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9 aprile

Lettere al Direttore (2)

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emanzini@laprovinciacr.it

11 Aprile 2017 - 04:00

Ne parlo con...

Puglia. Guerriglia per gli ulivi
Italiani ecologisti a corrente alterna
Gentile direttore,
noi italiani siamo un popolo strano. In Puglia si è scatenata una furibonda protesta, per evitare l’espianto (ma per fortuna) e la ricollocazione in altro luogo di un buon numero di ulivi. Ci è stato spiegato che il tutto serviva per il passaggio di un gassificatore di importanza strategica per la nostra economia. Ebbene di fronte a ciò si è scatenata una guerriglia, pur sapendo che si sarebbe abbattuto l’uso dell’inquinante carbone, e la certezza di un risparmio energetico.
Io abito in campagna e so cosa vuol dire poter camminare nella natura, solo che per farlo devo superare centinaia di metri di supermercati, che si sono mangiati prati e alberi senza che nessuna amministrazione o cittadini abbiano storto il naso.
Nel mio paese c’è una fabbrica dismessa da anni: non è stata indicata quest’area da recuperare, ma il nuovo insediamento è stato innalzato a cinquanta metri di distanza, cementificando un’area enorme. Ora la domanda è: dobbiamo sempre dire no a qualsiasi modernizzazione della nostra nazione (vedi Tav), o dobbiamo dirlo alla costruzione delle città mercato, che però portano oneri di urbanizzazione alle asfittiche amministrazioni comunali.
Alessandro Apolli
(Pontevico)

Dire no a prescindere è un grave errore e nel nostro Paese l’abbiamo sperimentato in tante occasioni.

Risparmiare con la testa 
Una città illuminata bene credo sia più sicura
Caro direttore,
alcune settimane fa anche Cremona ha aderito all’iniziativa ‘M’illumino di Meno’, una giornata in cui si poneva l’accento sull’importanza del risparmio energetico: luci pubbliche spente in città ma anche nelle case. Credo che sia una giusta esigenza che però, faccio notare, va in controtendenza rispetto ad un altro tema molto importante che è quello della sicurezza delle nostre città. Quante volte abbiamo sentito proporre una maggiore illuminazione per rendere più sicura una piazza, un parco, un quartiere?
Bisognerebbe mettersi d’accordo. Per quanto mi riguarda, in casa mia, cerco di non ‘dimenticare’ le luci accese ed è già qualcosa.
Francesco P.
(Cremona)

LA FOTO DEI LETTORI 
Ex campi da tennis comunali, che vergogna!

Signor direttore,
nei giorni scorsi sono capitato nella zona degli impianti comunali al Po con mio figlio, giusto per fare un giretto in bicicletta. Non ho resistito e ho scattato alcune foto dei vecchi campi da tennis comunali. Una vergogna! La situazione non è solo di abbandono, ma anche di assoluto degrado.
Ho ripensato a quando, alla fine degli anni ‘70, insieme agli amici andavo a giocare a tennis su quei campi e mi ha preso un senso di indignazione.
Per chi non era iscritto alla Baldesio, alla Bissolati, alla Flora - come me, in quegli anni non c’erano ancora i centri sportivi San Zeno e Stradivari - quelli erano gli unici (o quasi) campi da tennis disponibili. Si prenotava l’ora di gioco, e poi tutti al bar per una Coca Cola o un gelato e poi a casa di volata per fare i compiti e preparare l’interrogazione.
Non voglio ‘sindacare’ sulle ragioni che hanno portato a tale abbandono ma vorrei solo capire per quale ragione l’amministrazione comunale o chi di dovere, lasci in tale stato quell’area. Si è deciso che i campi da tennis non debbano essere recuperati? Benissimo, ma almeno si bonifichi la zona, si smantelli il fondo, si tolgano le reti arrugginite e si recuperi l’area a verde. Magari con qualche gioco per i bambini. È chiedere troppo?
Roberto R.
(Cremona)

LA REPLICA

A Cremona diminuita la presenza dei treni diesel
Egregio direttore, a proposito della lettera con cui, citando il sottoscritto, Agostino Alloni risponde alla signora Maria Angela Palazzini, che lamenta ‘la presenza molto numerosa e inquinante di treni diesel nella stazione di Cremona’, preciso allo stesso, e alla signora Palazzini, che la presenza dei treni diesel nel deposito di Cremona è calata dal 2016, anche grazie alla riapertura del distributore di Brescia disattivato durante i lavori per l’alta velocità, in assenza del quale la nostra stazione era passaggio obbligato per vecchi convogli. Inoltre, altri treni datati e inquinanti saranno sostituiti entro il mese di maggio, quando entreranno in servizio quattro nuovi treni diesel, a bassa emissione e silenziosi. Si tratta di composizioni di fabbricazione svizzera, identiche alle tre che già circolano tra Cremona e Codogno oltre che nella Lomellina. Le Aln668 continueranno a circolare solo sulla linea per Brescia, non elettrificata, a causa dei limiti dell’infrastruttura ferroviaria di proprietà di RFI, ma diminuiranno sensibilmente i treni di vecchia generazione. I nuovi treni diesel, a Cremona, saranno in tutto 8 oltre a quelli elettrici in servizio sulla linea Mantova-Cremona-Milano, integralmente sostituiti negli ultimi tre anni. Non vogliamo fermarci qui. Conosco e monitoro ogni giorno le problematiche legate al servizio ferroviario del nostro territorio, anche perché ne sono utente quotidiano. Si sono fatti passi da gigante per qualità dei convogli e puntualità. Faremo ancora di più, la nostra città e il nostro territorio sono all’attenzione di Regione Lombardia. Il mio impegno è orientato ai risultati concreti, molto meno alle mozioni inutili che lascio volentieri al mio collega Alloni.
Carlo Malvezzi
(Consigliere regionale di ‘Lombardia Popolare’)

Rappresaglia alla Siria
Poliziotti del mondo. Gli Usa sbagliano
Egregio direttore,
nel 2003 la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti ha attaccato l’Iraq perché ci hanno detto che Saddam minacciava l’occidente con armi di distruzione di massa. Dopo anni si scopre, per ammissione dello stesso Blair, che l’Iraq non possedeva quelle armi. Nel frattempo quel Paese è stato devastato e soprattutto diviso dalla presenza dell’Isis. Nel 2011 in Libia abbattono il regime del colonnello Gheddafi, anche lui ritenuto un pericolo per l’occidente. Oggi in Libia vige l’anarchia, ha due governi e in mezzo la presenza minacciosa dell’Isis. Nel 2011 fomentano la rivolta in Siria. Arabia Saudita, Kuwait e Qatar sostengono i terroristi salafiti e whabiti, gli Stati Uniti appoggiano l’esercito libero siriano e i turchi, che non nascondono mire espansionistiche nel nord della Siria dove forte è la presenza curda, aprono le proprie frontiere ai foreign fighters che vanno a risaldare le file dell’Isis. Nel 2013 nel Goutha di Damasco in un attacco chimico muoiono circa mille civili. Obama attribuisce l’attacco all’esercito di Bashar Al Assad. Minaccia l’intervento militare ma la mediazione russa impedisce l’invasione americana e ottiene la consegna, dietro una attenta super visione di osservatori internazionali, delle sostanze chimiche.
Dopo qualche anno un bravissimo giornalista americano, premio Pulitzer, scopre che ad usare le armi chimiche furono i terroristi oppositori del Governo siriano.
Oggi la storia si ripete. Trump ordina il lancio di 59 missili Tomahawk per colpire una base aerea siriana nei pressi di Homs. Lo ha fatto sulla base di un colossale imbroglio costruito ad arte. Solo dei folli e stupidi politicamente avrebbero consentito, dopo che avevano in mano la vittoria militare in Siria, l’uso di armi chimiche sui civili sapendo che si sarebbero attirati l’ira della comunità internazionale. Su Putin e Assad ognuno è libero di pensarla come crede ma l’unica cosa che non si può dire di loro che siano dei cretini.
Anche io sono rimasto colpito dalle immagini dei bambini morti o sofferenti a causa del gas che hanno respirato. Mi indigno anche per i 4 bambini uccisi l’altra notte dai missili americani. Mi indigno di fronte ai bambini rifugiati costretti a vivere in un campo profughi perché l’Europa e gli Stati Uniti non li vogliono accogliere. La mia indignazione non è a intermittenza.
La verità per quanto mi riguarda è sola una: siamo ancora una volta di fronte all’aggressione di uno stato sovrano da parte degli Stati Uniti i veri responsabili della crisi siriana.
Pierfranco Sarzi
(Cremona)

Aveva un sorriso per tutti
Addio a Ines Cafaro. Una grande perdita
Signor direttore,
conoscevo la dottoressa Caffaro da tempo, veniva a Crema come consulente oncologo, il mercoledì. La ricordo per la sua bontà, disponibilità, professionalità, sempre con il sorriso, e sempre con una buona parola anche per i pazienti in fase pre-terminale. (...) Una gravissima perdita. I migliori se ne vanno troppo presto. Ho un buco nel cuore, questa notizia mi ha letteralmente affranto. Ciao grande Ines.
Cesare Valsecchi
(Crema)

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