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Lettere al Direttore

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

27 Maggio 2017 - 04:05

L’INTERVENTO

L’epurazione dei dissidenti
è modus operandi della Cisl

Ritorno sulla questione delle ‘epurazioni di dissidenti mantovani negli agroalimentari della Cisl’ sollevata dal signor Roberto Bonfatti Sabbioni per puntualizzare che tali epurazioni sono ormai da tempo un modus operandi di routine in casa Cisl e non semplicemente una questione territoriale: nel Congresso della Fnp Cisl di quattro anni fa si procedette all’epurazione fra i delegati cremonesi favorendo così quelli mantovani e lodigiani.
Già allora nel mio intervento al congresso della Confederazione parlai di un sindacato non più democratico ma oligarchico, nel quale chi occupa posizioni apicali infatti si preoccupa, e decide, non solo delle linee di politica sindacale ma anche e soprattutto di mettere gli uomini fidati al posto giusto, per garantirsi la posizione conquistata. E per centrare l’obiettivo ci si adopera a 360 gradi al fine di mettere in campo ed organizzare le strategie più opportune (chiamiamole così) in modo tale che le decisioni di pochi possano sembrare le scelte di molti.
Lo posso affermare senza tema di essere smentita perché allora mi venne proposto dai vertici di fare parte della segreteria Fnp Asse del Po, che sarebbe certamente uscita dal congresso; rifiutai perché mi resi conto che si trattava esclusivamente di ‘fare fuori’ persone capaci a fronte di una totale assenza di un progetto di lavoro di politica sindacale. E fui fatta fuori anch’io!
Epurazioni quindi asservite a logiche di equilibri di potere e non certamente strumento di cambiamento a favore della base, come si volle far credere. Base che a quanto pare poco conta visto che, proprio in un’intervista comparsa allora sulla ‘Provincia’, uno degli attuali segretari nazionali affermava che la Cisl non teme qualche tessera in meno.
Anche di recente, nella lettera di commiato, il segretario generale della Usr Lombardia parla «del nome del dirigente che ho proposto alla mia successione», confermando così che questa è ormai una modalità consolidata.
Sarebbe veramente bello che la base non lasciasse fare e si riappropriasse del sindacato, come auspicato dal signor Roberto Bonfatti Sabbioni, ma ahimè ho l’impressione che ormai molti degli iscritti tengano in tasca la tessera del sindacato solo per i servizi (o sconti) che offre, come quella insomma di un qualsiasi supermercato.
Questo però, se per ora fa il gioco di chi gestisce il potere, alimenta il disinteresse per la mission vera del sindacato, rappresenta la motivazione principale della disaffezione dei giovani e mette (o ha già messo?) il sindacato su una china pericolosa, quella di una ineluttabile e progressiva perdita di consenso.
Compito primario di una dirigenza veramente rappresentativa, consapevole e illuminata, non ripiegata su logiche di tornaconti personali, dovrebbe essere quello di custodire e consolidare il patrimonio di iscritti, dimostrando capacità di ascolto nei confronti di quanti vorrebbero partecipare in modo attivo e soprattutto nei confronti delle voci critiche, capacità di ricercare le risposte più adeguate facendo tesoro delle idee di ciascuno per il bene di tutti.
Carmela Fazzi
(già dirigente Cisl Cremona)

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Ne parlo con...

Grazie ai vigili di Cremona
LA MIA AUTO DANNEGGIATA
HANNO SCOPERTO L’AUTORE
Signor direttore,
con la presente vorrei segnalare al suo giornale quanto successo allo scrivente qualche giorno fa, mentre si trovava presso il bar San Giorgio. Dopo aver parcheggiato la propria autovettura negli spazi adibiti a parcheggio, per qualche minuto, il tempo di fare colazione, all’uscita dal bar aveva la sgradita sorpresa di trovare la fiancata dell’autovettura, gravemente danneggiata su tutta la fiancata destra. Dopo qualche minuto di sgomento per l’accaduto e vista la presenza di telecamere sulla piazza, si recava presso il comando dei vigili urbani di Cremona, con la speranza che le telecamere avessero inquadrato l’auto del responsabile del danneggiamento dell’autovettura. Presso il predetto comando, venivo indirizzato a parlare con dei responsabili della sala operativa, il commissario Nicola Bruneri e il commissario Fabio Germanà, ai quali riferiva l’accaduto. I predetti commissari si mettevano subito al lavoro, esaminando le telecamere, agli orari indicati e dopo circa un’ora e mezza di attenta visione e ad altri accertamenti, riuscivano a risalire alla targa del veicolo responsabile del danneggiamento, che veniva identificato e con il quale lo scrivente riusciva a mettersi in contatto per addivenire ad una soluzione del caso, tramite l’apertura del sinistro presso la propria compagnia assicurativa. Grazie alla preziosa attività e alla professionalità dimostrata nella fattispecie dai predetti commissari, lo scrivente riusciva ad evitare la beffa di un danno ingente alla propria autovettura e per tale motivo intende ringraziare ed elogiare apertamente, con questa lettera indirizzata al suo giornale, il prezioso e rapido operato del comando di vigili urbani.
Dario P.
(Cremona)

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Le foto dei lettori

C’è una santella da recuperare, chi si fa avanti?
Caro direttore,
passo spesso in Corso Vacchelli e nei giorni scorsi ho fatto la fotografia a questa santella del XVI secolo, rimaneggiata da un pessimo restauratore in epoche antiche, che lentamente sta perdendo il colore.
Sarebbe bello se un’associazione culturale la prendesse in adozione per un bel restauro.
Antonio Maria Viani
(Cremona)

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Sul libro ‘zone di guerra’
C’è chi lo denigra
senza averlo letto
Egregio direttore,
il libro ‘Zone di guerra, geografia di sangue’ sulle stragi nazifasciste 1943-1945 fresco di stampa ha messo in agitazione i nostalgici nostrani concentrando nei giorni scorsi un fuoco di fila per denigrarlo -ancor prima di averlo letto- e dare sfogo alle loro assurde castronerie e falsi miti. Un certo Diego Ratti, senza sapere che è stato redatto su documenti incrociati da una commissione intergovernativa italo-tedesca, dichiara a inizio lettera che quando la ricerca storica è condotta con criteri scientifici e onestà intellettuale è sempre da apprezzare, per affermare subito dopo che è tutto da biasimare perché è scritto dai vincitori e non riporta le ecatombe (sic) di fascisti uccisi segnalati nel libro del già sconfessato Pansa. Evidentemente questo signor Ratti e tanti altri come lui, pensano che la popolazione civile e i partigiani invece di difendersi dovevano restare immobili affinché fascisti e nazisti prendessero meglio la mira. Altro personaggio bisognoso di qualche buon libro sul tema, è Mario Pedrini al quale ho già risposto sulla sua tesi che attribuisce colpe ed errori ad entrambe le parti in conflitto, astenendomi però sul suo suo giudizio bigotto che: «La divisione in buoni e cattivi vale solo dinanzi a Dio». Non mi risulta che la visione umanitaria dei nazifascisti era questa e che popolazione e partigiani ammazzati dovessero farsi spiegare il concetto dal buon Dio quando però era già tardi. L’altro è Claudio Merlini che, dimenticando su chi ha voluto mantenere il potere con le armi in Italia dopo l’8 settembre al’'ombra dei tedeschi, parla di guerra fratricida; tesi molto cara ai fascisti, orgogliosi di essere stati al fianco dei nazisti contro gli italiani «traditori del regime» e contro i partigiani definiti con disprezzo «tutti comunisti». Infine non potevano mancare Luciano Pedrini con le sue evoluzioni pindariche su macabre storie di marò e corriere fantasma perse come fossero ciondolini; Claudio Fedeli che contesta in modo velleitario addirittura il tribunale di Norimberga e G. A. D’Angelo con un vuoto di memoria su chi voleva essere padrone del mondo, giustificando i crimini nazisti contro gli italiani.
Sergio.noci@tiscali.it

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