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16 giugno

Lettere al Direttore (2)

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emanzini@laprovinciacr.it

18 Giugno 2017 - 04:00

Le foto dei lettori

Pericolose quelle persiane di Palazzo Stradiotti
Signor direttore,
il temporale di mercoledì sera ha definitivamente spalancato persiane e finestre di palazzo Stradiotti in vicolo San Martino. Dalla via possiamo ammirare la splendida stanza affrescata del primo piano, come penso possano fare piccioni e pipistrelli. Ritengo che ci sia anche pericolo per i passanti ed i veicoli in transito sotto le persiane non bloccate e marcescenti. Chi può (e deve) provveda almeno alla messa in sicurezza.
Lorenzo Duchi
(Cremona)

Ne parlo con...

Palestra comunale di S. Felice
C'è una falla nel tetto da 3 anni piove dentro
Signor direttore,
invio un video relativo alla palestra di San Felice di proprietà del Comune che noi utilizziamo come associazione sportiva regolarmente anche nel periodo estivo per gli allenamenti. Da oramai tre anni abbiamo segnalato al Csi (Centro sportivo italiano) la presenza di una falla nel tetto che in caso di pioggia abbondante perde all'interno della struttura, dove regolarmente sistemiamo secchi e tappeti. Ma il vero problema è che il pavimento è fatto di parquet e quindi la continua presenza di acqua causerà il gonfiarsi dello stesso e quindi un ulteriore degrado della struttura stessa.
Speriamo che vedere pubblicata una lettera sul vostro giornale possa smuovere un po’ le cose e magari riuscire ad avere un po’ di attenzione da parte del Comune che tanto si vanta di essere città dello sport e poi alle richieste di sistemare le strutture non interviene mai.
La nostra associazione denominazione Dance&Style che promuove la danza sportiva ha ripetutamente chiesto di prendere in gestione questa palestra, quindi addossandosene le riparazioni ma nessuno ha fatto sapere nulla, tant’è che noi, circa tre volte l’anno ci adoperiamo anche per pulirla, disinfettarla e sistemare (ovviamente quello di spesa minore come vetri e panche) a nostre spese.
Nel ringraziare la redazione se darà voce a questa incuria, il presidente i consiglieri ed i soci anticipatamente ringraziano.
Oberdan Denti
(presidente Dance&Style, Cremona)

Il video che ci avete inviato è visibile da oggi sul sito del giornale www.laprovinciacr.it

Quando il Po è in secca
Tesori sorprendenti sulle spiagge deserte
Signor direttore,
il Po, quand’entra in secca, a causa delle stagioni o degli stenti afflussi, rivela, tra le sabbie di spiagge spopolate, tesori sorprendenti. Il perlustrar d’attorno è un’unica emozione. Sarà frutto dell’oblio tal copia di reperti o di rinunzie certe? Ne siamo contagiati sì come appartenenti alle memorie nostre
Lettera firmata
(Cremona)

L'INTERVENTO

Ormai i grandi valori fondanti della Repubblica si sono liquefatti: si votano solo le promesse
Signor direttore,
in Italia e in Francia con il voto di domenica forse si è aperta una finestra nella politica che fa pensare a qualcosa di interessante per i suoi elementi di cambiamento che appaiono per lo più positivi e intriganti se si pensa alla rapidità con cui questo cambiamento sta procedendo. In Francia Macron con la novità del suo messaggio ha sbancato, e, pur creando grossi problemi ai socialisti, ha messo ai margini della scena politica quella destra che soltanto qualche mese fa era uno spauracchio addirittura per l’Europa.
In Italia, anche se si è trattato solo di un voto parziale e per delle amministrative, le urne hanno emesso dei promettenti verdetti: a) il populismo, sancito dal buon risultato della Lega e Forza Italia insieme, è definitivamente patrimonio e cavallo di battaglia della destra, b) la sconfitta del saccente M5S, l’impreparato predicatore e improbabile maestro di democrazia, c) l’aumento dell’assenteismo dalle urne di una altro 8% di italiani (nel 2012 il 68% e nel 2017 il 60%), che, se da un lato ha confermato la loro sfiducia nei partiti, dall’altro, con il successo di liste civiche pur senza storia, ha urlato il bisogno crescente nel Paese di un nuovo e serio pensiero politico. (...)
La realtà è che i grandi valori che hanno ispirato l’azione dei ‘padri fondatori’ della nostra Repubblica oggi sembrano essersi liquefatti o ‘consumati’, quasi adeguandosi anch’essi ai paradigmi consumistici che governano le nostre ‘avanzate’ civiltà. Oggi, l’uomo della strada quando si trova nella cabina elettorale, non avendo da giudicare un progetto politico supportato da ‘valori’, finisce col premiare quelle promesse elettorali che più delle altre gli danno le risposte per la risoluzione dei problemi che lo preoccupano in quel momento.
Viene così da pensare che, se a questo nostro uomo fosse chiara la visione ancorata a quei valori dimenticati di un futuro migliore e di un possibile avanzamento della condizione della gente, egli alla politica locale con il voto chiederebbe certamente la pulizia dei marciapiedi o maggiore illuminazione nella sua via, purché però in coerenza con un disegno per un domani che dia speranza ai propri figli e ai propri nipoti. Ad esempio, al partito di cui condivide gli ideali domanderebbe cosa vuole fare per assicurare ai giovani un futuro messo in forse ormai dalle emissioni climalteranti e inquinanti: le prime perché stanno condannando il pianeta e, le seconde, perché stanno già uccidendo decine di migliaia di persone l'anno; per almeno dimezzare i 14 miliardi di incentivi dati alle colpevoli fonti fossili e investire le risorse trovate nel risparmio energetico nell'edilizia; per cancellare l’assurdo ossimoro: diritto al lavoro e diritto alla salute; per affrontare la inaccettabile sperequazione sulla distribuzione della ricchezza; per rendere più efficiente la macchina dello Stato; per recuperare almeno parte dei 120 miliardi di evasione fiscale e dei 60 che finiscono in corruzione per consentire all’Italia un possibile sviluppo sostenibile. (...) In conclusione, va preso atto che nella cultura corrente è stato consumato scientemente uno scambio immorale: la rassegnazione ad un incerto futuro in cambio della rassicurante consapevolezza, facendo riferimento a Zygmund Bauman, di appartenere alla comunità privilegiata dei ‘consumatori’.
Un perverso baratto che ha portato l’‘homo consumens’ alla ‘comprensione’ dell’insostenibilità del costo economico per realizzare un serio cambiamento di sistema e a fare apparire come una calamità la messa in discussione delle sue comodità e delle sue abitudini. Onestà, fedeltà alle promesse fatte, interesse generale, bene comune, solidarietà non possono però essere evaporati. Al massimo, saranno andati in letargo dentro le pagine dei libri in attesa che qualcuno li riscopra. Perché, presto o tardi, qualcuno lo dovrà pur fare.
Benito Fiori
(Cremona)

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