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1 luglio

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

03 Luglio 2017 - 04:00

IL CASO

Per noi residenti di via Bissolati
trovare parcheggio è un calvario

Egregio direttore,
ultimamente parcheggiare per i residenti di via Bissolati e zone limitrofe è un calvario. La situazione è peggiorata anche nelle ore serali quando i parcheggi sono intasati da chi si reca in centro e il povero residente comincia la ronda nella speranza di poter rientrare a casa. Da notare che, comunque, durante la giornata trovare un buco libero non a pagamento anche solo per poter depositare la spesa in casa è impossibile, visto che da non molto ben sei posti a lato della chiesa di Santa Lucia sono stati assegnati alle auto private dei dipendenti di pubblica sicurezza.
Non solo, ma essendo queste zone facenti parte delle ‘vie ad alta rotazione’ gestite dalla ditta Saba non è possibile avere le gratuità/riduzioni tariffarie che spettano ai residenti nelle zone gestite da Aem.
Quindi scaricare la spesa costa al residente almeno 70 centesimi anche alle 18.45, visto che il solerte ausiliario passa spesso anche a quell’ora. Ci sono perciò cittadini di Serie A e di serie B.
A Parma con 10 euro all’anno i residenti senza posto auto privato possono chiedere fino a 3 permessi per nucleo famigliare e parcheggiano illimitatamente, e nella fascia serale e notturna le righe blu sono a loro riservate. A Piacenza i residenti senza garage pagano 25 centesimi al giorno, quelli con un garage e più di due auto pagano 25 centesimi all’ora e addirittura i lavoratori dipendenti nella zona pagano 1 euro al giorno.
Città di serie A e di serie B.
Valeria Franzini
(Cremona)

Sono anche io convinto che i residenti dovrebbero poter godere di condizioni privilegiate per poter parcheggiare. Le soluzioni possibili sono molte, basta un po’ di fantasia. Gli esempi, anche in città vicine, non mancano. L’importante è avere a cuore la qualità della vita dei cittadini e non soltanto il bilancio dei gestori.

LA POLEMICA

Spino, Riccaboni lasciò un tesoretto di 836mila euro
Gentilissimo direttore
leggendo le dichiarazioni rilasciate al quotidiano ‘La Provincia’ di mercoledì 28 giugno dal vicesindaco Enzo Galbiati, ci si è accapponata la pelle: non solo Galbiati sbaglia i compitini, ma non sta neppure attento in classe. Ha sentito, Galbiati, mentre il responsabile dell'Ufficio Ragioneria (lui, il dipendente, perché Spino d'Adda da mesi non ha l’assessore al Bilancio, non certo per colpa di Riccaboni e di Progetto per Spino, ma per colpa di chi il Galbiati continua a tacerlo agli spinesi, limitandosi a dire stupidaggini sulla pestilenziale amministrazione Riccaboni) diceva che:
- dall’amministrazione Riccaboni, l’amministrazione Poli ha ereditato 836mila euro di avanzo di amministrazione (soldi in più)?
- che si è spiegato che i residui attivi (la ragione ufficiale ed evidentemente falsa per cui quattro consiglieri comunali amici di Galbiati hanno votato contro il bilancio di Galbiati) «sono stati sottoposti nel 2015 a un riaccertamento straordinario, che non ne consentiva la rateizzazione, ma di poter eliminare i residui non esigibili. Il comune di Spino d’Adda il 30 aprile 2014 ha effettuato un riaccertamento straordinario sui residui attivi e passivi ottenendo il parere favorevole del revisore dei conti ed l’ok della Corte dei Conti»? Lo ha sentito?
- Galbiati ha sentito il dottor Calderala mentre spiegava che di certo Spino d’Adda non è in stato di dissesto?
- si è accorto, Galbiati, che con il nostro primo consuntivo, nel 2011, ricevevamo (dall’amministrazione Rancati in cui lui era vicesindaco) 4 milioni e 800 euro di residui e che cinque anni dopo ne abbiamo restituiti - sempre a Galbiati e a Poli - 2 milioni e 800 euro? Era distratto mentre veniva detto tutto questo? O non ha compreso? O convenientemente fa finta di nulla?
- ha sentito, Galbiati, che l'avanzo di amministrazione lasciatogli da Progetto per Spino è semplicemente clamoroso, che lascia ampia libertà di azione all’Amministrazione in carica? Che, insomma, se non farà nulla quest'anno non può dare la colpa al solito Riccaboni?
- ha capito che i mutui, durante il mandato di Progetto per Spino sono calati di un milione di euro. I mitui sono il vero debito da pagare. Un milione di euro di mutui è stato pagato da noi.

Forse era distratto. Forse riposava.
Infine si rileva che, durante la seduta di venerdì scorso, Galbiati ha dichiarato che i numeri di bilancio dell'Amministrazione Riccaboni non li ha mai messi in discussione. Passati pochi giorni e riscossosi dal torpore, o imbeccato da qualcuno, ora su ‘La Provincia’ sostiene il contrario?
Un doppio appello: Galbiati spiegaci - visto che sei così ciarliero - le vere ragioni delle dimissioni dei tuoi cinque amici (aspettiamo da molto tempo) e smetti di mentire o di contraddirti: quando dici una cosa, non cambiare idea sui giornali una manciata di giorni dopo. Lo fai ormai da anni, non è più divertente.
La lista di minoranza 'Progetto per Spino'

Alla media Virgilio
Grazie dell’attenzione
al nostro Tommaso
Caro direttore,
vorremmo approfittare della sua gentile disponibilità per ringraziare pubblicamente tutto il personale docente e non docente, in particolare gli insegnanti dell'attuale 3 E della scuola media Virgilio, per l’attenzione e la grande disponibilità che hanno saputo dare a Tommaso nel periodo più difficile della sua vita.
Un grande esempio di umanità e di buona scuola.
I genitori di Tommaso
(Cremona)

Libro di Montanelli e Cervi
Rileggiamo ‘L’Italia
della Repubblica’
Egregio direttore,
ricordo l’articolo 16 del Trattato di pace: «L’Italia non incriminerà, né altrimenti perseguirà alcun cittadino italiano, compresi gli appartenenti alle Forze armate, per il solo fatto di avere, durante il periodo dal 10 giugno 1940 all’entrata in vigore del presente trattato, espresso simpatia od avere agito in favore della causa delle potenze alleate ed associate».
Da pagina 113 del volume ‘L’Italia della Repubblica’ di Indro Montanelli e Mario Cervi, Rizzoli editore, Milano 1985. Libro da rileggersi, rileggersi e ancora rileggersi.
Claudio Fedeli
(Cremona)

Sul secondo canale Rai
Il comunista Santoro
è tornato: e io pago

Egregio direttore,
a cena da amici, la tv è sintonizzata sul secondo canale Rai. Ahimè, c'è Santoro. E si vede. Si sente. Fin dall’inizio. Nella sua nuova trasmissione (che si chiama ‘M’, strano che manchino le altre quattro lettere) il vecchio comunista riesce a far associare a un equilibrato ospite i campi in cui sono trattenuti gli stranieri che sbarcano in Italia ai campi di concentramento di Hitler. Qualche minuto dopo, un giovane occhialuto con l’aria del saputello spiega invece che c’è un'analogia tra il razzismo della Germania nazista e il razzismo dell’Italia di oggi - quella che ha preso 12.000 migranti solo negli ultimi giorni, per capirci - verso gli stranieri. Orbene, ricordiamo sempre che per pagare il cachet e le trasmissioni di questo vecchio comunista versiamo il canone. Pure in bolletta, come ha voluto il premierino di Firenze. Ricordiamolo, appunto.
S. M.
(Cremona)

Non confonderlo con Stalin
Il Duce non uccise
milioni di persone
Egregio signor direttore,
evidentemente il caldo e l'afa dei giorni scorsi hanno mietuto le proprie vittime ed una di queste è il signor Gianfranco Galli il quale nella sua, delirante, lettera, inviata al suo quotidiano, travisa, totalmente, la storia scritta, a suo dire, non dai vincitori ma da seri e obbiettivi storici.
Il signor Galli scrive che il mio Duce, di cui ho una venerazione ed ammirazione incredibile, avrebbe fatto uccidere milioni di persone in nome della sua folle ideologia. Immagino che leggendo i suoi libri di storia abbia frainteso personaggio; Stalin, non Mussolini, ha affamato, deportato il suo popolo e fatto eliminare, da paranoico quale era, milioni di potenziali nemici mentre il fascismo ha cercato di aiutare i meno abbienti, creando lo stato sociale che poi è stato distrutto da questa democrazia. Mi vorrebbe spiegare signor Galli come il fascismo avrebbe potuto eliminare milioni di avversari quando in Italia il 99,9% erano, magari per opportunismo, fascisti? Forse nei suoi libri di storia non viene riportato che nel 1931 i dipendenti pubblici dovevano giurare fedeltà al Regime e su 1.225 docenti universitari solo 12 (meno dell’1%) si rifiutarono di giurare. E di questi 12 quanti ne vennero fucilati? Nessuno. Forse lei ha ragione quando scrivere che in 23 anni di regime gli italiani sono diventati ladri di polli; ci avete pensato voi, antifascisti, in 70 anni di pseudo democrazia mandandoli al governo ad evolverli e a trasformarli da ladri di polli in ladri di miliardi, in corrotti e corruttori e le ricordo che se Mussolini ed il fascismo nella, loro ferocia, avessero eliminato o fatto eliminare milioni di questi parassiti, come lei afferma, probabilmente avremmo, visto che abbiamo perso la guerra, tante vie o piazze dedicate a queste persone ma certamente, per qualche secolo, non avremmo avuto il ladrocinio quale regola di governo; pensi che sfortuna.
Gian Alberto D'Angelo
(Cremona)

Contorta rivisitazione
I fascisti nostrani
ribaltano la storia
Egregio direttore,
Nella recente tesi di un docente della Glasgow Caledonian University che cita i luoghi di ‘pellegrinaggio’ tipo Salò e Predappio dell’estrema destra italiana, viene rimarcata soprattutto la pericolosa mancanza di istruzione degli italiani sul passato regime fascista e i suoi crimini che sovverte la realtà storica con narrazioni verbali e scritte pericolosamente distorte. Dunque, anche all’estero deplorano che l’Italia non ha mai fatto i conti con il suo passato regime fascista nella stessa misura in cui li ha fatti la Germania con il nazismo e le lettere inviate al giornale dai nostalgici nostrani tipo Claudio Fedeli che si picca di essere un ricercatore storico ne sono un classico esempio. Non contento della figuraccia sui deportati a Ventotene, nella sua ultima si cimenta ora in un assurdo ribaltamento dei fatti sui perseguitati antifascisti fuoriusciti all’estero e i ‘ribelli’ interni. Secondo il Fedeli, durante il ventennio gli italiani dovevano sottostare alle leggi ingiuste di una dittatura perché legittimata da un Savoiardo fellone, ovvero: gli avversari politici subire e farsi ammazzare senza reagire; gli ebrei rassegnarsi alle leggi razziali e avviarsi da soli nei campi di sterminio; i lavoratori farsi decurtare lo stipendio e restare sottomessi; i militari farsi massacrare in guerre inutili senza fiatare e i molti esuli perseguitati anche all’estero come i fratelli Rosselli subire e tacere sulla situazione di terrore imposta dal regime fascista. Questo in pratica il ragionamento del Fedeli sugli italiani da lui definiti i peggiori «nemici della Patria» in una contorta rivisitazione dei fatti in chiave fascista che non meriterebbe risposte se non insulti.
Sergio Noci
(Soresina)

Il voto a Crema
Bonaldi tra la gente
il centrodestra no
Egregio direttore, perché il centro-destra a Crema ha perduto le elezioni amministrative? Le ragioni possono essere tante, però a mio avviso una è sicura. L'armata del centrodestra, soprattutto di Forza Italia è formata da generali e colonnelli che da sempre non conoscono la prima linea. Cosa è successo?
Sono venuti a mancare i famosi sergenti; sergenti di ferro. I sergenti sono coloro che vivono tra la gente che, con il loro sorriso portano la voce del partito dentro le case dell'elettore.
Questo è mancato a Crema. La Bonaldi lo ha imparato.
Cesare Forte
(Oradea, Romania)

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Commenti all'articolo

  • francogallo57

    03 Luglio 2017 - 14:14

    effettivamente c'e gente che da settantanni vive al caldo, come volevasi dimostrare, ancora una volta il signor d' angelo vede solo esclusivamente nero, basterebbe leggere e studiare un libro di quinta elementare, per capire che danni ha fatto il suo idolo. Io non ho mai parlato di stalin perchè lo considero semplicemente un delinquente alla pari del suo amato duce, una vergogna, che ha distrutto un paese, altro che stato sociale, ha mandato a morire milioni di italiani innocenti, ci sono voluti anni per rimettere in piedi l'italia. c'è gente al mondo che fa collezione di vermi e scarafaggi e insetti vari, e c'è gente che colleziona la faccia, del duce, con uno li unisce tutti. E per quanto riguarda la mia democrazia che lui denigra così tanto, si deve ritenere molto fortunato perchè se eravamo ancora in quella del manganello, sarebbe stato un sogno riuscire a scrivere liberamente su un giornale senza subire la cura dell'olio e del randello, o essere rinchiuso come un delinquente

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