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3 aprile

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

05 Aprile 2017 - 04:05

Ne parlo con...

Condannato, ma non è un boss
Droga per sé e gli amici
L’avete messo alla gogna
Caro direttore,
le scrivo in merito all’articolo di qualche settimana fa che riguardava il signor Claudio Leoni, sbattuto in prima pagina come il peggiore dei delinquenti. Claudio ha sbagliato e la legge l’ha punito. Da voi è stato etichettato il boss dello spaccio, ma il giornalista, sa cosa vuol dire boss? Io non credo. Claudio sapeva dove trovare l’hascisc e lo divideva anche con amici, tutti o quasi, over 50 che fumano e sanno benissimo cosa fanno. Le pastiglie erano esclusivamente ad uso personale e non pronte per lo spaccio come scritto nell’articolo. Claudio non passava il tempo a spacciare, ma lo passava e lo passa, prendendosi cura della mamma ammalata e lo fa con amore e dedizione. Claudio non fa del male nemmeno ad una formica, io sono una persona che lo conosce da più di 30 anni e so che persona buona sia e chi lo conosce, come me, di sicuro sa che non è un boss dello spaccio. Lo avete messo alla gogna senza nemmeno aver scambiato una parola con lui, solo per fare l’articolone. Gli avete rovinato la vita con il vostro articolo. Vergognatevi di essere giornalisti!
Lettere anonima
(Cremona)
Faccio uno strappo alla regola e pubblico una lettera anonima. Per spiegare che non abbiamo nulla di cui vergognarci. Non abbiamo messo alla gogna proprio nessuno, ma registrato una sequenza di fatti, cioé l’arresto, il processo e la condanna per spaccio di sostanze stupefacenti di un reo confesso. Ha ammesso che il suo ‘traffico’ andava avanti da anni, aveva in casa il kit del ‘mestiere’ oltre a due etti di hascisc, 175 pasticche di Suboxone, 19mila euro in contanti (secondo i carabinieri frutto delle cessione di droga) e il ‘libro mastro’ dell’attività con i conti delle vendite effettuate. Giudichino i lettori se abbiamo esagerato.

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Nelle pagine dello sport
Il basket giovanile
femminile ‘dimenticato’
Signor direttore,
noto con mio rammarico che su ‘La Provincia’ nelle pagine dello sport non vengono pubblicate notizie riguardo il basket giovanile femminile.
Zaira Aiolfi
(zaira.aiolfi@gmail.com)

Da sempre, pubblichiamo tutte le partite giovanili che le stesse società ci girano con grande collaborazione.

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Le foto dei lettori

S. FRANCESCO: VOLTE GOTICHE AFFRESCATE E ABBANDONATE
Caro direttore,
le inoltro una fotografia che feci vent’anni fa, nel 1997, sulle volte gotiche di San Francesco in Cremona (ex Ospedale Vecchio in piazza Giovanni XIII). Le volte sono tutte affrescate.
Da allora nulla è cambiato, la chiesa è sempre abbandonata. Speriamo nel futuro, lasciare andare questo capolavoro della storia dell’arte e dell’architettura cremonese è un delitto.
Angelo Garioni
(Cremona)

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L’INTERVENTO

A2A-LGH: CONTA L’AMBIENTE
E NON IL SALDO ECONOMICO

Signor direttore, mi consenta una replica al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luciano Pizzetti per il suo intervento sulla fusione tra Lgh e A2A. «Egregio senatore, io capisco la sua strenua difesa nel suo ultimo intervento su ‘La Provincia di Cremona’ dell’affare A2A-Lgh, ritenuto da molti una sua ‘creatura’, quello che capisco meno sono alcuni passaggi del testo. Lei, continuando ad ignorare i prossimi condizionamenti nelle scelte politiche obbligati da chiari impegni internazionali (‘Accordo di Parigi’), urla al mondo una sua visione di futuro che risulta forse un po’ distratta e ragionieristica: essa riguarderà noi tutti, ma in particolare le utility che saranno costrette a nuovi modelli di fornitura di servizi. Senatore Pizzetti, tornando al nostro piccolo mondo, l’accordo che lei difende con tanto calore richiama alla mente a persone cocciute come me quel ‘benedetto’ inceneritore di San Rocco e quella centrale a biomasse. Questi impianti, sia lei d’accordo o meno, contribuiscono ad aumentare l’effetto serra e a colorare sempre le mappe dell’aria dell’Arpa Lombardia con le stesse tinte dell’area milanese, ossia con i tassi d’inquinamento più alti. Il suo entusiasmo nascerà da possibili successi economico-finanziari e al potenziamento (Anac permettendo) di una realtà finanziaria che ha come proprietà di riferimento i Comuni di Milano e di Brescia, ma cozza tanto contro due grandi problemi: da un alto, la tutela della salute dei cremonesi per ciò che esce da quei camini (polveri sottili e altro); dall’altro lato, la ineludibile e globale necessità di tagli alle emissioni climalteranti, visto che da quegli stessi camini esce la CO2, il più importante gas serra. Per i problemi alla salute è il suo governo con il progetto Viias a informarci che, a causa delle sole pm 2.5, per il 2020 sono previsti per il Nord Italia 18.000 decessi prematuri che, ‘conti della serva’ alla mano, porterebbero ad almeno 60 decessi quelli cremonesi, uno alla settimana e, ripeto, soltanto per le sole pm 2.5. Immaginando che la sua ipotetica risposta sarà che da quei camini escono fumi nel pieno rispetto dei limiti delle leggi vigenti, mi permetto rammentarle come essi non tengano conto della difesa della salute umana né dell’ambiente, ma siano solo a difesa della crescita del fatturato aziendale. E, come lei sa, non è una constatazione gratuita. Essi sono dettati soltanto dai costi per il loro abbattimento perché basati sulle Bat, Best available technology (Migliori tecnologie disponibili), ovvero, sulle tecnologie più efficienti ed avanzate disponibili a livello industriale, purché a costi economicamente accettabili (articolo 15, paragrafo 3, Direttiva 2010/75/Ue). La speranza sta nel rispetto da parte del suo governo dell’Accordo di Parigi del 12/12/2015, considerando che la combustione (qualsiasi combustione) produce sia inquinanti che climalteranti. Tuttavia, visto il comportamento del governo italiano in occasione dell’approvazione a Bruxelles della nuova direttiva Nec (National emission ceiling) che lo ha visto protagonista nella scomparsa del metano dalla lista degli inquinanti, anche qui delle preoccupazioni non mancano».
Benito Fiori
(circolo AmbienteScienze e gruppo di lavoro RiambientiAMOci, Cremona)

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Tra Calvatone e Acquanegra
Ponte sull’Oglio
fragile e a rischio
Signor direttore,
passando con frequenza sul ponte sul fiume Oglio tra Calvatone ed Acquanegra sul Chiese, in queste giornate di magra del fiume, si notano facilmente gli innumerevoli tronchi incastrati nei fragili piloni del ponte stesso. Struttura talmente fragile da essere oltre che regolamentata da semaforo, essere esclusa a carichi superiori ai 35 quintali. Tale fragilità verrebbe ulteriormente compromessa qualora ci fosse una piena del fiume stesso (è capitato talvolta che venisse chiuso con prolungamento dei percorsi per raggiungere il ponte più vicino) causa i citati tronchi incastrati. Dato che la situazione non è recente, mi chiedo il perché non si sia già provveduto alla rimozione degli stessi, sarà il solito rimpallo di chi tocca fare i lavori? Il parco Oglio sud, il Magistrato dell’Oglio (se esiste), i comuni confinanti, le provincie soppresse, oppure i predoni che operano nei nostri fiumi?
Renzo Aletti
(Piadena)

Ad africani e asiatici
Spieghiamo come
limitare le nascite
Signor direttore,
la povertà nei Paesi africani e asiatici è in costante aumento: quasi 16 milioni di persone a rischio di morte per fame, 22 milioni di bambini malnutriti per scarsità di cibo e medicinali. Questo è il nodo su cui si deve riflettere, non solo di mandare cibo e medicinali, il punto più importante è rallentare le nascita di bambini innocenti in Paesi poveri dove san solo creare bambini senza pensare al loro futuro e conseguenze. Possibile che nessuno si impegni a insegnare loro il rallentamento di bambini innocenti mandati fino alla morte, 7 milioni di persone malnutrite persino con mancanza d’acqua, 2 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni che stanno aspettando la morte. Questo è doloroso e vergognoso solo a pensarci. Perché nessuno mette un freno a queste nascite insegnando a loro anche con metodi sterili e medicinali preventivi? Perché in Italia sono diminuite le nascite del 30%, questo si sa, per colpa della disoccupazione, per il caro vita. Mantenere un neonato che costa 700/800 euro al mese, mi indigna la notizia nella nuova proposta di legge sul mantenimento di 3.000 bambini soli e stranieri, fino alla maggiore età. E’ come prendere in giro gli italiani con tutto il rispetto per i poveri innocenti, sbarcati in Italia non accompagnati, mandati allo sbando. Questo non vuol dire amore, basta nascondersi dietro a indifesi e innocenti che a questo passo sarà sempre peggio. Se non si dà un taglio a questi sbarchi. Aiutiamo gli stranieri nei loro paesi d’origine insegnando loro il rallentamento delle nascite di bimbi innocenti mandati allo sbando, alla morte.
Antonio Pagliarini
(Isola Dovarese)

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