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11 maggio

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

13 Maggio 2017 - 04:10

Ne parlo con...

Legittima difesa
IL RISCHIO È CHE QUALSIASI
LADRO GIRERÀ ARMATO
Egregio direttore,
come volevasi dimostrare abbiamo il primo caso di legittima difesa alla Salvini, fautore della legittima violenza. Entro, ti sparo, poi ti svuoto la cassaforte. Tutto questo per intortare le menti deboli per quattro miserabili voti sporchi di sangue. Lo voteranno gli armieri e le agenzie funebri che incrementeranno i loro affari. Ora anche il ladro più sgangherato girerà armato. Nove volte su dieci sarà sempre il malintenzionato a sorprendere la vittima. Il crimine si può arginare con vari accorgimenti, ma è impossibile sconfiggerlo. Le armi sono e saranno sempre e solo fautrici di tombe. Grazie Salvini, grazie Lega, per le vostre proposte estreme che non portano da nessuna parte.
Domenico De Lorenzo
(Cremona)

Prima di fare certi passi occorre riflettere anche perché c’è il rischio di ottenere risultati opposti alle intenzioni. C’è da dire che negli Stati Uniti, dove l’uso delle armi è molto diffuso, la criminalità non è affatto diminuita.

Ma le tasse le pago anch’io
In molte zone internet
funziona poco e male
Gentile direttore,
scrivo per segnalare il disagio dei residenti nelle zone rurali che non possono avere collegamenti internet validi e stabili. Il problema non è di poco conto in quanto anche la Pubblica Amministrazione continua a spostare una serie di incombenze amministrative per richieste e segnalazioni sul canale informatico. Ma nel momento in cui le Amministrazioni locali non si adoperano per venire incontro agli utenti esclusi, questa è quasi una omissione di atti d’ufficio.
Attenzione non sto parlando della richiesta di servizi gratuiti, ma di un servizio che oggi è quasi un atto dovuto. E poi, perché io devo pagare le tasse come tutti quelli che hanno l’acquedotto, il depuratore, internet, etc. Faremo un comitato per la disubbidienza fiscale.
Sandro Bani
sandro.bani@gmail.com

Il divario digitale o ‘digital divide’ è la differenza esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione (in particolare personal computer e internet) e chi ne è escluso, in modo parziale o totale. Sembra strano ma nel 2017 in Italia è ancora un problema serio.

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Le foto dei lettori

BICICLETTINE IN DONO AI BIMBI TERREMOTATI
ANCHE IL VESCOVO IN PRIMA FILA

Caro direttore,
mi permetta di parlare del progetto sociale un sorriso per una biciclettina soprattutto per esplicitare meglio alcuni punti che non sono stati menzionati in alcuni articoli precedenti pubblicati sul quotidiano La Provincia.
Il 24 aprile un gruppo formato da volontari della Caritas di Soncino e di Castelverde (fra cui il sottoscritto e i volontari Angelo Ghisolfi e Rosangela Villa) dopo aver prelevato 40 biciclettine dalla Cascinetta Didattica Onlus di Castelverde e dopo aver pranzato alla Caritas di Cremona con il direttore don Pezzetti è partito per San Severino Marche. Il 25 mattina siamo stati accolti da due assessori locali Tarcisio Antognozzi e Vanna Bianconi. Alla presenza del nostro vescovo mons. Antonio Napolioni che ringraziamo per la sua importante e significativa presenza, ho letto la bellissima prefazione che il vescovo aveva scritto per il progetto. (...) A conclusione l’assessore alle politiche sociali Vanna Bianconi ci ha preannunciato (invitandoci) che ai primi di giugno il Comune organizzerà una ciclopedalata di bambini che sulle nostre 40 biciclettine attraverseranno l’intero paese. Qui devo ringraziare veramente di cuore tutti i volontari della Cascinetta Didattica che per sei mesi hanno collaborato per aggiustare le biciclettine, in primis il nostro volontario di ciclomeccanica Renato Penna, Gigi Capellini organizzatore del viaggio e gli amici migranti della Caritas che hanno collaborato a questo progetto dove la povertà ha aiutato la povertà. Infine voglio ringraziare le numerose famiglie e singoli cittadini che in sei mesi ci hanno donato più di 50 biciclettine e che senza il loro buon cuore il progetto non si sarebbe mai potuto realizzare.
Gabriele Cervi
(Cascinetta Didattica Onlus di Castelverde)

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Basta scontri sul 25 Aprile
Gravi errori commessi
da entrambe le parti
Egregio direttore,
poco prima del 25 Aprile le lettere di Luciano Pedrini e di Giuseppe Azzoni su ‘La Provincia’ del 13 aprile continuavano lo scontro della guerra civile 1943-1945 con insulti.
A livello nazionale la decisione di escludere dal corteo i rappresentanti della ‘brigata Ebraica’ che, con polacchi, soldati francofoni e con gli alleati, hanno liberato l’Italia dall’occupazione nazista, ha diviso persino l’ANPI al suo interno!
I ‘saluti romani’ al cimitero di Cremona son finiti in Procura, come l’anno scorso, per iniziativa di Gian Carlo Corada presidente dell’ANPI di Cremona. Questa pervicace inimicizia tra ‘fascisti’ e ‘partigiani’ somiglia talmente a quella di guelfi e ghibellini che mi chiedo se sia addirittura una questione temperamentale degli italiani. Ciò non succede più in Spagna, in Grecia, in Portogallo. Ora che la storiografia, le innumerevoli ricerche storiche locali, una continua scoperta di fatti e misfatti delle due parti anche nel Cremonese, dimostrano gravi errori politici e morali delle due parti (addirittura tra il 1919 e il 1922 quando il fascismo decollava con facilità!); ora che la Liberazione da parte dei ‘partigiani’ è una mitologia così beffarda da ridursi a una malinconica liturgia istituzionale falsificante la storia, dopo 72 anni si insiste a celebrare - in sostanza - una situazione schizo-paranoica, tipica della guerra (Franco Fornari, 1970). Semplifico: nel momento schizofrenico una parte trasferisce nella controparte tutto il suo ‘male’ e viceversa; nella contemporanea..., sia l’una che l’altra parte immagina di essere così nel giusto e nel vero che diventa meritorio sopprimere l’‘altro’. (...)
Conoscendo e stimando le persone che si confrontano con toni così aggressivi mi chiedo, con amarezza, perché non ci si accordi nel superare questo schema bellicoso, tutt’altro che in una forma irenica ‘piccolo borghese’ (dàghe ‘na taja e andiamo d’accordo!) ma nel dire, palesare il più possibile fatti ed eventi, tenendo conto (ecco perché non è possibile un giudizio morale!) che nessuno è in grado di misurare la buona fede di una persona. La divisione in ‘buoni’ e ‘cattivi’ vale solo dinnanzi a Dio e non alle nostre ideologie. Perciò vale l’asserzione di Wittgestein: ‘Di ciò di cui non si può parlare, si deve tacere’. E’ un’asserzione però che ha dei limiti: non posso tacere quando una parte si vanta d’avere sparso il sangue dei Vinti; non posso tacere quando l’altra parte ha violato diritti umani alla vita e alla dignità delle persone; non si può tacere quando per una parte i propri morti valgono di più di quelli dell’altra.
Siamo tutti dei poveri uomini scriveva il parroco di Bozzolo e lo spiegava: ‘Poveri non per quello che non si ha, ma per quello che si è, per quello che non ci basta e ci fa mendicanti ovunque, sia che si tenda la mano, sia che la si chiuda’. (...) Per cristiani o non cristiani vale allora la parola di Mazzolari: ‘Ogni uomo è il povero’.
C’è una parola grande, onnicomprensiva del bene: dire, vivere nella carità. E’ questo tutt’altro che perdonismo o censura di valori; la carità non toglie nulla alla verità, ma espelle ogni deformazione ideologica e intransigente che serve a un ‘partito’, suscitando automaticamente un ‘partito’ opposto nella spirale schizofrenica.
A smantellare questa spirale assurda e autodistruttiva dovrebbero essere le persone di vera cultura, non i comizianti, non quelli che gridano ”Guai ai vinti!” infangando se stessi.
Mario Pedrini
(Cremona)

Le colpe sono della società
Il problema dell’Inter
non è l’allenatore
Caro direttore,
sono vecchio di età e sono un vecchio tifoso dell’Inter, una delle più celebri società calcistiche italiane che ha avuto, in un non lontano passato, momenti di gloria e altri momenti negativi come quello che sta vivendo attualmente.
Ora l’Inter è in caduta libera e dopo l’esonero di Mancini a inizio stagione ora ha liquidato anche Pioli che del disastro dell’Inter ha colpa quanto ne ho io!
Secondo me le colpe sono della società che ha allestito una struttura che lascia molto a desiderare e che non può fare miracoli!
Oggi l’Inter farebbe fatica anche a ben figurare in una serie inferiore, per cui i provvedimenti assunti dalla società mi lasciano molto perplesso.
Spero che tutto torni ai fasti di tempi non lontani, ma credo che la sostituzione dell’allenatore non sia la medicina più indicata.
Gaetano Antonioli
(Cremona)

Legittima difesa
L’unica vera casa
è il nostro corpo
Signor direttore,
quando avremo capito bene che l’unica e vera abitazione di nostra esclusiva proprietà è il nostro corpo e ha per confine la nostra pelle, forse capiremo che anche per gli altri è tale e come tale va rispettata, se non vogliamo correre il rischio di trovarci qualcuno che per difendersi dalle nostre minacce muscolari ritiene come diritto acquisito, con la nuova legge, legittimato a spararci e se questo dovesse succedere di giorno, gli è sufficiente aspettare la notte.
Pietro Ferrari
(Cremona)

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