto vi porterò sempre nella sinistra del petto.
Orlando Peschera
(Cremona)

Buonuscita faraonica
Caso Cattaneo mancanza di equità
Gentile direttore,
per definizione la società di tipo capitalistico è cinica e fortemente competitiva. Il caso Cattaneo (e prima di lui molti altri) ultimo amministratore delegato Telecom, è il paradigma del tipo di società nella quale viviamo. Se osserviamo il tutto da un punto di vista formale la faraonica buonuscita rispetta i canoni concordati tra le parti. (...) Altra cosa è l’aspetto etico. Solo come scopo evocativo (scrive Prodi nel suo ultimo libro) la media degli stipendi dei primi 10 dirigenti d’azienda italiani al netto delle liquidazioni di milioni di stock option e bonus d’ingresso e stata superiore a 13 milioni di euro. Per guadagnare quello che questi strapagati manager guadagnano in un settimana occorrono 8 anni di un lavoratore medio. E non è altrettanto consolante affermare che Cattaneo guadagna 10 mila volte di più all’ora di un suo dipendente (27mila euro contro i circa 27/30). Come è scandaloso i contratti milionari che firmano i nostri idoli dello sport. Quello che veramente preoccupa è la totale mancanza e di equità. Il 10 per cento ha in mano in 45 per cento della ricchezza di questo Paese. E quando un paese è incapace di fare una politica redistributiva la politica ha fallito. Altro che dittatura con eventuale camicia nera, a questa società va messa una bella camicia di forza con ricovero psichiatrico coatto.
Giancarlo Dati
(Castelleone)

Cremonesi massacrati
«In Kenya si sta bene», Siamo così sicuri?
Signor direttore,
molti lettori avranno letto di quel lettore opinionista di Cremona, innamorato dell'Africa e dei suoi abitanti. Nulla da obiettare per carità, ma con ogni probabilità questa persona vive al di fuori della realtà quando parla del suo Kenya, di anatemi, di qualcuno che non gradisce mischiare la nostra ‘razza caucasica’ con quella nera e altre castronerie. L'opinionista afferma inoltre che solo lui conosce e sa dov’è l'Africa e che tutti i mali che affliggono il continente nero sono da imputare ai bianchi e non ai satrapi locali che hanno governato e insanguinato molti stati africani (vedi Bokassa, Amin Dada, Gheddafi ecc). Una domanda sorge spontanea, il popolo africano stava meglio quando governavano i coloni bianchi oppure ora che governano i neri? Sono in molti a pensare che si stava meglio quando si stava peggio. Il lettore in questione ha riferito inoltre di aver vissuto per molti anni (part-time) in Kenya decantando quel paese e la sua gente come se fosse il paradiso terrestre. Dev’esser stato un brutto colpo quando ha saputo che due cremonesi sono stati colpiti a morte a colpi di machete a scopo di rapina. Si sta cosi bene in Kenya che i figli delle vittime non ci sono mai stati nemmeno per un istante. (...)
Andrea Zecchini
(Camisano)

Caso migranti
Le ‘euro-azioni’ offendono l’Italia
Signor direttore,
«l’Italia non ha bisogno di battute ma di un aiuto concreto dagli alleati europei». Così tuonò qualche giorno fa il nostro presidente della Repubblica a proposito del problema migranti. E così, detto fatto, il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker ha subito promesso aiuti (per la precisione 100 milioni di euro) e 500 esperti per aiutarci nelle operazione di sbarco dei migranti nei nostri porti. Caspita che aiuto da non credere, i capi di stato dei paesi dell’Est Europa avranno fatto pure delle battute ma quelli dell’Europa che conta hanno messo in campo azioni che vanno dal ridicolo all’offensivo verso l’intelligenza del popolo italiano. Forse è meglio che vadano tutti in vacanza per rinfrancarsi il cervello. A proposito ho saputo che Macron verrà in Italia e precisamente in Puglia per trascorrere le vacanze estive; che bravo, intanto i neri continuano a rimanere a Ventimiglia perché lui non li vuole e pensare che alla sua elezione quelli che non sbagliano mai erano tutti a salutare il rinato europeismo rinvigorito dai valori della rivoluzione francese: Liberté, Egalité, Fraternité. Le prime due parole non sono certo contino ancora in questa Europa sicuro è che è stata cambiata la terza: da Fraternité a Inchiappetté.
Gabriele Marchetti
(Torricella del Pizzo)

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