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28 giugno

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

30 Giugno 2017 - 04:05

IL CASO
Aggredito in piazza da due energumeni per una bicicletta rubata e ritrovata
Egregio direttore,
se ha pazienza di leggermi le racconterò il fatto istruttivo capitato proprio ieri ad un cittadino cremonese. Un paio di settimane fa gli scompare la bella bicicletta, subito ne denuncia la sparizione alle forze dell’ordine. Poco dopo la scopre malamente parcheggiata e con un lucchetto nuovo proprio qui, a due passi dai giardini. Il cittadino esulta in cuor suo: secondo la legge, telefona allo stesso comando dove ne aveva denunciato la sparizione e i militari, constatata l’esatta corrispondenza tra il mezzo ritrovato e la descrizione in loro possesso, in più un testimone conferma la veridicità dell’appartenenza, stilato il verbale di ritrovamento, gli consentono di rientrare in possesso del bene. Dopo che il meccanico ciclista avrà riparato il disastro provocato nel breve lasso di tempo, freni scardinati, luci asportate, asse del mozzo spezzato, il nostro ricomincia a pedalare per la città come ha fatto fino a quel momento, quasi dimentico della brutta avventura. Ma, venenum in cauda, le peripezie non sono ancora terminate: mentre sorseggia un caffè, con davanti il giornale aperto, proprio ‘La Provincia’, si sente apostrofare da un giovanotto ben palestrato tanto grande e grosso quanto poco rassicurante, lei mi capisce senza che debba dire di più, che afferma il suo diritto alla proprietà su quella bicicletta. E con quale tono offeso e contrariato, e con che mimica e quale gestualità. Poi chiama a dargli manforte il compare che, a suo dire, glie l’ha ‘venduta’. Lunghi momenti di tensione e panico all’ombra del duomo, con i passanti, giustamente impressionati, che scantonano per non essere coinvolti, i toni dell’aggressione verbale si alzano minacciosi, il nostro si ripara all'interno del caffè e viene seguito dalla coppia, il barista che a questo punto prova a mettersi in mezzo, ancora un paio di calci assestati alla innocente bici, finalmente il duo si allontana. E speriamo che sia veramente finita qui. La morale, spiegano in caserma, è avere sempre con sé il telefono e ad ogni piccolo o grosso guaio che possa capitare, informare di quanto sta accadendo le forze dell’ordine, senza mai impegnarsi in discussioni o alterchi. Addirittura un semplice gesto o un’occhiata potrebbe essere fonte di gravi guai, perché se il cittadino medio autoctono è stato educato e ha convissuto con certe abitudini e valori, in altre parti del mondo comportamenti e reazioni potrebbero essere assolutamente diversi o antitetici. Certamente vale il principio di non fare di tutta l’erba un fascio, però nessuno si stupirà se d’ora in poi il nostro cittadino, dopo quel che gli è capitato, cambierà marciapiede o anche strada quando vedrà venire verso di sé simili soggetti, siano essi buoni o cattivi. Molto meglio farsi una camminata solitaria in riva al fiume.
Lettera firmata
(Cremona)

La furia per l’incauto acquisto non è una buona giustificazione per la reazione che lei ci ha raccontato. Che è ingiustificabile. Come lei stesso ha precisato, però non mi sembra giusto fare di tutta l’erba un fascio.

LA POLEMICA
Bonaldi non esulti: votata solo dal 28% dei cittadini
Signor direttore,
come si sono espressi i cremaschi in occasione delle ultime elezioni amministrative? Me lo domando perché noto che qualcuno, con toni trionfalistici, ha esultato per la riconferma della Bonaldi, facendo credere che la maggioranza dei cremaschi sia stata soddisfatta dei cinque anni di amministrazione a guida Pd. Sinceramente a me la realtà appare ben diversa. Le analisi approfondite e qualificate le lascio a persone ben più titolate, io mi limiterò a riportare dei numeri a mio avviso eloquenti. Domenica scorsa 7.851 persone si sono espresse a favore di Stefania Bonaldi, mentre 7.102 elettori hanno votato per Enrico Zucchi. Stiamo dimenticando, però, che 11.883 persone - pur avendo diritto al voto - non si sono presentate ai seggi. Persone, probabilmente, che non hanno apprezzato l’idea di consegnare la guida della città nelle mani dei due candidati sopra citati. A Crema, purtroppo, ha vinto l’astensionismo ed ora abbiamo un sindaco sostenuto solo dal 28,86% degli aventi diritto al voto. Con un risultato così non esulterei più di tanto, perché sono numeri che attestano la delusione di quasi 3/4 dei cremaschi. Mi auguro che i nostri politici locali riflettano su questi numeri e al più presto si mettano al lavoro per recuperare quella credibilità che evidentemente hanno perso agli occhi della città.
Flavio Rozza
(referente locale Il Popolo della Famiglia, circolo di Crema)

Voto amministrativo/1.
Il Pd paga gli errori nel caos migranti
Egregio direttore,
dall’esito delle elezioni amministrative scaturiscono due considerazioni che appaiono incontrovertibili: il disinteresse - forse sarebbe meglio dire l’irritazione - degli italiani verso la politica, senza precedenti in questa misura, e la pesante débacle del Pd. Due aspetti che sembrano peraltro tra loro correlati e che indicano una sonora bocciatura del Partito Democratico e della sua visione del Paese.
Sarebbe interessante, al riguardo, che venisse condotto un sondaggio per verificare quanto ha pesato, in questo risultato, il rapporto tra gli ultimi due governi a trazione Pd e la questione migranti.
Ancora in questi giorni ne sono arrivati a migliaia, sempre con il servizio di traghetto messo a disposizione dal governo. In questa spinosissima materia si prosegue ancora alla cieca, senza un piano vagamente degno di questo nome, che preveda per esempio un numero oltre il quale non si può andare, un limite invalicabile all'accoglienza, dettato da condizioni oggettive.
L'unico criterio che si persegue ad utilizzare è il «tanti ne arrivano, tanti ne prendiamo». Una scelleratezza immane di cui anche i cittadini più sprovveduti si sono ormai accorti. Il Pd è stato ora verosimilmente chiamato a pagarne il conto. Anzi, per ora, forse, solo l'acconto. Il resto verrà.
S. M.
(Cremona)

Voto amministrativo/2.
Centrosinistra rissoso.  E torna Berlusconi
Caro direttore,
fo un’analisi serena, giacché seria non mi riesce, sui risultati delle amministrative ultime scorse. E la fo così: obtorto collo (letteralmente con il collo storto, in verità ci sta tutto con il collo rotto). Il centro-sinistra se n’è appunto uscito così. E poi: Tafazzi, personaggio in calzamaglia nera e sospensorio bianco, che saltella colpendosi l'inguine con una bottiglia di plastica vuota e traendo chiaramente piacere da tale pratica. Ecco, appunto, codesti appaiono ai giorni nostri i risultati (ed i comportamenti) assunti dal centro-sinistra. Che poi te lo raccomando quale arco storico-temporale comprende il centro-sinistra. Abbiamo consegnato il pallino nelle mani di Berlusconi, Berlusconi da Arcore, un quasi bisnonno. Non sappiamo più chi siamo, ed io non ci arriverò mai a capire. Cribbio, addirittura a lui, al Berlusca! Intanto centrosinistra ko ai ballottaggi. E non ti sto a sciorinare i dati nei vari Comuni, ormai sono di dominio pubblico. Figurati che il Pd al primo turno aveva derubricato i risultati come un sintomo passeggero, molti dirigenti si erano affrettati a mettere in evidenza i successi qua e là. Ora il Pd si sveglia e si scopre sconfitto in città che governava da decenni. Ma la colpa è solo del Pd o di quell’area storica che si definisce centrosinistra? Scissionisti contro gli ostinati affabulatori del Pd si incolpano a vicenda. «Invece che ti esasperi contro il passato e contro il presente, supera il corruccio e considera pacatamente fatti, uomini e dottrine» (don Primo). Un esegeta di un prete (nell’accezione più pura di critico) che non ti mandava a dire: «Abbiamo torti reciproci. Prima di parlarci, per poterci parlare, confessiamoci a vicenda». Tu li vedi direttore quel pugno di uomini datati, comparsi in fotografia sulle pagine del tuo quotidiano, fare due chiacchiere col Pd? «Siamo in affanno di nuove strade: intanto passano gli anni e ci viene incontro la strada del cimitero». (don Primo, sempre lui).
Ma tu pensa, Berlusconi, mi scoppia la testa.
Giorgino Carnevali
(Cremona)

Provvedimenti anti smog
Bizze del palazzo che non sa investire
Egregio direttore,
zelante nei ricorsi stagionali, ecco già pronta l’amministrazione nel propinarci veti artificiali che valgono da mera ostentazione. Se a potenziar la rete del metano qualcun si fosse speso, prontamente, ad adeguarne più d’un mezzo urbano avesse provveduto e saggiamente, non soffrirem le bizze del ‘palazzo’ nel rinnovarci quella paternali (rimaste lor qual ultimo sollazzo) che si ripeton sempre e puntuali. Succederà che qualche paparazzo ci scopra sulle macchine a pedali?
Massimo Rizzi
(Cremona)

Casanova del Morbasco
Festa in strada. Grazie e arrivederci
Signor direttore,
Anna e Luca del Carpe Diem di Casanova del Morbasco vogliono ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla quarta Festa In Strada organizzata sabato 24 giugno.
Un ringraziamento particolare a tutto lo staff meraviglioso che ha reso possibile la riuscita della serata, al dj Mamo, al capitano della barca (il ‘Gatto’)e soprattutto al Comune di Sesto ed uniti che ha concesso il permesso per organizzarla.
Vi aspettiamo il 26 agosto per la quinta festa.
Luca Molardi
(Casanova del Morbasco)

Addio al colonnello saggio
Ufficiale colto che sapeva sorridere
Gentilissimo direttore
mi conceda queste poche righe per ricordare un uomo speciale, il colonnello Flavio Saggio. Un uomo che non amava essere celebrato e che ha dedicato la vita, con grande spirito di servizio, ad una sola idea: l’Italia. Ho conosciuto il colonnello Saggio una ventina di anni fa, era l’epoca del servizio militare, della naia: quei dieci mesi (io sono stato forse uno degli ultimi a ricevere la fantomatica cartolina) che ancora oggi, vent’anni dopo, sono tanto contento di avere provato. Ebbene, per noi artiglieri della Manfredini, il colonnello Saggio era un punto di riferimento, l’ufficiale che rispondeva al saluto con un sorriso. Ricordo ancora con grande nostalgia alcuni pomeriggi passati nel suo ufficio a parlare di storia, tra una sigaretta e l’altra, di artiglieria da campo, di come era finita l’Italia. E gli italiani. «Andiamo a prendere un caffè?» era un comando. Quando il colonnello si affacciava alla porta dell’ufficio di Maggiorità non si poteva dire di no. E quel caffè significava un tempo speciale, non per tutti. Una licenza che valeva dieci ‘quarantotto’. El Alamein, quegli inglesi maledetti che alla fine non erano riusciti, nonostante le vittorie, a strapparci l'onore.... Quanti ricordi colonnello. Quanta nostalgia. Quando ai miei alunni racconto la Seconda Guerra Mondiale il mio colonnello mi viene davanti agli occhi. Con lui sarei andato anche in capo al mondo, sicuro che non avrebbe sbagliato un passo. Buon viaggio colonnello. Ancora una volta mi permetta di dire: «Comandi colonnello». Con quel tricolore cucito sul cuore, «artigliere tu sei simbolo di potenza, la nemica prepotenza contro te non può durar».
Daniele Rescaglio
(Cremona)

Da ammirare sugli argini
Anche d’estate sul Po stupendi tramonti
Signor direttore,
in questi primi giorni d’estate, al crepuscolo è possibile ammirare sugli argini degli stupendi tramonti. Eccone uno: l’orizzonte cammina come il fiume / alternando grandi masse d’ombra e di fiamma / come un’anima il cuor pensier l’affanna. / Non s’avvede che la bella Eternità è più su /in quella quieta e serena laguna di blu.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

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Data di inizio 2 Luglio 2022 - 18:30