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Lettere al Direttore

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

26 Aprile 2017 - 04:00

IL CASO
Perchè i rifiuti del Sud vengono
inceneriti in Val Padana?

Egregio direttore,
è risaputo che la pianura padana oltre che essere una delle zone più inquinate e ad alta densità demografica al mondo, detiene anche il triste primato di alcune terribili patologie di natura neoplastica. Ad accendere i riflettori sul fenomeno, sono i termovalorizzatori della Lombardia, del Piemonte e del Veneto che oltre ad incenerire i rifiuti delle nostre regioni, sarebbero costrette, secondo fonti ben informate, di fare altrettanto con la ‘monnezza’ proveniente da altre realtà che, nella stragrande maggioranza dei casi, non viene neanche differenziata quindi, si ha a che fare con vere e proprie bombe chimiche pronte ad esplodere. Per tutelare la salvaguardia della salute degli abitanti della valle del Po, sarebbe opportuno che le regioni sprovviste di inceneritori si dessero una mossa e che gli storici e cronici nonché sospetti ritardi venissero superati, adottando quelle normative che contraddistinguono i Paesi civili da quelli del terzo mondo.
Andrea Zecchini
(Camisano)

Prima di trarre conclusioni sui livelli di inquinamento legati all’inceneritore sarebbe meglio aspettare l’esito di uno studio attualmente in corso.

LA POLEMICA

Tranquillizzo tutti, le casse dell''Unione' godono di buona salute
Egregio direttore,
in merito all’articolo pubblicato sul giornale ‘La Provincia’ a firma di Gianni Bianchessi dal titolo ‘Unione di Fontanili, casse vuote fornitori pagati dopo 500 giorni’, dopo aver con rammarico verificato la prosecuzione di uno stile disdicevole verso l’Unione stessa, mi preme puntualizzare:
1) L’assessore Mezzadri non ha scoperto proprio nulla
2) I comuni di Casaletto di Sopra e di Ticengo hanno sempre tempestivamente versato quanto richiesto dall’Unione
3) Essendo presente al consiglio comunale di Romanengo, incredibilmente (mi si passi l’avverbio) sono d’accordo con il giornalista, sul fatto che ‘la rivelazione di Mezzadri non ha suscitato particolari commenti nemmeno nelle minoranze’ perché è chiaro che i soldi non versati nelle casse dell'Unione sono quelli del comune di Romanengo... e nessun consigliere avrebbe avuto la possibilità di eccepire.
Sia chiaro, la mia non è una polemica verso il sindaco Polla... anzi! Credo solo che l’ex consulente dell’area finanziaria sia stato capace e scaltro nel non gravare il bilancio del Comune di Romanengo (cosa impossibile per ogni altro Comune non facenti parte dell’Unione) di trasferimenti che astutamente ha eseguito susseguentemente.
D’ora in poi i pagamenti avverranno per tutti con maggiore puntualità. Mi rendo conto come l’unica Unione del Cremasco sia mai vista da tutti coloro che ne hanno fatto parte o da chi non ha mai percorso tale strada. Noi dei Fontanili continuiamo a ricevere contributi e trasferimenti statali in capo all’Unione che nessun altro comune incassa. L’Unione fondata nel 2004 è resistita a cambi di Amministrazioni di differenti ‘colori politici’. Recentemente abbiamo avuto 20mila euro di contributo dalla Regione per l’acquisto di uno scuolabus... cifra che per investimenti riceviamo da oltre 10 anni per diversi progetti (dalla sicurezza alla viabilità, automezzi, ecc.). Per cui le casse dell’Unione stanno benissimo, e così pure i comuni che ne fanno parte...
Sarebbe giornalisticamente interessante chiedersi perché nei territori provinciali vicini molte Unioni siano fiorite, mentre nel Cremasco no? Beh certo i sindaci ‘divisionistici’ hanno per un pugno di varchi spaccato in più fronti il Cremasco... e così si perde tempo in Scrp e altri carrozzoni inutili piuttosto che pensare di efficientare i servizi ai cittadini. Eh già pesante avere esponenti politici che perseguono logiche di scranni e di interessi sovra-provinciali... O non è così?
Luca Cristiani
(Sindaco di Casaletto di Sopra)

Lasciamo stare Dante
La Fede non è frutto
di un’analisi razionale
Signor direttore,
ma davvero Mortoni sta tentando di correggere Dante? Quella del poeta non è una concessione alla teologia: è teologia. E prosegue con ‘figlia del tuo figlio’ che è, umanamente, un paradosso (sempre che la manipolazione genetica non ci arrivi, in effetti una madre potrebbe clonarsi e rinascere nell'utero della propria figlia) ma è una verità della teologia (Dio è Padre e quindi Maria è sua figlia e Gesù è vero Dio ma è anche figlio di Maria; la conclusione di Dante è logica). Se Mortoni sta cercando di evidenziare i paradossi della fede gliene posso elencare altri, che comunque non vanno a minare la fede stessa perché essa non è frutto di una analisi razionale (che sarebbe limitata) ma va oltre: è ragionevole. E' il frutto di incontri, di vita, di occhi e cuore che guardano con sincerità quello che accade e ne tirano la conseguenza ragionevole; si legga il Credo apostolico: c'è tutto. Lo dicevo a mio figlio a Pasqua: se credi che è Risorto sei cristiano, altrimenti sei moralista.
Sergio Chiodi
ilgurzo2003@libero.it

25 Aprile/1
Il rispetto non è dovuto
deve essere meritato
Egregio direttore,
ecco avvicinarsi il 25 Aprile ed ecco spuntare i soliti che chiedono di rispettare tutti i morti in generale sorvolando sulla scelta che questi hanno fatto da vivi; dal grosso gerarca al più oscuro repubblichino fascista di Salò che la Storia ha giudicato un’onta italiana. Non si celebra un’onta. Ci pensino semmai i loro eredi a ricordarli individualmente senza sfilate e sceneggiate. A Cremona poi, si vuole celebrare quello che tra i ras è stato dall’inizio del fascismo il più intransigente e feroce oppositore del sindacalismo sia socialista che cattolico, operaio e contadino, quello che senza scrupoli con intimidazioni, ricatti, violenze e intimidazioni nei comizi girava armato con una pistola legata alla gamba. Farinacci, l’organizzatore di bande armate dello squadrismo agrario di fanatici che a Cremona assaltarono l’aula consigliare, questura, prefettura, poste, stazione e tribunale. Quello che dal '25 al '26 da segretario del PNF invocherà per tutti gli oppositori del regime la pena di morte. Il più estremista, esagitato e integralista del regime ma non il più onesto tanto che nel giro di un ventennio ha accumulato un patrimonio - non certo con la sua professione da ‘avvocato’ - di circa 300 milioni di lire del 1945 e cioè oltre 10 milioni di euro di oggi. Assieme si vuole celebrare anche quel tale Mussolini, che appena salito al potere ha elargito a tutti i livelli ampi privilegi e incarichi a personalità avide in camicia nera lasciandoli acquisire le loro fortune spesso in modo illecito e per sé nel '42 con suo genero depositò in una banca brasiliana la bellezza di 5 miliardi di lire, somma poi sequestrata dal governo del Brasile. Sempre nel '42 ha accreditato su un conto dello Ior - come scrisse il vaticanista Benny Lai nel suo libro - tre milioni di dollari pari a 61 milioni di Euro di oggi con l’ordine di trasferirli negli Stati Uniti, incredibilmente perché l’America era già nazione nemica. Ecco, queste sono le due personcine ‘oneste’ che si vuole commemorare assieme a quanti fecero per un ventennio la scelta di quel regime e hanno deciso da che parte stare prendendosi tutte le responsabilità, inclusa quella di essere giudicati dalla Storia. Se si deve scegliere di rispettare qualcuno il rispetto lo si deve a quelli che hanno permesso di avere un’Italia libera, democratica e antifascista, non l’opposto.
Sergio Noci
(Soresina)

25 aprile/2
‘Guai ai vinti’, un leit motiv che riecheggia
Egregio direttore,
‘Guai ai vinti’ dopo 70 anni dalla fine delle ostilità riecheggia quel leit motiv cantato in coro da un plotone di nullità. Minaccia perenne per noi reprobi a cui nulla è stato risparmiato. Questa la plebaglia rossa che istituì a tale scopo la vituperata legge Scelba ad hoc, transitoria (coi cavoli) presa per i fondelli recondita (per gli ignavi). Permanente oggi in barba a democrazia e libertà, di cui fanno largo uso a colazione, pranzo e cena. Ai musulmani in procinto di sbarcare sulla soglia di Pietro, scannati cristiani e bruciato chiese, tartine al caviale, baci perugina, aragoste e foie gras, pacche sulle spalle per dimostrare ai fratellastri in camicia nera che quelli che Abele ha sempre avuto la peggio (a fronte di quel fjo de puta di Caino, privo di morale, ideali principi!) L’unico scopo precipuo di quei retrogradi era disarcionare Benito, quel ‘delinquente’ (così etichettato dal compagno Galli), «L’uomo della Provvidenza» per Pio XII, «il più grande statista del XX secolo» per Winston Churchill, per instaurare una dittature comunista che avrebbe fatto rimpiangere amaramente quella del Ventennio.
Mai preteso di convertire il prossimo, direttore. (...) La meteora Galli si perde nei meandri di psiche ed aria fritta. Classico disfattista che in caso di guerra cercherebbe un pertugio per farla franca. Fosse per lui i confini dell’Impero austroungarico (all’epoca), avrebbero incorporato la Trinacria e i camelli dei sultani avrebbero bivaccato all’ombra del Cupolone! Perseverare è diabolico? Evidentemente ciancia per se! (...).
Luciano Pedrini
(Cremona)

25 aprile/3
Celebrare il proprio
passato è un limite
Egregio direttore,
le lettere (...) alla Noci e alla Galli — apparse su Spazio aperto in questi giorni, ci dicono in quale orrido è precipitata la cultura storica degli epigoni dei mandarini della storiografia militante. La cosa più imbarazzante, per chi sollecita i lettori a riflettere sul passato cercando di farlo usando la mente aperta, è quando ci si trova a discutere con chi si dichiara di essere un liberale.
Conoscendone qualcuno, penso che il concetto di liberale sia piuttosto approssimativo tanto più se si tiene presente il dilemma filosofico dal quale risulterebbe che la democrazia non è necessariamente liberale mentre il liberalismo non è necessariamente democratico. Per operare nel pluralismo liberale si è arrivati, tra l’altro, ad inventare la socialdemocrazia. I saccenti parlano ai giovani liceali dell’origine della democrazia nell’antichità dimenticando che, a quei tempi, l’integralismo civico implicava una sovranità illimitata del politico sul sociale che era, in effetti, la negazione della cosiddetta democrazia moderna e rappresentativa, la quale è nata per tutelare l’autonomia del privato rispetto alla sfera pubblica. Le astrazioni della democrazia moderna ci presentano anche il principio della società degli individui liberi ed uguali mentre, nella realtà, esiste la divisione sociale tra ricchi e poveri. Nella storia dell’umanità ci si incontra sempre con la coppia inseparabile democrazia-capitalismo che, mi pare, oggi rappresenti, più che mai, la modernità. Chi teme il ‘revisionismo’ trova per sé utile e comodo celebrare il ‘suo’ passato anziché rifletterci sopra.
Claudio Fedeli
(Cremona)

25 aprile/4
Auspico più studio
della storia che cortei
Signor direttore,
in vista del 25 aprile auspico più studio della storia che cortei. Così ci risulterebbe facilitato farci un’idea più completa della proporzione di merito che, nella Liberazione, hanno avuto gli anti-fascisti italiani, gli anglo-americani, e… la brigata ebraica, per molti, quest’ultima, una novità. (...). Evviva lo studio della storia! Soprattutto a scuola, ma anche fra la gente.
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

Iolanda ci ha lasciato
Non era di nessuno
ma era amata da tutti
Signor direttore,
vogliamo ricordare Iolanda. Questo desidera essere il dolce omaggio ad una persona che se ufficialmente non era di nessuno, era però nel cuore di tutti. Per noi due, ad esempio, Mariateresa e Vincenzo: i suoi amici di sempre che l’hanno tenuta per mano sino al momento della morte. Iolanda era buona, non conosceva la cattiveria o il male, perché era propria amica di tutti, come è stato ben evidenziato con delicatezza nell’articolo che Serena Ferpozzi ha scritto, non tanto con la penna ma col cuore. Ma anche nei reparti di terapia intensiva e di pneumologia Iolanda ha lasciato un forte segno di bontà attraverso la sua sofferenza vissuta in silenzio, con dignità cercando anche di sorridere sia a noi due, sia ai medici e al personale dei due reparti che costantemente con tanto amore, abnegazione e umanità l’hanno seguita come se fossero la sua vera famiglia. Grazie quindi anche a loro. Ora Iolanda ci ha lasciato, ma nel cuore di ognuno di noi resta tutto ciò che di buono e di bello ci ha donato: il suo amore.
Mariateresa e Vincenzo Bertoletti
(Corte de’ Frati)

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Commenti all'articolo

  • francogallo57

    26 Aprile 2017 - 22:12

    il diabolico e perseverante signor pedrini, per sua sfortuna proviene dal paese dei manganelli, dove democraticamente gli hanno e imposto che il mondo è fatto di due colori, il suo triste nero( che porta pure sfiga) o il rosso del nemico, e in tutti questi anni non è riuscito a capire che il mondo è pieno di diversi colori, a fatto come quello che puntava il dito sul mondo, ha continuato a guardare la punta del dito, ma si è perso tutta la bellezza del panorama. E visto che parla di gente che in caso di guerra troverebbe un pertugio per nascondersi , gli ricordo il suo delinquente, ha tradito tutti i principi che la morale di un uomo può avere, famiglia compresa, l' italia , distruggendo il paese con guerre demenziali, gli italiani, mandandoli a morire e riducendoli alla fame, e la famiglia portandosi dietro fino alla fine mentre scappava un amante che poteva essere sua figlia. E Invece di friggere l'aria potrebbe fare qualche buton de paias e usarlo come medaglia sul nero dona.

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