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28 luglio

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

30 Luglio 2017 - 04:00

IL CASO
Diritto al gioco dei bambini. Riconosciamolo anche a Cremona
Signor direttore,
in una recente visita ai miei parenti di Torino, sono rimasta favorevolmente impressionata dal fatto che nei condomini i bambini possono giocare dalle 8 di mattina alle 22 di sera. Infatti mi hanno fatto notare che il regolamento di polizia urbana fin dall’aprile 2006 nella parte finale recita: ‘La città di Torino riconosce il diritto dei bambini al gioco e alle attività ricreative proprie della loro età. Nei cortili e comunque nelle aree scoperte delle abitazioni private, il regolamento di condominio può disporre limitazioni al diritto di cui sopra all’interno della fascia oraria 22.00-08.00’. In tutte le altre ore della giornata i bambini hanno il pieno diritto ad utilizzare cortili e giardini condominiali per giocare.
Mi rivolgo al signor sindaco per chiedergli gentilmente un suo interessamento perché anche nella città di Cremona si istituisca un regolamento che tuteli il diritto dei bambini al gioco nei cortili condominiali, sia nei mesi estivi che in quelli invernali. Professor Galimberti, contro avrà l’opposizione degli amministratori condominiali ma a favore avrà il grazie di cuore di tantissime mamme e dei loro bambini felici. Mi creda, molti bambini in questo periodo, giocano fino a tarda sera, si stancano, mangiano una fetta d’anguria, un panino e vanno a letto felici e contenti. Basta poco per accontentare le mamme e i loro bambini.
Esmeralda Zuppello
(Cremona)

Sono d’accordo con lei.

LA POLEMICA
Quelle dei comunisti in Italia a guerra finita furono stragi, non 'ombre'
Gentile direttore,
7 luglio 2017, Codevigo, piccolo Comune del padovano. Ho colto l'occasione per richiamare alla memoria una Storia che ancora oggi è vietata rievocare in Italia. Il messo comunale mi spiega dove trovare l’ossario della ‘Strage’. Un vigile mi accompagna raccontandomi di quei giorni di maggio. Nel cimitero una semplice, ma decorosa cripta ospita i resti di 124 persone, trucidate a fine guerra. In totale le vittime accertate dopo anni di scavi furono 136. Dodici mai identificate.
Ci sono i nomi, scritti su una lunga lapide in ordine alfabetico, appartengono ai 114 corpi riconosciuti. Novanta fotografie in bianco e nero, alcune sbiadite, ridanno un volto, oltre ad un nome, a quelle persone: giovani, anziani, uomini, donne. Identità. Nessuno risparmiato. Tutti militi fascisti e civili sospettati di esserlo. Molti di loro vennero barbaramente torturati. Tra le vittime la maestra del paese, Corinna Doardo, freddata per strada dopo essere stata rasata e picchiata selvaggiamente.
Codevigo è stata teatro involontario della strage: quella che dal 29 aprile al 15 maggio del 1945 ha segnato una pagina dolorosa della nostra storia nazionale. Una pagina a lungo nascosta, e poi indagata, più o meno superficialmente, sommersa e riemersa a seconda degli interessi di parte. Perché, quella di Codevigo, è stata una strage firmata dagli antifascisti, dai ‘buoni’, in modo dettagliato e scientifico.
Oggi, una lettura storica attenta, puntigliosa, super partes riesce a darne contorni precisi ed una ricostruzione più attendibile.
Fu una delle tanti stragi compiute senza pena, a guerra terminata, armi deposte, dai partigiani comunisti, con il muto consenso di quelli cattolici, più affaccendati a recuperare credibilità con gli occupanti anglosassoni. In quei giorni furono operati eccidi e stragi a Pedescala di Valdastico, Castel di Godego di Treviso, Saonara, Saccolongo di Padova e Schio. I cimiteri italiani hanno sacrari che ricordano questi scempi, ma le Istituzioni Italiane non li hanno mai ricordati. Rimozione. Inopportuno farlo.
Attivissimo il negazionismo delle sinistre, che, ancora dopo 70 anni, non colgono, o non hanno, il coraggio, almeno politico, di ammettere chiaramente ed in modo trasparente le atrocità commesse in quel periodo e ridimensionate ad ‘ombre sulla Resistenza’ da parte del già presidente Napolitano. Dogma politico che converte le stragi in ombre. In quel sacrario, di fatto, non riposano delle ombre, ma resti di uomini e donne. Dal Musocco di Milano, a Bologna, Monza, Verona, Roma, Genova, Torino, Cremona eccetera.
Decine di migliaia di ombre. I morti causati dalla folle ideologia collettivista-comunista in Italia, e non solo, non commuovono, non possono essere ricordati. Il tutto condito da astio anti-italiano, un fastidio snob, molto ideologico e molto alla moda. Istituire il giorno della memoria delle vittime del comunismo in Italia? Fanta-politica. Eppure sono tante, forse troppe da ricordare. La falce ed il martello è ancora idealizzata come sinonimo di bontà e libertà. Pane e salame.
E le ‘ombre’ rimangono, dimenticate dai libri di scuola, troppo scomode e difficili da raccontare. Ma le ombre hanno avuto corpi, volti, nomi e riposano lì, in una cappella dimenticata o in un cimitero di campagna, a testimoniare quello che ancora oggi una minoranza, politicamente forte e condizionante all’accesso, continua stoicamente a negare.
Claudio Merlini
(Cremona)

Differenziata a Cremona
Rifiuti sparsi durante la raccolta
Egregio direttore,
vorrei per il tramite del suo giornale porre una domanda ai responsabili tecnici e politici della raccolta differenziata in città.
Sarei curioso di sapere se lo spargimento nel cortile condominiale, al momento della raccolta, di parte di quanto è contenuto nei cassonetti dipende solo dalla negligenza del personale preposto - e in tal caso sarebbe ora di intervenire con un minimo di vigilanza giacché il fenomeno non è episodico ma sistematico - oppure risponde ad una elaborata strategia per estorcere ancora più denaro ai condomini attraverso il messaggio «con quello che paghi attualmente puoi ottenere questo servizio, se lo vuoi anche ben fatto le tariffe saranno più alte».
Giancarlo Pazzaglia
(Cremona)

Troppi morti da... smartphone
Bluetooth in auto solo per telefonare
Egregio direttore,
abbiamo appreso della dolorosa notizia della morte di Cristiano Lucchinelli, figlio del campione delle moto Marco Lucchinelli, falciato da un automobilista che ha tagliato la strada a Cristiano, che viaggiava in moto, uccidendolo. Ennesima morte stradale. Le chiedo di pubblicare l’opinione di uno che conoscer i pericoli della strada, il dottor Caliari.
In questi giorni il tema della sicurezza stradale è caldissimo, anche in virtù dell’annunciata modifica al Codice della strada che prevede pene più severe e il sequestro della patente per chi viene beccato a usare lo smartphone mentre è alla guida. Numeri alla mano, la distrazione dovuta all’uso smartphone al volante è causa dei tre quarti degli incidenti. Dall’assemblea annuale di Ancma arriva però la proposta provocatoria - ma nemmeno troppo - del direttore generale della Confindustria della moto, Pier Francesco Caliari: «Per me in auto più che lo smartphone in sé sono pericolose le distrazioni dovute all’uso compulsivo dei social network. Le auto dovrebbero avere per legge un congegno che disattiva la connettività lasciando al guidatore solo la possibilità di parlare con il bluetooth. Questo tipo di tecnologia esiste già, sarebbe il caso di implementarla. Ne va della sicurezza degli utenti deboli della strada, ciclisti e motociclisti, che sono le prime vittime della distrazione degli automobilisti più maleducati».
La mancanza di educazione stradale è un altro punto dolente messo in luce da Caliari: «Sarebbe il caso di tornare a insegnare nelle scuole educazione stradale, e che questa materia facesse media. Non smetterò mai di sottolineare che il problema sulle nostre strada è sostanzialmente di poca cultura ed educazione civica». Posso aggiungere anche che ultimamente l’automobilista dimentica stranamente di utilizzare le frecce e quando si trova a dare precedenza la pretende?
Danilo Codazzi
(automobilista, motociclista e ciclista Cremona)

Consigli comunali a Castelverde
Qui l’ostruzionismo è di sindaco e assessori
Egregio direttore,
ai consigli comunali di Castelverde non ci si annoia mai.
Peccato che a causa degli ‘strani’ orari di convocazione (17.30 e 19.00) i cittadini non possano partecipare. Veniamo al dunque; un assessore di maggioranza viene interrotto dalla campanella del sindaco che gli comunica che non è d’accordo sulla lettura del suo intervento. Ma il sindaco non dovrebbe leggere e concordare prima del consiglio gli interventi con i suoi assessori? Potete immaginare l’imbarazzo del suo assessore!
Ma non finisce qui, botta e risposta del sindaco al consigliere Priori per l’interpellanza sulla ‘discutibile’ interpretazione del sindaco del Regolamento degli organi collegiali.
Come da regolamento chiedo di poter intervenire e che il mio intervento venga messo a verbale, prassi normale, ma non a Castelverde.
Infatti se non si ha un intervento scritto, prodotto a casa, il classico intervento a braccio non è garantito che venga messo a verbale; anche se dura meno di un minuto. L’unica soluzione che mi viene fornita è scrivere e parlare contemporaneamente.
A Castelverde chi fa ostruzionismo non mi sembra proprio sia la minoranza ma sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza.
Maria Paglioli
(consigliere a Castelverde)

Profezia avverata
Travis alla Vanoli. Il sogno s’è avverato
Carissimo direttore,
si ricorda della mia lettera del 3 luglio 2017? Sembra incredibile, Travis Diener giocherà per la Vanoli: la sua profezia si è avverata ed oggi la Vanoli viene ripescata, direi che la realtà ha superato i sogni di noi tifosi Vanoli.
Ed ora sotto, servono 4 americani super atletici tanto a pensare come farli giocare ci pensano i cugini e finalmente in finali punto a punto abbiamo due specialisti: Travis che non sbaglia un tiro libero e Drake a cui diamo la palla per ultimo tiro sul filo della sirena che si infila gentilmente nella retina.
Pierluigi Somenzi
(Castelverde)

Candidati sindaci a Cremona
Pensiamo ai criteri prima che ai nomi
Signor direttore,
in merito a quanto apparso oggi (ieri, Ndr) sul ‘La Provincia’, relativamente ai candidati sindaci, sono a precisare che il mio parere personale non era riferito a nessun nome in particolare ma era un commento in generale su alcuni criteri di scelta. Anche perché oggi la situazione è assolutamente prematura per fare nomi e riguardo al nostro partito le decisioni verranno prese sia dal direttivo cittadino che dal provinciale. Restano ferme le altre valutazioni relative alle valutazioni del candidato ed ad eventuali programmi da condividere.
Marcello Ventura
(consigliere comunale Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Cremona)

Con vigili di Crema e fisco
Perseguitato dal numero 1
Gentile direttore,
dopo sei anni l’Agenzia delle Entrate mi chiede 1 euro (più le spese) erroneamente non dichiarato nei miei redditi del 2011. Oggi, molto più tempestivamente, il Comando vigili del comune di Crema mi contesta un eccesso di velocità di 1 chilometro orario, su un tratto con limite dei 70 (41 euro di sanzione trattabili, più le spese). Mentre produco reddito pubblico (le spese), comincio a percepire la solitudine dei numeri uno (un euro, un chilometro, un giorno... voteremo).
Nereo Vencato
(Vicenza)

Gabbiani sul Po
La brezza mattutina sospinta dalle loro ali
Caro direttore,
la brezza mattutina che dal Po si diffonde pare ne sia sospinta dall’ali di gabbiani a mitigar dall’afa che spesso e importuna all’apogeo d’agosto. Rammenterem, per altro, di ricambiarne loro pensiero rispettoso scorgendoli planare come se unicamente ei fossero protesi a ricercare prede?
Massimo Rizzi
(Cremona)

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