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4 luglio

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

06 Luglio 2017 - 04:00

IL CASO
Il recupero di Santa Lucia è un'iniziativa da applausi
Caro direttore,
Arena Giardino, Giorgio Brugnoli, un connubio notevole, ci sta. Imprenditore virtuoso, profondo conoscitore della cinematografia, incondizionato attaccamento alla propria città, mai sopra le righe, non ti puoi sbagliare, è lui! Signorilità e dignità mai gli hanno fatto difetto.
Perché tessere cotante lodi? Semplicemente perché tu, caro Giorgio amico mio: ‘...ci vuole pazienza, tanta pazienza, soprattutto dedizione e non scoraggiamento. Ancora una volta sei brillantemente riuscito nell’ardua impresa di dare vita, corpo, anima e lustro a quella suggestiva Arena Giardino, un ‘catino’ che seppur datato, è testimonianza della nostra storia. E sei riuscito persino a farci ancora immergere, nelle afose serate estive dal cielo stellato, in un variegato cartellone cinematografico in grado di soddisfare tutti i gusti anche di quelli più severi di certi buongustai cremonesi. Cosa te ne può “calere” degli strali della calunnia, della maldicenza, dell'invidia? E’ cultura, e tu ben lo sai, è arte, spettacolo, musica, soprattutto è territorio della città. Lo voglio declarare con fermezza. Bisogna essere padroni della propria mente, senza lasciare che altri diventino padroni della nostra di mente.
Bravo (...) perché quella geniale iniziativa di proporre alla cittadinanza (e non solo a quella più sensibile!) una rassegna cinematografica per il recupero della piccola chiesa di Santa Lucia a Cremona, purtroppo inagibile dunque bisognosa di urgenti interventi conservativi, l’hai intrapresa congiuntamente a quell’altrettanto artefice di iniziative, parroco di San Pietro, monsignor Stefano Moruzzi’. Ci vuole un battimano di due giorni interi, ve lo meritate. Ed allora davvero buttiamoci stavolta tutti come degli affamati sulle più nobili iniziative che ancora riescono a collocare quella ‘parva sed apta nobis’ Cremona al vertice delle classifiche! (...)
Giorgio Carnevali
(Cremona)

Condivido il suo giudizio molto positivo. All’iniziativa promossa da Brugnoli in collaborazione con monsignor Moruzzi il giornale ‘La Provincia’ ha dedicato vari servizi e posso tranquillamente affermare che sin dall’inizio l’abbiamo ‘fatta nostra’. Approfitto per ricordare che questa sera verrà proiettato il terzo film della rassegna che si concluderà a fine agosto.

LA POLEMICA
Non ha senso pagare prima di avere un servizio
Signor direttore,
ho partecipato con altri cittadini castelleonesi ad una riunione informativa alla Late ed ho visionato il ricorso che molti Comuni e Consorzio Rogge hanno proposto al Tar di Milano. Mi pare che questa nuova tassa regionale che possiamo chiamare per brevità tassa Maroni-Beccalossi sia illegittima poiché chiede un pagamento prima di fornire un servizio, ma anche di più prima ancora di presentare quale sarà il servizio offerto in dispregio di ogni principio fiscale e delle norme del codice del contribuente.
La delibera regionale che ha previsto questo è stata impugnata quindi non è certo che la tassa sia dovuta. L’avviso di pagamento recapitato nelle nostre case attraverso Equitalia non è obbligatorio quindi la scadenza del 30 giugno può essere ignorata in attesa dell’eventuale cartella. Credo che i cittadini debbano smettere di essere sudditi e pretendere informazione trasparente e precisa prima di dover pagare qualsiasi tributo.
Chiara Tomasetti
(Cremona)

Spesso sono un optional
Onestà intellettuale e coerenza merce rara
Egregio direttore,
con la presente voglio scusarmi col lettore Pierluigi Somenzi che nella sua lettera apparsa nella rubrica Spazio Aperto, cita un mio contributo apparso nei giorni scorsi sulla faccenda del contratto di Fabio Fazio.
Chiedo scusa perché molto probabilmente non sono riuscito a far capire che il senso della mia lettera era e rimane ironico.
Ho cercato di far notare che, come al solito tra il predicare e il raccogliere, in questi personaggi da caminetto (per citare Renzi di sabato scorso), la coerenza e per citarla (domenica nel suo editoriale) l’onesta intellettuale (grandiosa affermazione!), sono un optional.
Renzo Aletti
(Piadena)

Dopo le amministrative
Renzi si dimentica di averle perse
Caro direttore,
Matteo Renzi, richiesto d’un parere sul risultato di queste amministrative, ha così commentato: «Era prevedibile che finisse come successo: a macchia di leopardo». Dimenticando, purtroppo, di precisare: «Ed io perdo».
Massimo Rizzi
(Cremona)

Polemica a Spino d’Adda
Basta cambiare idea. Non è divertente
Signor direttore,
leggendo le dichiarazioni rese a ‘La Provincia’ del 28 giugno dal vicesindaco di Spino d'Adda Galbiati, ci si è accapponata la pelle: non solo Galbiati sbaglia i compitini, ma non sta neppure attento in classe.
Ha sentito, Galbiati, mentre il responsabile dell'Ufficio Ragioneria (lui, il dipendente, perché Spino d'Adda da mesi non ha l'assessore al bilancio, non certo per colpa di Riccaboni e di Progetto per Spino, ma per colpa di chi il Galbiati continua a tacerlo agli Spinesi, limitandosi a dire stupidaggini sulla pestilenziale Amministrazione Riccaboni) diceva che:
- dall’Amministrazione Riccaboni, l’Amministrazione Poli ha ereditato 836mila euro di avanzo di amministrazione (soldi in più)?
- che si è spiegato che i residui attivi (la ragione ufficiale ed evidentemente falsa per cui quattro consiglieri comunali amici di Galbiati hanno votato contro il bilancio dio Galbiati) ‘sono stati sottoposti nel 2015 a un riaccertamento straordinario, che non ne consentiva la rateizzazione, ma di poter eliminare i residui non esigibili. Il comune di Spino d’Adda il 30 aprile 2014 ha effettuato un riaccertamento straordinario sui residui attivi e passivi ottenendo il parere favorevole del revisore dei conti e l’ok della Corte dei Conti’? Lo ha sentito?
- Galbiati ha sentito il dottor Calderala mentre spiegava che di certo Spino d’Adda non è in stato di dissesto?
- si è accorto, Galbiati, che con il nostro primo consuntivo, nel 2011, ricevevamo (dall’amministrazione Rancati in cui lui era vicesindaco) 4 milioni e 800 euro di residui e che cinque anni dopo ne abbiamo restituiti - sempre a Galbiati e a Poli - 2 milioni e 800 euro?
Era distratto mentre veniva detto tutto questo?
O non ha compreso?
O convenientemente fa finta di nulla?
- ha sentito, Galbiati, che l'avanzo di amministrazione lasciatogli da Progetto per Spino è semplicemente clamoroso, che lascia ampia libertà di azione all’Amministrazione in carica? Che, insomma, se non farà nulla quest'anno non può dare la colpa al solito Riccaboni?
- ha capito che i mutui, durante il mandato di Progetto per Spino sono calati di un milione di euro. I mutui sono il vero debito da pagare. Un milione di euro di mutui è stato pagato da noi.
Forse era distratto. Forse riposava.
Infine si rileva che, durante la seduta di venerdì scorso, Galbiati ha dichiarato che i numeri di bilancio dell'Amministrazione Riccaboni non li ha mai messi in discussione. Passati pochi giorni e riscossosi dal torpore, o imbeccato da qualcuno, ora su ‘La Provincia’ sostiene il contrario?
Un doppio appello: Galbiati spiegaci - visto che sei così ciarliero - le vere ragioni delle dimissioni dei tuoi cinque amici (aspettiamo da molto tempo) e smetti di mentire o di contraddirti: quando dici una cosa, non cambiare idea sui giornali una manciata di giorni dopo. Lo fai ormai da anni, non è più divertente.
Progetto per Spino
(Spino d’Adda)

Due mondi lontani
Tra Vasco ed Elvis nessuna similitudine
Signor direttore,
Vasco Rossi fa musica rock? Ci basta Elvis Presley, che col Vasco ha in comune solo l’essere bianco. Ma quanto a musica bisogna tornare a Memphis, 5 luglio 1954, da dove (avevo 14 anni) lanciava il suo acuto, appunto, Elvis Presley, un giovane camionista di Tupelo innamorato del blues e della musica dei neri, per avviarsi a diventare una star fissa di grandezza internazionale. Vasco? Qua ci sta proprio l’obbligo di non dimenticarci della abissale-sostanziale… differenza fra i due!
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

Gli anni del fascismo
Il populismo inquina anche la Resistenza
Egregio direttore,
per motivare le lettere (...) di Gianfranco Galli e di Sergio Noci, si potrebbe essere benevoli scrivendo che essi hanno sofferto le conseguenze del caldo di questo periodo.
In realtà invece è che quanto scrivono è il frutto del dispiegamento populista storiografico sul fascismo messo in circolazione dagli antifascisti. Il suo allargamento è stato reso più facile dalla scomparsa, per cause anagrafiche, dei perdenti, in particolare di coloro che sarebbero stati in grado di contrastare l’ammasso di menzogne accumulatesi.
Per di più, sulla scia del resistenzialismo, gli epigoni dei vecchi marpioni antifascisti possono manovrare (vedasi la lettera del 1 luglio del Noci), impunemente e spudoratamente, includendo tra i ribelli liberatori la maggior parte degli italiani insistendo sulla distinzione antistorica tra fascisti ed italiani.
Per quanto riguarda le allusioni che Noci fa nei miei riguardi, esse non hanno alcuna logica perché non fanno che riversare nella mia mente le assurdità nate nella sua.
Vorrei concludere, egregio direttore, rivolgendomi a quei lettori che, in questi giorni a Cremona, si sono interessati alla presentazione dei seguenti libri: ‘Villa Merli’ e ‘Zone di guerra, geografia di sangue’. Ritengo utile, per una maggiore comprensione del tipo di ‘memoria’ da mantenere viva negli italiani, relativamente ai compiti dei ‘bau-bau’ di villa Merli a Cremona, le lettura del capitolo — compreso da pagina 417 alla 432 — del secondo libro da me citato. Sono certo che una riflessione sulla situazione in cui si trovavano i componenti dell’U.P.I. di Milano (da rilevare nelle suddette pagine da me citate) chiarisca di chi era genericamente, in realtà, la responsabilità di quanto avveniva.
Claudio Fedeli
(Cremona)

Il Made in Italy
Dopo l’arrivo dell’euro siamo tutti più accorti
Egregio direttore,
tutti, ormai, ci siamo fatti più accorti nelle scelte e in special modo da quando l’euro ci ha costretti a fare i conti con sempre rinnovate difficoltà di portafoglio.
Se questi prodotti non reggessero alle rivalità mercantili quali spiegazioni potrebbero avere le loro fortune da noi?
Cerchiamo, piuttosto, di proporci con mezzi adeguati alle sfide che ci vengono lanciate dall’esterno. Questo sarebbe il modo migliore per difenderci nella competizione.
A cosa servono le prediche del presidente Mattarella (di privilegiare il ‘made in Italy’) se l’egoismo delle caste merceologiche non si rassegna alla riduzione dei listini?
Marco Rossi
(Cremona)

Sempre di traverso
Gli ambientalisti e i ‘niet’ a priori
Caro direttore,
si rifan vivi gli ambientalisti nel rinnovar dei ‘niet’ comunque vada decisi coi compari più oltranzisti a far ‘imbufalir’ ogni contrada che ne sopporta bizze e stravaganze con la pazienza, proverbiali, di Giobbe.
Quando avranno fine le loro intemperanze che pesano da ascessi sulle gobbe? Sempre gli stessi e posti di traverso ogni qualvolta stilLan documenti che possano intralciare.
Tempo perso a rendere, comunque, sconvenienti, quei loro rapporti che, per qualche verso, li svelan, quasi, dissenzienti.
Andrea Castelli
(Cremona)

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