Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

6 giugno

Lettere al direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

08 Giugno 2017 - 04:00

IL CASO

Buone ragioni per realizzare l’autostrada Cremona-Mantova

Egregio direttore,
ecco che sul tavolo del cda delle ‘Centro Padane’ ricompare il ventennale quesito su cosa fare del progetto della autostrada Cremona-Mantova. Stante il potere dell’assessore Fava che ha decretato che «non si farà» potrebbero ricomparire progetti di minore peso (ad esempio sull’agricoltura) come un prolungamento della strada Giuseppina che, aggirando San Giovanni, potrebbe portarsi utilizzando percorsi nuovi ad altri già presenti a due sbocchi, il primo, meno gravoso, a Gazzuolo per la città di Mantova e il secondo, certo di maggiore impatto a collegarsi, passando per Scorsarolo e Borgoforte all’autostrada a Mantova Sud.
Del primo progetto si è già parlato anni fa (anche l’onorevole Torchio espresse il suo parere) mentre per il secondo, più ardito, va detto che sarebbe una alternativa da Cremona per il Brennero.
Come corollario è bene ricordare che la distanza chilometrica tra Cremona e Mantova è, per la viabilità attuale di 67,3 chilometri, come effetto in parte della deviazione asolana, mentre in linea d’aria la distanza tra le città è di 60,65 km. L’una o l’altra delle soluzioni potrebbe essere perciò vantaggiosa come riduzione di percorso.
Cinquanta anni fa abitavo a Parma e avevo interessi al di là del Po: scrissi allora a ‘La Provincia’ lamentando gli oltre 40 km di fiume senza un ponte per attraversarlo: la lettera fu considerata anche da Fiorino Soldi e comunque per varie altre ragioni, unica variante stradale importante costruita da allora, il ponte di Isola Pescaroli fu inaugurato.
Mi auguro che l’attuale disponibilità di mezzi permetta la realizzazione di una delle due idee proposte: diverrebbero in ogni modo meno facili gli ingorghi di via Mantova.
Franco Pecchini
(Cremona)

Non so se il pronunciamento dell’assessore Fava significhi la pietra tombale sul progetto dell’autostrada Cremona-Mantova. Spero solo che la questione trovi una soluzione rapida. Se dovremo rinunciare al collegamento autostradale, provvediamo a effettuare i raccordi che lei suggerisce. Mi auguro che si inizi a discutere della sua proposta proprio da queste colonne.

LA POLEMICA

Mano dura? A Cremona comandano i centri sociali

Signor direttore,
magnifico il dialogo che il Comune di Cremona ha avviato coi centri sociali, quale scusa per non sfrattarli di fatto dagli alloggi abusivamente occupati dopo i disastri a loro attribuiti. Ben altro, dunque, che la ‘mano dura’ più volte ribadita dal sindaco.
Magnifici i suoi frutti: il loro concerto assordante dell'altra sera, che si percepiva anche in centro fino a mezzanotte (ma proseguito fino all'alba secondo i residenti), era musica dolce e soave, pregiatissima emanazione di una cultura lungimirante, di alto spessore, ma soprattutto di un commovente rispetto per il prossimo, che si ritrovava a subirla. Con particolare riferimento ai bambini, disabili anziani e malati. I bambini, già, quegli stessi che all'assessore Viola, alla cui posizione politica lor signori sono più affini, sembra stiano tanto a cuore.
Mi chiedo dove vada a finire tanto zelo per i minori, rispetto alla ‘compiacenza’ a lasciar turbare il sonno, la quiete di tanti di loro, concedendo l'autorizzazione ad una rappresentazione del genere a quei noti galantuomini, là dove gli stessi meritavano di essere cacciati, e come già fatto in tante altre circostanze meno ideologicamente connotate.
Nel frattempo si vietava una manifestazione pacifica, usuale nel quartiere Po. Per motivi di sicurezza, tra l'altro, si disse.
Nessun problema, invece, per la tutela acustica... dei cittadini residenti presso il Kavarna, secondo una quantomeno originale idea di ‘far nuova la città’, e cioè un assoluto menefreghismo verso legittime esigenze degli stessi, quale quella di dormire sonni tranquilli, perché anche a telefonare alle forze dell'ordine per fare almeno ridurre il volume sonoro di quel casino musicale, nulla cambiò fino alla mezzanotte.
Ringrazio pertanto il Comune e chi altri di dovere, per aver autorizzato questa deliziosa kermesse; per avermi ulteriormente confermato che chi comanda è l'arrogante e minacciosa illegalità, e che non solo la tutela del cittadino è un optional, ma anche che tanti bei discorsi istituzionali enfaticamente proclamati in merito, sono pure fandonie.
Stefano Araldi
(Cremona)

Parlamentari come modello
E se pure il lavoratore
avesse il vitalizio?
Egregio direttore,
parliamo un po’ di comunismo: uguaglianza sociale tra gli uomini. Visto che nessuno vuole rinunciare al proprio gruzzolo, io farei cosi: parità sociale cittadino lavoratore con parlamentare italiano. Dopo cinque anni di lavoro il lavoratore conquista il diritto a un vitalizio pari a quello del parlamentare. Invece, dopo sette anni di lavoro ha il diritto alla pensione d’oro.
Lei signor direttore dirà: questo è pazzo! Io risponderò: perché loro sì e noi no?
Cesare Forte
(Oradea - Romania)

C’è troppa esterofilia
A pari competenze
lavoro agli italiani
Egregio direttore,
la risposta datami ad una mia precedente lettera con la quale affermavo di non essere d'accordo della possibilità di assumere personale straniero nei concorsi pubblici - er i quali sono sempre più convinto che a tali bandi devono partecipare aspiranti italiani i quali hanno pieno diritto di avere per primi un posto di lavoro - è un po’ demagogica.
Credo sia inutile fare della retorica e della demagogia portando sul palmo della mano soggetti stranieri. Ritengo assolutamente ingiusto denigrare i nostri laureati italiani o preferiamo che questi vadano a trovare lavoro all’estero quando vi è la possibilità i sentirsi realizzati a casa propria?
Se si sono fatte scelte sbagliate assumendo personale incapace a dirigere i nostri musei, si deve avere il coraggio di eliminarlo, anche se il sottoscritto è sempre più convinto che il personale dirigente assunto negli enti pubblici o nelle amministrazioni dello Stato deve essere assunto con contratto a scadenza, con la clausola che dimostri di essere all’altezza di svolgere il lavoro affidatogli, diversamente si deve interrompere il rapporto di lavoro!
Certo è che si devono fare delle scelte in una graduatoria di competenti e preparati in materia e non fare scelte tra eventuali raccomandati come la maggior parte delle volte succede in Italia per quanto riguarda l’assunzione nella pubblica amministrazione. Si cita la Francia che ha fatto una scelta assumendo la Sig/a Claudia Ferrazzi responsabile del settore Marketing del Sindaco di Milano, chiamata a Parigi dal Presidente Francese Emmanuel Macron per occuparsi dello Staff Culturale Presidenziale (vuol dire che i francesi non avevano di meglio dove poter attingere)!
Il cronista critica citando il Tar del Lazio che ha dimenticato che è dal 1957 che esiste la libera circolazione dei lavoratori in Europa e ciò prevede che via sia la possibilità di nomina di soggetti stranieri a direttori di musei italiani statali! Tale regola, da buon italiano, deve essere presa in considerazione qualora non vi sia personale italiano disoccupato qualificato a svolgere l’attività di Direttore di musei statali!
Franco Nico Ranzenigo
(Cremona)

Un regalo della natura
Il profumo dei tigli
inebria Cremona
Egregio direttore,
mi conceda di rubare il mestiere al signor Biagi, riconosciuto interprete e poeta della natura in città, anche se il suo pezzo forte è il Po.
Tuttavia non c’è solo il Grande Fiume a deliziarci, e vorrei richiamare l’attenzione su Cremona meravigliosamente e gradevolmente invasa dal profumo dei tigli. Ovunque si vada la città tutta ne promana l’allettante profumo che aleggia per le strade invadendo le case; persino il cimitero ne è avvolto. Peraltro Cremona è piena di tigli, pianta quasi ufficiale dell’arredo urbano della città, mai stata così profumata: dicono non si tratti di suggestione ma scienza. L’essenza di tiglio si percepisce soprattutto di sera, quando il caldo si dirada. Dicono coloro che se ne intendono, che il freddo intenso tra aprile e maggio ha protetto le fioriture poi esplose con un’intensità che non si vedeva da anni. Quest’anno le fioriture sono ricche e definite per una combinazione di eventi atmosferici a rendere più forte quel profumo, tanto da surclassare le acacie (quest’anno fiorite poco), che pure hanno un odore dolcissimo che quasi stordisce. Insomma, camminare per la città in questi giorni è una autentica delizia, si aprono i polmoni a mantice ricercando col naso il delizioso profumo portato dal vento per inebriarsene. Fin che dura? Pian piano sta già calando, ma la natura è così: generosa e parca insieme?
Mario Pavia
(Cremona)

Dopo l’uscita di Bodini
La svolta centrista
Pd, un futuro incerto
Signor direttore,
Paolo Bodini è stato il simbolo della costruzione di un centrosinistra plurale che, nel solco dell’Ulivo, ha portato ad una nuova e bella fase della storia amministrativa e politica di Cremona. Oggi lascia il Pd come molti altri: che amarezza vedere l’erede della ‘sinistra’- il Pd per l’appunto- sfaldarsi e rimpicciolire la sua area di rappresentanza.
Delle lettera di Paolo Bodini, che annuncia la sua uscita dal Pd, mi hanno colpito queste due frasi:
1) Ho deciso di aderire all’area che vuole rifondare un nuovo centrosinistra richiamandosi alla esperienza ulivista (MdP, Pisapia, Possibile) con l’intento di lavorare perché si trovi una fusione/federazione di queste forze prima delle elezioni e costringere il Pd a dichiarare da che parte vuol stare con la chiarezza che finora è mancata.
2) Il Pd resta chiaramente nella mia visione un forte baluardo democratico, interlocutore obbligatorio, ma anche privilegiato per qualunque progetto politico significativo.
Il tutto è abbastanza chiaro. La svolta ‘centrista’ che Renzi ha impresso in questi anni al Pd, erede della ‘sinistra’ e nuovo simbolo del centrosinistra Ulivista non va giù. Sono in molti tra i fondatori del Pd che hanno già lasciato questo partito non più considerato di centrosinistra. L’esito del congresso, con la riconferma di Renzi, preceduto da pochi giorni dalla fuoriuscita di quei compagni che poi hanno fondato Art.1 ed MDP, nonostante le candidature alternative di Orlando ed Emiliano non rassicurano sulla collocazione politica nel centrosinistra. Nemmeno la figura di Martina, come vice segretario, rassicura.
In questi giorni dove si discute poi di legge elettorale il sospetto che in prospettiva vi possa essere una alleanza con Forza Italia, nei militanti ulivisti e non solo, è molto forte.
A me fa tristezza vedere che l’area di rappresentanza del Pd, a sinistra, si stia fortemente riducendo ancora. E non credo che Renzi sia in grado, con questo sistema elettorale proporzionale, di recuperare l’elettorato di centrodestra. Penso che quegli elettori daranno il loro voto ad una delle tre formazioni politiche di centrodestra che rimarranno in campo, ovvero a Forza Italia, alla destra della Meloni e alla Lega Nord.
Non so se a sinistra del Pd si creerà lo schieramento che, oltre a Bodini, sperano in tanti. La sinistra è sempre stata brava a dividersi e non ad unirsi. Si vedrà.
Gian Carlo Storti
(Cremona)

E' la prima norma sanitaria
Sperare insieme
nella guarigione
Signor direttore,
condividere la speranza di guarire del paziente, ecco la norma sanitaria che dovrebbe sempre prevalere. Da estendere al punto che rientri nella mentalità corrente. Come se la guarigione fosse un percorso scontato, ovvio, normale, certo, obbligato. E sembra che alcuni medici e infermieri, in alcuni ospedali già la stiano attuando. Infatti mi diceva una conoscente, che riguardo al proprio fratello ricoverato perché malato di tumore, psicologicamente improntato al massimo ottimismo, il medico gli ha detto: ‘E' molto positivo e questo lo stimolerà a guarire bene, ed in fretta’. È vero quel che ha detto il medico, ed è molto importante che i medici e i famigliari condividano la positività della guarigione. (...)
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery

Prossimi EventiScopri tutti gli eventi