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9 marzo

Lettere al Direttore (2)

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emanzini@laprovinciacr.it

11 Marzo 2017 - 04:00

Ne parlo con...

L’eredità negata
Soldi bloccati in banca nonostante abbiano l’atto di successione
Caro direttore
causa perdita di un famigliare, sono incappata nella più lenta e stupida burocrazia di personale di un istituto di credito che opera in città che a confronto quella della Pubblica amministrazione è acqua fresca. Ma sarà poi stata solo burocrazia?
Dopo aver consegnato l’atto di successione rilasciato dalla Agenzia delle entrate, quindi a termini di legge già erede effettiva, mi sono vista negare la possibilità di ritirare i soldi del conto corrente, mentre la banca si è subito premurata di prelevare quello che le spettava.
Se a questo aggiungo che (dal 23 febbraio scorso) sto ancora aspettando che mi venga fatto il bonifico su altro conto corrente, lascio a lei e ai lettori trarre le dovute conclusioni.
Maria Grazia Zecchi
(Cremona)

Ho volutamente omesso l’istituto di credito, che lei ha citato, non essendo in grado di effettuare una pronta verifica su quanto accaduto. Mi aspetto però di essere contattato dall’organismo di controllo sulle banche (cui farò quel nome), nella speranza di un intervento chiarificatore.

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Il Pd va alle primarie
Comunque non ci sarà alcuna pacificazione

Gentile direttore,
il 30 aprile si svolgeranno le primarie del Pd per eleggere il nuovo segretario nazionale. Nonostante la candidatura di Andrea Orlando, (ministro della giustizia) sembrerebbe, salvo improbabili sorprese, che il segretario uscente, Renzi, debba essere riconfermato. Non vorrei essere un facile indovino, ma ho l’impressione che anche dopo il congresso e le primarie dei democratici, le rese dei conti, i conflitti interni al partito e personalismi imperanti, non si placheranno tra i vari protagonisti di questo partito, nonostante l’ultima scissione dei dalemiani e bersaniani.
Quindi non è pronosticabile nessun genere di pacificazione, anzi è pronosticabile che se vincesse Renzi, i seguaci di Orlando gli renderanno la vita difficile e piena di insidie, mentre con Orlando, i renziani perdenti non avranno più voce in capitolo.
Noto che a livello locale, tra i democratici, molti esponenti del No e solo alcuni esponenti del Sì, si sono schierati a favore di Orlando.
F. B.
(Cremona)

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L'INTERVENTO

La politica non può non essere erotica

Signor direttore,
vorrei inviare questa mia lettera aperta a tutte le donne, ma non solo. ‘Care cittadine, ricorre la centoseiesima giornata internazionale delle donne. Per molti aspetti quella che nacque come una giornata di lotta è divenuta una delle tante feste più o meno commerciali del nostro calendario civile. E ci sarebbe di che rallegrarsi, se questa trasformazione fosse dovuta a un effettivo raggiungimento degli obiettivi che, oltre un secolo fa, indussero l’Internazionale socialista a indire quella giornata. Purtroppo sappiamo benissimo che non è così. In molte parti del mondo le donne sono oppresse quanto se non più di un secolo fa (è il caso di tutti i Paesi in cui i fondamentalismi religiosi hanno riportato indietro le lancette della storia, ma non solo) e anche dove hanno ottenuto (a caro prezzo) diritti un tempo quasi impensabili, l’altra metà del cielo ha spesso reagito e reagisce con violenza alla nuova affermazione delle donne e alla loro conquistata autonomia. Non mi è mai appartenuta e non mia appartiene una visione ‘femminista’, ma preferisco porre il problema in termini di dialettica e confronto tra le diversità. Il confronto con l’Altro è sempre fonte di conflittualità e lo verifichiamo oggi in modo drammatico nelle lotte di religione, nella xenofobia montante, nel riemergere dello sciovinismo e degli egoismi nazionali... e non ultimo nel dilagare dei femminicidi, che riaccendono la guerra tra i sessi. Proprio la dialettica tra uomini e donne, però, insegna anche che dal confronto tra alterità radicali può scaturire quanto di più prezioso l’essere umano può esprimere, come l’amore. Una buona politica non può non essere erotica, nel senso autentico del termine: come si può dare qualcosa di sé in modo autentico alla collettività, se non si è prima imparato a darlo a un Altra/o? Il mio invito, perciò, alle donne come agli uomini è imparare ad amare e imparare nell’amore. Amore per una persona, per una causa, per un ideale, significa mettersi in questione, confrontarsi, mutare. L’amore non è la melassa delle frasi sdolcinate, non la possessività violenta, non l’accettazione supina dei desideri altrui, ma è un processo di crescita da compiere in due. Ugualmente, la politica è un processo di crescita collettiva. Questo mondo ha bisogno di amore e politica sani e le donne possono insegnare molto in questi due campi. Spendo infine due parole sulla mia candidatura a sindaco di Crema, spinta dalla riaffermazione di principi e valori su indicati che insieme al gruppo di lavoro della lista ‘Cambiare si può!’ ci impegneremo a perseguire al fianco di tutti i cittadini’.
Mimma Aiello
(candidata sindaco a Crema per la lista ‘Cambiare si può!’)

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LE FOTO DEI LETTORI

Signor direttore

nonostante venga celebrato e portato in tutto il mondo a rappresentare Cremona nella sua unicità nella liuteria...di fatto poi viene oscurato proprio nella sua città ed è così ogni qualvolta piazza Stradivari viene adibita a mercato, esposizioni varie, eccetera...Più rispetto no? La solita sciatteria. 
Mino Boiocchi 

(fotografo, Cremona)

Recapiti a tempo scaduto
Poste italiane si scusa. Si lavora sulle criticità
Egregio direttore,
con riferimento all’articolo ‘Offerte e sconti recapitati a tempo scaduto’ pubblicato il 6 marzo 2017, Poste Italiane desidera scusarsi con il signor Giovanni De Grazia per quanto accaduto.
Le criticità dei mesi scorsi sono in fase di superamento grazie a interventi mirati volti ad assicurare la consegna secondo gli standard previsti dal servizio.
Poste Italiane continuerà a monitorare le lavorazioni al fine di garantire la qualità e l’efficienza del servizio di consegna.
Comunicazione Territoriale Lombardia Poste Italiane
(Milano)

Il bisogno dell’uomo forte
Se c’è, è perché difende interessi
Signor direttore,
nell’arco di un secolo, con qualche pausa, il popolo ha sentito il bisogno di un uomo solo al comando. Questo bisogno lo assecondò, prima di tutti Benito Mussolini. In seguito anche quando la scenografia italica, non mostrava adeguati interpreti, ci si rivolgeva all’estero per lasciarsi coinvolgere nell’esaltazione del culto della personalità, prima con Stalin, poi con Ho Chi Min, Che Guevara e Fidel Castro. In epoche più recenti, senza il supporto della dittatura, per libera scelta, una buona parte di italiani hanno voluto un capo, un leader che interpretasse l’esigenza di una guida per il Paese, affidandosi e fidandosi di Silvio Berlusconi, oppure di Matteo Renzi. La stranezza dei nostri connazionali è che non sanno cogliere che le motivazioni, per cui questi signori scelgono di fare politica, e desiderano essere eletti, non hanno nulla a che vedere con il bene del popolo, con il miglioramento della società, con la tutela della cosa pubblica. Nella migliore delle ipotesi, c’è l’ambizione personale, ma non sono da escludere interessi personali o privati.
Invece c’è bisogno di persone che scelgano di fare politica, annullando se stesse, e si donino con passione per l'ideale del bene comune, con l’intenzione di promuovere tre dee: verità, giustizia e libertà. Non serve altro.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

Montalbano in tv
Violento e pro gay.  Vietarlo ai bambini
Egregio direttore,
anch’io, come tanti altri suoi lettori, ho visto l’ultimo episodio del commissario Montalbano (‘Questa è la prassi’), e mi ha divertito la trama, la recitazione, i paesaggi. Ma due aspetti mi hanno negativamente colpito. Alla fine della visione rimangono negli occhi (e nel cuore) degli spettatori le agghiaccianti immagini di una ragazza violentata e aggredita fino alla morte. Mi chiedo fino a che punto tale immagini possono essere educative per un bambino, seppure ‘accompagnato’ nella visione da un genitore. A mio parere si sarebbe dovuta mettere l'indicazione: ‘Visione non adatta ad un pubblico infantile’. E’ triste che i bambini siano sempre più esposti ad immagini violente, che a mio parere altro non fanno che indurre in loro una visione ben tragica di questo mondo, oltre che assuefarli alla violenza intesa come ‘normalità’. Il secondo aspetto riguarda il personaggio più diabolico e negativo presente nella puntata, ovvero il sindaco del paese. Ebbene, costui viene presentato come un uomo che, mentre privatamente assiste a riti disumani, pubblicamente critica le unioni omosessuali e difende la famiglia naturale. «Ecco l’ennesimo messaggio omosessualista propinato dai media», mi sono detto. Lo so che è di moda, ma mi chiedo - anche in questo caso - come possa reagire un bambino. A forza di criticare e demonizzare la famiglia naturale, e presentare come ipocriti (se non peggio) coloro che la difendono, con quale spirito i bambini di oggi, ovvero gli uomini di domani, affronteranno il difficile compito di creare una loro famiglia e di resistere alle tante sirene distruttive che spingono alle separazioni e al divorzio?
Guido Antonioli
(Pandino)

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