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14 luglio

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

16 Luglio 2017 - 04:05

IL CASO
Imprenditore in crisi, colpiti dallo sfogo ma la speranza non deve mai venire meno
Signor direttore,
ho letto sul suo giornale nelle pagine di Spazio Aperto lo sfogo di un imprenditore in crisi con titolo: ‘Fingo di star bene ma mi consumo’. Un pugno nello stomaco! Per chi rappresenta un’associazione di categoria ciò che ho letto mi ha profondamente colpito, ma soprattutto mi ha colpito la solitudine con cui vive le proprie difficoltà l’imprenditore che le ha inviato la lettera.
Senza dilungarmi molto su considerazioni di carattere generale vorrei poter mettere a disposizione di questo imprenditore tutta l’organizzazione di CNA al fine di poter valutare concretamente le problematiche che lo attanagliano e valutare congiuntamente eventuali soluzioni.
Ciò premesso, se le fosse possibile, faccia pervenire questa nota al suo lettore che se riterrà opportuno potrà chiamare direttamente il Direttore di CNA Dott. Marco Cavalli che sarà a sua disposizione con la necessaria discrezionalità.
Giovanni Bozzini
(Presidente CNA Cremona)

Egregio direttore,
le scrivo in merito alla lettera pubblicata in data 12 luglio nella quale un imprenditore faceva pubblico sfogo della sua crisi economica.
Tra le tante lettere al giornale che quotidianamente esprimono dissenso, rammarico, rabbia o altro questa mi ha lasciato un profondo senso di vuoto e di fallimento. Ho ripensato molto alle parole di quell’uomo, ho riletto la lettera più volte, quasi a voler trovare tra le righe un lume di speranza, invano.
E poi ho pensato che avere il coraggio di mettere nero su bianco la propria disperazione, anche non volendo apparire, significa essere arrivati al limite della sopportazione, al punto di non ritorno. E allora si scrive per cercare involontariamente un aiuto, per trovare comprensione, perché il nostro dolore fa meno male se è condiviso con qualcuno, perché si pensa che scrivendo ci si possa ancora salvare, perché tutto non è ancora perduto e perché qualche cosa di positivo nella vita potrebbe ancora accaderci.
E allora scrivo io a lei, direttore, per spronarla a non lasciare che il grido di dolore di quella persona e la sua disperata ricerca di aiuto si dissolvano tra una pagina di cronaca e una di sport. Un uomo non può buttare al vento la sua vita per questo. Ho imparato con gli anni che la comprensione e l'ascolto non mettono il cibo in tavola, ma costituiscono la base per risolvere un gran numero di problemi.
Leonardo Priori
(Cremona)

La storia a cui fate riferimento ha colpito molto anche me. Potrebbe essere presa come una vicenda simbolica e non ho potuto non pensare a quante altre storie simili ci sono, nella maggior parte dei casi non raccontate. Chissà quanti imprenditori stanno perdendo la speranza, chissà quanti stanno pensando di arrendersi.

LA PROPOSTA
Bimbi 'dimenticati' in auto, la politica faccia la sua parte
Caro direttore,
appare quanto mai urgente introdurre nuove disposizioni nel codice della strada per rendere obbligatorio un sistema di allarme che segnali la presenza del bambino nel seggiolino del veicolo e scongiuri possibili e inspiegabili tragedie, come quella accaduta di recente a Castelfranco di Sopra (Arezzo), che ha visto la morte di una neonata di soli 18 mesi, e altre che si ripetono oramai troppo spesso.
Una ricerca condotta da Gene Weingarten, giornalista del Washington Post, spiega che questo tipo di fatti sono aumentati dagli anni ’90 (dal 1998 a oggi sono migliaia i casi accertati e più di 600 le piccole vittime nel mondo, il 90% sotto i 3 anni di età), da quando cioè la diffusione dell’airbag anteriore lato passeggero ha spinto gli automobilisti a posizionare i seggiolini dei propri figli sul divanetto posteriore della vettura, spesso fuori del campo visivo del genitore. Ad aggravare la situazione ci sono anche altri fattori di rischio, come il bambino che si addormenta e ‘sparisce’ acusticamente dall’attenzione di genitori sempre più alle prese con le frenesie, gli stress e la mancanza di riposo tipici dei ritmi della società di oggi. Amnesia dissociativa, dicono gli esperti.
Contro gli abbandoni involontari viene in aiuto la tecnologia: proprio recentemente un’applicazione per smartphone, già molto diffusa, è stata arricchita di una funzione gratuita di ‘Promemoria bimbo in auto’; si tratta di una notifica accompagnata da un segnale sonoro che ricorda al guidatore di controllare con cura l’abitacolo una volta giunti a destinazione. Il suo obiettivo è quello di sostituirsi idealmente alla voce di chi sta dormendo o giocando nel seggiolino posteriore.
La prima applicazione al mondo nata per aiutare i genitori a scongiurare il suddetto pericolo si chiama Infant Reminder ed è italiana, ideata dal messinese Giuseppe Ferrito: è totalmente gratuita e, oltre a funzioni simili a quelle suddette, permette anche di inviare sms e mail di promemoria precedentemente memorizzati oltreché allarmi sonori e visivi durante il tragitto pianificato col gps e all’arrivo a destinazione. Un altro sistema collega lo smartphone al sistema infotelematico dell’auto e lancia un avviso sonoro quando la connessione si interrompe per ricordare a chi sta scendendo dall’auto il bambino sul sedile posteriore.
Con le nostre proposte emendative prevediamo l’obbligo di dotare il parco auto circolante in Italia di dispositivi di allarme. Nello specifico, gli emendamenti al comma 1 dell’articolo 172 del codice della strada prevedono che i seggiolini siano «dotati di un dispositivo di allarme antiabbandono».
Decine di migliaia di italiani hanno già sottoscritto petizioni in tal senso; l’auspicio è che il Parlamento approvi rapidamente una norma tanto semplice quanto utile per scongiurare nuove tragedie familiari.
Franco Bordo
(Deputato - Articolo Uno Movimento Democratico Progressista)

Parco del Vecchio Passeggio
Laghetto eliminato. L’assessore chiarisca
Gentile direttore,
ho letto la risposta dell’assessore all'ambiente Manfredini in merito alla questione dell'eliminazione da parte del Comune del minuscolo stagno del Parco del Vecchio Passeggio. Le spiegazioni dell'assessore non appaiono chiare e i numeri che fornisce, in termini di fabbisogno idrico giornaliero per mantenerlo e di costi, appaiono abnormi e imperscrutabili: può spiegarsi meglio?
Quanto al presunto degrado dello stagno/laghetto, qui l'assessore è ancora più vago. Perché considera inaccettabili le condizioni igienico sanitarie? E in ogni caso, il problema si risolve distruggendo il laghetto?
Per analogia: chiudiamo le strade perché si verificano gli incidenti, o pensiamo a come ridurre al massimo questi ultimi? Quel che è certo è che il piccolo stagno forniva, pur nelle dimensioni esigue, un apporto in termini di biodiversità, ora venuto a mancare.
Attendiamo che l'assessore si spieghi meglio.
L.G.
(Cremona)

Addio a Piero Omacini
Offanengo ha perso un grande cittadino
Caro direttore,
permettimi di condividere una nostalgica riflessione. In questi giorni Offanengo ha perso uno dei suoi migliori cittadini: Piero Omacini.
Sono uomini come lui che ti insegnano la serietà, la coerenza, la passione che un cittadino deve avere. Piero non aveva una laurea, nemmeno un diploma di scuola superiore. Forse avrà fatto la terza media. Non so se qualche volta abbia mai letto la Costituzione ma la sapeva vivere meglio di tanti altri. Ad ogni consiglio comunale lui c’era. Lo ricordo con affetto quando ancora ero amministratore ad Offanengo: in sala ‘Aldo Moro’ davanti ad una platea vuota c’era una sola sedia occupata in fondo, era quella di Piero. Arrivava magari a metà seduta, dopo una tappa al bar Centrale ma restava fino all’ultima parola, all’ultima interrogazione, mozione. Seguiva in silenzio, attento, curioso di capire, mai arrogante nel dare consigli ma capace di dire la sua con fermezza nel momento giusto. Senza mai offendere, rispettando l’altro. Non hai mai mancato una seduta e persino quando si arrivava a discutere fino a tarda notte ai tempi in cui il consiglio comunale di Offanengo aveva un’opposizione, lui restava. Si appoggiava alla sedia davanti, forse chiudeva gli occhi stanco dopo una giornata trascorsa nei campi ma non se ne andava. Cercava di esserci.
Era così Piero. Con quella sua sapienza contadina, con quelle poche parole dette non a caso, con quella sua presenza mi ha insegnato ad essere parte di una comunità. Non è necessaria una laurea nel cassetto, non serve chissà quale conoscenza per essere un cittadino. Serve essere come Piero.
Alex Corlazzoli
(Offanengo)

La situazione di Aem
Galimberti replica ma senza rispondere
Signor direttore,
ho appena letto la lettera del signor Galimberti su Aem pubblicata sul suo giornale e, dopo averla riletta per esserne certo, non ho potuto che constatare con amara delusione che il mittente ha scelto di non rispondere alla richiesta di conoscere qualche numero (il rapporto debito/patrimonio) richiestogli dalla signora Ceraso che è portavoce di una parte di cittadini non tutti necessariamente delle sue idee politiche, come me. Evidentemente l'arrosto è proprio indigesto se, ancora una volta, è stato scelto di portare in tavola il fumo.
Pino Lomazzi
(Cremona)

Disservizi e maleducazione
Posta di Vescovato. C’è molto da fare
Egregio direttore,
da oltre 10 giorni a Vescovato non viene recapitata la posta. Mi sono recato all'ufficio postale per pagare una bolletta ed ho chiesto alla signora dello sportello se poteva dirmi qualcosa in merito. Ebbene, mi è stato risposto di rivolgermi al capannone dietro il cimitero di Cremona dove ci sono i portalettere!
La signora, sicuramente discendente del Marchese del Grillo, brandendo il motto di famiglia ‘mi dispiace, io sono io e voi non siete un c....’ avrà voluto ricordare a me, umile fruitore del servizio, che certe licenze e certe domande non me le posso permettere.
Purtroppo per la signora l'educazione non è in vendita al supermercato, altrimenti consiglierei una visita al più vicino centro commerciale.
Enrico Biazzi
(Vescovato)

Legislatura a tempo
Fiano contro i fascisti scorda il Paese reale
Signor direttore,
le chiediamo di pubblicare questa lettera. ‘Onorevole Emanuele Fiano, lei porta avanti in questi giorni la sua proposta di legge per inasprire le pene per chi sostiene tematiche fasciste. In buona compagnia. Tanti suoi sodali cercano di rimediare immagine e visibilità agli occhi dell’opinione pubblica. Cercano consensi a sinistra. Dopo averli cercati al centro, a destra. Dopo averli cercati ovunque, insomma. Invano. L’orologio biologico del fine legislatura avanza. Lei non si è occupato dei giovani senza futuro, costretti a migrare all’estero. Lei non prova vergogna per i nostri anziani costretti nella miseria da pensioni da fame. Lei non è in grado di operare per il miglioramento della sicurezza dei nostri quartieri. Lei preferisce gli immigrati ai nostri terremotati. Lei però sa fare leggi durissime contro i morti. Perché di questo si tratta. Lei non sa rispettare i cadaveri e chi osa ricordarli’.
Forza Nuova Cremona

Ci sentiamo i più tartassati
Fra zanzare e smog in una valle di lacrime
Egregio direttore,
zanzare e smog: valle di lacrime. Con il gran caldo hanno ripreso ad imperversare pollini micidiali causa di quelle allergie che si traducono in veri tormenti per gran parte di noi. Impreviste precisazioni del professor Veronesi («ne ammazza più la gola che lo smog» e «i prodotti naturali pongono più a rischio di quelli geneticamente modificati») non potranno che trascinarci in polemiche a non finire. Interrotti i calvari descritti avvertiremo, ben presto, il riproporsi di novelle «sciagure»: l’insidia di cimici intrusive quanto fetenti e l’aggressione di rinnovate generazioni di zanzare (nella timida speranza ci venga risparmiato il biblico flagello delle cavallette). Ci sentiamo i più tartassai dell’universo.
Lettera firmata
(Cremona)

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