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15 giugno

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

17 Giugno 2017 - 04:05

IL CASO
Criminalità al Boschetto-Migliaro. Più telecamere, ma il Comune non le dà

Signor direttore,
neppure il quartiere Boschetto-Migliaro può considerarsi purtroppo esente da episodi di criminalità oggi perpetrati ovunque. Nonostante gli attenti e persistenti controlli da parte di polizia di stato e vigili di quartiere, difficile è contrastare episodi criminali come la rapina alla farmacia di martedì .
Tuttavia la introduzione di strumenti deterrenti potrebbe giovare a dissuadere o minimizzarne la portata.
Nell’ultima assemblea il quartiere aveva richiesta all’amministrazione comunale l’installazione di telecamere di videosorveglianza all’ingresso di via Boschetto dalla tangenziale e alla chiesa del Migliaro sufficienti a monitorare ingressi e uscite dal quartiere, nonché dissuasori di velocità che potrebbero rendere più difficile le vie di fuga.
Gianrosario Tamburini
(presidente comitato di quartiere Q2 Boschetto-Migliaro, Cremona)

La rapina alla quale lei fa riferimento ha visto in azione un malvivente che ha minacciato il personale della farmacia con una siringa con dentro liquido rossastro. Come abbiamo registrato nella nostra cronaca sul giornale di ieri, un aiuto agli inquirenti può venire dalle immagini degli impianti di videosorveglianza della farmacia rapinata. Il che dà ancora maggiore forza alla vostra richiesta: più il territorio è monitorato, più difficile è farla franca per i banditi. Mi auguro che l’amministrazione soddisfi presto queste vostre richieste di maggiore sicurezza.

LA PRECISAZIONE
Ascensore sul Po non guasto ma riservato al personale
Signor direttore,
con riferimento alla foto e all’articolo ‘Gli ascensori rotti è meglio aggiustarli’, pubblicato ieri a pagina 27, l’Agenzia Interregionale per il fiume Po - Area Navigazione, Idrovie e Porti precisa che l’ascensore sul Po non è guasto, come riportato nell’articolo, ma può essere utilizzato solo dal personale delle compagnie di navigazione abilitato al suo utilizzo e in possesso delle chiavi di accesso.
Tale procedura è motivata dalla necessità di garantire la massima sicurezza delle persone trasportate. Il mancato utilizzo dell’impianto in occasione dell’escursione di cui alla foto e alla didascalia, non è dunque dovuto a un guasto dello stesso. Ne è prova il fatto che l’ascensore è stato utilizzato anche di recente, in occasione della crociera musicale del Monteverdi Festival 2017.
Per informazioni sulle modalità di abilitazione all'uso dell'ascensore occorre rivolgersi all’Ufficio AIPo-Area navigazione di Cremona al n. 0372 592011.
AIPo, Agenzia Interregionale per il fiume Po

Dopo le razzie sul Po
Sogno cannonate contro quei ladri
Signor direttore
dopo la razzia di motori fuoribordo avvenuta alla Mac di Cremona la notte scorsa, ho sognato di essere sul mio fiume addetto al cannone da 88 posti sulla prua della canoniera Potomac incaricata di incrociare notte e giorno le sue rive alla caccia dei ladri di motori di motoscafi, con l’ordine di sparare senza preavviso.
Di giorno stavamo nascosti col motore spento nelle sue anse e cominciavamo a muoverci verso l’imbrunire. Poi di notte a fari spenti incrociavamo il fiume.
Ed ecco apparire sulla sponda un’intera banda di ladri che attrezzata di tutto punto stava caricando tranquillamente la refurtiva su un camion che li aspettava. Urlo all’altoparlante: Siete finiti, razza di ladri. Questa è la vostra ultima impresa! E contemporaneamente parte la cannonata che li manda tutti per aria. Il colpi mi ha svegliato di soprassalto e con me mia moglie che mi ha chiesto come stavo e se avevo avuto un incubo. Macché, ho risposto, era un bel sogno! Peccato che i bei sogni non si avverino mai.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Autovelox sulla Paullese
E’ solo una trappola. Detto questo, pagherò
Egregio direttore,
mi dispiace che il sindaco di Sesto nella sua risposta per la mia lettera sull’autovelox ‘trappola’ situato al chilometro 63+130 sulla ex ss 415 Paullese se l’è presa in maniera scomposta anche con il suo giornale. Ho comunque apprezzato l’arrampicata sugli specchi insaponati delle spiegazioni di legge -non certo farina del suo sacco- che il signor sindaco ha voluto fornirci sulla velocità da tenere nelle strade extraurbane per sopperire alla falcidia di sanzioni -come ho potuto constatare- emesse a raffica dal suo Comune che mi ricordano tanto i volantini sparati fuori dal ciclostile a manovella usato da studente. Resta comunque il mistero di un paese che non essendo per nulla attraversato dall’arteria principale trovandosi oltretutto distante 2 chilometri nell’entroterra cremonese abbia il privilegio di questo autovelox installato ‘a capocchia’ non certo per sicurezza perché se quel tratto è percorribile a 90 chilometri orari al massimo, per logica deduzione due cartelli segnalatori di ridurre la velocità a 80 prima dell’incrocio è ancora più in sicurezza. Ma furbescamente non è stato fatto -ripeto- perché ciò comporterebbe un minore introito per il Comune. Ad ogni modo, signor sindaco, non si preoccupi e dorma tranquillo, come tutti gli automobilisti distratti che superano la folle velocità anche di solo 1 chilometro orario il limite consentito dal Codice della strada alla scadenza troverà il mio obolo nella cassa della sua grande metropoli.
Sergio Noci
(Soresina)

Legge per lo Ius Soli
Aspettiamoci l’arrivo di orde
Egregio direttore,
si vuole fare a tutti i costi una legge per ius soli, cioè : diventare automaticamente italiani tutti i figli degli stranieri che nascono sul suolo italiano. Questo vuol dire che tutti i loro genitori, automaticamente diventeranno cittadini italiani. Già vedo le ondate di rom ed altri che arriveranno in Italia per partorire e cosi pretendere tutti i benefici che la legge concederà a loro.
L'unica speranza che alle prossime elezioni si cambia orchestra.
Cesare Forte
(Oradea, Romania)

Via dall’accordo sul clima
A guidare Trump sono solo gli affari
Signor direttore,
(...) ci mancava solo Trump, l’ultimo Icaro che col suo viaggio ‘nuziale’ d’affari sul Vecchio Continente ha cercato di incassare i crediti di guerra (quella del Golfo) da trilioni di dollari e mentre l’Arabia Saudita ha pagato, il Qatar rispondendo no si è guadagnato la vendetta mediatica e l’embargo economico dai suoi alleati arabi e chissà se le prove che ha la Cia sono uguali a quelle che non aveva sugli arsenali chimici di Saddam Hussein. Quell’aquila di un Donald che poi si è defilato dal trattato sul clima (basta vedere il più grande ghiacciaio della Patagonia che si sposta a due metri al giorno per capire cosa ci aspetta, forse, a brevissimo) per poter vendere liberamente gas naturale e petrolio alla Cina, non prima però di aver fatto saltare i contratti di fornitura dai paesi africani verso l’acquirente asiatico. Ma i cinesi, che erano già pronti con quattro ciclopiche gasiere, purtroppo per lui non si accontenteranno, essendo arrivati più vicini di quanto aveva tentato Fidel Castro con l’inaugurazione del loro nuovo Canale di Panama, ma anzi influenzeranno il modo di agire del tycoon che palesa libertà verso i suoi votanti mentre invece, non proprio in fondo in fondo, ha dimostrato finora di essere il più grande ‘comunista’ mai visto nella storia: i soldi prima di tutto, questo è il suo Vangelo. Come Icaro cadrà nella sua stessa ignoranza visto che non ha capito che l’oro non potrà mai tramutarsi in ‘sole’. Quel sole che permette alla terra di mantenerci e saziarci con i suoi frutti. Quel sole che non è il ‘biondo’ dei suoi capelli ma l’unica via per produrre acqua potabile che è trasparente. Questo ‘biondo’ di illuminato non ha proprio niente se non il modo eclettico di difendersi anche davanti alle verità provate e non basteranno i suoi palazzi di cemento armato dal trattenerlo nella sua caduta al primo cambio del ‘vento solare’. Anche lui, come le rane, dopo ogni salto di trenta centimetri ricadrà sulla terra dimostrando di essere un altro piccolo ‘atomo’ senza perspicacia.
Alberto Nolli
(Soresina)

Il ‘valzer’ dei preti
Il vescovo certo ha una strategia precisa
Caro direttore,
(...) vescovo Antonio, perchè tutto questo walzer di preti?». Ivan Loris Davò da Spinadesco si è molto rammaricato nel suo recente onesto intervento dell’altro ieri, appunto di questo sconquasso da ben 40 preti nella nostra diocesi che non ha precedenti (presumo), benché a me pare che l’argomento non sia proprio di dominio pubblico. Deciso (e lui il vescovo lo è!) ai suoi preti. (...) Penso proprio che dietro questo mastodontico rimescolamento di preti, ci debba necessariamente essere una strategia ben precisa. Altrimenti non si capirebbe un così universale rimescolamento. Obbienza, obbedienza ed ancora obbedienza, punto. Perché ci sarebbe esageratamente da indignarsi se un parroco fosse scontento della sua nuova parrocchia poiché quella parrocchia non è all’altezza dei suoi meriti. Meriterebbe qualcosa di molto più importante e almeno qualche incarico diocesano di prestigio. E’ angosciato, infelice, sorride a mala pena, quasi ossessionato perché vuol diventare arciprete della parrocchia di… vattealapesca!
Direttore, il Signore fa sconti a chi cade in tentazione? Non penso proprio, anzi! Dunque meglio la gioia di un sorriso triste che la tristezza di non saper sorridere? Vescovo Antonio, bravo, un mio personale battimano lungo un’intera settimana. Attenzione però a non scardinare, ciascuna per la sua parte, quella secolare campanilistica fucina di esperienze aggregative tra giovani nel segno della fede, cancellate in un battito di ciglio (storia, radici, cultura, tradizioni…). Mi riferisco alle parrocchie. E intanto molti monasteri stanno chiudendo i battenti. Segno dei tempi o calo vocazionale? Quesito da niente, tuttavia ci vorrebbe davvero un miracolo per invertire, in entrambi i casi, la rotta!
Giorgino Carnevali
(Cremona)

Pendolari ribellatevi
I cento treni promessi non arriveranno
Buongiorno signor direttore,
e buongiorno pendolari cremonesi. Vorrei dirvi una volta per tutte che i cento treni promessi in Lombardia, la regione con più pendolari d’Italia, non arriveranno mai. Il gruppo dei Pd — Alloni Manfredini, Scandella — che trattano non ottiene nulla, quindi si continuerà a viaggiare al freddo d’inverno e a soffocare d’estate senza parlare dei ritardi cronici e dei viaggi fatti in piedi pur pagando tutti i mesi l’abbonamento mentre i cosiddetti portoghesi viaggeranno sempre seduti senza titolo di viaggio. Basta parole inutili Servono fatti bisogna ribellarsi e fare azioni concrete.
mario051048@yahoo.it

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