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25 aprile

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

27 Aprile 2017 - 04:00

IL CASO

Lettere di chiara connotazione
fascista e nazista: non è un reato?

Signor direttore,
vorrei sapere, una volta per tutte, per quale ragione questo giornale pubblica gli scritti di lettori che hanno una chiara connotazione fascista e nazista. Quindi chiamo in causa proprio lei, signor direttore, che deve darmi una spiegazione del perché ciò accade. Già altre volte ha sventolato la scusante che il giornale è aperto a tutte le opinioni, tirando in ballo Voltaire, però vorrei farle notare che c’è una regola ben precisa, una legge nazionale che proibisce di fare l’apologia del fascismo. Questo giornale, ogni volta che pubblica una lettera che difende o esalta le buone qualità dell’ideologia fascista, commette un reato. Vorrei una risposta chiara ed esauriente.
D. D.
(Cremona)

Anzitutto mi consenta di sottolineare il fastidio che ho provato per il tono sgradevole e ultimativo della sua lettera. Entrando nel merito, respingo serenamente al mittente l’accusa di apologia del fascismo, così come non accetto lezioni di democrazia da chi non ha neppure il coraggio di firmarsi, chiedendo la pubblicazione delle sole iniziali. Pur dando spazio a tutte le opinioni, il giornale, in particolare nella pagina delle lettere, ha sempre preso nettamente le distanze da posizioni che non rispettano i valori della democrazia e della Costituzione. E, per tranquillizzarla, le assicuro che non siamo mai stati messi sotto processo per apologia di fascismo. La quantità di lettere che abbiamo ricevuto e pubblicato in queste settimane sulla questione della messa in ricordo di Farinacci dimostra che la questione è sentita dall’intera comunità cremonese. Tutti gli argomenti che generano dibattito continueranno a trovare spazio su queste colonne, senza censure.

LA POLEMICA

Anche a Gussola opere pubbliche malfatte

Egregio direttore
ormai il tempo ci dà amare verità, ponti che cadono, opere pubbliche incomplete, cattedrali nel deserto, queste sparse su quasi tutto il territorio nazionale. Opere che nella maggioranza dei casi sono frutto di scelte elettoralistiche, di specchietti per le allodole, di malcostume economico, per arrivare alla corruzione permanente. Per restare nel nostro piccolo, possiamo dire che non siamo incontaminati anche nei piccoli paesi. A Gussola , circa 13 anni fa furono rifatte le fognature di via Roma, ricordo che in piena campagna elettorale l’allora sindaco di centrodestra fece posizionare in piazza C. Comaschi il cartello informativo dell’opera che si andava ad eseguire, questo agli occhi della gente valeva più dei manifesti affissi negli spazi elettorali. Furono demolite le fognature esistenti di via Roma, i tubi in cemento con basamento piatto furono sostituiti da tubi circolari in gres, in un consiglio comunale feci notare il metodo sbagliato della posa dei tubi, perché questi posati su un sottofondo non idoneo, la risposta da parte del sindaco di centrodestra (questa agli atti) fu secca: «Le opere sono state eseguite in modo regolare».
Dopo pochi anni il manto stradale iniziò a rompersi, si notarono anche cedimenti e avvallamenti nel terreno sottostante, in pratica i lavori eseguiti non davano i risultati di progetto.
Vicino alla scadenza dei dieci anni (periodo dove si dovrebbe avere le garanzie del rifacimento dei lavori se questi eseguiti non correttamente), feci presente agli uffici competenti che la situazione si stava degradando e si doveva fare intervenire la ditta esecutrice, la risposta fu lapidaria: i camion pesanti danneggiano il manto stradale, il materiale che passa nelle fognature è corrosivo e ciliegina sulla torta, non sapendo come avrebbe reagito il terreno sottostante, non vi erano nessuna garanzia da fare rispettare. Come se il progettista, anziché progettare le fognature su cui passava la strada provinciale, avesse progettato un campo da golf.
Oggi, transitando per Gussola, si può notare che il tratto di via Roma è sconnesso e pieno di buche, con avvallamenti notevoli, mentre proseguendo su via 13 Martiri, dove le fognature costruite circa 40 anni fa non hanno grandi segni di cedimento e quindi di avvallamento, con un manto stradale quasi perfetto.
Cosa dire? Due metodi di lavoro diversi, due metodi di controllo più rigidi, due modi di affrontare il bene comune, un diverso modo dello svolgere il ruolo di sindaco e di consigliere.
Non contano le parole, basta vedere i risultati, puoi vincere le elezioni eseguendo un’opera pubblica a ridosso della consultazione elettorale , ma poi con il tempo i cittadini fruitori di quell’opera dovrebbero chiedere il conto.
Quasi sempre non è mai così, l’amministratore o il sindaco che non hanno controllato, facilmente possono fare carriera politica, mentre ai cittadini gli resta di pagare con le tasse i futuri interventi sull’opera mal eseguita. Questo capita troppo spesso sia a riguardo delle grandi opere, sia nei piccoli comuni.
Si dice chi sbaglia paga, ma purtroppo a pagare sono sempre gli stessi.
Sante Gerelli
(circolo Sinistra Italiana, Gussola)

Verso il 25 aprile/1.
Chi è più fuorilegge
i fascisti o i sikh?
Signor direttore,
vedo due fotografie: quella dei saluti romani al cimitero per la messa in ricordo di Farinacci e quella del recente corteo dei sikh a Cremona, con persone che esibiscono delle spade.
Il primo avvenimento avviene tra adulti (almeno anagraficamente) in un luogo tutto sommato appartato quale è il nostro cimitero e ricorda un pezzo di storia patria (sia chiaro: non esiste la storia buona e quella cattiva, è storia e basta). Il secondo avviene in uno spazio pubblico frequentato anche da bambini.
Non approfondisco il tema: lascio a voi approfondire ‘il processo e la sentenza contro Farinacci’ da una parte e il disposto dell’ordinamento giuridico e la giurisprudenza consolidata sulla detenzione e porto di armi proprie (non so se le spade sono d’acciaio: dalla foto in almeno due casi è evidente il doppio filo sulle spada alla moda dei sikh).
Ricordo anche, a beneficio dei pasdaran del Pd, che la costituzione è abbastanza chiara in merito: la libertà di culto è garantita se non contrasta con l’ordinamento giuridico italiano.
Remo Scandolara
(Cremona)

Verso il 25 aprile/2.
La curia nega il ricordo
d’un gruppo di credenti
Egregio direttore,
durante la Quaresima, i predicatori del Vangelo ci parlano soprattutto della misericordia divina, degli insegnamenti di Dio e delle sue azioni per instaurare il suo Regno di amore e di pace per tutte le genti. Quanto sta accadendo a Cremona in questi giorni dimostra come la curia nostrana non agisca in osservanza di detta predicazione bensì in osservanza dell’umano political correct negando ad un gruppo di credenti di celebrare il ricordo dei propri morti-ammazzati con le modalità loro confacenti come, d’altra parte, fanno altri gruppi di cittadini con l’accompagnamento di strumenti musicali, canti, bandiere, discorsi, ecc. I credenti snobbati sono gli epigoni di coloro che, con i Patti Lateranensi, ristabilirono la normale missione della Chiesa cattolica ostacolata e combattuta dai miscredenti e dai suoi eterni nemici durante il Risorgimento e relativo seguito. E’ sufficiente leggere tutta la pagina n. 6 del quotidiano locale di Cremona, il giornale La Provincia, per avere la conferma di quanto asserisco in questa lettera.
Claudio Fedeli
(Cremona)

Verso il 25 aprile/3.
Quei saluti romani
teneteveli per voi
Signor direttore,
Cremona città aperta... mamma mia ‘sti patetici nostalgici. Nessuno è contro la messa e le preghiere. Il fascismo è vietato dalla Costituzione. Meno male! I saluti fascisti teneteveli per voi.
Angelo Lucchi
(kgraffittarok@hotmail.it)

Verso il 25 aprile/4.
Cosa festeggiamo?
Non siamo liberi
Signor direttore,
come ogni anno ricorrono le celebrazioni per la ricorrenza dell’anniversario della liberazione d’Italia dal nazifascismo il 25 aprile del 1945. Come la Giornata della Memoria dell’olocausto ci risiamo. Festeggiare per cosa? Per la liberazione dal nazifascismo? Gli italiani credono con la liberazione del 1945 di essere davvero liberi, ma si sbagliano e di grosso. Se è vero che l’Italia non è più sotto il dominio nazifascista, non si può comunque dire che essa sia libera e questo per due semplici motivi.
1) L’Italia è schiava di un’Unione europea che con l’euro ci sta uccidendo tutti, moriremo tutti altro che di nazifascismo.
2) Non passa giorno che l'Italia non venga assalita da una massa migratoria fuori controllo (solo a Pasqua quasi diecimila) immigrazione che sta portando via tutto, arricchendosi sulle spalle di tanti troppi italiani che ogni giorno muoiono di stenti chi in strada, chi sotto un ponte, chi in macchina.... Se questa è libertà.
Marco Pedrabissi
(Trescore cremasco)

Verso il 25 aprile/5.
Per noi è iniziato
sabato a Pontida
Signor direttore,
il 25 aprile è iniziato sabato a Pontida dove svariate centinaia di giovani e meno giovani hanno pacificamente occupato un bellissimo prato ai piedi del paese e lanciato un messaggio forte e chiaro di pace, uguaglianza e diritti per tutte e tutti dal luogo simbolico della ‘mitologia’ leghista. Messaggio contro chi come la Lega Nord e le destre fomenta odio, guerre tra poveri e razzismo, contro quelle stesse istituzioni che hanno fatto di tutto fino all’ultimo per negare quello spazio di democrazia e che hanno preferito blindare come una cassaforte il centro dell’abitato transennando strade e monumenti, obbligando alla serrata le scuole, gli uffici, i negozi e gli esercizi pubblici. In qualche modo la stessa Pontida è stata liberata dalla menzogna degli pseudo riti leghisti che pretendono di dare fondamento alle politiche di esclusione e odio razziale: gli stessi autori della scritta ‘padroni a casa nostra’ hanno preferito cancellarla e questo è un gran bel risultato e un sollievo soprattutto per chi ogni giorno, vivendo o passando per Pontida, crede che ogni persona appartenga al genere umano e che i recinti e i confini non abbiano alcun senso. Dal palco sono risuonate forti e pesantissime parole contro i decreti Minniti-Orlando: non poteva che essere così visto che quelle norme colpiscono e mirano ad espellere i cosiddetti ‘diversi’, gli immigrati e i soggetti socialmente deboli e costringono gli operatori sociali a diventare poliziotti. Significativa la presenza del Prc-Se, col camper del Gap di Bergamo e un bellissimo e colorato striscione. Importatissimo è stato il lavoro di pressione svolto dal Prc a tutti i livelli in queste settimane nei confronti delle istituzioni perché l'appuntamento antirazzista e antifascista si potesse realizzare e fondamentale è stata l’attività di informazione verso la popolazione di Pontida perché per i residenti quell'evento fosse vissuto e non subito.
È stata davvero una bella giornata di liberazione. E ora l’appuntamento è per il corteo del 25 aprile.
Francesca Berardi
(segretario provinciale Rifondazione comunista, Cremona)

Verso il 25 aprile/6.
Ribadisco la lezione
di don Mazzolari
Signor direttore,
Francesco papa si recherà presso la tomba di don Primo Mazzolari per una preghiera e terrà un discorso commemorativo nella chiesa di san Pietro. Proprio a rendere omaggio a quel prete, protagonista ancor oggi di una straordinaria provocazione morale e intellettuale. Don Primo che fermato dai fascisti ancora nel febbraio del 1944, proseguì l’attività clandestina, fino all’arresto del 30 luglio 1944 e alla fuga, un mese dopo, dalla stessa Bozzolo. E quegli impenitenti ‘buoni a tutto… dunque buoni a niente’, sulle pagine del tuo giornale, che fanno? Si improvvisano storiografi. Resta il fatto che avremo un Papa sulla tomba di quel don Primo dello scritto ‘Lezione e valori della Resistenza’. Lasciamoli nel loro dramma. E concludo con un passo dell’omelia di mons. E. Assi, già vescovo in Cremona, del 25 aprile 1975 a Lecco: «Nessun valore è conquistato. Una volta per tutte, definitivamente. Oggi si rinnova l’invito ad un impegno civile e morale a vigilare quali custodi capaci di apprezzare la preziosità e l’insostituibilità di irrinunciabili ed immortali valori di libertà, di democrazia e di pace».
Giorgino Carnevali
(Cremona)

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