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22 maggio

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

24 Maggio 2017 - 04:00

IL CASO

La ludopatia si può battere
Ma a pagare non siano gli esercenti

Caro direttore,
abbiamo letto con viva soddisfazione nella cronaca del Cremasco del quotidiano ‘La Provincia’ che a Rivolta d’Adda il sindaco rispondendo ad una interpellanza della lista civica di minoranza che chiedeva quanti e quali controlli vengono svolti contro le slot il primo cittadino ha risposto che nel 2016 i vigili locali dopo le 22 hanno fatto numerosi controlli e che l’amministrazione comunale sta tenendo alta la guardia sulla ludopatia collaborando anche con associazioni di volontariato che trattano tale problematica.
Questo Comune con quello di Cremona stanno dimostrando che la lotta contro la ludopatia si può fare seriamente anche grazie ai vari progetti attivati dalla Regione Lombardia. Anche a Castelverde grazie alla minoranza qualcosa si sta muovendo e crediamo che l’Amministrazione sarà in grado a tempi brevi di dare forti risposte.
In questa battaglia sociale che è una vera piaga non secondaria alla droga, è bello vedere sia l’opposizione che la maggioranza (anche con i numerosi distinguo più che legittimi) fare unione per il bene di tutta la nostra comunità.
Anche la Chiesa grazie a papa Francesco è scesa in campo contro le slot. Da noi ha fatto sentire la voce il nostro vescovo Mons. Antonio. Ora tocca gli oratori, le parrocchie di tutta la provincia scendere in campo. Naturalmente noi come associazione siamo per la chiusura totale delle slot ma vogliamo che i bar e i vari esercenti non debbano soffrire economicamente di questo business pilotato dal nostro Parlamento. Si deve dare l’opportunità a queste persone di riciclarsi in altre attività. L’errore politico istituzionale non deve ricadere sulle attività commerciali produttive.
Gabriele Cervi
(Associazione in cammino con San Francesco la Cascinetta Didattica Onlus di Castelverde)

Almeno contro la ludopatia sembra che la lotta sia davvero bipartisan: un fatto raro in questo Paese. Condivido lo spirito della sua lettera anche quando fa riferimento alle attività commerciali: giusta la lotta contro il gioco ma attenzione agli esercenti che non devono essere messi in ginocchio.

LA POLEMICA

Canone e bollo: imposte odiose, pagamenti di più

Egregio direttore,
il recupero del canone televisivo inserito nella bolletta dell’energia elettrica secondo me è anticostituzionale e inaccettabile in quanto c’è gente che dichiara di non possedere un televisore oppure se lo possiede è esente dal canone per motivi di reddito per vecchiaia o per particolari patologie, che è costretta a pagare. Tutto questo è ignorato dalla nostra classe politica. Dal momento che esiste l’autocertificazione, se una persona dichiara di non essere in possesso di un apparecchio televisivo o che per vari motivi è esente dal canone, saranno gli organi di controllo a verificare se dice il vero oppure no, assumendosi eventuali conseguenze di carattere penale.
Un’altra probabile stupidità che vogliono mettere in atto i nostri provetti governanti è ciò riguarda il pagamento della tassa di proprietà legata agli automezzi di tutte le categorie. Pare che vogliano delegare le officine autorizzare alle revisioni degli automezzi ad effettuare i controlli se i proprietari sono in regola con il pagamento del bollo e se non lo sono di non effettuarne la revisione dell’automezzo! Un vero paradosso che lo Stato ricorra a officine private costringendole a fare da esattori! Tale scelta se dovesse essere messa in atto metterebbe in netto contrasto l’operato delle officine, le quali svolgono un servizio di verifica sugli automezzi che siano idonei alla circolazione stradale. (...)
Infatti vi sono due documenti ben distinti: uno è il libretto di circolazione che deve essere sempre tenuto a bordo dell’automezzo mentre l’altro documento, che è il certificato di proprietà, non è obbligatorio portarselo dietro in quanto agli effetti della circolazione non ha nessun valore!
Perché non tornare a fare controllare il bollo alle forze di polizia come si faceva una volta e in caso di mancato pagamento di questa imposta procedere applicando il fermo amministrativo dell’automezzo sino a che non venga dimostrato l’avvenuto pagamento? Io penso che sino che tale tassa di proprietà dovrà essere pagata questo sia l’unico sistema per farla rispettare!
Franco Nico Ranzenigo
(Segretario movimento politico Lega Nazionale Patrioti d’Italia)

Ma quale integrazione/1
È in atto una vera sostituzione di popolo
Egregio direttore,
ormai milioni di islamici, arabi e o africani, occupano abusivamente il territorio italiano mantenuti dalle nostre tasse e si mostrano prepotenti, smargiassi e impuniti e il degrado visibile e reale cresce nelle città e paesi in proporzione geometrica. Il sindaco Sala e tutti gli altri eredi del comunismo che occupano abusivamente il Parlamento parlano invece di integrazione quale panacea del problema, ma vorrei che mi fosse spiegata una semplice cosa e cioè cosa si intende con integrazione? I clandestini dovrebbero integrarsi con la cultura e usi italiani o viceversa? In entrambi i casi ciò è impossibile dato che le culture sono antitetiche tra loro e vorrebbe dire che si stanno creando i presupposti per una guerra civile.
P.S. Poiché quando è cominciata questa invasione si parlava di profughi di guerra da ospitare ora è evidente che quelli che arrivano non sono profughi e che sono fatti entrare quindi illegalmente con prepotenza e quindi il governo e la sinistra tutta sono complici di questa gigantesca sostituzione di popolo. (...)
giuliano.galassi@libero.it

Ma quale integrazione/2
Accoglienza folle
L’Italia è condannata
Egregio direttore,
sono furibondo e privo di speranza, ma vengo subito al nocciolo della questione. Sabato sono andato a Milano per suonare con alcuni amici, visto che sono musicista, ma in piazza Oberdan siamo stati bloccati a causa di una manifestazione in favore dell’immigrazione organizzata guarda caso dalla sinistra dal titolo ‘Nessuno è illegale’. Pazzesco! Il fine di questa manifestazione erano due obiettivi tanto cari al popolo italiano: l’accoglienza folle e aperta a tutti, e come secondo maggiori diritti agli immigrati apportando ulteriori tutele contro le discriminazioni agli stessi. Francamente sono stufo di vivere in un Paese di c... qual è diventato l’Italia, perché perseguendo questi due obiettivi gli italiani si stanno letteralmente suicidando e non lo sanno: vogliono l’accoglienza indiscriminata, ma non vedono che siamo già pieni? Dove li mettiamo? Lavoro non ne abbiamo per noi, come si mantengono? Ma forse gli immigrati sono carne da macello per le coop rosse; i diritti e maggiori tutele, ma se hanno più diritti e tutele degli italiani, cosa si vuole dare ancora a questa gente? E non mi vengano a dire che la colpa è solo dei politici perché alla manifestazione pro immigrazione erano presenti in stragrande maggioranza cittadini italiani che vogliono l’immigrazione incontrollata. Ormai, causa ignoranza del popolo bue, l’Italia è condannata.
Marco Pedrabissi
(Trescore Cremasco)

Caro professor Corada...
Mors tua vita mea
È la legge della guerra
Signor direttore,
vorrei rispondere al professor Gian Carlo Corada in merito al suo intervento intitolato ‘La verità sulle stragi naziste e fasciste in Italia’ pubblicato sul suo quotidiano il 12 maggio.
Non voglio entrare in merito al numero di vittime citate da Corada in quanto da persona di cultura si baserà su cifre abbastanza verosimili. L’errore che il presidente dell’Anpi commette è nel non voler entrare nell’ottica dell’eccezionale momento storico; noi siamo qui pacifici e beati ad esprimere le nostre opinioni ma lei metta il caso che mentre stiamo cercando di esporre le nostre opinioni un terrorista, con tutti i più nobili motivi che lo possano animare, mette una bomba e stermina la sua famiglia o la mia; disperazione e lacrime. Il giorno dopo un altro terrorista, sempre con gli stessi nobili motivi, assassina a tradimento i suoi compagni di partito, indignazione e sdegno. All’attentato successivo lei come me e come chiunque altro se ne frega dei nobilissimi motivi e dà la caccia a tutti i terroristi e ai suoi fiancheggiatori e li elimina in modo più sbrigativo possibile. Mors tua vita mea questa è la legge terribile di guerra e in questo modo agirono i tedeschi verso un popolo che li aveva traditi e li aveva aggrediti militarmente senza avergli dichiarato guerra. Cefalonia insegna che la scelleratezza di un re fellone fuggiasco e traditore unitamente a tutto lo stato maggiore dell’esercito ed al suo entourage emanando l’ordine folle di resistere ai tedeschi provocò la loro giusta reazione che portò alla fucilazione di 168 ufficiali alla casetta rossa e non 10.000 come l’associazione che lei rappresenta da 74 favoleggia, come franchi tiratori. A via Rasella come a Bagnara, a Pedescala, tanto per farle qualche esempio, i tedeschi cosa avrebbero dovuto fare davanti agli attentati della vigliaccheria partigiana? Solo difendersi come hanno giustamente fatto. Ma lo sa che i tedeschi avevano contro il mondo e che hanno combattuto in tutti i modi per raggiungere la vittoria finale nonostante un rapporto di forza in loro sfavore di 30/50 a 1? Nel 1944 l’appennino tosco emiliano pullulava di ribelli i tedeschi cosa potevano fare se non bonificare quelle zone? Ovviamente visto che i ribelli di erano dati alla fuga furono i civili a pagarne le conseguenze rei di non aver rispettato le disposizioni militari del periodo. Furono episodi atroci le stragi di Marzabotto e Sant’Anna di Stazzema e crimini inauditi? Certamente ma altrettanto lo furono il bombardamento della città ospedale di Dresda dal 13 al 15 aprile 1945 dove 80/100mila civili indifesi, uomini donne, vecchi e bambini, vennero assassinati dall’aviazione angloamericana con bombe al fosforo, proibite dalla convenzione di Ginevra, oppure a Hiroshima e Nagasaki dove le bombe intelligenti americane piegarono l’eroico Giappone eppure secondo la logica dei vincitori i criminali furono solo i tedeschi e in minor misura i loro alleati. (...)
Gian Alberto D’Angelo
(Cremona)

La fretta non aiuta
Vaccini obbligatori
Decisione all’italiana
Egregio direttore,
decisione a senso unico, quella sui vaccini, esagerata e affrettata, all’italiana... Sull’obbligo delle vaccinazioni. sembra che dodici siano troppe. Qualcuno afferma che sia una follia. Lo dicono medici che prima non erano schierati contro i vaccini.
Non sono medico, ma penso che sui vaccini un minimo di buon senso debba prevalere sulle egemonie ideologiche da qualunque parte provengano. Occorre stabilire innanzitutto ‘scientificamente’ di quali vaccini ci sia effettivamente la necessità dell’obbligo, in base anche all’età dei vaccinati. Quindi che queste sostanze siano soggette a controlli e analisi da parte di esperti, preposti a stabilirne l’idoneità da parte degli organi competenti.
Sono due semplicissimi passaggi, nell’ottica dell’obiettività dei riscontri, del rigore e della chiarezza che devono sempre essere al centro della scienza medica.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

Il caso del canile
L’Associazione Zoofili
pensi agli animali
Gentile direttore,
mi consenta di fare alcune precisazioni sul caso ‘Zoofili tagliata fuori dal Comune’, visto che per l’ennesima volta la povera Maria Pia mi coinvolge. Nel ringraziarla per aver ricordato che la nuova Zoofili altro non è che la continuazione della precedente, arrivata sul banco degli imputati con un conto bancario molto importante, ma condannati per animalicidio, ricordo che è altrettanto vero che il figlio Stefano Allegri, nulla centra nella vicenda, salvo che si sia occupato dell’acquisto della struttura in cui sua madre gestisce gli animali (...).
Ma veniamo al dunque. Che Cremona abbia necessità di un canile è verissimo, ma è altrettanto vero che l’Associazione Zoofili, con 900mila euro sul conto può tranquillamente continuare la propria attività senza i soldi del Comune! O no? Proprio perché sono così bravi, come asserisce la signora Maria Pia, pensino solo agli animali indifesi! E non mostrino interesse ai soldi del Comune o all’eredità di Somenzi! (...)
Rosetta Facciolo
(Presidente dell’associazione ‘Dalla parte degli animali’)

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