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14 maggio

Lettere al Direttore (2)

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emanzini@laprovinciacr.it

16 Maggio 2017 - 04:00

LE FOTO DEI LETTORI

Cortili di ringhiera distrutti, li rimpiangeremo


Signor direttore,
vi mando una fotografia del cortile di ringhiera che sorgeva in Via del Sale, all’angolo con via del Giordano, circa 35 anni fa. Ora non esiste più, non è rimasta una sola pietra. La distruzione sistematica dei cortili di ringhiera in quel periodo era arrivata la culmine, e sembra che anche adesso continui incessante questa mania di cancellare la vecchia Cremona. Perché? Credo che molta gente, soprattutto i giovani, amerebbero vivere in case così particolari. Invece, con questo andazzo, tra poco non ne rimarrà una sola. Sono certo che tra duecento anni i libri scriveranno: la distruzione dei cortili di ringhiera cremonesi fu una grave perdita del patrimonio artistico e storico.
Lettera firmata
(Cremona)

Ne parlo con...

Stop ai circhi con animali
Il nuovo regolamento di Cremona va oltre le nostre aspettative
Egregio direttore,
con la presente vorrei esprimere la soddisfazione di attivisti e soci della Lav nonché dei numerosi cittadini che hanno aderito alla nostra petizione avviata nel 2015. Si chiedeva infatti al Comune di Cremona di emanare un regolamento restrittivo (limitazioni del parco animali) nei confronti dei circhi con animali al seguito, riferendosi ad un pronunciamento del 2000 della Commissione scientifica Cites del ministero dell’Ambiente che decreta linee guida severe per la detenzione degli animali esotici, selvatici, grandi felini. Recentemente anche un disegno di legge congiunto dei ministri Dario Franceschini e Pier Carlo Padoan ha fissato nuove disposizioni per le attività circensi «specificamente finalizzate alla graduale eliminazione dell’utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse», segno che la presa di coscienza dell’inutilità e dello sfruttamento di animali prigionieri per divertimento, che costano oltretutto tanti soldi alla comunità. Ringraziamo pertanto l’assessore all’Ambiente Alessia Manfredini e la giunta comunale che è andata oltre le aspettative, approvando un nuovo specifico regolamento (in parte estrapolato da quello di polizia locale al Titolo III che già conteneva alcune norme sul benessere animale) in cui si fissano una serie di norme a cui si devono attenere i possessori e, in genere, chi si occupa di animali. Si disciplinano tutti i settori come gestione delle colonie feline e rifugi, pet therapy, seppellimento, addestramento e la modalità di detenere gli animali eccetera. Grazie ai consiglieri che hanno votato a favore del nuovo regolamento con la speranza che la stessa determinazione venga applicata anche a risolvere i problemi legati ai rifugi di cani e gatti a Cremona.
Maria Pia Superti
(responsabile Lav Cremona)

Mi associo al suo apprezzamento del regolamento comunale che stabilisce severe restrizioni dell’impiego degli animali. A questo punto spero che si riesca a trovare una soluzione ragionevole per il canile: è assurdo fare capo a una struttura, quella di Calvatone, situata a 43 chilometri da Cremona.

L'INTERVENTO
Creano disuguaglianza: abolire le Regioni a statuto speciale
La Costituzione italiana afferma che tutti i suoi cittadini sono eguali e godono di eguali diritti, ma poi riconosce ad una parte di essi dei privilegi che di fatto annullano il principio di eguaglianza. Si tratta del riconoscimento delle Regioni a statuto speciale che tratta la Valle d’Aosta, la Sicilia, il Trentino alto Adige e la Sardegna come isole sociali nelle quali i diritti ed i doveri dei cittadini sono diversi da quelli di tutte le altre regioni italiane. Si pagano meno tasse, si trattengono quote notevoli e superiori a quelle delle altre regioni di denaro esatto anziché versarlo a Roma, le accise sui carburanti sono assai ridotte o nulle, eccetera. E poi dicono che la Costituzione italiana è una delle più belle del mondo… ma per chi? Non servono lunghi discorsi per evidenziare la discriminazione che nelle Regioni a statuto speciale si attua rispetto alle altre regioni, né é necessario farli per capire che tali discriminazioni sono prima di tutto una solenne ingiustizia e poi un evidente atto anticostituzionale. Un altro aspetto negativo delle Regioni a statuto speciale è senza dubbio il fatto che in tale situazione sono alimentate le proliferazioni di gruppi politici di interesse che di fatto monopolizzano parte dei vantaggi derivanti dalle concessioni dello stato per trarne profitto privato a scapito della comunità. Diventa più facile che altrove giocare sui voti di scambio concedendo l’accesso ai privilegi regionali per consolidare la propria posizione politica. La possibilità di legiferare in modo più autonomo che in altre regioni porta alla creazione di posizioni istituzionali e di potere che si traducono in privilegi, spese e sciupii senza fine. Basti l’esempio dei trattamenti di stipendi e pensioni nella Regione Sicilia, che sono la diretta conseguenza di leggi regionali specifiche per le regioni a statuto speciale, per esemplificare quanto vogliamo dire. Ma la questione principale resta sempre la diseguaglianza di trattamento che alcuni cittadini ricevono rispetto ad altri che abitano altre regioni e gli ingiusti privilegi che ne scaturiscono creando cittadini di serie A e cittadini di serie B. Di più, saranno i cittadini di serie B a pagare con meno servizi i privilegi dei cittadini di serie A. E’ ora di riaffermare l’eguaglianza di tutti gli italiani. E’ ora di abolire le regioni a statuto speciale ed i privilegi che esse comportano. E’ ora di mandare a casa tutte le sanguisughe politiche che traggono il loro benessere personale dal malessere di tanti cittadini! Cominciamo da quello e poi si vedrà andando avanti. Altro che movimento dei forconi. E’ ora di creare, a livello nazionale, il movimento rivoluzionario delle picche.
Alessandro Mezzano

Cremona, bocce benefiche
Festa e straordinaria serata di solidarietà
Egregio direttore,
voglio ringraziare tutti quanti hanno consentito di trasformare la serata benefica a favore dell’Aido in una straordinaria testimonianza di solidarietà, di festa e di sostegno economico ad una associazione di volontariato che opera per salvare la vita a migliaia di persone attraverso la donazione degli organi.
A cominciare dai dirigenti e tecnici del bocciodromo comunale di Cremona, a tutte le personalità e autorità presenti, ai trapiantati, ai giocatori della Cremonese Brighenti e Ravaglia, ad Eleonora Busi, Michelangelo Gazzoni, Germana Cantarini, agli sponsor, ai giornalisti che hanno dato risalto all'iniziativa, allo staff dell’Aido cremonese, ai ragazzi della scuola bocce che, visto il livello tecnico medio-basso dei partecipanti, sono stati i veri protagonisti della gara di bocce.
Infine un ringraziamento particolare ad Antonio Viola promotore della manifestazione. A tutti un caloroso ringraziamento ed un affettuoso abbraccio.
Enrico Tavoni
(presidente provinciale Aido, Cremona)

Romeni aggressori
La fine dell’Urss ‘liberò’ delinquenti
Signor direttore,
ho letto dei tre romeni residenti a Soresina che hanno aggredito il custode del parcheggio al parco La Pedrera di Soncino.
Sono le conseguenze della distruzione dell’ex Urss. Tutti i delinquenti condonati dai vari trattati anti comunisti, perpetrati dai cosiddetti esportatori di democrazia (vedasi Iraq, Libia, Siria) e dagli stati ex Patto di Varsavia, convolati a nozze con il sistema occidentale.
Ora tutta la feccia umana dedita all’arricchimento gratuito, si stabilizza in Occidente, aumentando la criminalità nostrana. Domandiamoci come è iniziata.
Rammentiamoci (1980) l’invasione polacca (Solidarnosc), a cui ha fatto seguito, Ddr, (Germania Est) Albania, Romania, Bulgaria, ex Cecoslovacchia, ora la stessa invasione sortisce da Asia, Africa, SudAmerica.
Ora tutti si lamentano, ma in quei momenti i nostri governanti e gran parte degli italiani erano alla ricerca solo dell’anticomunismo, e come fare per destabilizzare l’Urss. Ci consideriamo soddisfatti di come si sono svolti i fatti?
Un vecchio proverbio recita ‘lascia stare il can che dorme’.
Giampaolo Filipponi
(giampaolo.filipponi@alice.it)

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