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17 luglio

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

19 Luglio 2017 - 04:00

IL CASO
Gestione della piscina, progetti e promesse. Ma quale sarà il destino del personale?
Egregio direttore,
sono un’assidua frequentatrice della piscina comunale di Cremona, sia d’inverno con i corsi di nuoto, che in estate dove trascorro le giornate più calde.
Mi permetto, a fronte delle ultime notizie trapelate sulla futura gestione da parte di Sport Management, di sollevare un problema, del quale negli ultimi mesi non ho mai sentito parlare. Sì dice infatti tanto, fin troppo, del discutibile progetto che Sport Management ha intenzione di portare avanti, ma mi pare che il Comune in primis si sia dimenticato di un tassello molto importante, direi la colonna portante della gestione piscina che, con i suoi pregi e difetti, permette sempre l’apertura della vasca per noi utenti: il personale.
In questi mesi ho potuto conoscere più a fondo le magnifiche persone che lavorano ogni giorno in piscina, magnifiche dal punto di vista umano e professionale, e mi fa molto strano che nessuno, nonostante la chiusura della FIN al 30 settembre, sappia ancora quale sarà il suo futuro. Stiamo parlando di gente che lavora da anni sul piano vasca, gente qualificata e competente, gente che non ha colpe sulla discutibile gestione della piscina, gente che ha famiglia e che mi ha detto: via da qui non so dove andare.
Ma il Comune in tutta questa vicenda ha mai sprecato due minuti per cercare di tutelare anche il posto di lavoro di queste persone? Oppure si è solo lasciato ammaliare dai bei progetti? Leggo di continue idee di riqualificazione, ma cosa ne sarà di queste persone?
Giuseppina Sanfelici
(Cremona)

Le sue considerazioni sono giuste. Nei prossimi giorni il tema del personale sarà affrontato nell’ambito delle procedure che porteranno alla nuova gestione delle piscine comunali. Seguiremo la vicenda con attenzione.

LA POLEMICA
Chiusura anticipata dell'inceneritore? Sembra che ai politici non interessi
Egregio direttore,
dopo avere letto dichiarazioni e commenti sulla questione inceneritore e autorizzazione integrata ambientale, entro in argomento dicendo che sono allibito. Si è scatenato il solito teatrino della politica - questa volta locale - con richiami al passato (sul quale, anche per altre questioni, sono in molti gli amministratori che dovrebbero stare zitti) mancando la sottolineatura dell’aspetto più importante.
Mi spiego. L’amministratore delegato della holding ‘Lgh spa’ - che controlla ‘Linea Reti e impianti srl’ gestore dell’inceneritore - ha dichiarato «l'ipotesi di chiusura sarà valutata compatibilmente con gli scenari dell'efficientamento del sistema di gestione dei rifiuti , del recupero energetico e del servizio di teleriscaldamento della città di Cremona».
La conseguenza del verificarsi dello scenario delineato sarebbe la chiusura dell'inceneritore cinque anni prima (2024) della scadenza dell’Aia (2029). Mica roba da poco, specialmente perché asserita da chi avrebbe - in teoria - l’interesse a far durare più a lungo possibile l’operatività di un cespite patrimoniale.
E a questo punto succede che la politica cittadina all’opposizione si affretta a dire che si tratta di ipotesi fantasiose e di dichiarazioni rese a beneficio dell’amministrazione comunale, anziché chiedere lumi su come Lgh spa sia arrivata ad individuare nel 2024 la data entro la quale si potrebbe spegnere l’inceneritore. Cioè, è stato chiarito che servirà uno studio di sostenibilità finanziario/industriale, ma per individuare una data vuol dire che certe analisi Lgh spa le ha già fatte.
Ecco, mi piacerebbe venirne a conoscenza, così come sarei curioso di conoscere il tonnellaggio dei rifiuti delle altre regioni che viene bruciato dall’inceneritore, anche in rapporto al totale conferito. Per effetto dello ‘Sblocca Italia’, l’inceneritore toglie le castagne del fuoco agli inconcludenti amministratori delle altre regioni che non hanno saputo dotarsi di un’efficace sistema di gestione dei rifiuti, e a me questo non va bene!
Altro che referendum consultivo su una - tutta da verificare - maggiore autonomia fiscale (cioè più soldi in mano alla Regione Lombardia: c’è da stare tranquilli? Come sono finite le numerose indagini su diversi soggetti del Consiglio Regionale?), mi sarebbe piaciuto assistere ad un impuntamento su una sbilenca politica di gestione dei rifiuti.
Luciano Losi
(Cremona)

Gestita dalla politica
La Sanità in Italia? Tante contraddizioni
Egregio direttore,
forse non crederà ma, la Sanità in Italia funzione con aspetti diversi grazie alla politica.
a) l'immigrato, privilegiato per eccellenza, ha tutto subito e gratuito;
b) l'italiano che vive in Italia ha poco o niente: le medicine, visite specialistiche a pagamento con ricoveri ospedalieri concessi raramente;
c) l'italiano residente all'estero, in Italia non ha il diritto alla Sanità. Può essere ricoverato in ospedale solo se soffre di un attacco d'infarto a patto che non l'abbia mai avuto prima se no non ha nessun diritto.
Vengano pure i candidati politici ha chiederci il voto, sapremo di sicuro dove mandarli!
Cesare Forte
(Oradea - Romania)

E il popolo si arrangi
Nella maggior parte politici per interesse
Signor direttore,
scrivo in merito all’articolo ‘Treni e sicurezza, stazioni sguarnite’. Sono convinto che il politico moderno non è interessato alla sicurezza dei cittadini che rappresenta, tanto meno ad un miglioramento delle situazioni socialmente inaccettabili. Chi entra in politica (attraverso raccomandazioni di furbetti ) lo fa solo per il proprio interesse o/e per quello di qualche amico che contraccambierà. Chi crede nella politica oggi, ha scopi ben precisi che non corrispondono con quelli del popolo italiano.
anellitoto@alice.it

La Castelleone-Soresina salta
Anche una ciclabile diventa un’impresa
Egregio direttore,
recentemente un amatore ciclista (come è anche il sottoscritto) ha con la sua bici attraversato la Germania da est a ovest tutta su ciclabili. Forse due-tremila chilometri. Ho capito vedendo una competizione ciclistica (forse a il Gp di Francoforte) come è strutturata in Germania la viabilità. Vicino a strade per il traffico ordinario cerano le ciclabili. Faccio presente che Francoforte, e tutta la Germania, aveva subito la distruzione della rete stradale e ferroviaria causa dei bombardamenti angloamericani nella sua quasi totalità.
Tutto questo è stato possibile avendo avuto una classe dirigente lungimirante e competente.
Purtroppo, e lo scrivo con rammarico, una delle opere messe in cantiere dall’attuale maggioranza di Castelleone prevedeva anche la ciclabile Castelleone-Soresina. Sembra che ci siano ostacoli di notevole difficoltà per potere dare inizio al tracciato di questi setto o otto chilometri. Una sola considerazione; se per un percorso tutto sommato breve ci sono ostacoli agricoli burocratici che danno origini a ritardi e mettono in discussione l’opera stessa è facile comprendere come in Europa siamo anche (e non solo) il fanalino di coda delle ciclabili esistenti con conseguenze statistiche drammatiche su incidenti che vedono coinvolti i ciclisti stessi.
Giancarlo Dati
(Castelleone)

La Tav sul Garda
Come la discarica d’amianto a Cappella
Caro direttore,
quando affrontammo la battaglia contro la discarica di amianto a Cappella Cantone, ci fu una mobilitazione molto partecipata, anche grazie al giornale ‘La Provincia’. Fu una pagina epica delle battaglie mediatiche, a servizio delle giuste istanze della popolazione. Continuammo a martellare a tutto campo, giornalisti e lettori (in questa rubrica) finché alla fine il discorso fu chiuso come avevamo sperato, con l’intervento della magistratura.
Adesso un’altra giusta causa, contro un altro scempio ambientale incombe, sempre grazie alle menti più inquietanti che ci governano, non solo a Roma, ma anche in Regione. Vorrebbero distruggere il territorio delle colline del basso Garda, per far posto all’Alta Velocità, creando danni economici e disagi alla popolazione, e danni ambientali che comportano il cedimento strutturale probabile di chiese e santuari, e una serie di scempi paesaggistici, che comprendono la distruzione dei vitigni Lugana e delle aziende ad essi correlate. Che sia una ‘boiata pazzesca’, a dirlo è Legambiente, che contesta anche il contentino di fare una fermata a Desenzano, a qualche chilometro fuori mano, in quel di San Martino della Battaglia. C’è chi invece, in Regione, si inventa miglioramenti turistici con la fermata del pendolino come se il problema per il lago fosse l’afflusso turistico su Desenzano, da sempre dotata di un casello autostradale e di una stazione ferroviaria, dimenticandosi che da sempre i problemi del Garda sono la tutela del territorio, il collettore fognario, ormai obsoleto, e una penosa viabilità interna, tutt’altro che migliorata con lo scriteriato abuso delle rotatorie nel tratto Desenzano–Salò, volute dagli stessi che ora inneggiano all'utilità turistica della fermata Tav a Desenzano.
Opere più dannose che utili, spacciate per necessarie.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

Decreto sulle vaccinazioni
Solo in Germania esiste l’obbligatorietà
Egregio direttore,
come al solito i politici e di conseguenza i ministri - spesso incompetenti - arrivano con nuove disposizioni e arrangiamenti in corsa che fanno ridere non solo i polli ma il mondo intero! Mi riferisco all’obbligatorietà delle vaccinazioni.
Piccolissima nota prima di alcuni rilievi: ad oggi solo in Germania, tra i Paesi dell’Ue, esiste l’obbligo delle vaccinazioni.
Vengo al punto al quale tengo di più. Al di sopra della interminabile discussione sulla valenza o meno delle vaccinazioni vorrei ricordare che fino a 15 anni fa nelle scuole pubbliche c’erano le giornate delle visite mediche da parte delle USL: diagnosi, vaccinazioni e consigli per i genitori. (...) Tutto questo gratuitamente e soprattutto tempestivamente. Oggi non abbiamo più nulla, abbiamo solo un gran guazzabuglio di proclami televisivi. (...)
Ma a mio avviso c’è un problema ancora più complesso: ci stiamo scannando sulla legittimità e la valenza dei vaccini obbligatori per i nostri figli, con addirittura, un anatema ministeriale di non accettazione alla scuola in assenza di vaccinazione!
Orbene, cara ministra Lorenzin e cari politici, ma a voi per caso risulta che i rom che girano per l’Italia mandino i loro figli a scuola con il certificato di vaccinazione? Per caso, siete informati sulle centinaia di migliaia di extracomunitari che sbarcano e che sono a mala pena controllati se sono tutti vaccinati?
La risposta la conoscete voi e la conoscono tutti! (...)
Ivan Loris Davò
(Spinadesco)

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