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20 aprile

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

22 Aprile 2017 - 04:00

IL CASO
Con i ‘grigliatori seriali’ nei parchi
suggerisco maggiore tolleranza

Egregio direttore,
leggo sul suo quotidiano parole che mi rattristano, soprattutto se pronunciate da chi gestisce la cosa pubblica. Mi riferisco alla gestione dei picnic di Pasquetta ‘abusivi’ adottata dal Comune di Cremona.
Credo, da Sindaco ma soprattutto da ‘grigliatore seriale’, che il punto di forza del turismo fluviale sia soprattutto la libertà che esso trasmette. Non c’è bisogno di piazzole attrezzate, come potremmo trovare sulle Dolomiti, che peraltro qui faticheremmo non poco a trovare. Il fiume e i boschi che lo accompagnano sono spesso territori bradi, con l’erba un po’ più alta del solito, senza servizi, ma che comunque trasmettono un senso di libertà, tranquillità e serenità che credo possano essere il punto di forza del nostro sistema attrattivo e turistico. Un sistema che un Amministratore rivierasco non può non conoscere e valorizzare nel suo complesso. Del resto, non vedo quale differenza ci sia tra un turista che ambisca ad un monumento o ad una esposizione artistica, da uno che intenda invece sfruttare le zone rivierasche per una grigliata. Certo, ci vuole rispetto! Ma bisogna credere e avere fiducia nelle persone che ci donano il loro tempo libero. A Gerre, nella parte di parco di mia competenza, dopo ogni weekend, raccogliamo circa 5 quintali di rifiuti nelle varie piazzole. Qualche volta capita che troviamo situazioni che riconducano al vandalismo o al poco rispetto. Ma se dovessimo mettere sulla bilancia chi rispetta e chi abusa del territorio l’ago penderebbe quasi totalmente per i primi. E allora cerchiamo di adottare politiche tolleranti e che favoriscano la libera fruizione delle nostre meraviglie. Sosteniamo le famiglie che preferiscono un picnic perché magari il ristorante non se lo possono permettere. Costruiamo una cultura aperta al rispetto e al buon senso, che non si costruisce con le sanzioni ma con approcci collaborativi. Troppo spesso questo approccio mentale ostativo e punitivo ha limitato il nostro territorio, legandone le ali. Oggi non ce lo possiamo più permettere perché anche da questi gesti, apparentemente piccoli, costruiamo un sistema. E bproprio perché si definisce sistema, ha bisogno di essere condiviso per funzionare. Queste poche parole per spronare i miei ‘vicini’ Amministratori ad adottare politiche più accomodanti. E se ci non dovesse accadere, invito i ‘grigliatori’ a venire a Gerre...
Michel Marchi
(Sindaco di Gerre de' Caprioli)

A Pasqua e Pasquetta il tema ‘griglia selvaggia’ ha tenuto banco a Cremona dove i vigili urbani sono stati costretti ad intervenire. Lei propone una mediazione, una maggiore tolleranza. In linea di principio posso essere d’accordo ma un perimetro deve essere individuato e - a mio avviso - è quello dettato dagli abusi e dalla mancanza di rispetto. Per chiudere concordo con lei sul fatto che le sanzioni servano a poco.

L'INTERVENTO

VACCINARE I PROPRI FIGLI È UN GESTO D’AMORE
Un appello: chiedo ai nonni di parlare con i loro figli perché vaccinino i nipoti. Solo i nonni, in Italia, per via dell’età, possono avere sperimentato di persona le conseguenze, a volte mortali o devastanti, di alcune malattie. Loro hanno il ricordo indelebile di un compagno di scuola se non di classe che negli anni '50 si è ammalato di poliomielite. Ricordano il compagno fermo, a bordo campo, durante una partita giocata da altri: questa immagine è per sempre. Se alcune malattie infettive, come appunto la poliomielite (in passato il vaiolo), nel nostro Paese sono completamente scomparse e altre sono vicine all’eliminazione, come la difterite, il morbillo, la rosolia, tutto questo lo dobbiamo grazie all’efficacia delle vaccinazioni. Sfortunatamente in questi ultimi anni stiamo assistendo al ritorno, in Europa e in Italia, di queste stesse malattie con focolai epidemici più o meno importanti. Pensiamo, ad esempio, che dall’inizio dell’anno sono stati riportati più di 1400 casi di morbillo in Italia, con un aumento del 200% rispetto all’anno precedente. Di questi, il 39% è stato ricoverato e il 34% ha avuto almeno una complicanza. Alcuni casi di morbillo, infatti, possono essere associati ad una o più complicanze, come diarrea, otite media e polmonite, specialmente nei bambini con meno di cinque anni. Le più temibili complicanze sono l’encefalite acuta (un caso ogni 1.000 con alto rischio di esiti permanenti) e la panencefalite subacuta sclerosante, malattia degenerativa cronica del sistema nervoso centrale che si verifica a distanza di molti anni dal morbillo.

Non dobbiamo dimenticarci che il morbillo è pur sempre responsabile di un numero compreso tra le 30 e le 100 morti ogni 100.000 persone colpite. Il morbillo, quindi, non è una malattia da prendere alla leggera come fanno quelle mamme che organizzano ‘il morbillo-party’, dove i bambini vengono portati a casa di ammalati provando a farli contagiare nella falsa e arcaica convinzione che la malattia sia più lieve in età pediatrica che adulta. Stiamo assistendo anche all’aumento di morti per pertosse tra i lattanti, perché la malattia sta avendo una recrudescenza nei bambini nei primi mesi di vita per il calo della copertura vaccinale. Ognuna di queste morti è intollerabile! Per le malattie che si trasmettono da persona a persona, le vaccinazioni rappresentano, oltre alla protezione dell’individuo vaccinato, una protezione per la collettività, all’interno della quale vi sono individui, che potrebbero essere i nostri figli, che non possono essere vaccinati per particolari condizioni, o su cui il vaccino non ha avuto efficacia o che devono ancora terminare il proprio calendario vaccinale. Nessun vaccino, infatti, ha un’efficacia del 100%, ma se la percentuale di persone vaccinate supera una certa soglia, l’agente infettivo non può più circolare. Grazie a questa immunità di gregge proteggiamo non solo i nostri congiunti ma l’intera società. Il calo delle vaccinazioni e di una popolazione adeguatamente vaccinata sono la conseguenza di false paure ed errate convinzioni, che si sono diffuse negli ultimi anni a seguito di una campagna antivaccinale basata su teorie complottiste, contro generiche case farmaceutiche, o su dati errati o falsati, mancanti di qualsiasi fondamento e rigore scientifico. Fra queste le più diffuse sono la paura che i vaccini contengano mercurio (non è vero!), oppure che causino l’autismo (falsa affermazione di un medico che poi è stato radiato dall’Ordine professionale). Come per altre ‘bufale’, una delle cause di circolazione di queste paure, � l’uso subdolo di internet e in particolare dei social network. Come qualsiasi altro atto medico, dall’intervento chirurgico alla somministrazione di un banale antipiretico, la vaccinazione porta con sé un rischio di evento avverso, statisticamente quantificabile ma non predicibile. In medicina, quindi, bisogna sempre mettere sui piatti della bilancia rischi e benefici. Quanto ai vaccini le complicanze gravi sono estremamente rare mentre quelle più frequenti sono lievi e transitorie. Non si può ovviamente negare che se la grave complicanza da vaccino capitasse a nostro figlio non sarebbe più il numero esiguo di una probabilità, ma sarebbe il 100%, sarebbe il mondo intero. Ma qualsiasi persona, se in buona fede, non potrà negare che gli eventi avversi gravi da vaccino siano molto ma molto più rari rispetto al rischio di complicanze gravi di una di queste malattie. Perché di morbillo, difterite e pertosse si muore. Perché un’encefalite da morbillo o una meningite batterica rovinano irrimediabilmente la vita. Per tutti questi motivi è essenziale che tutti i nuovi nati seguano un corretto calendario vaccinale, così come gli adulti che non siano mai stati vaccinati o che non abbiano mai ricevuto la seconda somministrazione. Il richiamo è molto importante in casi ad esempio di malattie come la pertosse o il tetano, dove la vaccinazione non costituisce un’immunità permanente e sono quindi necessari richiami vaccinali ogni 5-10 anni. La vaccinazione è un gesto di rispetto nei nostri confronti, un gesto d’amore nei confronti di nostro figlio e un gesto civico ed etico nei confronti della collettività. Indubbiamente per i genitori di oggi è diventato meno intuitivo operare una scelta, rispetto a qualche decennio fa, perché manca un elemento di confronto: dobbiamo pertanto affidare la salute dei nostri figli alla scienza e alla medicina confrontandoci, studiando, chiedendo, ma non dobbiamo cedere, in modo acritico, alle paure diffuse da un anonimo sito internet. Per questo motivo, sulle lettere di dimissione di tutti i neonati della ASST di Cremona (anche e a maggior ragione di quelli più fragili come i neonati pretermine) a seguito di una iniziativa condivisa con le Società Scientifiche di Neonatologia e di Pediatria i genitori trovano da qualche mese indicazioni chiare sul calendario vaccinale italiano, uno dei più avanzati nel mondo. Non aderire a questo invito pone gravemente a rischio la salute dei bambini, i nostri e quelli degli altri. Tanto più che le vaccinazioni possono essere effettuate non solo presso l’Ufficio a ciò preposto della propria ASST/ASL, ma anche dal pediatra di libera scelta e da un qualsiasi laureato in Medicina e Chirurgia il quale certificherà l’avvenuta vaccinazione con l’obbligo di registrazione presso i competenti Uffici.
Carlo Poggiani
Direttore USC di Neonatologia e Patologia Neonatale con T.I. ASST di Cremona

Da un canile all’altro
Animali spostati
come fossero pacchi
Egregio direttore,
in merito all’articolo pubblicato sul suo quotidiano riferito al rifugio per cani di Monticelli d’Ongina, non entro nel merito del problema burocratico non conoscendo la situazione, ma alcune riflessioni mi sento di farle.
In alcuni ospedali permettono l’ingresso di cani riconoscendo la validità terapeutica della loro presenza, si elogiano i cani eroi durante i grandi disastri, i cani bagnini, i cani delle forze dell’ordine e quelli della pet-therapy ecc.
Diversi comuni si stanno dotando di uffici per il benessere animale, ma nel concreto si riduce solo ad una questione burocratica e di costi, si spostano gli animali da un rifugio ad un altro per una e-mail non ricevuta, per qualche euro in meno senza alcun rispetto per il loro benessere e per il trauma che un nuovo ambiente procurerà. Certamente toccherà ai cittadini di Monticelli protestare per questi ‘spostamenti forzati’ dimostrando il loro rispetto per gli animali, ma anche a tutti quelli che realmente e non solo a parole tengono al loro benessere.
Pietro De Padova
(Cremona)

Quando smonti dalla notte...
Chi lavora in ospedale
è una persona speciale
Signor direttore,
quando smonti dalla notte, pensa che hai fatto il lavoro più utile, il più indispensabile, di gran lunga il più importante del mondo. Il più bello poiché c’è in ballo la vita di tuoi simili. Quando smonti dalla notte sei stanchissimo/a e meriteresti molto di più di quel che guadagni, ma c’è forse un prezzo per ripagarti di tutto il bene che hai dato? Quando smonti dalla notte, c’è un filo conduttore, molto intimo che ti unisce ai colleghi, ed è la gioia di essere parte di una categoria di lavoratori molto speciale: quelli che lavorano in ospedale...
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

Il solito scaricabarile
Crollano i cavalcavia
inchieste contro ignoti
Signor direttore,
altro ponte crollato, altro appalto sconsiderato. E siamo al terzo ponte che si sbriciola negli ultimi sei mesi. E la procura cosa ti inventa? Apre un fascicolo contro ignoti! Ma ci sarà pure un nome e un cognome di chi ha progettato questa struttura. Ci sarà pure il nome di una ditta che ha costruito questo ponte, no? Oppure la colpa è del manovale che ha portato il secchio? Eh si, perché in Italia si gioca allo scarica barile e non si pensa a mettere in galera, come meritano, i responsabili. Si è pensato, come è giusto che sia, di promulgare leggi per omicidio stradale. Queste mostruosità, mi riferisco a ponti crollati, come li vogliamo chiamare? Il caso ha voluto che questa volta non ci è scappato il morto. Ma è pura fortuna. Strutture di recente costruzione che crollano come castelli di sabbia, mentre altre di antica costruzione resistono da millenni. Forse anticamente non esisteva la corruzione. Può essere? E vicino a noi abbiamo un esempio di costruzione recente che ha bisogno di manutenzione: il ponte a San Daniele Po che verrà chiuso prossimamente per circa due mesi. E pensare che è stato inaugurato circa trentacinque anni fa. Probabilmente considerato un record, visto che in Sicilia un ponte inaugurato il 23 dicembre del 2014 è crollato due giorni dopo. Ed i responsabili continuano a cavarsela, come sempre.
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

Basta con i soloni buonisti
I lavori socialmente
utili agli italiani
Egregio direttore,
e cari lettori, seguendo le indicazioni dei soloni buonisti e incapaci dei componenti di questo governo, avrebbero diritto ad effettuare ‘lavori socialmente utili’, i seguenti gruppi di persone:
1 - disoccupati,
2 - cassintegrati
3 - immigrati
4 - chi non riesce a pagare le bollette
5 - carcerati
6 - volontari
Ho notato che alcuni comuni chiedono alla popolazione di effettuare lavori per la collettività.
Ricapitolando, se calcoliamo bene, questi lavori li potrebbero effettuare centinaia di migliaia di persone: ma questi soloni di centrosinistra si rendono conto delle follie che stanno dicendo, arrivano a considerare una soluzione del fenomeno immigratorio nel far effettuare a loro questi lavori, quando ce ne sono centinaia di migliaia di italiani che ne hanno diritto. Se non è follia questo, chiedo ai lettori come si può definire altrimenti se non in questo modo, un costo sociale enorme e inattuabile.
dalicr@alice.it 

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