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5 maggio

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

07 Maggio 2017 - 04:05

IL CASO
Demolizione e ricostruzione in centro più qualità e maggiore flessibilità

Egregio direttore
l’interessante lettera sulla demolizione dei garage di via De Stauris, pubblicata nella rubrica ‘Foto dei lettori’, mi offre l’occasione per alcune riflessioni sul tema degli interventi edilizi in città e in particolare nel centro storico. Nel caso specifico stiamo parlando di un’operazione di rigenerazione in un contesto non certo comparabile a edifici o ad aree di pregio. Il progetto è stato più volte valutato dalla Commissione Paesaggio e ha recepito le osservazioni della stessa.
Più in generale, ritengo che una città, per essere attrattiva, deve garantire la possibilità di intervenire nel suo tessuto consolidato e in modo particolare nel centro storico. Soltanto in questo modo, infatti, è possibile contrastare quel fenomeno di edificazione ai margini o all’esterno della città, un processo che ha caratterizzato Cremona e i Comuni cintura nei decenni precedenti. Se questa Amministrazione pone al centro il tema di una maggiore flessibilità, anche con la possibilità della ‘demolizione e ricostruzione’ di alcuni edifici, diventa importante la capacità di sostenere progetti di qualità in un contesto nel quale la domanda di alloggi è più selettiva e in un quadro legislativo più sensibile all’efficientamento energetico e alle norme antisismiche. La città è un organismo in continua trasformazione, per queste ragioni i suoi cambiamenti vanno supportati e accompagnati con equilibrio. La mancanza di quel fermento edificatorio che ha connotato le nostre città negli anni del dopoguerra, che talvolta ha trascurato l’attenzione al progetto di qualità a favore di una edilizia intensiva, ci dovrebbe consentire quella serenità di analisi, anche un po’ autocritica, sia in relazione agli operatori privati, ma anche verso l’azione delle istituzioni pubbliche.
La sfida oggi è coniugare la flessibilità con la qualità delle proposte architettoniche. Il tema del paesaggio in centro storico è fondamentale e la sua tutela può comportare anche l’opportunità di trasformare i luoghi in modo compatibile senza subalternità a una asfissiante logica conservativa. Quando si parla di costruzione pubblica della città significa promuovere, anche nei contesti più delicati, progetti architettonici in grado di inserirsi in tali contesti e non appiattirsi nella improduttiva contrapposizione fra conservazione e liberalizzazione. Occorre invece muoversi all’interno di quella filosofia di trasformazione compatibile richiesta anche dalla stessa Unione Europea.
Spesso si parla della sacrosanta esigenza di una città di rispettare la sua storia architettonica. L’attualità della tradizione non comporta necessariamente una ripetizione passiva e impersonale degli stili né tanto meno un approccio autoreferenziale e auto celebrativo. I luoghi, la loro storia, sono spesso ottimi suggeritori di qualità, occorre pertanto avere la consapevolezza di partire da quelle basi per trarne il meglio e per farne elemento di caratterizzazione o di analisi critica di una proposta architettonica.
Andrea Virgilio
(assessore al Territorio del Comune di Cremona)

Sono d’accordo con lei purché dalle enunciazioni di principio, che condivido, non si arrivi a concedere libertà ai progettisti che snaturano e deturpano le città.

LA POLEMICA
Clandestini, il reato delle Ong è bello chiaro
Signor direttore, è inutile chiedere alle Ong se speculano o no sul servizio taxi per i clandestini africani. Il reato che compiono invece è bello chiaro e lampante, scaricano la merce sempre e tutta in Italia, non vanno a Malta o in Tunisia o in Spagna o in Francia o in Germania. In Italia è un reato far entrare clandestinamente chicchessia. Non vi pare? Articolo 12 del Testo Unico sull’immigrazione, ex art. 10 della legge Turco-Napolitano: «1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, in violazione delle disposizioni del presente testo unico, promuove, dirige, organizza, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato ovvero compie altri atti diretti a procurarne illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato, ovvero di altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa di 15.000 euro per ogni persona. 2- Fermo restando quanto previsto dall’articolo 54 del codice penale, non costituiscono reato le attività di soccorso e assistenza umanitaria prestate in Italia nei confronti degli stranieri in condizioni di bisogno comunque presenti nel territorio dello Stato». Il fatto riguarda l’ingresso o la permanenza illegale nel territorio dello Stato di cinque o più persone. Direi che 8.500 solo il giorno di Pasqua sono più di 5 persone e non venitemi a dire che sono persone che scappano dalla guerra poiché è una menzogna vomitevole.
giuliano.galassi@libero.it

Non entro nel merito delle sue considerazioni, ma le ricordo che stiamo comunque parlando di esseri umani, la stragrande parte dei quali è in fuga per la vita e rischia la morte. Non li definirei, come ha invece fatto lei, disprezzandoli, ‘merce’.

Accade solo in Italia
Stazioni trasformate in suk e latrine
Signor direttore,
a me sembra di vivere in un mondo di pazzi. Qui da noi, se polizia e carabinieri fanno il loro dovere per ripulire le città , tutti addosso a pontificare ad ergersi difensori di questi poveri immigrati (clandestini). Io sono stata nell’arco di un mese , servendomi di aerei in una trentina in capitali e città straniere, ma mai mi è capitato di vedere le stazioni trasformate in suk e latrine a cielo aperto. Le stazioni sono luoghi di passaggio e arrivo di turisti e, arrivare a Roma o Milano vi assicuro non è come arrivare a Madrid o Londra. Per non parlare di questuanti disseminati ovunque, parcheggi, supermercati, chiese e persino cimiteri ed ospedali. È proprio una bella cartolina di benvenuto quella che diamo a turisti e stranieri che approdano in Italia.
Pinuccia Brunofero
(Soresina)

Il Duce non morì povero
Tangentopoli nera. Ecco alcuni esempi
Egregio direttore,
il lettore Fedeli che spudoratamente mi contesta sulla presunta incorruttibilità del Duce e dei suoi gerarchi non ha ancora capito che quanto scrivo è frutto di ricerche documentate. Una delle apologie che i postfascisti hanno sempre coltivato è che Mussolini morì povero. Alcuni documenti nell’Archivio Centrale dello Stato a Roma dimostrano che la verità è un’altra. Uno dei suoi interessi personali è il losco affare petrolifero della Sinclair Oil che Matteotti si apprestava a denunciare e che gli costò la vita. Una colossale tangentopoli nera che durerà tutto il ventennio dove i fondi della Compagnia invece di finire nelle casse dello Stato finirono in quelle del duce attraverso il fratello Arnaldo. Si parla poi di investimenti e somme depositate in Argentina intestati alla figlia Edda e al genero Ciano per un capitale di nove milioni. Altri documenti con la scritta ‘Riservatissimo’ da Mussolini, riguardano una tangente di 750mila lire (oltre 500 milioni di euro) fatta passare come donazione a un Istituto per ciechi; altre riguardano materiale bellico della 1a guerra mondiale venduto sottobanco e altri documenti riguardano la famosa ‘Battaglia dell’oro’ delle fedi nuziali che doveva servire a finanziare lo sforzo bellico. (...) E che dire d’altro su Roberto Farinacci che da un lato denunciava il malaffare e il marcio all’interno del partito mentre dall’altro rimpinguava il suo patrimonio? L’elenco dei beni accumulati è stato oggetto della Commissione per gli illeciti arricchimenti dei gerarchi dopo il Luglio del ‘43 con il governo Badoglio e dopo l'8 Settembre addirittura con il governo di Salò. (...)
Sergio.noci@tiscali.it

Odio politico
Serve più rispetto per le idee dell’altro
Egregio direttore,
mi permetta di rispondere al signor Noci che da persona ignorante, dal verbo ignorare, risponde alle mie lettere e a quelle di altri camerati, non avendo, evidentemente, argomentazioni valide con odio e sopratutto mettendola sul personale. Vorrei precisare che non ho mai perso e non perderó mai il sonno per le infamie che il signor Noci vomita nelle sue lettere, ma vorrei invitarlo, visto che sono passati 72 anni dalla mattanza del 1945, di essere razionale almeno farebbe una miglior figura. Le idee e gli eventi storici sono una cosa; il rispetto verso il prossimo sono un’altra anche se hanno idee diverse dalla sua.
Gian Alberto D'Angelo
(Cremona)

Cuneo fiscale
Ecco un’ironica metafora
Signor direttore,
la prima volta che ho sentito parlare di ‘cuneo’ (fiscale) mi è tornato alla memoria l’omonimo capoluogo della provincia piemontese i cui residenti vengono celebrati con un’ironica metafora divenuta, ormai leggendaria. Per dimostrare il loro patriottismo avevano eretto, in una piazza cittadina, una statua equestre in memoria di Vittorio Emanuele II di Savoia. Dopo di che, emerso il problema di come sbarazzarsi del terriccio di risulta, la giunta comunale trovò la soluzione ideale nel proporre lo scavo di un’altra buca per affossarvelo. Se il cuneo fiscale, tanto enfatizzato dai governanti, dovesse proporre le stesse difficoltà, quali sorprese potremmo attenderci per colmare la prima voragine? Talora anche gli accostamenti più strampalati possono rivelarsi premonitori.
Massimo Rizzi
(Cremona)

Fondazione Telethon
Compagnia della staffa generosa: grazie
Carissimo direttore,
per conto della Fondazione Telethon vorrei ringraziare il signor Nicolò Fantini (presidente della Compagnia della Staffa di Crotta D’Adda) per la generosa offerta di euro 500 donata dal suo sodalizio. Il loro impegno nell’aiutare la ricerca scientifica verso le malattie genetiche rare è sinceramente apprezzato dalla nostra organizzazione e contribuirà a dare speranze ai tanti bambini ancor oggi affetti da malattie incurabili.
Ogni anno la Fondazione Telethon continua a profondere il suo impegno nel finanziare laboratori di ricerca che mirino alle cure e che diano elevati standard di sicurezza.
L’obiettivo è continuare a fare la differenza nella trasparenza di utilizzo dei fondi raccolti, potrà lei ed i vostri associati seguire ogni successo sul nostro sito www.telethon.it .
Con l’aiuto delle donazioni provenienti dai sostenitori come la Compagnia della Staffa continueremo a potenziare la ricerca scientifica mirata alla cura di chi oggi non ne possiede una appropriata. Ringraziamo ancora quanti hanno voluto dare supporto ai nostri sforzi e che vogliono riuscire, insieme a noi, a dare speranza ai tanti che desiderano vivere in modo migliore e con la possibilità di un futuro. Questa collaborazione e vicinanza è stata resa possibili dal lavoro continuo ed insostituibile della nostra volontaria Telethon Elda Stabile, una persona che si adopera da anni al fianco della Fondazione con umiltà e tanta energia, grazie Elda.
Luca Acito
(coordinatore provinciale Cremona Fondazione Telethon)

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