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3 giugno

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

05 Giugno 2017 - 04:05

IL CASO
Visita oculistica in ospedale per un'80enne: sei medi di attesa
Signor direttore,
il 15 maggio 2017 mi sono recato al Cup degli Istituti Ospitalieri di Cremona per prenotare una visita oculistica con Oct per controllo situazione generale ed in particolare catarrate: mi sono sentito dire che il primo posto disponibile per un soggetto di 80 anni era il 5 dicembre, dopo quasi 6 mesi. Me ne sono andato interdetto. E pensare che i cittadini comunitari e non invitano i parenti e le seconde o terze o quarte mogli e li portano tutti al Pronto soccorso a farsi curare a nostre spese. E pensare che i parlamentari, le alte cariche, i politici in genere e tutti gli altri potenti dispongono di corsie di preferenza sempre a spese di tutti. E’ necessario aggiungere che mi hanno detto che a pagamento avrei avuto la visita nel giro di pochi giorni. Ma la Lorenzina, quella che vuole che gli italiani figlino come i conigli, le sa queste cose o fa finta di cadere dal pero? Bisogna concludere che la nostra è una Repubblica fondata sul suicidio degli italiani senza privilegi.
Sergio Ghizzardi
(Pizzighettone)

Effettivamente, la situazione che lei descrive ha del paradossale e, purtroppo, sembra essere la regola. Ci sono parametri sui tempi d’attesa che le aziende ospedaliere sono tenute a rispettare, ma non sempre ce la fanno. Non legherei, però, la questione agli immigrati. In Italia - fortunatamente - è garantito il diritto di cura a tutte le persone, indipendentemente dal reddito e dalla regolarizzazione (nel caso di stranieri). E’ un fatto di civiltà.

LA REPLICA
Autovelox: i limiti di velocità non devono essere indicati
Signor direttore,
in riferimento alla lettera pubblicata sul suo quotidiano in data 29-maggio-2017 a firma del signor Sergio Noci, portante il titolo ‘L’autovelox di Sesto è una trappola e mancano i cartelli di velocità’, è doveroso precisare che l’articolo 142 del Codice della Strada fissa le velocità diversificandole in relazione alle categorie delle strade; nel caso specifico, trattandosi di una strada extraurbana secondaria, di proprietà della Provincia di Cremona, il limite di velocità prescritto è di 90 chilometri orari per gli autoveicoli che scende a 70 per i camion.
Nessuna norma impone di segnalare dette velocità che l’utente della strada è tenuto a conoscere.
Tanto è confermato dal ministero dei Trasporti che, con parere n. 1572 dell’11/3/2016, ha ribadito l’incompatibilità del posizionamento di tali segnali in prossimità di postazioni automatizzate di rilevamento della velocità in tutto il territorio nazionale stigmatizzando l’impiego superfluo di segnali su qualsiasi tipo di strada.
Dello stesso avviso è la Corte di Cassazione Sezione VI che, con ordinanza 11018/2014, ha ribadito un principio fondamentale in tema di segnaletica stradale, ossia il principio per il quale, qualora venga imposto un limite di velocità, «inferiore» rispetto a quello «ordinario”», la relativa segnaletica deve essere presente ad ogni intersezione. In caso contrario, vale il limite ordinario prescritto dal Codice della Strada. Pertanto, l’obbligo della segnaletica indicante il limite di velocità sussiste solamente quando si riduce il limite di velocità ordinario.
I proventi derivanti dall’elevazione delle sanzioni per superamento dei limiti di velocità imposti dal Codice della Strada vengono da questo comune reimpiegati esclusivamente per le finalità dettate dall’articolo 142 commi 12 bis e 12 ter del Codice della Strada (messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, ivi comprese la segnaletica e le barriere, e dei relativi impianti, nonché al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale).
Si invita il giornale in indirizzo, per l’avvenire, ad evitare titoli che possano indurre il lettore a credere che l’Amministrazione comunale di Sesto agisca ‘furbescamente’ in spregio alle normative vigenti, raggirando l’utente della strada con il solo scopo di ‘fare cassa’.
Francesca Maria Viccardi
(sindaco di Sesto ed Uniti)

Una sola precisazione: i titoli delle lettere corrispondono a quanto scritto dai lettori e non necessariamente alla posizione del giornale.

Tutti contro Salvini
Da Trump e da Putin. Coperto di critiche
Egregio direttore,
alcuni mesi fa il giovane segretario della terza forza politica del Paese, alias Matteo Salvini, si recò in Russia per una visita privata dove incontrò, tra le altre persone, il presidente Vladimir Putin. Fu un incontro cordiale all’insegna del rispetto reciproco e dell’amicizia tra i due leader. Non molto tempo dopo il buon Matteo si recò negli Stati Uniti ed ebbe l’ardire di incontrare il mostro di turno, l’allora candidato alla Casa Bianca, Donald Trump. I giornaloni italiani, classificati al 60° posto per quanto riguarda la libertà di stampa, si sono scatenati affermando che l’europarlamentare leghista strinse «mani insanguinate» riferendosi a Putin e ridicolizzando l’incontro con Trump. Da notare, amici lettori, che il presidente Mattarella, in visita a Mosca nell’aprile di quest’anno, strinse più volte la mano a Putin, ma in quelle occasioni di mani «sporche di sangue» non se ne parlò. L’apoteosi dell’ipocrisia si è materializzata invece giorni fa, durante la visita del presidente americano nel nostro Paese. Il neo inquilino della Casa Bianca è stato ricevuto con tutti gli onori dalle più alte cariche dello Stato nonché da Sua Santità papa Bergoglio. Sia la stampa sopracitata, sia i camaleonti della politica e della Chiesa che fino a qualche settimana fa avevano criticato aspramente Donald Trump, hanno fatto a gara in quei giorni a chi ‘sviolinava’ meglio, caratteristica tipica dei governanti di questo strano Paese.
Alessandro Zecchini
(Camisano)

Grazie a Cremona
Regolamento animali. Facciamolo conoscere
Gentile direttore,
mi permetta di ringraziare Alessia Manfredini, assessore comunale, che grazie alla sua determinazione e sensibilità ha permesso che anche gli animali, nessuno escluso, della città di Cremona, non vengano privati della loro dignità rispettandone le esigenze etologiche. Dal 12 maggio le nuove linee guida saranno un aiuto per la giusta convivenza uomo-animale, ma facciamo in modo che tutti i cittadini , ne siano messi a conoscenza, solo così si potranno impedire i reati perpetrati ai danni di chi spesso è vittima dell'uomo.
Rosetta Facciolo
(presidente associazione Dalla parte degli animali, Cremona)

Bastonate tra vicini
Che gente c’è in giro. Quanta inciviltà
Signor direttore,
mi riferisco all’articolo ‘La lite tra vicini finisce al Pronto soccorso’. Questa la dice lunga sul grado di inciviltà che balza all'occhio tutti i giorni: dai rifiuti gettati dai finestrini delle vetture, e anche dai semplici pedoni o ciclisti, dai padroni dei cani che non raccolgono, dai cellulari continuamente utilizzati mentre si cammina, si pedala, si guida, si mangia, al cinema, a teatro, dal furbetto italiano che salta la fila, eccetera eccetera. Ma massacrarsi di botte! Mioddio che gente che gira.
Angelo Lucchi
(kgraffittariok@hotmail.com)

Street Food a Soresina
Alcol a fiumi per tutti. Vi sembra educativo?
Caro direttore,
con questa lettera vorremmo esprimere, tanta e tutta l’amarezza, nei confronti dell’amministrazione Comunale di Soresina che ha permesso e sostenuto nel corso dell’iniziativa Street Food domenica 28 maggio 2017 un consumo incontrollato di alcolici per tutti. La manifestazione organizzata dalla Consulta Giovani del Comune ha visto loro, oltre gli adulti, protagonisti di un evento che non è certo di promozione della salute pubblica, ma anzi di distruzione della stessa e una ampia distribuzione libera di cocktail e alcolici. Si sono consumati centinaia e centinaia di cocktail alcolici, la piazza era piena di gente e la festa ha avuto successo. Anche dai social network si leggeva il compiacimento della Consulta dei Giovani per la forte adesione che tale manifestazione ha riscosso. Ma successo e compiacimento di che? (...) Che senso ha distribuire bevande alcoliche, quando tutti ci lamentiamo del consumo di alcol dei nostri giovani, e dei rischi correlati? Da molti anni, anche nella stessa comunità Soresinese, sono presenti iniziative coerenti e alternative rivolte al benessere delle famiglie e dei giovani, senza per questo, esaltare e includere il consumo di bevande alcoliche. Quindi interroghiamoci tutti¸ soprattutto noi adulti: per occuparci dei problemi dei giovani e delle famiglie, con quale etica lanciamo informazione e iniziative per gli altri?
Un gruppo di cittadini soresinesi

Animali maltrattati
Le immagini diffuse sono del tutto vere
Egregio direttore,
ci dispiace deluderla, ma il filmato diffuso dalla Lav relativo a un caso di maltrattamento di maiali e citato in una lettera pubblicata sulla sua testata non è affatto un filmato di repertorio. Una selezione di quelle immagini sono anche state utilizzate dalla Lav per una dettagliata denuncia all’Arma dei carabinieri: si tratta di immagini di cui la Lav è entrata in possesso di recente, trasmesse dal Tg1 Rai e dal Corriere della Sera. Per fugare i suoi dubbi, sarebbe bastato fare una telefonata all’Ufficio Stampa Lav, che da ben 40 anni opera attivamente per i diritti degli animali. Tale verifica, inoltre, sarebbe stata utile anche per conoscere dove opera tale allevamento nella sua regione o se l’allevamento fa parte del circuito di produzione del Prosciutto di Parma. Se scrive «Mi chiedo anche quale imprenditore possa mai pensare di tenere animali da reddito in quelle condizioni infernali e dunque non commercializzabile: significherebbe rinunciare al proprio reddito. Un autogol, insomma», la invitiamo a vedere con i suoi occhi le condizioni di allevamento di maiali e di altri animali: scoprirà anche sovraffollamento, condizioni igieniche precarie, mutilazioni e maltrattamenti. (...)
Maria Falvo
(responsabile ufficio stampa Lav)

Ammesso e non concesso che quelle immagini siano effettivamente attinenti al contesto da voi denunciato e che le vostre accuse abbiano in futuro un riscontro in sede giudiziaria, io difendo con forza il nostro sistema zootecnico, che prevede ferree regole per il benessere animale e che è sottoposto a sistemi di controllo tra i più efficaci ed approfonditi del mondo. Giusto per fare un esempio sul fatto che gli allevamenti non sono dei lager, ricordo che per quanto riguarda la stabulazione in sede fissa oggi non è più concesso di legare gli animali, come invece accadeva in passato. Ma se anche quanto da voi denunciato fosse vero, ribadisco la convinzione che si tratti di una situazione assolutamente marginale perché un imprenditore serio non può tenere animali in quelle condizioni con la speranza di riuscire poi a metterli a reddito.

Il ‘gioco’ Blue Whale
All’organizzatore: ti sfido a contattarmi
Gentile direttore,
da qualche settimana, da parte dei miei alunni di prima superiore, sento parlare di un gioco web che si chiama Blue Whale, la balena azzurra. Qualche sera fa il fenomeno è approdato sul Tg3 regionale perché, di tal gioco, si è registrata poco tempo fa la prima vittima in Lombardia. In breve: il ‘gioco’ impone di seguire cinquanta regole nell'ordine. Si parte dal bucarsi una mano con uno spillo fino, all'ultima regola, a suicidarsi. E' un sadico percorso psicologico che prevede la morte piuttosto che l’infamia, l’uscire dal gruppo. Il geniale ideatore sarebbe un russo, già proclamatosi innocente, che solo nel suo paese ha già mietuto 157 vittime. Caro signore russo, confidando nella mia età, di tre volte superiore a quella delle tue vittime, confidando nel mio equilibrio e nella mia saggezza, sono facilmente rintracciabile sul web: contattami col tuo giochino, io ti sfido.
Igor Paulinich
(Cremona)

Secondo le forze dell’ordine siamo di fronte a casi di autolesionismo di ragazzi - terribili, ma sempre esistiti - e non ci sono riscontri sul fatto che siano collegati al presunto ‘gioco’ sul web, delle cui regole non c’è traccia in rete.

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