Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

25 giugno

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

27 Giugno 2017 - 04:00

IL CASO

SOLO TANTE PROMESSE CADUTE NEL VUOTO
IL CIMITERO DI CAVATIGOZZI È UNA VERGOGNA

Egregio direttore,
mi ero ripromessa di non rivolgermi più al suo giornale per la causa di cui parleremo, ma la foto apparsa ieri è stata la scintilla che mi ha indotto nuovamente a sedermi alla scrivania e a scrivere queste righe.
Il cimitero di Cavatigozzi è una vergogna: erba alta, pulizie inesistenti (mio marito tutte le settimane si occupa della raccolta del sacco delle immondizie) e la cosa più raccapricciante la totale assenza di presenza e segnali da parte di chi ci comanda.
Tante le promesse verbali fatte dai nostri amministratori, ripetute le segnalazioni effettuate anche tramite la stampa con un unico grosso risultato: il nulla.
È proprio quest’ultimo punto quello che mi lascia più rammaricata: possibile che non ci sia una pur minima risposta dagli organi competenti? Perché il cittadino che si limita a chiedere rispetto per i propri defunti non è minimamente preso in considerazione? Non mi voglio divulgare troppo, macinerei solo rabbia dal momento che di risposte non ne ho avute e oramai la speranza, anche se il detto dice che è l’ultima a morire, riposa anche lei nel camposanto.
Non ci resta che onorare i nostri morti in altre forme, quella di dare loro un ambiente decoroso è totalmente fallita.
La ringrazio nuovamente se vorrà dare spazio al mio intervento.
Elisabetta Mazzini
(Cavatigozzi)

LA REPLICA

Sistema di tariffazione complesso ma corretto

Egregio direttore,
in risposta alla lettera a firma di arch.lobuglio@libero.it, pubblicata in data 23 giugno 2017, precisiamo che la tariffa del Servizio Idrico Integrato si riferisce alle tre componenti (acquedotto, fognatura e depurazione) in funzione dei costi sostenuti da Padania Acque, verificati e autorizzati da due Enti: uno locale, l’Ente d’Ambito della provincia di Cremona – ATO, e uno nazionale ovvero l’Autorità per l’Energia elettrica il Gas e il Sistema Idrico – AEEGSI. I costi efficienti dei tre servizi sono ripartiti nelle bollette in base ad un metodo uguale, stabilito dall’AEEGSI per tutto il territorio nazionale, in proporzione ai consumi e alla tipologia di utenza (domestica, produttiva, pubblica ecc.).
Nel bilancio di Padania Acque si riscontra esattamente quanto evidenziato dall’utente, in particolare la Società incassa 20,5 milioni di euro per il servizio acquedotto, 16 milioni di euro per il servizio di depurazione e 5,5 milioni per il servizio della fognatura. La tariffa incassata copre tutti costi di esercizio e l’ammortamento degli investimenti.
La componente tariffaria chiamata ‘oneri di perequazione’ si riferisce alla ‘componente tariffaria UI1’ stabilita dall’AEEGSI a copertura delle agevolazioni previste a favore delle utenze situate nei Comuni colpiti dal terremoto del maggio 2012.
Il sistema di tariffazione del Servizio Idrico Integrato è indubbiamente complesso, gli Uffici di Padania Acque sono comunque a disposizione per chiarimenti e verifiche sulla corretta applicazione delle tariffe.
Alessandro Lanfranchi
(A. D. Padania Acque S.p.A.)

Protetta da sei santi
L’Europa non è più
amata come in passato
Signor direttore,
doveva essere bella Europa, se il dio greco Zeus, inventatosi toro, la rapì e la trasportò, sul dorso, nell’isola di Creta, dove la amò, promovendola madre di Minosse, e di altri figli. All’Europa di oggi, protetta da ben sei santi (tre maschi: Benedetto da Norcia, Cirillo, Metodio) e tre femmine (Caterina da Siena, Brigida di Svezia, Edith Stein) pare manchi la forte invenzione politica per renderla, pur così numerosa (27), amata come allora. Che sia diventata così brutta da non sollecitare corteggiamenti, o che quei santi, di testimoniata fede cristiana, forse perché troppi, abbiano minor forza di un dio pagàno?
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

A Crema fino a stasera
Accattonaggio
di voti, ma basta!
Egregio direttore,
il Devoto-Oli definisce l’accattonaggio in questi termini: ‘andare elemosinando per vizio o per bisogno’. Certamente finirà domenica sera ma da qualche giorno e sempre più freneticamente in queste ore, non si sa se per vizio o per bisogno, assistiamo ad un accattonaggio di voti per il prossimo ballottaggio. E così nascono o rinverdiscono nuovi rapporti: è la bellezza della vita. Chi non ti ha trattato o ti ha trattato male in questi ultimi mesi, magari attraverso comuni amici o conoscenti, cerca di chiederti il voto per il candidato preferito. Chi invece, direttamente, con fare quasi minaccioso, ti pone la domanda: non voterai mica per... ( il lettore scelga tra i due candidati). Chi, magari con la scusa del caffè, prendendola alla larga, ti pone domande sulla città e tra un sorso e l’altro ti ‘infila’ una qualche sollecitazione. Chi, non osando, ma con lo sguardo lascivo, aspetta che sia tu a porre la domanda, per parteciparti in tal modo la sua propensione per questo o quel candidato. Chi infine, dopo aver assistito al confronto tra i due ballottatori mostra la sua costernazione ed incertezza e spera che sia tu a fugare i suoi dubbi (ma tanto ha già deciso come votare ). Chi, invece, tronfio e sicuro di sè fa sentire agli altri che il proprio favorito è di gran lunga migliore dell’altro.
Diceva Benedetto Croce che la libertà al singolare esiste soltanto nella libertà al plurale. Qui invece nessuno ha rispetto della libertà altrui, del libero convincimento che ciascuno, in autonomia, deve assumere per esercitare uno dei pochi diritti rimasti, quello di votare. Un diritto proprio, personale, che viene strattonato da altri senza ritegno, senza pudore, senza rispetto: Come fosse una merce, un oggetto di contrattazione.
Già, e poi ci si lamenta dell’accattonaggio degli extracomunitari.
Ermete Aiello
(Crema)

Pezzi di storia dimenticati
Quanti cascinali
aspettano il recupero?
Gentile direttore,
la Provincia del 20 giugno 2017 nella parte ‘Le foto dei lettori’ riproduce lo stato di degrado ed abbandono di un vecchio mulino facente parte di uno stupendo cascinale posto in zona sub urbana denominato ‘Acqualunga S. Abbondio’. Questo complesso architettonico a corte chiusa lo si può scorgere percorrendo la statale mantovana ma la distanza non fa comprendere appieno il gravissimo stato di conservazione in cui versa. Questa tipica cascina cremonese è anche annoverata nella mirabile opera del sacerdote Angelo Grandi che la descrive come ‘un cascinale posto a levante – greco (nord est) da Cremona e dove evvi un Oratorio dedicato alla Visitazione di Maria Vergine di padronato Saini’. Questo oratorio o piccola chiesa, munito di svettante campanile lo si può ancora notare poco discosto dall’intero complesso dei corpi di fabbrica. Queste ampie costruzioni rurali chiamate anche Cascine Paese, hanno conosciuto secoli di splendore fino a quando la civiltà rurale fece di ogni difficoltà virtù per cui erano interamente abitate da famiglie di terrazzani che a volte si tramandavano per generazioni il lavoro sullo medesimo fondo. Tuttavia questo casale evoca un episodio della mia gioventù, quando circa sedicenne e frequentatore dell’Istituto Tecnico Agrario Stanga mi recai in visita con amici studenti proprio in questo fondo. Infatti a metà degli anni settanta del secolo scorso la conduzione in affitto era concessa a un nostro compagno di scuola che ritenne di mostrare nei minimi particolari l’indirizzo cerealicolo/zootecnico del corposo fondo rurale sapientemente condotto dal padre. Il pur lontano ricordo mi fornisce tuttora rappresentazioni di perfetta efficienza sia nella cura degli animali che nella conservazione dei numerosi ambienti complementari adibiti a barchessali, granai, rimesse, cortili, abitazioni coloniche ecc. Ricordo anche che questo nostro amico ebbe a lagnarsi perché in quel periodo la costruzione dell’autostrada aveva sottratto superficie e inoltre complicava non poco l’accesso ai vari campi. Per chi ha l’occhio attento per queste cose, può notare ad esempio che anche in località Cà de Mari esiste una vasta e interessante corte rurale quasi completamente distrutta e ormai priva della speranza di poter essere recuperata. Da osservatore attento vedo che il nostro futuro potrà solo procurare crolli e non più mantenimento o recupero. Penso infine che, stando ai resoconti giornalistici, il fondo in discorso probabilmente riceverà il colpo di grazia dagli assurdi programmi della lottizzazione per scopi ormai esclusivamente commerciali, in una nazione che arranca da troppo tempo, raggiungendo traguardi europei di sola negatività.
Dante Benelli
(Drizzona)

No alle discriminazioni
Omosessuale, il Papa
ha detto molte cose
Signor direttore,
Maffei, sia onesto e riporti tutte le frasi del Papa sulla questione omosessuale, comprese quelle dove il papa conferma che i comportamenti omosessuali sono intrinsecamente disordinati.
Ma bene fa il Papa a ricordare ai cattolici di oggi e a tutti il catechismo, compresa, appunto, la parte in cui si dice ‘Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione’ che, è vero, si dimentica facilmente soprattutto con battute inopportune; motivo per cui sempre Bergoglio sottolinea il male prodotto dalle maldicenze (quello che le nostre signore chiamano ‘gossip’, per capirci e che non è vero che sotto il quarto d’ora è solo cronaca!)
Sergio Chiodi
ilgurzo2003@libero.it

Il film discusso
Dall’Arci Vescovo
all’Arcy-Gay
Egregio direttore,
il film sull’omogenitorialità in programma è stato regolarmente proiettato. L’autore non merita nemmeno di essere citato. Se non fosse per la pubblicità, involontariamente provocata dal caso politico, nessuno si sarebbe accorto del valore artistico dell’opera, destinata all’oblio. Merita solo un cenno il comportamento del Sindaco e della giunta, con il dietrofront sull’appoggio o no dell’iniziativa. Il tentennare del primo cittadino è il simbolo di chi si destreggia tra il sostenere la famiglia, le gerarchie ecclesiastiche e l’associazionismo cattolico che lo hanno appoggiato e le coppie omosessuali, tenendo insieme chi non ha alcun valore da condividere. Immigrazione selvaggia, disoccupazione giovanile, sicurezza sono invece temi che non possono aspettare. Anzi, un tema nuovo si può aggiungere: l’emergenza caldo per i nostri anziani, con le relative conseguenze per la salute di chi ad esempio soffre di problemi cardiaci e respiratori, la difficoltà a fare la spesa per la mancanza di negozi di vicinato o a recarsi ad una visita per chi non è automunito. Una politica ispirata alla solidarietà per chi ha più bisogno. Si tratta dei valori in cui ci riconosciamo. In orgogliosa solitudine da venti anni. Senza coalizioni e liste civiche civetta come quelle viste in queste ultime elezioni.
Forza Nuova Cremona

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery

Prossimi EventiScopri tutti gli eventi