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7 luglio

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

09 Luglio 2017 - 04:05

IL CASO
L'Under 21 e poi Ibiza: che spot eccezionale se Donnarumma avesse scelto la maturità

Egregio direttore,
negli ultimi giorni le cronache sportive e non, hanno posto superficialmente l’accento su uno dei ‘dilemmi’ che stava attraversando il diciottenne portiere del Milan Donnarumma; coincidendo le date fra le prove di una maturità conquistata a fatica e quelle del Campionato Europeo Under 21 cosa scegliere? Ovviamente la scelta è caduta sulla seconda con la possibilità di una Commissione speciale in data successiva. La notizia di questi giorni è che anche la Commissione appositamente allestita per lui in un Liceo di Vigevano... può aspettare il prossimo anno (forse !) perché il nostro diciottenne ha preferito il mare di Ibiza. Un modo comunque di mettere la scuola e l’istruzione in secondo piano.
Pensate che spot eccezionale sarebbe stata la scelta inversa: un esempio per milioni di ragazzi che avrebbero visto in un testimonial certamente privilegiato per l’età, un elevare l’istruzione ad un ruolo di grande valore per la formazione a 360 gradi, la cui importanza a quell’età, pochi riescono a comprendere.
Donnarumma con le doti che si ritrova, ha davanti tanto tempo e tantissime possibilità di arrivare a traguardi di assoluto rilievo; quindi la rinuncia all’Europeo Under 21 per l’esame di maturità poteva benissimo starci.
Auspichiamo comunque che in futuro il ragazzo si trovi accanto qualcuno che, oltre ad esaltarne le doti di grande uomo-atleta (altezza e peso) e conquistare contratti da capogiro, ne faccia un uomo-pensante, conscio del ruolo e del condizionamento che ogni sportivo ad alto livello, esercita sulle giovani generazioni.
Pierluigi Torresani
(vice presidente Panathlon Cremona)

Condivido lo spirito un po’ ‘utopistico’ della sua lettera. Insomma, potremmo dire: come sarebbe bello se... Ma la realtà è un’altra e con questa dobbiamo fare i conti. Mi permetto di proporre a lei e ai lettori il commento della professoressa Elda Frojo, presidente della Commissione di fronte alla quale a Vigevano doveva sostenere l'esame di maturità da privatista il portiere, volato invece in vacanza ad Ibiza: ‘Per accogliere la sua richiesta di sostenere le prove suppletive, in accordo con il Miur che incentiva gli sportivi che vogliono proseguire gli studi, abbiamo rallentato le prove e gli esami ad altri 57 candidati’.

LA POLEMICA
Sui migranti l'Ue latita ma il Governo italiano non si fa rispettare
Caro direttore,
la ringrazio in anticipo se vorrà darmi ospitalità nella rubrica dedicata ai lettori sul suo giornale. È mia intenzione porre l’accento su un argomento di attualità che monopolizza quasi totalmente i media italiani (e non solo): l’immigrazione. Il fronte aperto ormai da diverso tempo ha palesato i reali connotati dei nostri principali partner europei, smascherando definitivamente il vero volto di quella sinistra radical chic al caviale e cachemire che ci ammorba da diverso tempo. È la dura realtà, baby: gli immigrati non sono merce gradita a nord e ad ovest dell’Italia.
Certo non serviva Marconi o qualche altro genio del passato per esserne certi già tre anni fa, quando le giornate caratterizzate da vertici e confronti venivano definite da Renzi ‘storiche’ e che alle roboanti dichiarazioni non seguivano mai i fatti concreti. Ma il tempo, che anche in questo caso è stato galantuomo, ha certificato ancora una volta quello che era una sicurezza granitica da assai: alla prova dei fatti questa struttura sovranazionale che risponde al nome di ‘Unione Europea’, latita. È quindi chiaro che non poteva che latitare anche ora, nel periodo più denso dell’anno per quel che riguarda gli sbarchi sulle coste italiane.
I freddi numeri ci raccontano quanto sia in calda la situazione (scusate il bisticcio di parole). Gli sbarchi sulle nostre coste, da inizio anno, hanno interessato circa 85mila persone, con un incremento di oltre il 19% rispetto l’anno scorso. Numeri che certificano un sempre più crescente numero di arrivi e che assumono sempre più i connotati di una specie di invasione (o di sostituzione di popolo, come la definirebbe lo scrittore francese Renaud Camus e la cui esistenza sarebbe provata da alcuni documenti più comunemente detti ‘piano Kalergi’ discussi anche dall’ONU) di cui una certa area politica parla ormai da diverso tempo. Tutto questo dovrebbe creare una certa frenesia appassionata nel nostro Governo, un sussulto d’orgoglio, una virile reazione che porti ad un’azione a dimostrazione che nel Governo Italiano nessuno ambisce a farsi mettere i piedi in testa dai rispettivi pari.
Purtroppo, invece, il Governo italiano brancola nel buio e non pare avere questa ambizione o, più semplicemente, un po’ di sano amore di Patria. Infatti il simil-vertice di Parigi (prologo del vertice vero e proprio del 28 luglio prossimo a Tallin che non risolverà nulla) tra i ministri degli interni francese, tedesco ed italiano si è concluso con l’ennesimo due di picche per l’Italia: nessun accordo sul ricollocamento dei rifugiati, nessuna apertura di altri porti (in Francia e in Spagna) per le operazioni di sbarco degli immigrati. Altro che ‘refugees are welcome’. (...)
Diego Storti
(Ostiano)

Schiaffi da Francia e Spagna
L’Italia vittima del ‘terzomondismo’
Signor direttore,
l’Italia di sinistra sull’affare clandestini con servizio taxi ha preso un bel pesce in faccia da Francia e Spagna. Ora il Pd è rimasto con il cerino in mano dato che i clandestini che voleva rifilare alla Francia e alla Spagna dovrà tenerseli l’Italia. Insomma le nazioni europee non hanno mai legiferato di voler fare entrare tutti senza alcun controllo, questa è stata una invenzione di certi personaggi della sinistra ‘ubriachi’ di ideologia terzomondista che il popolo italiano pagherà caro e salato.
Giuliano Galassi
(Cremona)

I buonisti mi rispondano
Che futuro possiamo dare ai migranti?
Egregio direttore,
credo di essere una voce fuori dal coro dei buonisti che nonostante l’evidente malessere dei più, continuano ad essere passivi o comunque indifferenti verso il continuo sbarco di ‘disgraziati’ sulle nostre coste italiane.
Confesso che provo un certo malessere a scrivere queste cose ma l’evidenza quotidiana mi spinge ad esternare (per rispetto alla persona) il disagio e lo smarrimento di giovani seduti in luoghi più disparati in attesa di che cosa? E intanto continuano gli sbarchi.
Il mio pensiero è quale avvenire siamo in grado di garantire a queste persone, quando già noi cittadini italiani lamentiamo carenze sia nelle abitazioni che nel lavoro giovanile.
Le mie considerazioni non hanno a che fare con sentimenti di razzismo ma vorrei stimolare i ‘buonisti’ a trovare alternative agli sbarchi di poveri disgraziati che pagano fior di quattrini per andare incontro ad una vita vissuta in centri di accoglienza più o meno atti all’uso che se ne fa.
Credo che una opzione potrebbe essere il trasferimento dei centri di accoglienza nei posti dove avvengono gli imbarchi di questi poveri illusi evitando quindi un esborso di denaro per il pedaggio a quei delinquenti che se ne approfittano e spiegando loro che in Italia possono anche non trovare idonea soddisfazione delle loro aspettative.
Bruno Musoni
(Cremona)

Appello ai cremonesi
In Etiopia si muore di fame, aiutateci
Signor direttore,
quale portavoce della sezione di Cremona del ‘Centro aiuti Etiopia onlus’, le chiedo di pubblicare questo appello urgente: in Etiopia si muore di fame!
Durante lo scorso mese di aprile 2017 il personale del Centro Aiuti per l’Etiopia ha distribuito derrate alimentari alla popolazione abitante la zona del Wollayta, situata a oltre 300 km a sud della capitale Addis Abeba, in collaborazione con le Suore dell’ordine di Sant’Anna. In questa regione l’agricoltura è stata messa a dura prova.
Il primo maggio a Boditi, sempre in Wollayta, sono stati distribuiti 1200 quintali di grano per farina. Erano presenti circa 2.400 persone rappresentanti altrettanti nuclei familiari dell’area, scelti tra i più bisognosi. Il grano custodito in un magazzino era riposto in sacchi da 1 ql. l’uno. Ogni capo famiglia, uomo o donna, ha ricevuto 50 kg di grano, vale a dire la metà di un sacco.
Purtroppo è ancora necessario intervenire con urgenza, le richieste di aiuto stanno aumentando e provengono anche da Dessiè, Kobbo e Wollo. Continua pertanto l’impegno del Centro Aiuti Etiopia onlus per l’acquisto e la distribuzione di derrate alimentari, olio, farina agli abitanti delle zone più colpite. La situazione è grave, anzi peggiorata, perché anche quest’anno le piccole piogge non sono arrivate, la semina è stata vana e ciò comporta carenza dei raccolti agricoli e dell’acqua per soddisfare i bisogni delle persone.
Continuate a sostenerci. Insieme potremo aiutare ancora molte persone bisognose! Chiama il numero 0374341130, anche per informazioni, oppure effettua una donazione sul nostro conto corrente bancario: Agenzia di Milano, IBAN IT 41 T 03359 01600 10000 0121076 BIC/SWIFT BCITITMX intestato a Centro Aiuti per l’Etiopia Onlus Centro aiuti per l’Etiopia.
Giuseppe Martinenghi
(Cremona)

Profughi a Casalmorano
Accoglienza efficace. Grazie a chi collabora
Gentile direttore,
ci permetta di fare alcune precisazioni circa la lettera inviata dal signor G. F. e pubblicata in data 3 luglio col titolo ‘A Casalmorano non ci informano’.
Il fenomeno migratorio è estremamente complesso e quindi non riconducibile a qualche considerazione approssimativa. Complessa risulta essere anche la gestione di quest’emergenza e gli strumenti a disposizione talvolta non sono adeguati.
Come già più volte ribadito, in occasione dell’arrivo di migranti ospiti di strutture private, i Sindaci ricevono comunicazione dalla Prefettura con un margine di preavviso molto ridotto. Nel settembre 2016, dopo aver ricevuto la comunicazione della Prefettura, il Sindaco di Casalmorano ha pubblicato immediatamente un avviso rivolto all’intera cittadinanza. È stato poi diffuso un volantino che informava ulteriormente i cittadini con alcuni dettagli precisi e chiari. Su iniziativa dell’Amministrazione Comunale e delle parrocchie dell’Unità pastorale, all’inizio del 2017, è stato infine organizzato un incontro di testimonianze. Proprio in quell’occasione si è precisato che i 22 ragazzi ospitati a Casalmorano, come tutti i profughi, sono in attesa di completare l’iter che gli consentirà di ottenere o meno lo status di rifugiati.
Su iniziativa di alcune associazioni del territorio, alcuni migranti hanno iniziato a svolgere alcune attività di volontariato al servizio della cittadinanza. Il nostro grazie alle associazioni in questione e a tutti quei cittadini che scelgono di tradurre in gesti concreti, silenziosi e rispettosi l’accoglienza.
Ad oggi, per quanto riguarda Casalmorano, non ci sono ‘evoluzioni’ né tanto meno abbiamo ricevuto comunicazioni dalla Prefettura circa nuovi arrivi. Da settembre Sindaco e Amministratori si interfacciano con la Prefettura e la Cooperativa Hope per cercare di gestire al meglio questa situazione nell’interesse dei cittadini di Casalmorano e delle persone ospitate, che pur non risiedendo a Casalmorano faranno parte ancora per qualche tempo della nostra comunità.
Il sindaco e l’amministrazione comunale di Casalmorano

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