Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

23 maggio

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

25 Maggio 2017 - 04:05

Ne parlo con...

IN BICICLETTA FINO IN CITTA'
CICLABILE CAVA-CREMONA
TRA POCO SARÀ REALTÀ
Caro direttore,
‘io speriamo che se la Cava... no, anzi si’! Ieri l’ultimatum al primo stralcio, tanto per intenderci fino allo svincolo per Picenengo, oggi s’è dato invece il via al cantiere per l’inizio del secondo stralcio, quello conclusivo. La ciclabile ‘da e per’ quella Cava dei signori Tigozzi sta prendendo finalmente forma definitiva. Ruspe al lavoro, promesse mantenute. E domani? Domani la nuova ciclabile ci permetterà di raggiungere quella bomboniera che è la nostra stupenda piazza Duomo in Cremona, ci gusteremo un buon gelato con la sua parigina pedalando in tutta sicurezza, infine all’ombra del Battistero ‘faremo scorta’ di quell’agognata aria cittadina che a noi manca tanto. Così, pedala che ti pedalo (l’eufemismo ci sta, eccome!) anche per la Cava è arrivato il suo traguardo, toh! Al diavolo quella maledetta strada statale, che rimarrà solo un ricordo per quei cicloturisti che vorranno utilizzare la nuova ciclabile. Tuttavia sarà impossibile prendere sonno ‘fintantoche’ il buon John Luca sindaco in compagnia dell’Alessia, la Manfredini assessora, non verranno di persona da Cremona in bici per ‘consegnarcela’ belle che ultimata. (...)
Giorgino Carnevali
(Cremona)

Una promessa, alla fine mantenuta, non può che essere accolta con favore.

__________________________

Le foto dei lettori

Che altana! Cremona era bella anche sui tetti
Signor direttore,
le mando una fotografia che ho scattato nel lontano 1980. Cremona, come vede, non è bella soltanto in basso, ma anche sui tetti. Quella costruzione con i tre archi, è un’altana, come ce n’erano tante una volta. Servivano per far asciugare la biancheria stesa o semplicemente per prendere il fresco d'estate. Ricordo che da bambino passavo interi pomeriggi sopra un'altana. Adesso le altane cremonesi sono scomparse, e avere un’altana sopra la casa è una rarità. Questa della foto era all’inizio di Via Battisti, all’intersezione con il Corso Campi. Esiste ancora, ma le aperture sono state chiuse con i vetri, come la maggior parte delle altane. È una cosa scorretta perché le altane sono nate per essere ‘aperte’. Se non sono state distrutte, le superstiti sono chiuse con lamine plastiche o doppi vetri. Un obbrobrio estetico. Peccato, da lassù si vede tutta la nostra città rossa, come la chiamava Fiorino Soldi in un suo romanzo (il rosso è quello delle tegole di terracotta, ovviamente). Non dimentichiamo che Soldi ha lasciato incompiuto anche il suo ultimo romanzo, che si intitola appunto ‘L’altana’.
D. D.
(Cremona)

___________________________

Sistema sociale a rischio
La criminalità cresce
e la politica è inerte
Egregio direttore,
il suo giornale di sabato 20 maggio rincara la dose circa gli atti delinquenziali che si commettono quotidianamente nel capoluogo cremonese e non solo. Il corollario delle azioni violente è sempre più ampio e leggiamo di questuanti estremamente molesti e pericolosi, anziani aggrediti, rapinati e poi brutalmente malmenati, furti ai supermercati, rapine in villa, vendite di merce contraffatta, furti con effrazione e bancomat aperti con acetilene. Ma l’elenco è corposo e potrebbe continuare. Quella elencata è la nuova modalità criminale messa in atto da personaggi privi di qualsiasi scrupolo e senza un minimo di pietà soprattutto nei confronti di quelle vittime che sono incapaci di difendersi. Sono modalità feroci quelle riportate dalla stampa, che possono ormai facilmente farsi risalire a bande specializzate importate dall’estero in nome della inclusione sociale, dell’europeismo esasperato, dell’accoglienza, dell’integrazione dei popoli, della nuova società multirazziale ecc. Vale a dire nuovi sistemi sociali predicati ai quattro venti e incentivati dai governi progressisti di sinistra e dalla Chiesa cattolica che intende umanizzare la società con la pletora del perdono e con l’uso di testi bimillenari che andrebbero perlomeno contestualizzati, condivisi e aggiornati con i tempi mutati. Il lettore attento, a fronte di ogni notizia legata alla cronaca nera, ha imparato a incasellarla e associarla alle varie specializzazioni criminali identificandone anche il paese di provenienza. A Cremona chi gestisce e a chi appartiene la manovalanza dello spaccio e narcotraffico? Chi è specializzato nelle smercio dei marchi contraffatti alla faccia dei negozianti rispettosi delle leggi? Le sinistre a livello nazionale e locale non contrappongono alcuna repressione anzi, continuano a manovrare dati tendenti ad evidenziare uno stato sociale paradisiaco e addossando le situazioni di continuo allarme ai gufi che si annidano ad ogni angolo di questo paese morente. La paradossale legislazione in vigore è lasciata intatta dagli attuali detentori del potere, le carceri sono sovraffollate e perennemente al collasso, si mantiene ad oltranza la vigenza delle celle aperte per la socializzazione (dicono loro), le aggressione degli agenti preposti alla custodia si ripetono quotidianamente, gli indulti e i premi per buona condotta non si contano e infine le scarcerazioni farsa ci forniscono un quadro a tinte fosche sull’attenzione e sulla sicurezza sociale che i governanti garantiscono o assicurano ai loro cittadini.
Ormai esiste un sottobosco criminale senza confini metropolitani, portato a penetrare le zone residenziali ed agire con azioni violente senza pietà, legati indissolubilmente ai grandi affari connessi al furto e alla ricettazione che appaiono sempre più saldamente nelle mani di esecutori d’importazione le cui tendenze sono rivolte all’abbigliamento, alla gioielleria, alla tecnologia ecc.
E i politici che da quasi cinque anni detengono il potere cosa contrappongono? Mirano a perpetuarsi per continuare a calcare stancamente e pigramente le sale di questo anacronistico parlamento bicamerale.
Dante Benelli
(Drizzona)

Il mito della resistenza
È l’Anpi ammalata
di ‘nostalgismo’
Egregio direttore,
dato per scontato che leggo anch’io ‘La Provincia’, mi sono dovuto sorbire le lamentele di Vincenzo Montuori. Fanno il paio con ‘I dolori del giovane Werther’ (Goethe). Florilegio condensato del Muro del pianto. Avviluppato nella spira propagandista antifascista ha le idee disordinate. Di sicuro è l’Anpi ammalata di nostalgismo, nello specifico di Resistenzite acuta, dato che un giorno si e l’altro pure ne rievoca fasti e nefasti.
Spara a casaccio, tacendo però sulle malefatte del regime (che tale è) ‘saldamente’ in mano a Gentiloni mentre Renzi, coadiuvato dalla valchiria Boldrini, sta brigando per sottrargli la poltrona da sotto le terga. Indirizza la mira, ahimè sul nostalgismo fascista, in crescita con il passar del tempo! Conseguenza della miopia ed insipienza dei governicoli di sinistra. (...). L’Anpi non c’è più? Errato! Son rimasti tre gatti. (...) Anche loro iper concentrati a rievocare i fasti della Resistenza: imboscate, agguati; condannate a morte senza processi. Tipico aspettare il calar della sera per sparare alle spalle indi alla nuca ai repubblichini identificabili in divisa mentre loro in borghese se la filavano alla chetichella in mezzo alla gente.
Però i criminali eravamo solo noi. Loro, adorabili cocchi, erano nelle baite, fregate ai montanari, a mungere vacche per fare caciotte. Sparavano solo a selvaggina e pescavano nei laghetti, per la sopravvivenza. Noi di contro ci ammazzavamo per far felici i ribelli. La famosa legge transitoria consentì loro ogni pietosa sfumatura d’accusa. Grazie per l’accostamento generazionale, piuttosto subdolo, manco fosse un invito alle autorità costituite, per regalarci un soggiorno delizioso a Cà del Ferro, con il comandante Priebke.
Era un uomo d’armi, un soldato che doveva ubbidire ad ordini superiori, pena la condanna a morte. I boia furono quei due gangsters che misero la bomba a via Rasella provocando la strage delle Fosse Ardeatine. Sfida voluta anche sapendo, all’epoca che Roma era tappezzata di avvisi precisi in caso di eventuali attentati! Esploso l’ordigno se la svignarono vigliaccamente! Il colmo? Che il CLN grato per l’opera benefica compiuta (335 morti) conferì loro la medaglia d’oro. Un fac-simile di Salvo d’Acquisto! Cambronne avrebbe risposto diversamente!
Luciano Pedrini
(Cremona)

Parole di buon senso
‘Prima gli italiani’
Salvini ha ragione
Egregio direttore,
quando un leader politico italiano, in questo caso parlo di Salvini della Lega Nord, tra i suoi discorsi dice: ‘prima vengono gli italiani ad avere una casa dove abitare, un lavoro, sanità e altro’ cosa c’è di male? Salvini non dice eresie. Secondo me parla da leader responsabile e da persona responsabile. Se prima pensa al suo popolo, alla sua famiglia, cos’è un populista?
Lasciamo decidere agli italiani sul tema dell’immigrazione, non agli scafisti!
Cesare Forte
(Oradea - Romania)

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery

Prossimi EventiScopri tutti gli eventi