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25 febbraio

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

27 Febbraio 2017 - 04:00

IL CASO

‘Controllo di vicinato’ al Cascinetto ma il Kavarna è sempre un problema
Egregio direttore,
i vigili urbani hanno illustrato ai residenti del quartiere Cascinetto il progetto denominato ‘Controllo del vicinato’. L’idea è di tornare ad essere, come avveniva tempo fa nelle campagne, una grande famiglia dove ci si occupa anche degli altri e non solo di se stessi. Si potranno segnalare persone e movimenti sospetti per evitare furti e truffe. (...) Nel quartiere c’è il centro sociale Kavarna e a questi signori nulla importa dei rapporti di buon vicinato, anzi fanno di tutto per rendersi odiosi. Di questi personaggi, di quanto siano incivili però non è dato parlarne. A loro viene concesso di disturbare suonando in modo assordante ben oltre gli orari consentiti dalla legge e quando, finalmente, la stanchezza li coglie possono lasciare ogni genere di ricordo del loro passaggio. Bottiglie e lattine ovunque poi, come fanno gli animali che segnano il loro territorio, usano gli ingressi delle case come orinatoi. Pare che i tutori della legge preferiscano lasciarli indisturbati e nessuno sgombero, nonostante le lamentale, sembra essere previsto. Si ha una gran paura che, avversandoli, possano provocare danni seri alla città. A mio avviso questa è la resa dello Stato perché così facendo nessuno difenderà mai il cittadino e la sua libertà di vivere serenamente nella sua casa, nel suo quartiere e nella sua città sarà costantemente profanata. E’ sacra la libertà di un gruppo di figli di papà, nulla facenti e annoiati, in grado di tenere in ostaggio tutto un quartiere. Per questo invito i parlamentari cremonesi Pizzetti e Toninelli a farsi carico del problema con una bella interrogazione parlamentare che metta al bando quei centri sociali che si rifiutano di rispettare le regole di una civile convivenza. (...)
Rosa Maria Marchesi
(Cremona)

Il problema che lei solleva è noto da anni e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianluca Galimberti sul tema deve risposte a tutta la cittadinanza.

IL DIBATTITO

Legittime le critiche a Renzi ma si combatte restando nel Pd

Cos’è la Sinistra, cos’è la Destra, diceva Gaber in una delle sue più belle canzoni. E, poi aggiungeva che ‘fare il bagno nella vasca è di destra, far la doccia invece è di sinistra’ e poi ancora ‘una bella minestrina è di destra, il minestrone è sempre di sinistra” e via cantando. E’ difficile oggi stabilire in politica cosa sia la Destra e cosa invece la Sinistra? Io credo di no, anche se era meno complicato farlo qualche decennio fa, quando la politica era facile identificarla per categorie ideologiche, che erano uguali in Italia, in Europa e in giro per il mondo.Anche il riconoscersi risultava meno complicato per la divisione della società in classi. Il ‘padrone’ e l’operaio non votavano quasi mai lo stesso partito. Le cose sono cambiate, per fortuna, ed ora a prevalere sono i programmi, la concretezza delle azioni, la preparazione delle persone e, diciamolo, la capacità di crearsi l’immagine giusta, specie del leader di turno.

Tutti requisiti, questi, che potrebbero non avere una sola identità politica. E allora, bisogna dire, che a dividere destra e sinistra sono rimasti i valori ai quali ispirare la propria azione politica. La solidarietà, la giustizia, l’uguaglianza, la pace, la condivisione, lo sviluppo sostenibile, sono i valori di una sinistra moderna che si oppone ad una destra che tende a negare i diritti, che usa la solidarietà come una foglia di fico per coprire i propri atteggiamenti vergognosi contro ‘gli ultimi’, che pensa ad uno sviluppo dove l’ambiente è solo una risorsa da spremere per fare cassa e che cavalca il populismo come un’arma impropria contro la stessa democrazia. Ho sintetizzato e riassunto per sommi capi la differenza tra destra e sinistra perché voglio mettere in risalto come sia assurda la scelta che i vari D’Alema, Bersani, Rossi e Speranza stanno compiendo in queste settimane. Sbagliata nei tempi, nelle modalità e, soprattutto, nel merito. Vengo da una storia che ha seguito tutte le evoluzioni compiute dal Pci di Berlinguer fino a giungere al Pd di Veltroni e poi di Renzi. Trasformazioni che hanno toccato in profondo l’anima, la coscienza e il credo di milioni di persone, in modo spesso drammatico, che però sono sempre avvenute all’interno di un percorso condiviso, ascoltando i singoli iscritti, confrontandosi con realtà territoriali molto diverse; in una parola attraverso il Congresso che è l’unico strumento democratico che una vera forza politica, che rappresenta un vasto consenso e che governa il Paese, ha a disposizione. Sbagliata e incomprensibile la scelta di dividersi (che brutta la parola scissione!) prima di confrontarsi. E l’unica spiegazione che riesco a darmi è quella che si è tentato di far fuori (politicamente parlando, neh!) il segretario Matteo Renzi.

Quella di immaginare una nuova leadership è una giusta aspirazione per chi rivendica errori gravi in capo a Renzi. Ma, appunto per questo, l’unica ‘battaglia’ che si poteva immaginare di combattere era quella democratica, trasparente, condivisibile del Congresso. E lì, dentro un’arena vasta ma con regole certe, si poteva ottenere quel consenso necessario a mettere in campo una strategia politica alternativa al renzismo. E lo dice uno che non ha mai sostenuto, alle primarie, il candidato Renzi, anche se poi l’ho apprezzato come premier, ma che ho sempre ritenuto inadatto, perché troppo divisivo, a svolgere il ruolo di segretario di Partito. Il leader del Pd deve ragionare comunque, io credo, come se fosse a capo di una ‘comunità’ che, pur rappresentando idee e interessi diversi, spinge tutta insieme in un’unica direzione! Quindi, per me, c’è spazio per una sola Sinistra riformista che si pone come obiettivo quello di governare un Paese complesso come il nostro, dentro un contorno europeista, attraverso politiche di aiuto ‘ai più poveri’ e ai loro diritti, con azioni chiare e decise verso il lavoro e il sostegno alle imprese che sono il punto centrale attraverso il quale possiamo ridurre la disoccupazione, specie per i più giovani, senza il coinvolgimento dei quali non ci sarà mai un vero cambiamento. Lo sviluppo economico deve però ancorarsi alla sostenibilità che per me significa rispetto per l’ambiente, cioè il luogo dove dovranno vivere i nostri figli e i nostri nipoti. Rifondare i Democratici di Sinistra e la Margherita, per dirla con Veltroni, non significa certo guardare al futuro ma tornare al passato. Occorre certo una svolta radicale nel Pd. Le formule del passato non vanno più bene. L’intermediazione tra società e decisori politici non è più appannaggio dei partiti. La velocità con la quale viaggiano le informazioni richiede una profonda riforma dei partiti e del Pd. Occorre costruire un sistema maggioritario attraverso aggregazioni, certo, ma dentro una logica dell’alternanza. Chi vince governa e chi perde sta alla opposizione. Il Pd deve ritornare ad essere una comunità, con una maggioranza e una minoranza che si rispettino. Con un leader che non faccia come l’uomo solo al comando.

Agostino Alloni

Attenti ai predicatori
Chi si rifà alla storia non è un affabulatore
Egregio direttore,
su Spazio aperto del 18 febbraio, Giorgino Carnevali ha la faccia tosta di affibbiare il titolo di ‘affabulatori’ (il verbo affabulare non ha, in genere, un significato preciso, ma un valore allusivo, più o meno diretto, alle varie accezioni di ‘favola’, in questo caso, quindi di: consumati presentatori e persuasori di favole) a coloro che, da anni su codesto giornale, cercano di contrapporsi, basandosi su una documentazione storica presentata con acribia, da storici competenti, alla agiografia manichea e ipocrita dell’antifascismo, che impedisce alla ricerca storiografica e politologica di giungere ad una descrizione equilibrata e veritiera di eventi più complessi di quanto pretendono le visioni di parte. Quella che Carnevali chiama ‘la sua creativa estrosità’, anche in questo caso non è altro che il frutto dell’arroganza di un fazioso e sentenzioso predicatore.
Claudio Fedeli
(Cremona)

Malvezzi ne sa qualcosa
Ogni giunta lascia segni, anche negativi
Signor direttore,
il consigliere regionale Malvezzi parla di segni lasciati da ogni giunta. Penso che forse abbia la memoria troppo corta come la sua permanenza in comune. non è per caso lui quello che ci ha lasciato quel capolavoro davanti a casa sua e alla chiesa di Sant’Imerio, costato ottantamila euro (che si potevano destinare a cose più urgenti) sempre rotto e bisognoso di manutenzione (è lì da vedere in che condizioni si trova). E tutte le volte che ci mettono mano chi paga? Malvezzi? A Cremona ci sono almeno altre quattro chiese senza sagrato ma per pura combinazione hanno fatto quella davanti a casa sua. La sera che hanno vinto le elezioni con Perri sotto la galleria volevano mettere le ali alla città, ma le ali gli sono spuntate a lui alla faccia dei cremonesi che lo hanno votato.
Gianfranco Galli
(Cremona)

Soncino e progetti sociali
Aiutati dal Comune. Non c’è niente di male
Egregio direttore,
facendo riferimento all’articolo di pagina 31 del 23 febbraio, è con estremo rammarico che scriviamo queste righe, essendo noi familiari di una delle persone beneficiarie del contributo che il Comune di Soncino concede per la retta del nostro caro. Ci sentiamo in dovere di precisare che la nostra famiglia ottiene si queste somme ma vorremmo evidenziare che si tratta di un prezioso aiuto rispetto alle ingenti somme che si devono destinare per l’assistenza e le cure di una persona che, non per sua scelta, ne abbisogna.
Possiamo certamente apprezzare e ringraziare le istituzioni, ma torniamo a precisare che la retta annuale raggiunge tutt’altra cifra rispetto a quella scritta dal giornalista. (...) Non c’è nulla o quasi da nascondere e negare ma gradiremmo che per trattare certi casi o tematiche si potesse fare uso di una buona dose di sensibilità. (...) Ogni Comune giustamente destina contributi per associazioni, iniziative, enti e soggetti vari ma trattando di cose personali non credo siano le pagine del suo giornale il contesto per esporre cifre e riferimenti così dettagliati dalla erronea frase ‘Il Comune versa questi contributi in quanto le persone ospitate non hanno parenti in grado di contribuire alla cura del paziente’.
Invito lei e i lettori di tentare di realizzare le uscite di un nucleo familiare quando nel loro ambito ci sono persone che necessitano di assistenza costante e che spesso e volentieri trovano i loro diritti e la loro dignità messi in discussione.
A. e G. D.
(Soncino)

Informazione più equilibrata
Più spazio alle massaie e meno alle ‘veline’
Egregio direttore,
ci vuole più equilibrio nell’informazione. I media non fanno che propinarci immagini di veline procaci sino al limite della decenza. A tali invadenti e, riteniamo, ‘ambìte’ esibizioniste, si stanno aggiungendo, da tempo, diuturni quanto ‘morbosi’ intrattenimenti gastronomici e anch’essi, guarda caso, proposti da avvenenti annunciatrici, che fanno a pugni con le più elementari regole salutistiche. Mai un cenno, invece, a quell’esercito femminile che, incide realmente sull’evoluzione del Paese, senza ostentazioni ne richiami di prima pagina. Mi riferisco, soprattutto, alle massaie che si arrabattano dalla mattina alla sera per tirare a fine mese, cui dovremmo erigere monumenti per il ruolo fondamentale che rivestono. Non sarebbe auspicabile un maggior equilibrio nell’informazione?
P. F. Mari
(Cremona)

Amo l’aria pulita
Chi taglia le piante deve poi ripiantarle?
Signor direttore,
mi è capitato di notare che è stata concessa una licenza edilizia alla concessionaria Toyota di via Castelleone prot. 66196 pratica 3551 responsabile del procedimento geometra Fara, avente per oggetto: Cia asseverata manutenzione straordinaria modifiche interne via Castelleone 65. Mi pare di capire che debbano essere fatti aggiornamenti o modifiche interne al fabbricato.
Ho notato che è stato spianato il cortile esterno con cemento, previa eliminazione di due piante alte almeno 5 piani e che avrebbero dovuto essere eventualmente potate e non addirittura estirpate, così come l’altro poco verde attorno al fabbricato in argomento. È stato inoltre costruito sul retro del fabbricato, verso via Panfilo Nuvolone, una attrezzatura per il lavaggio macchine.
Chiedo al responsabile del procedimento è tutto regolare? Visto che Cremona non ha bisogno di verde sia pubblico che privato per attenuare lo smog, vige ancora l’obbligo che il privato debba sostituire le piante che sono state abbattute a causa della loro limitata vita? Se quanto sopra segnalato esula dall’autorizzazione concessa come si intende sanare l’accaduto?
A. S.
(Cremona)

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