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4 maggio

Lettere al Direttore (2)

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emanzini@laprovinciacr.it

06 Maggio 2017 - 04:00

Le foto dei lettori

In via Trebbia il cartello "oscurato" dal tiglio

Signor direttore,
da poco più di un mese è entrato in vigore il senso unico di circolazione da via Trebbia verso via Mincio. Finalmente il traffico veicolare in via Chiese si è ridotto, con conseguente aumento della sicurezza, tranne che per il perdurante brutto vizio di alcuni automobilisti che non ne vogliono sapere né del senso unico né del moderare la velocità ai 30 chilometri orari prescritti. Sapendo che tutti i guidatori hanno conseguito la patente di guida e, si presume, tutti debbano conoscere la segnaletica stradale, invio una foto dove si nota che, arrivando da via Serio chi guida potrebbe nemmeno notare il cartello di divieto di accesso, posizionato sotto i rami del tiglio. Non sarebbe meglio trovare una sistemazione migliore, magari sull’altro incrocio, in modo da renderlo ben visibile? Se permette, faccio un’altra considerazione: senza i dissuasori rialzati, tipo quelli posizionati in via Fatebenefratelli, il limite dei 30 all’ora in via Serio e in via Trebbia è solo utopia.
Fiorenza Brognoli
(Cremona)

Ne parlo con...

Bando Regionale
Soldi all'enogastronomia i cremaschi che fanno?
Signor direttore,
il quotidiano locale ‘La Provincia di Cremona e Crema’ il 30/04/2017 e, ancor più diffusamente, ‘BsNews’, illustrano il Bando della Regione Lombardia per finanziare, a fondo perduto, progetti di promozione turistica legati alla enogastronomia lombarda. Si tratta di un’occasione importante! Sapranno i cremaschi approfittarne? Qualcuno se ne farà carico? Il Comune di Crema - per sé e come capo comprensori -, Rei - Reindustriua Innovazione — come Agenzia territoriale con un Servizio di Marketing per il Turismo, i Comuni e/o le Pro Loco più impegnati-e, quali Soncino, Pandino, Castelleone, Soresina, eccetera. E ancora: le Tavole cremasche, i promotori della Tortellata e della Festa della Bertolina, la Confraternita del Tortello, eccetera. E le Associazioni di categoria, soprattutto dei Settori commerciali e artigianali. Saprà la Strada del Gusto cremonese (e cremasco), presieduta da un cremasco, proporre iniziative importanti che interessino anche il Cremasco? Oppure i cremaschi saranno costretti a costituire una Strada del Gusto cremasco? Saprà la Camera di Commercio di Cremona promuovere, sollecitare e cofinanziare progetti che interessino tutta la Provincia e non solo Cremona? E’ una prova dirimente per tutti! Speriamo che l’opportunità offerta dalla Regione susciti la risposta che merita! Staremo a vedere.
Antonio Agazzi
(capo gruppo di 'Servire il cittadino' in Comune a Crema)

Il lavoro che non c'è
Inventarsi imprenditori senza crearsi degli alibi
Signor direttore,
come si può festeggiare il lavoro se non ce n’è? E invece inventarsi un lavoro che piace? Diventare imprenditori di se stessi, per superare la disoccupazione e cogliere l’occasione per usufruire della propria creatività e pure per uscire dal malessere che sovente attanaglia i lavoratori dipendenti? Potrebbe essere una buona occasione per risolvere in una volta sola i problemi del lavoro. La vita è nostra e molto dipende da noi stessi, e sovente le negligenze della politica, per quanto evidenti, sono una scusa per non darsi da fare.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

L'INTERVENTO

E ora basta guerre interne nel Pd

A pochi giorni dalle primarie del Partito Democratico, l’entusiasmo è ancora nell’aria. Un risultato molto positivo. A cominciare dall’affluenza: quasi 7mila persone solo nella provincia di Cremona. E non dimentichiamo il ponte del 1 maggio, un’ulteriore ostacolo alla partecipazione ai seggi. Tuttavia i risultati sono stati sorprendenti, oltre le nostre aspettative. Anche a livello nazionale la partecipazione della gente si è sentita: quasi 2 milioni di persone nella sola giornata di domenica hanno dato una lezione di democrazia mettendosi in coda per votare il segretario del Pd. Ovviamente i numeri sono diversi dalle primarie del 2013, ma lo stesso Matteo Renzi ha riconosciuto la grande differenza rispetto a quel fortunato periodo politico, definendolo (parole sue) «un’altra era». Di certo, lo strumento delle primarie ha favorito la diffusione del senso di partecipazione dei cittadini e ancora di più ha contribuito l’estensione del diritto di voto anche ai non iscritti che non si sono fermati nemmeno dinanzi al (piccolissimo) contributo economico richiesto. Uno strumento, quello del voto aperto, che si temeva potesse essere utilizzato per sola contrapposizione al candidato favorito Renzi, invece anche in questo caso i risultati hanno sorpreso tutti. Le primarie del Pd hanno segnato un nuovo punto d’inizio per il partito che, dopo esser stato spesso accusato di essere lo strumento di un solo individuo, ha rimesso il proprio futuro nelle mani dei cittadini, essenza della democrazia. E i cittadini hanno risposto: partecipando, votando, ed, infine, facendo la propria scelta. Con oltre il 70% dei voti Matteo Renzi ha sbaragliato la concorrenza e non posso che esprimere la mia più grande soddisfazione in merito: Matteo è una figura positiva, una risorsa per il partito con ancora moltissimo da dare. La strada è lunga e l’obiettivo primario è riconquistare la fiducia ed il consenso degli elettori ma , grazie alla spinta di ottimismo derivante da questa vittoria, sono fiducioso che ce la farà. Lo stesso Renzi ha definito l’esito delle primarie non una rivincita, ma un punto di partenza da cui ripartire uniti, coesi, rispettando la molteplicità delle correnti di pensiero e lavorando tutti rivolti in un’unica direzione: quella della ricostruzione di un grande partito in grado di guidare il nostro Paese verso la rinascita. Io stesso mi auguro che termini come ‘minoranza’ o ‘scissione’ spariscano dai nostri tavoli di confronto per lasciare spazio ad una maggiore collegialità, alla condivisione e alla discussione costruttiva; basta perdere tempo in lotte di potere interne ma rifocalizzarsi in toto sul ruolo della politica e sulle necessità dei cittadini. Mettiamo un punto a questa brutta parentesi di politica degli ultimi mesi. La chiave di svolta sarebbe trovare un equilibrio tra la spinta riformista che Renzi ha saputo conferire al partito in un momento di grande bisogno di rinnovamento, la capacità di riportare nelle sedi del partito la voglia di confrontarsi e costruire insieme dando spazio, perché no, anche ai giovani politici del domani con la loro ventata di freschezza, senza dimenticare i principi cardine della sinistra che hanno reso grande il Partito Democratico, ma scrollandosi di dosso i residui del conservazionismo che il partito ancora si trascina. E se appena un paio di mesi fa affermavo quanto Matteo (nonostante la sfida fosse una delle più difficili mai affrontate da un partito) avesse tutte le carte in regola per riconferire una direzione comune al Pd e con esso ridare fiducia ad un popolo bisognoso più che mai di una politica fatta di progetti concreti e responsabilità; ad oggi, forte della risposta dei cittadini e del grande risultato di domenica mi sento di ribadirlo: Matteo Renzi ce la farà.
Santo Canale
(consigliere comunale del Pd, Cremona)

Busi di Casalmaggiore
Le ausiliarie angeli per in nostri cari
Egregio direttore,
sono il famigliare di una persona ospite della Fondazione Conte Carlo Busi di Casalmaggiore.
Sto seguendo molto da vicino quella che negli ultimi tempi sta avvenendo all'interno della struttura e a seguito di ciò mi sono posta una domanda: cosa faremmo noi famigliari se non ci fossero queste persone che ogni giorno si occupano dei nostri cari?
Le ausiliarie che lavorano in corsia hanno sempre il sorriso sulle labbra e un gesto affettuoso per tutti, anche quando, a fine turno, sono affaticate dalla mole di lavoro che devono sostenere.
Le ausiliarie si occupano degli ospiti a 360 gradi: sono psicologhe anche se non hanno la laurea, sono infermiere anche se non hanno la laurea. Sono tutto per questi nonni ormai al tramonto della loro esistenza.
Proprio sul suo giornale ho letto quello che guadagnano e mi creda, è veramente poco paragonato al lavoro che svolgono. Penso che coloro che amministrano la struttura dovrebbero risparmiare in altri ambiti e non sulle spalle di chi, onestamente e con dedizione, ogni giorno si occupa dei nostri cari.
fraller725@gmail.com

Istruzioni sull’amore
Uno stato dell’essere che ci proviene da Dio
Signor direttore,
l’amore è uno stato dell’essere che ci proviene da Dio. Se ci lasciamo amare da Dio possiamo condividere questo amore con tutti e tutto. Lasciarsi amare da Dio significa accettare con fiducia ciò che Dio ha deciso di fare della nostra vita. Alcuni lo chiamano destino. Il nostro destino rimane sempre un mistero. Dio, il regista conosce e determina la nostra vita. Ci fa incontrare la persona da amare e decide anche quanto dura la relazione. Quando incontriamo una persona con cui si manifesta un’attrazione reciproca inizieremo una relazione ma dobbiamo ricordarci che è Dio che ci ha fatto incontrare quella persona ed è Dio che ci separerà da quella persona. Come abbiamo accettato di incontrarla dobbiamo accettare di separarcene. La separazione è dolorosa ogni volta che non amiamo noi stessi. Quando cessa l’attrazione non ha senso continuare a stare con una persona. E quando ci si separa, sia che lo decidiamo noi o l’altro, non dobbiamo smettere di amare, anche se sarà un amore senza intimità, cioè sarà amicizia. L’amore di cui parlo io è ben rappresentato nel film di Benigni ‘La vita è bella’.
Paolo Mario Buttiglieri
(sociologo, Fiorenzuola d’Arda)

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