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17 marzo

Lettere al Direttore (2)

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emanzini@laprovinciacr.it

19 Marzo 2017 - 04:00

Ne parlo con...

Progetto East Lombardy
Cremona e Crema insieme senza inutili campanilismi
Gentile direttore,
riteniamo doveroso fare alcune precisazioni in merito alla lettera pubblicata mercoledì 15 marzo 2017 a firma di Antonio Agazzi, capogruppo consiliare di ‘Servire il Cittadino’ al Comune di Crema. L’intervento denuncia la latitanza cremasca all’iniziativa ‘A cena con il Maestro - Omaggio a Claudio Monteverdi’ nel 450° anno dalla sua nascita, in programma il 15 maggio al Teatro Ponchielli, inserita nell’ambito del progetto East Lombardy (...).
Il progetto è stato presentato a Milano lo scorso 6 marzo in occasione del congresso a livello internazionale promosso da Identità Golose, contesto che ha visto la partecipazione sia di Cremona che di Crema, città quest’ultima che, già nel mese di febbraio, aveva organizzato al Centro Culturale Sant’Agostino un’anteprima dedicata a ristoratori e produttori locali. Il ‘brindisi’ milanese nel contesto del congresso è stato l’occasione condivisa per dare il via ai lavori, che presto si concretizzeranno in una serie di eventi organizzati su tutto il territorio.
Nello specifico, in occasione dell’iniziativa che si terrà il 15 maggio al Ponchielli di Cremona, saranno proposte degustazioni di prodotti tipici. Saranno predisposte ‘isole del gusto’ che presenteranno una selezione di specialità che ovviamente non si limita ai prodotti delle città capoluogo ma racchiude l’intera offerta territoriale. A questo proposito, tra gli chef selezionati per la serata, sarà presente anche il cremasco Stefano Fagioli, che aveva già partecipato all’appuntamento milanese. Sarà lui uno degli ambasciatori del Made in Crema, marchio che potrà beneficiare di una vetrina locale e internazionale, considerando la portata dell’evento.
La sinergia non termina qui: East Lombardy si rifletterà anche nelle manifestazioni spiccatamente territoriali (dalla Festa del Torrone alla Tortellata Cremasca) nelle quali, oltre ai prodotti protagonisti delle rassegne, ci sarà spazio per tutte le specialità delle altre realtà della Lombardia Orientale.
Un circolo virtuoso che riconferma la validità del progetto e ne sottolinea la valenza sovracomunale, libera da campanilismi e fondata sull’effettiva collaborazione tra Crema e Cremona e in tutto il territorio provinciale.
Morena Saltini
(Assessore al Commercio e allo Sviluppo economico del Comune di Crema)
Barbara Manfredini
(Assessore al Commercio e al Turismo del Comune di Cremona)

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LE FOTO DEI LETTORI

Signor direttore, le mando questa foto curiosa. Non aggiungo altro se non un "No comment"!
Giorgio Telò
(Cremona)

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Visibilità per ogni territorio
‘Andiamo a Tavola’ non esclude nessuno
Caro direttore,
mercoledì 15 marzo sfogliando il suo giornale non ho potuto non leggere la lettera del capogruppo di Servire il cittadino, Antonio Agazzi che giustamente si lamentava dell’immotivata esclusione di Crema dalle iniziative di East Lombardy. Comprendo tale rammarico e immagino sia condiviso da tutta la cittadinanza cremasca. A tal proposito sono lieta di comunicare che Andiamo a Tavola, invece, non si dimentica affatto del patrimonio eno-gastronomico, storico e artistico della città di Crema.
Andiamo a Tavola è da sempre vicina al territorio, alle realtà locali, ai produttori e ai ristoratori che con la loro passione e il loro lavoro da anni tengono alte le tradizioni e vivi i sapori della terra Cremasca, Cremonese e Casalasca. Fedele alla propria filosofia, Andiamo a Tavola da quest’anno ha deciso di rinnovarsi con nuovi progetti e manifestazioni che coinvolgeranno tutto il territorio e soprattutto partiranno dalla città di Crema. All’interno di ogni iniziativa targata Andiamo a Tavola si darà il giusto spazio a tutte le specialità della provincia di Cremona, non dimenticando niente, anzi valorizzando tutti coloro che contribuiscono quotidianamente a dare risalto alla nostra storica cultura culinaria. Lo scopo dei progetti di Andiamo a Tavola sarà di far riscoprire le nostre ricette e i nostri patrimoni gastronomici ed artistici sia a chi vive nel territorio, sia a chi è di fuori, favorendo un turismo di valore, veramente interessato a cogliere quello che rende unici e particolari Crema, Cremona, Casalmaggiore e il territorio circostante. Con ‘Andiamo a Tavola’ tutta la provincia cremonese, senza alcuna esclusione, avrà la meritata visibilità.
Francesca Lo Monaco
(addetta stampa di ‘Andiamo a Tavola’)

Pandino. Presentati due libri
Come sta cambiando il calcio giovanile
Egregio direttore,
mi fa piacere scriverle per riportare un breve resoconto di uno dei tanti avvenimenti che succedono sul nostro territorio e che il giornale certo non può seguire per cause indipendenti dalla sua volontà. In questo caso: Pandino, Birreria Hollywood, presentazione di due libri sul calcio da parte di Mario Caccialanza ed Enrico Bacchini, entrambi al secondo libro. Entrambi con esperienze da giocatori e da allenatori (evento peraltro annunciato su ‘La Provincia’).
Mario Caccialanza, ‘Complimenti, coach Therapist! - Il salva panchine all’opera’ dopo ‘Sulla panchina dell’Inter - Tra sogno e realtà’. Enrico Bacchini ‘Testa, gambe e cuore - Riflessioni ed emozioni di un allenatore per caso’ edizione riveduta e ampliata del primo libro con lo stesso titolo.
Il compiacimento nasce dai concetti espressi da entrambi e dal pubblico sulla realtà attuale del calcio e in particolare sul calcio giovanile, quello dilettantistico e quello professionale che pare non abbiano più confini di separazione di mentalità, di obiettivi e di modalità di gestione così come invece dovrebbe essere.
Presenti diversi dirigenti di società e di appassionati la serata è stata conviviale e interessante sia nella presentazione degli autori sia nella discussione che si è aperta col pubblico presente. I temi che si sono declinati nella serata vertevano soprattutto sulle differenze che ci devono essere tra calcio giovanile, adulto e professionistico e tra gioco, sporto ed economia/finanza. Differenze che essendosi affievolite fin quasi a sparire hanno portato i tre ambienti a modularsi in direzione della prestazione vincente come unico obiettivo.
Inutile forse dire, ma forse non lo è, che gli obiettivi dei tre ambienti sommariamente citati sono ben diversi e naturalmente particolarmente caldo è il tema del calcio giovanile dove il gioco che diventa sport e impegno è uno strumento di crescita del bambino/ragazzo/giovane mentre spesso diventa causa di eccessiva pressione, frantumatore di sogni e produttore di fallimenti non solo sportivi, spesso (troppo spesso) umani.
Giampaolo Rossi
(Cremona)

La gang di Lodi era di quattro
L’oste va condannato ha ucciso solo un ladro
Egregio direttore,
se me lo consente vorrei dire la mia su quanto accaduto alcuni giorni fa a Casaletto Lodigiano con protagonista quell’oste che risponde al nome di Mario Cattaneo. Che piaccia o no, costui andrebbe processato per direttissima, e se io fossi il giudice non esiterei un attimo a condannarlo a 40 anni di lavori forzati e la motivazione sarebbe la seguente: «Vede signor Cattaneo, i delinquenti in questione erano quattro, ma lei, per negligenza o incapacità, ne ha ammazzato solo uno, quindi meriterebbe l’ergastolo, ma siccome io sono una persona comprensiva e buona d’animo le affibbio solo la pena poc’anzi citata. Se invece lei li avesse ammazzati tutti avrei fatto in modo che venisse ricevuto con tutti gli onori dal presidente della Repubblica, che gli venissero riconosciuti tutti i meriti del caso, che le venisse elargita una sostanziosa ricompensa per averci liberato da quattro delinquenti, e che le venissero intitolate vie e piazze in tutto il territorio italico. Ma ne ha ammazzato uno ed ecco perché io, che come detto sono persona buona d’animo, le prescrivo 40 anni, e che questo le serva di lezione; perché uno si... e tre no? Veda di fare le cose con più giustizia semmai le ricapitasse una cosa simile, altrimenti la condannerei al patibolo.
Giulio Roveda
(Pizzighettone)

Ricordi dei tempi di guerra
Sotto il paiuolo i proiettili nel camino
Signor direttore,
che il sottoscritto non sarebbe mai stato un tipo tranquillo lo si intuì subito nei primi anni della mia infanzia, quando frequentavo coi miei genitori, la casa dei parenti di mio padre. A quei tempi, si era negli ultimi anni di guerra, correva la voce che io avessi il potere di evocare i bombardieri. Infatti, ogni volta che li sentivo arrivare esultavo facendo strane capriole e versacci che secondo loro avevano il potere di attirarli. Fatto sta che una volta una bomba centrò il parco vicino la muraglia dei noccioli che andò in briciole e subito divenni famoso come attirabombe e venni rinchiuso in uno sgabuzzino ogni volta che passavano le formazioni. Ma la più grossa la combinai una sera quando eravamo attorno al fuoco del camino aspettando che cuocesse la minestra nel paiuolo appeso lì sotto. Nel pomeriggio mi ero riempito le tasche di proiettili di ogni tipo trovati qua e là e che avevo poi nascosto sotto la cenere del camino. Rivedo la scena: i miei genitori che discutevano animatamente di non so che cosa, mia zia che andava avanti e indietro dando ordini alla servitù, la vecchia contessa che pisolava con in grembo la gatta «Mascherina» e io che stavo lì forse inconsapevole di quello che sarebbe accaduto e che accadde, eccome! Fu una scarica improvvisa di spari, colpi di granate di ogni tipo che mandarono la pentola su per il camino, la vecchia contessa a gambe all’aria, mentre la gatta schizzava sul lampadario, i miei che erano più vicini al camino, erano diventati neri di fumo e mezzo bruciacchiati, mia zia che si era accasciata su una poltrona mentre la servitù accorreva da tutte le parti. (...)
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

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