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15 marzo

Lettere al Direttore (2)

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emanzini@laprovinciacr.it

17 Marzo 2017 - 04:00

Ne parlo con...

Il ricordo
Prof. Salomoni, rigore non solo di facciata
Signor direttore,
è mancata un paio di mesi fa la professoressa Piera Salomoni. Era austera ed esigente, qualcuno avrebbe potuto dire burbera, ma poteva anche essere ironica e sfoderare in momenti inaspettati battute caustiche che a 15 anni faticavamo a capire. Forse aveva preso troppo sul serio Machiavelli, uno dei ‘suoi’ autori, e riusciva indubbiamente ad essere temuta da noi, suoi studenti del corso A dell’Istituto Magistrate Sofonisba Anguissola a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80. Fuori dalle austere mura della nostra scuola c’era stato il 68 e imperversavano gli anni di piombo, ma dentro era un’altra musica: alcune delle professoresse portavano ancora l’austero grembiule nero e ci si alzava in piedi quando entravano e quando uscivano i docenti.
Ma non era solo un rigore di facciata, era uno stile di vita e un modo di intendere la scuola in forma quasi sacrale. Era un rigore di cui io, quindicenne di buone letture e parlantina sciolta, avevo bisogno. La Professoressa Salomoni mi ha insegnato che la letteratura non è una chiacchiera da salotto sui libri che ci piacciono, ma è piuttosto precisione ed analisi accurata, è il porsi domande su ogni parola per capire meglio e apprezzare di più il testo.
Mi ha insegnato che la storia è complessa come l’animo umano e non può essere racchiusa in schemi banalizzanti. Al mio rifiuto di partecipare a un concorso nazionale con un tema su Garibaldi (di cui non sopportavo l’anticlericalismo becero) non replicò, ma il giorno dopo mi fece scivolare sul banco il libretto tratto dalla sua tesi di laurea su Mons. Novasconi, il vescovo di Cremona protagonista del Risorgimento. Qualche anno dopo la laurea la rividi in corso Campi, aveva letto il mio libretto su don Mazzolari e il fascismo e mi espresse il suo apprezzamento con lo stile asciutto e senza smancerie che la caratterizzava. Era come se avessi in qualche modo continuato la sua ricerca.
La penso spesso prima di entrare in aula a fare lezione. Credo che disapproverebbe i jeans che a volte porto, il fatto che i miei studenti non si alzano quando entro e che, in gran parte, mi chiamano per nome, ma spero che, dall’alto, approvi e riconosca nella sostanza del mio insegnamento qualche riflesso del suo.
Stefano Albertini
(New York University IV A Istituto Magistrale Sofonisba Anguissola nel 1982)

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L'APPELLO

Il Partito Radicale è a rischio. Servono 3mila nuovi iscritti

Sono Gino Ruggeri, quello fra noi che si è costituito parte civile, a proprio rischio e pericolo, per conto del nostro Comune nel processo Tamoil che vede le accuse confermate in secondo grado ed attende solo la conferma della Cassazione per riconoscere al Comune di Cremona 1 milione di euro a titolo di risarcimento parziale per il disastro ambientale causato dalla raffineria. Perché proprio a me il rischio ed il privilegio di compiere la nobile impresa?
Perché non solo sono iscritto al Partito Radicale, ma ne ho assimilato il modo di essere politico: ho saputo da subito che quella responsabilità declinata dal nostro sindaco nel 2012 ricadeva su ciascuno di noi e me la sono accollata; l’ultimo cittadino invece del primo; perché l’errore politico, l’irresponsabilità di chiunque sia non esime chiunque altro dal farsene carico nell’interesse di tutti. Il mio Partito era lì a ricordarmi queste semplici cose con l’esempio di altri compagni dietro a Marco Pannella, su questi interventi il più intransigente di tutti. Il mio Partito era lì anche a sostenermi con l’esperienza giuridica che lo contraddistingue quando si tratta di diritto dei cittadini a richiamare il potere al rispetto delle sue leggi. Inoltre, da che Cremona era in ballo contro uno dei più evidenti e malefici effetti di decenni di mala amministrazione, con Maurizio Turco, Sergio Ravelli e gli altri Radicali cremonesi già avevamo fatto pressione dal basso e con interrogazioni parlamentari perché il disastro ambientale venisse alla luce.
Non potevo tirarmi indietro, non avevo più alibi decenti per un Radicale ed ora tutti possiamo constatare ancora una volta quanto la bontà dei mezzi predetermini la bontà dei fini quindi dei risultati. Abbiamo attinto al serbatoio di energia del Partito Radicale costituito con la conoscenza giuridica e con l’ esperienza politica delle libertà e dei diritti contro i privilegi.
Oggi però sono costretto a rivolgermi a voi perché questo partito, con il suo patrimonio di innumerevoli lotte civili, rischia di sparire. Il Partito Radicale Transnazionale Nonviolento Transpartito - quello che, anche solo esistendo senza potere nei suoi iscritti grazie alla sua storia, ha dato a Cremona quanto vi ho testimoniato - senza nuovi 3mila iscritti entro l’anno, vale a dire nuove risorse finanziarie ed umane, il mio Partito dovrà chiudere in base a quanto deciso dal recente Congresso che si è tenuto presso il carcere di Rebibbia.
Vi chiedo se questo non sarebbe un disastro politico per tutti più grave di quello per cui chiediamo di essere risarciti a Cremona! La risposta è ovvia e scontata per me e per i Radicali cremonesi.
Il mio appello è a che tutti consideriate responsabilità e convenienza nel conservare l’esistenza in vita del mio Partito, e di conseguenza del gruppo radicale attivo a Cremona dal 1973, iscrivendovi anche esercitando la vostra libertà di doppia tessera.
Tutte le informazioni per l'iscrizione le trovate sul sito www.partitoradicale.it oppure inviando una email a: ruggeri.gino@libero.it
Gino Ruggeri
(segretario dell’associazione Radicali Cremona)

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LE FOTO DEI LETTORI

Crema, via Matilde di Canossa tornerà a fiorire

Caro direttore, certo, per rivedere via Matilde di Canossa a Crema come era fino a qualche settimana fa, ci vorrà tempo. Ma consola il fatto che il Comune abbia mantenuto la promessa fatta: la via - tra diversi anni - tornerà 'verde'. Gli alberti tagliati perché malati sono infatti stati sostituiti. Piante di di dimensioni ridotte, ovviamente, che col tempo, appunto daranno i loro frutti. Tra l'altro il lavoro eseguito, in via Matilde di Canossa così come in altre vie della città, è degno di nota: i resti degli abbattuti sono spariti e al loro posto sono state create aiuole. La speranza, ora, è che vista la giovane età delle piante, lo stesso Comune provveda anche a una costante irrigazione delle stesse durante i mesi estivi. Se così non sarà il lavoro fatto verrebbe vanificato. E sarebbe un peccato.
Luigi Bonizzi
(Crema)

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La doppia moneta
Con nuove ‘am lire’ l’Italia salterebbe
Gentile direttore,
l’ex presidente del Consiglio e leader di Forza Italia Silvio Berlusconi reitera da un po’ di tempo la proposta di una doppia circolazione monetaria ossia affiancare l’euro ad una nuova lira a livello nazionale. Tutto questo ricorda le am lire alla fine della seconda guerra mondiale, allorquando il ministro del bilancio, Luigi Einaudi, dovette fare una durissima politica monetaria restrittiva in quanto l’inflazione era andata completamente fuori controllo. Questa idea di doppia circolazione della moneta è cervellotica in quanto non tiene conto del dato di fatto che l’euro si è svalutato del 30% col quantitative easing di Mario Draghi, sconfiggendo il super euro di Trichet, che ha causato la crisi dell’area euro con bassa crescita ed alta disoccupazione. Se introduciamo una seconda moneta, qual è il rapporto rispetto all’euro? E quanto questa nuova lira dovrebbe essere svalutata rispetto all’attuale euro? Se si svaluta di un ulteriore 30% la seconda moneta, l’Italia avrebbe svalutato del 60%, con evidente esplosione dell’inflazione, ed i detentori del debito pubblico italiano non è che accettino le nuove lire in pagamento dei titoli di stato italiano, anzi sempre in euro bisogna pagare. Quindi salta il debito pubblico non più sostenibile, e il giorno dopo succede che le banche italiane che hanno nei loro bilanci una quota importante di debito pubblico, andrebbero incontro ad una gravissima crisi del sistema bancario. Per di più i lavoratori e pensionati italiani sarebbero pagati con queste am lire, e dopo 3 mesi nella rincorsa tra salari e prezzi tutto in lire, alla fine della giostra il loro potere d’acquisto reale sarà minore di gran lunga. Nella teoria monetaria da parecchio tempo c’è scritto che la moneta cattiva caccia quella buona. E’ evidente che non c’è nessun background di teoria economica dietro questa proposta, ma è il tentativo, legittimo o meno, di ricompattare il centro destra, immaginando da parte del Berlusconi un’ipotesi mediatrice con Salvini che gli consenta di dire: rimaniamo nell’euro, ma introduciamo la lira.
Giorgio Demicheli
(Cremona)

Cremona, Palazzo Cittanova
Uscita di sicurezza ostruita dai lavori
Signor direttore,
da circa una settimana, sul retro del palazzo Cittanova, sono in corso alcuni lavori stradali autorizzati dal Comune di Cremona. L’impresa ha ostruito l’accesso e l’eventuale uscita dello scalone di emergenza impedendone quindi in caso di necessità l’utilizzo. Un fatto grave che vìola tutte le norme di sicurezza. Le chiedo pertanto di verificare inviando sul luogo un suo cronista e pubblicando una critica con foto.
A. L.
(Cremona)

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