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10 maggio

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

12 Maggio 2017 - 04:00

IL CASO

Comunque la si pensi su Pannella
non c’è dubbio che vedeva lontano

Egregio direttore,
il 19 maggio cade i primo anniversario della morte di Marco Pannella. Comunque la si pensi sull’uomo, merita di essere ricordato come un leone della politica, mosso da autentica passione e mai per utilità personale. Nato benestante, ha speso i suoi soldi (proprietario di immobili e altro) per finanziare la politica, mai il contrario, credo caso più unico che raro. A Milano in questi giorni si parlava di dedicargli una via, ma la giunta (guarda caso di sinistra) ha bocciato l’idea: anche da morto un avversario tale resta? Ad essere sincero ultimamente quando lo sentivo lagnarsi su Radio Radicale cambiavo stazione, non lo sopportavo più. Logorroico, pedante, lamentoso, eruttava ragionamenti a scatole cinesi; da uno scaturiva un altro fino a non si riuscire più a seguirlo né capirlo, ma l’età non aiuta la lucidità, non sempre almeno. Tutti in Italia a vario titolo gli dobbiamo qualcosa: ha avuto fiducia e rispetto nel nostro libero arbitrio più di quanto noi stessi ne abbiano per noi. Vorrei comunque ricordarlo per una cosa. Da tempo ascolto Radio Radicale, da quando la scoprii quasi per caso. Circa 30 anni fa diceva irriso da tutti e ignorato: in Africa e nei Paesi del terzo mondo sta esplodendo una bomba demografica. Stiamo preparando milioni di persone a migrazioni bibliche. O aiutiamo a casa loro questi governi e questa gente dando loro una ragione per rimanere dignitosamente nelle loro terre in Paesi che funzionano con istituzioni democratiche ed economie degne, o tra trent’anni assisteremo a una invasione di disperati che nessuno potrà fermare. Trent’anni fa appunto, e trent’anni sono passati?
Mario Pavia
kaiopaka@hotmail.it
(Cremona)

Ha ragione. Massimo rispetto per un politico lungimirante che ha combattuto in modo onesto tutte le sue battaglie.

LA REPLICA

A Padania Acque il personale lo selezioniamo e lo reclutiamo così

Egregio direttore,
in riferimento ad alcune perplessità, emerse sulla stampa locale, circa le modalità di selezione e reclutamento del personale, rispondiamo quanto segue.
Prima di entrare nel merito della questione, occorre premettere che Padania Acque S.p.A., come tutti gli operatori economici del Settore Servizi Pubblici a rete e a rilevanza economica, basa le proprie scelte in funzione di una programmazione pluriennale e definita in più atti ufficiali (Pianificazione d’ambito ottimale, Piano industriale, ecc.). Gli atti vengono assunti ed approvati dagli Enti Locali soci (i comuni della provincia) e dalle Autorità di Regolazione del settore preposte (Ente d’Ambito della Provincia di Cremona – ATO e Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico – AEEGSI).
Proprio in funzione degli obbiettivi di investimento e della qualità del servizio, definiti dal “territorio” e validati dalle Authority, a fronte del turn over di personale, si è proceduto alla selezione di 7 figure (e non 5) specializzate. L’Organigramma aziendale di Padania Acque S.p.A., del resto, nella sua struttura, è la concreta rappresentazione degli importanti impegni di riorganizzazione del Servizio Idrico e di investimento nelle competenze al servizio dell’utenza.
Per attuare i Piani aziendali abbiamo scelto un’agenzia di reclutamento che supporti la struttura di Padania Acque S.p.A. nella selezione delle figure professionali. L’agenzia selezionata non è, come è stato scritto, Obiettivo Lavoro ma Randstad, che offre sì lavoro interinale, ma che nel caso in questione ha fornito il proprio servizio a Padania Acque, in qualità di agenzia di recruiting; tale agenzia è stata scelta secondo le modalità prescritte dal “Regolamento per l’acquisizione di lavori, servizi, forniture e incarichi a professionisti tecnici” e dal D.Lgs. 50/2016 “Codice dei Contratti Pubblici”.
Il regolamento è disponibile sul sito aziendale nella sezione “Gare e Fornitori”.
Gli avvisi pubblici di selezione sono stati pubblicati sul sito di Padania Acque, all’Albo Pretorio di tutti i Comuni della Provincia e in più occasioni anche sui quotidiani locali. Inoltre, attraverso alcuni motori di ricerca di personale, l’Agenzia di reclutamento incaricata ne ha promosso la massima diffusione in “rete”.
Il Regolamento per la selezione ed il reclutamento del Personale è disponibile sul sito di Padania Acque S.p.A. nella sezione “Trasparenza” alla voce “Bando di concorso”, così come lo sono le schede che definiscono i profili e le modalità di partecipazione alla selezione.
Tale Regolamento è stato predisposto e adottato nel pieno rispetto della normativa applicabile alle Aziende Pubbliche partecipate da Enti Locali, in particolare dei principi di cui al D.Lgs. 165/2001 “Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” e del D.L. 112/2008 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria”, inoltre è conforme al dettato normativo previsto dal D.Lgs. 175/2016 “Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”.
Padania Acque, quindi, ha operato nel pieno rispetto delle norme che regolano le modalità di assunzione del personale per le Aziende partecipate e/o controllate dagli Enti Pubblici territoriali; così come ha agito nel rispetto del Codice dei Contratti Pubblici per la selezione di forniture per servizi.
Ufficio comunicazione di Padania Acque

Una nazione incivile
Assurdo trasformare
in reato le opinioni
Egregio direttore,
il diabolico (maligno, malvagio, infernale, epiteto passibile di una denuncia penale, senza contare gli altri insulti) Pedrini risponde a Galli, della stirpe liberal-democratica. Peggiore di quella comunista; spregiudicata, indirizzata al solo dinero, disposta a tutto per lo stesso. Stravaga con argomenti anacronistici che fanno a pugni con la realtà. Santa romana chiesa con tutto il rispetto che le devo da credente, organizzò la bellezza di sei crociate (secoli XI-XII-XIII) con i cristiani d’Occidente per strappare la Terra Santa al dominio musulmano, traendo spunto dalle vessazioni subite dai pellegrini cristiani in Palestina, dopo che il dominio della regione era passato dagli arabi ai turchi. Guerra sacrosanta in conflitto con le sue sfuggevoli convinzioni! Parte integrante di una fattispecie di democrazia in cui tutti oltre che a rubare possono protestare e nessuno li deve ascoltare o giudicare. Siamo in balìa della malavita e ci viene impedito ogni forma di repressione; paghiamo l’insopportabile costo della malapolitica che non accetta regole, abbiamo toccato il tetto europeo della tassazione. Siamo una nazione incivile che trasforma in reati le opinioni discutibili, persino orride ma che fanno parte, appunto del sovrano diritto di pensarla diversamente. Tutto il resto è fuffa, retorica.
Luciano Pedrini
(Cremona)

Ripete cose già dette
Il Renzi bis
è un copia e incolla
Gentilissimo direttore,
a volte lo sport ti dà soddisfazioni e delusioni ma il tutto rientra dopo qualche giorno di gioia o delusione per la politica invece le ferite restano e stentano a rimarginarsi e non parliamo solo di una parte politica ma di tutto un insieme di chi si crede a ragione e chi a torto. Ultimamente, salvo qualche sparata sporadica di grillini o leghisti, a tenere banco è sicuramente in nostro caro e immortale Matteo Renzi, che dopo le sparate che tutti abbiamo sentito prima e dopo il referendum ritorna a turbare il sonno degli italiani. Non ultima la sua dichiarazione a margine della sua ‘incoronazione’ a segretario del più incasinato partito italiano anche se chiamarlo partito è un eufemismo visto che assomiglia più che altro ad uno svincolo autostradale americano.
Ha detto: ora dobbiamo ripartire da lavoro e famiglia. Ma, scusate, queste cose non sono state già dette? Non si ricorda quando si è insediato sullo scranno più alto del governo che davanti a tutto ha messo questi interventi? Sicuramente ha fatto un copia e incolla di quel discorso e lo ha riproposto a spron battuto. Altra cosa e termino, la sua leccata magnifica al governo Gentiloni o meglio governo Renzi-Gentiloni, dove in un accorato quasi commovente appello ha invitato tutti i suoi fedelissimi a sostenerlo nel suo lavoro di ristrutturazione politica ed economica del Paese dove come prima mossa è l’assegnazione all’onorevole Tiziano Treu della presidenza del Cnel uno dei moltissimi enti inutili che volevano eliminare anzi era una delle priorità di tutti i governi di sinistra che ultimamente si sono succeduti.
Pier Alfredo Gualdi
(Grontardo)

Il comandante della 10ª Mas
Per la storia Borghese
era un criminale
Egregio direttore,
contestando il mio giudizio sul Principe nero J. V. Borghese, nella sua ultima lettera il nostalgico Luciano Pedrini spacciatore di sue verità che non sono quelle storiche definisce il comandante della 10ª MAS figura emblematica ciò che, per il suo comportamento è sempre stato, un criminale. Mentre gli italiani erano stremati da una guerra, in un rapporto di polizia del 26 Ottobre 1944 si legge: ‘In tutti i locali pubblici di divertimento e ristoranti dove notoriamente si mangia in violazione alla disciplina annonaria, militi e ufficiali della 10ª Flottiglia MAS accompagnati da donne di facili costumi spendono e spandono senza alcuna considerazione del denaro e in scomposta allegria agli estremi della prepotenza’. Il possesso di tanto denaro era nel modo di operare. Dedito con i suoi uomini a illecite perquisizioni, appropriazioni indebite, contrabbando, mercato nero e saccheggi nelle città e province dove avevano compiuto azioni di repressione, uno dei tanti proventi era il presidio delle saline di Trieste che, con la scusa della loro difesa, riscuoteva una tangente di oltre 10.000 lire per ogni camion in partenza; ma il più infame dei proventi era però la cattura di ebrei, partigiani e l’invio in Germania di persone ‘sgradite al regime’ per i quali si spartivano il ‘premio’ di 10.000 lire con i delatori. Sui libri fascisti è ancora un mito da esaltare omettendo però che tempo prima della disfatta aveva clandestinamente preso contatto con gli americani dove mediante compenso e assicurazioni sulla vita per sottrarsi alla giustizia partigiana, aveva garantito loro l'occupazione dei porti del Tirreno ingannando gli ‘amici tedeschi’ affinché nella ritirata non li facessero saltare in aria e così avvenne. Lo ritroveremo più tardi, nel dicembre 1970 tra i protagonisti del fallito colpo di Stato eversivo organizzato da ‘alti militari’ infedeli e traditori della Repubblica affiancati alla massoneria deviata P2 e la criminalità organizzata: di nuovo il suo ambiente naturale.
Sergio Noci
(Soresina)

Spiagge in concessione
Dal Tar lombardo
un ‘colpo’ al sistema
Egregio direttore,
un vero e proprio colpo alle concessioni demaniali per spiagge e stabilimenti balneari da parte della sentenza 959/17 del Tar della Lombardia. Non può sussistere alcun rinnovo automatico anche dopo il decreto legge enti locali 113/16, che si poneva in antitesi alla sentenza C-458/14 della Corte di giustizia europea, che aveva dichiarato illegittimo l’affidamento a privati delle spiagge italiane, prorogato al 31 dicembre 2020 senza «una imparziale e trasparente procedura di selezione dei potenziali candidati». In particolare, la norma di cui all’articolo 24, comma 3 septies, del decreto legge 113/16 introduce in buona sostanza una non velata moratoria sulle concessioni esistenti, ma senza indicare un termine finale certo. (...) Ricordano i giudici della prima sezione del Tribunale amministrativo lombardo che la Corte con sede a Lussemburgo ha già bocciato la norma di cui all’articolo 1, comma 18, del decreto legge 194/09 che prorogava le autorizzazioni demaniali per gestire attività turistiche e ricreative in riva al mare e ai laghi. Nonostante la sentenza della Corte europea, per ovviare al rischio che migliaia di concessioni in essere anche da decenni saltassero, il governo italiano aveva introdotto nel decreto legge 113/16 una norma secondo cui i rapporti pendenti conservano validità finchè la materia del demanio marittimo e lacuale non sarà regolata dallo Stato nazionale secondo i principi eurounitari di libera concorrenza. (...) Non solo, quindi, nella fattispecie il concessionario rischia di perdere la gestione del lido che gestisce da oltre trentacinque anni, ma la sentenza potrebbe avere effetti dirompenti e a cascata su tutto il territorio nazionale per tutte le concessioni in essere.
Giovanni D’Agata
(Presidente dello ‘Sportello dei Diritti’)

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