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15 marzo

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

17 Marzo 2017 - 04:05

IL CASO

Testamento biologico:Camera deserta, assenti indegni

Egregio direttore,
non è mia intenzione discutere sulle questioni e sugli scandali della politica politicante nostrana, dal tormentone delle primarie del Pd alle vicende giudiziarie relative agli appalti della Consip, ma vorrei richiamare l’attenzione su ciò che è successo lunedì 13 alla Camera dove approdava la proposta di legge sul testamento biologico, dopo anni e anni di rimpallo: ebbene, l’aula era praticamente deserta, poiché si erano assentati, con la scusa del lunedì, moltissimi deputati di tutti i partiti, tanto che viene il sospetto che la seduta sia stata calendarizzata proprio di lunedì con la speranza inconfessata che non ci fosse nessuno o quasi.
Ora, aldilà di ogni considerazione sul testamento biologico e della posizione legittima, a favore o contro, che ognuno di noi (e dei deputati) può avere sulla materia, il comportamento dei parlamentari dimostra che a costoro non interessano minimamente i problemi della gente comune, se è vero, come è vero, che le questioni di morte (e/o di vita) attraversano il vissuto di ognuno di noi.
Mi lasci dire che si è trattato di un atto indegno, di un assoluto menefreghismo. E poi ci meravigliamo se la gente va a votare sempre di meno o che, se vota, vota gli esponenti dell’antipolitica?
Sono questi i comportamenti che allontanano i cittadini dalle urne e non certo le scissioni tra questa o quella corrente di questo o quel partito a cui la maggior parte degli elettori non è per niente interessata.
Vincenzo Montuori
(Cremona)

Ha ragione. Evidentemente non sortiscono effetti le numerose ‘lezioni’ che gli elettori impartiscono da alcuni anni all’establishment politico italiano. Quella che lei segnala è una delle frequenti dimostrazioni dello scarso senso di responsabilità della maggioranza dei nostri parlamentari. E poi ci si chiede perché il populismo dilaghi e i movimenti, a cominciare dal quello grillini, abbiano così largo seguito. Aggiungo una considerazione. Liti e scissioni non fanno altro che aumentare il disgusto dei cittadini verso i partiti.

LA POLEMICA

East Lombardy, crema snobbata e comune assente
Signor direttore,
su ‘La Provincia’ di sabato 11/03/2017 è apparso un articolo che illustrava i dettagli di un’iniziativa in preparazione a Cremona, nell’ambito di East Lombardy 2017, per il 15/05/2017. Si ipotizzano ‘Isole del Gusto’ sul palco del teatro Ponchielli, per un menu che rappresenterà le quattro Città di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova. Solita deformazione del Comune di Cremona che fa riferimento alla rappresentanza delle quattro Città e non delle quattro Provincie, come previsto da East Lombardy 2017.
Naturalmente non si ipotizza una ‘Isola del Gusto’ con i prodotti cremaschi (tortelli, salva, treccia d’oro, spongarda, radici, caviale, eccetera). Il fatto è particolarmente grave perché i prodotti cremaschi sarebbero tagliati fuori anche da tutte le iniziative che, per reciprocità, verranno realizzate nelle altre Provincie di East Lombardy 2017. Le istituzioni cremasche - Comune, associazioni di categoria, Pro loco, Rei - Reindustria Innovazione, Tavole cremasche, eccetera - dovrebbero ribellarsi a una tale discriminazione e far sentire la loro voce con iniziative pubbliche. Contemporaneamente, dovrebbero accordarsi per organizzare una ‘Isola del Gusto’ di prodotti cremaschi da portare in tutte le quattro Provincie di East Lombardy 2017.
In passato il G.S. Olimpia ha organizzato banchetti, con prodotti cremaschi collocati a Crema e fuori Crema. Il Comune di Crema dovrebbe prendere l’iniziativa e risolvere il problema. Ogni inerzia è colpevole.
Antonio Agazzi
(capo gruppo di ‘Servire il cittadino’, Crema)

Il Pd e la crisi dei partiti
I più deboli pagano il no al referendum
Egregio direttore,
per capire ciò che succede in casa Pd occorre andare alle origini: tutti i partiti comunisti operanti fuori dall’orbita sovietica obbedivano ciecamente a Mosca, quello italiano era pure finanziato, fu il segretario Berlinguer a tagliare il cavo, ma cancellare lunghi anni di servizio e indottrinamento non è facile, infatti al canto di bandiera rossa e al grido di ‘servi dei capitalisti dei guerrafondai e del Vaticano’ hanno contestato con ogni mezzo il nascente sistema liberaldemocratico impegnato nella ricostruzione materiale e morale dell’Italia. Non potendo fare loro perché aiutare altri a fare? Lavorare per il padrone? Si perdono i clienti. La sinistra con i soli voti ‘rossi’ non ha mai vinto. Dall’altra parte, la destra estrema non ha mai perso occasione per piazzare i suoi colpi al sistema in fase di sviluppo. I signori del No al referendum che a sostegno della loro tesi promettevano riforme più semplici, così facendo hanno consigliato a tante persone ignare di cosa si trattasse e con un tratto di matita hanno cancellato proposte e richieste che si trascinavano da oltre 50 anni, per ritornare al punto di partenza cioè al 1946, le conseguenze dell’accaduto ben che vada, saranno sempre a carico dei più deboli.
Angelo Rosa
(Viadana)

Le scuse dell’indagato
Il Renzi barbuto e la madonnina
Egregio direttore,
«mai preso caramelle, scusate soldi, da sconosciuti» il ritornello del Renzi superiore (paragonato all’ingombrante monello). Sotto giuramento afferma perentorio d’aver domandato al pubblico manager Luigi Marroni, ex assessore alla Sanità in Toscana, solo di intercedere per aiutare un’associazione di volontariato fiorentina di piazzare una statuetta della Madonna di Medjugorje nel cortile dell’ospedale pediatrico Meyer nel capoluogo toscano. Urca, casa e chiesa il Renzi barbuto. Da far incavolare dé brutto la vecchia guarda d’antan, comunistoide a trecentosessanta gradi che ha ripetutamente affermato che «la religione è l’oppio dei popoli». Ridimensionato dai pm dubbiosi e sospettosi, convinti che l’umano sia Lucifero tout court. Non così gli ideologi antropologicamente superiori, i custodi del verbo, al disopra nella questione morale. Mondato lo hanno purificato di tutti i peccati e santificato. Sanculotti che si reputano democratici pur non essendolo mai stati. Comunisti che non ammettono repliche, ne opposizione, quelli che decidono in modo tirannico e dispotico, ignorando il pensiero altrui, trasformando in reato le opinioni discutibili, persino orribili ma che fanno parte, appunto, del sovrano diritto di pensare diversamente. Tocco magico della vicenda: la madonnina di Medjugorje non è mai arrivata nel cortile dell’ospedale sopracitato. (...)
Luciano Pedrini
(Cremona)

Violenza sugli animali
Ai cani non si può legare la bocca
Gentilissimo direttore,
ho letto nella rubrica in oggetto in data 14 marzo 2017 il commento riguardante il povero cagnolino al quale sono state inferte serie mutilazioni con il solo scopo di tappargli la bocca. Il mio pensiero va sicuramente a lui e alla sua padrona e a quel vile individuo che non ha avuto nemmeno il coraggio di farsi avanti ma lo ha avuto quando ha commesso il suo ignobile gesto. Il commento del signore in oggetto è profondamente gratuito perché trattasi di un animale e non di una persona che può benissimo essere anche un bambino e volevo ben vedere se l’opinione o il commento era uguale. Chi non ama gli animali non ama nemmeno le persone e commentare certi gesti dichiarandone la ragione è completamente sbagliato. La padrona ha cercato in tutti i modi di limitare il disturbo ma ad un animale non gli puoi legare la bocca e nemmeno richiuderlo giorno e notte. Terminando trovo il commento abbastanza inopportuno così come espresso e invito il signore ad adottare un cagnolino e provare quanto amore e gioia può dargli.
Pier Alfredo Gualdi
(Grontardo)

Come può leggere a pagina 20, la vicenda della violenza sul cane si è drasticamente ridimensionata: è stato un atto di autolesionismo, ha certificato ieri il veterinario dopo una complessa analisi. Questo nulla toglie al fatto sarebbe atroce e sbagliato giustificare sevizie su un animale soltanto perché disturba.


Violenza e criminalità
Adesso le vittime diventano carnefici
Signor direttore,
Cremona 2015: la città ostaggio degli antagonisti, messa a ferro e fuoco dai signori “democratici” dei centri sociali. Bologna 2017: stesso copione. Napoli ultimo atto di un copione oramai collaudato dai soliti antagonisti. E qui con l’aggravante di un sindaco che si schiera ‘democraticamente’ a favore di delinquenti che mettono a ferro e fuoco e tengono in ostaggio un’ intera città, distruggendo negozi e bruciando vetture e quant’altro, feriscono agenti, terrorizzano onesti cittadini. Questo è un mondo rovesciato, dove gli unici indagati e condannati sono i tutori dell’ordine che cercano di fare rispettare la legalità e tutti coloro che osano difendersi in casa propria da malviventi disposti a tutto. Vittime che diventano carnefici e carnefici che diventano vittime. Arancia Meccanica al contrario. Vedi il caso dell’oste di Lodi indagato per omicidio volontario. Ma vogliamo scherzare? Ed il fratello dell’ucciso che esprime a nome suo e della propria famiglia parole di perdono e chiede giustizia e non vendetta. La sua famiglia perdona e chiede giustizia? Ora io comprendo e rispetto il dolore per la perdita del fratello, ma dovrebbe essere lui a chiedere scusa al signor Mario Cattaneo e famiglia per quanto accaduto! Adesso gli aggressori diventano vittime. Non dimentichiamo che sono entrati in quattro e non erano certo carmelitane! ‘No alla giustizia fai da te’ questo è quanto sostenuto da esponenti politici che probabilmente non conoscono il significato di quello che esprimono visto che la giustizia fai da te è un’altra cosa. Qui si tratta di difendersi dalle continue aggressioni perpetrate nei confronti di onesti cittadini, esasperati dalle vessazioni cui sono quotidianamente sottoposti!
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

Krylov al Ponchielli
Biglietti e cachet troppo alti
Egregio direttore,
con mia moglie domenica 12 marzo mi sono recato al tetro Ponchielli per assistere all’esibizione di Sergej Krylov. Lo spettacolo, durato un’oretta, ancora una volta ha evidenziato le qualità dell’artista. All’uscita del teatro alcuni amici hanno manifestato, con un certo sconcerto, che il compenso dell’artista si sarebbe aggirato intorno ai 15.000 euro più Iva. Visto il costo dei biglietti non certamente popolari si chiede al signor sindaco, quale presidente della Fondazione del teatro, di verificare tale notizia che, se confermata, potrebbe anche essere oggetto di critica visto che il Comune di Cremona ogni anno elargisce al teatro un contributo di circa 1.000.000 di euro e che quindi la struttura potrebbe operare scelte differenti, favorendo magari anche artisti pur meritevoli che, per mancanza di spazi adeguati, non riescono neppure ad esibirsi.
M.C.
(Cremona)

Francamente, non vedo dove sia il problema. Krylov è un fuoriclasse indiscusso e il cachet lo fa il mercato.

Don Milani e l’autorità
E’ stato il ’68 a scardinare il sistema
Signor direttore,
l’autorità degli educatori ha senso se alla base c’è intelligenza, buon senso ed un profondo rispetto e senso di equità e giustizia, assenza totale di discriminazioni e violenze verso i minori. L’autorità più dannosa fu scardinata, non solo grazie a don Milani, bensì grazie anche al movimento studentesco, ed a quella ventata di anticonformismo, di contestazione che coinvolse l’intera società dal 68 in poi, e che contrappose la nuova generazione di quegli anni ai genitori ed agli insegnanti, cioè ai depositari dell’educazione. Infatti l’autorità fino a quel momento era lo strumento con cui si menavano gli scolari, con cui li si discriminavano, favorendo sempre i figli dei ceti abbienti. Era l’autorità con cui si evitava di ragionare, e di avere un minimo confronto. Era l’autorità con cui si castigavano i somari, piuttosto che seguire gli studenti in difficoltà. Da allora molto è cambiato e sinceramente io che ho vissuto tutto ciò che ho narrato, non rimpiango alcuna delle demenzialità spacciate per autorità, che ho citato.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

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