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19 febbraio

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

21 Febbraio 2017 - 04:00

IL CASO

L'accordo tra Ue e Canada segna l'invasione dei prodotti ogm

Egregio direttore
è di pochi giorni fa l’accordo economico e commerciale globale (Ceta) tra la Ue e il Canada. Sicuramente, in certi campi e settori potrebbe anche risultare positivo ma sull’alimentare, il problema che si pone è molto rilevante: sugli scaffali del supermercato saremo invasi da prodotti Ogm. Il Canada infatti è tra i maggiori produttori al mondo di carni estrogenizzanti e pieni di ormoni, pasta di grano duro e tenero pieni di pesticidi e di glifosate tutti prodotti vietati in Italia. Ma, come sempre sarà il consumatore a decidere il da farsi.
Poi il 19 di aprile, finalmente , entrerà in vigore l’indicazione dell’origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattiero-caseari, una speranza per noi allevatori per avere un prezzo congruo che ci consenta di poter vivere, lavorare, investire e creare reddito e benessere per un settore trainante che da luogo ad un indotto importante. Già le multinazionali in primis la Lactalis, hanno giocato d’anticipo e si sono portate avanti aumentando dal 1 febbraio i listini di tutti i latticini, valori che spaziano da un 5% di aumento per il latte fresco, ad un 10% in più per panna e dessert fino ad 20% per il burro.
Motivo è per la rilevanza e la rapidità dell’aumento del costo della materia prima. Il prezzo oggi alla stalla è di 0,37 centesimi al litro, era 0,33-0.34 per l’anno 2016. Negli anni precedenti era arrivato a 0,42-0.44 e le ditte come quella sopraccitata acquistavano il latte spot addirittura a 0,55. A quei tempi , nei supermercati i prodotti costavano molto meno di oggi, perciò mi viene da dire che questo è solamente, esclusivamente, una presa in giro per noi allevatori ma soprattutto per i consumatori.
Filippo Boffelli
(Codogno)


Dopo ripetute prove sperimentali, la Società italiana di genetica agraria ha ribadito che gli Ogm sono sicuri e vantaggiosi per la salute pubblica e per l’ambiente. I nemici delle biotecnologie mistificano la realtà: senza prove sostengono il contrario. Inoltre, dicono che le colture transgeniche avvantaggiano le multinazionali detentrici dei brevetti, creando dipendenza economica. Ma questa situazione si è venuta a creare nei Paesi come l’Italia dove si è impedita la ricerca. E lo si è fatto per interessi di nicchia che nulla hanno a che vedere con la salute, l’ambiente e la tutela delle produzioni tipiche.

LA POLEMICA

La stazione ferroviaria Ponte Adda è nel Far West?

Caro direttore,
vorrei approfittare di questo spazio per rivolgere un accorato appello al nuovo sindaco del mio paese, perché, fra le tante, non si lasci sfuggire, in cooperazione con la sua giunta, una grossa occasione. Ovvero, essere i primi in grado non solo di ripulire, ma anche di mantenere in stato decoroso la stazione ferroviaria di Ponte d’Adda. Chi vi scende per la prima volta si trova di fronte uno scenario da Far West, che, purtroppo, è identico da tanti mesi. Ogni intervento di ‘ripulitura’ e di ‘restauro’ è durato, in ogni occasione, non più di una settimana, fino allo stato attuale, in cui, credo, ci si è del tutto rassegnati. I vetri sono stati bersagliati e abbattuti dai sassi della massicciata: anche se da anni manca il riscaldamento, quel minimo di tepore che possono preservare d’inverno quelle quattro mura, è un vago ricordo. Non parlo di spifferi: il gelo esterno � identico all’interno come fuori dalla (stanza che funge da) stazione. Chi può, aspetta il treno in auto. Col motore acceso, ovvio. Oltre al freddo, i ritardi del treno vengono sopportati nella sporcizia, che quasi ogni mattina si trova come lascito dei bagordi della sera precedente: dev’essere un posto divertente per andarci a fumare, e ci si può consumare agilmente la cena, senza doversi preoccupare di come liberarsi degli avanzi e degli imballaggi: il pavimento è bello grande. E’ anche capitato di trovare al mattino delle feci o resti di un falò. Senza farci mancare graffiti e scritte ingiuriose sui muri. Tutti sanno, e, non so come, non si riescono a prevenire gli atti vandalici, cosa che sarebbe più auspicabile che ripulire ogni volta. Può forse essere utile la ronda di qualche ‘volante’, e, forse, anche che qualcuno scenda dall’auto e vada a ‘curiosare’ nelle ore serali/notturne, quando s’infittiscono i capannelli di chi la frequenta senza dover aspettare un treno. si sa che la telecamera che campeggia all’interno � finta, e comunque nessuno s’interesserebbe di visionarne i filmati. Mi rivolgo a chi può, perché faccia qualcosa, senza perdermi nell’inutile retorica dell’educazione che manca ai vandali. Che faccia qualcosa, se non per noi pendolari (che comunque paghiamo regolarmente le tasse comunali), magari per una categoria che forse sta più a cuore ai politici e al ‘potere’ di artigiani e commercianti: i turisti. Oltre alle nostre belle aiuole, alle nostre bellissime e celebratissime mura, si pensi non solo a strade e parcheggi, ma anche a quella spettrale stazione che ci ritroviamo. D’altronde, qualche turista arriverà a Pizzighettone anche col, treno, no?
Paolo Battiloro
(Pizzighettone)

‘Occupazione’ della tv di stato
Ogni spiffero nel Pd finisce sui tg della Rai
Signor direttore,
ma la televisione di stato, vale a dire la Rai, è stata acquistata dal Pd, come è successo per le banche che hanno rovinato parecchi risparmiatori: Banca Delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, CariChieti e Mps? Questa domanda mi giunge spontanea, visto che sono giorni che i tg continuano ad evidenziare ogni piccola sciocchezza che ci propone questo partito ‘democratico’. Ci troviamo di fronte ad una vera usurpazione di Stato, seconda sola al Partito Fascista. Ora, io amo e sono difensore della libertà di stampa, simbolo di democrazia. Ma quello che succede quotidianamente ha dell’incredibile. A me, sinceramente, di quanto succede all’interno di questo partito non interessa. Correnti e spifferi di questo partito non penso che interessino alla maggior parte degli italiani. Credo che sia almeno il 60/65% degli elettori (...)
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

Bonemerse
Marciapiedi all’asilo. Dubbia l’utilità
Caro direttore,
non siamo d’accordo con i lavori che l’amministrazione Bini/Guarneri ha deciso, senza alcun obbligo, per allargare il marciapiedi di fronte alla scuola materna: attualmente il progetto prevede un costo di circa 54.000 euro ed è stato abbattuto il muro di cinta della scuola stessa che era un muro sano: la sua ricostruzione, ad ora, comporterà la riduzione della striminzita area delle materne; inoltre la larghezza del marciapiedi su via Roma resterà inalterata appena dopo la nuova recinzione: per rendere più agevole il passaggio su quel marciapiedi sarebbe bastato togliere un palo di cemento e spostare il cestino dei rifiuti com’è stato fatto prima dell’inizio dei lavori. Le decisioni, già prese dal sindaco e dal vice, ci sono state comunicate ad inizio novembre, ma solo a metà gennaio abbiamo conosciuto i costi. Per noi sarebbe stato sufficiente costruire il tratto della cinta mancante su via Dante ed eliminare, come avevamo chiesto, la rete metallica che chiudeva il retro dell’area delle scuole: si sarebbero risparmiate decine di migliaia di euro dei Bonemersesi e si potevano destinare risorse per altre opere come, ad esempio, completare il rifacimento dei bagni delle elementari. Si spendono ancora tanti soldi per mettere una pezza di dubbia utilità. A questo punto si valuti, nel costruire la nuova cinta, di allargare l’area del minuscolo giardino delle scuole su via Dante restringendo il primo tratto di questa via. Siamo anche perplessi sull’opportunità di svolgere dei lavori edilizi attorno ad una scuola nel periodo scolastico. Il sindaco ha anche dichiarato, a ‘La Provincia’, che la vecchia recinzione era tagliente: a noi non risulta ma, se così fosse, è strano che se ne sia accorto dopo ben 13 anni di amministrazione Guarneri/Bini.
Luca Ferrarini e Angelo Garioni
(consiglieri di minoranza, Bonemerse)

Ancora sulla Shoah
Spettacolarizzazione degli antifascisti
Egregio direttore,
incombono in questi giorni polemiche pretestuose sulla Shoah? Nessuno ha pretese revanchiste o vuole metterla in discussione. Ma la speculazione e spettacolarizzazione dell’establishment antifascista sì. Il giorno dei morti viene celebrato solo il 2 novembre. Durante l’anno basta una stella lassù di notte per ricordare un caro/a che non c’è più. La peculiarità non è che la prerogativa dei campi di sterminio sia solo dei nazisti. Ne esistono dei simili se non peggiori. Ci fosse un ebreo od un gay che abbia mai stigmatizzato od accennato ai gulag siberiani, opera omnia dello zar rosso Stalin, voluti e creati negli anni ’30 (tutt’ora vigenti). Campi antecedenti a quelli hitleriani. Decimati a milioni assieme a dissidenti, persino compagni italiani ‘ravveduti’ dopo aver assaporato le prelibatezze dell’Urss. Trasformò la Siberia in un sterminato cimitero ghiacciato. Calato il sipario, nessuno fiata. (...)
Luciano Pedrini
(Cremona)

Tra le grandi ‘pulizie etniche’ della storia lei ha dimenticato la più drammatica: lo sterminio dei nativi d’America, che alcuni ricercatori hanno quantificato in cento milioni di persone, perpetrato da inglesi, francesi e spagnoli... Ma ora basta, per favore!


Memoria storica del quartiere
Addio a Ivanoe sìindich de Bagnèera
Signor direttore,
se n’è andato in sordina, senza clamori, così come ha vissuto. Ivanoe era benvoluto da tutti; in paese tutti lo conoscevano ed apprezzavano per il suo buon carattere: educato, rispettoso, gentile, sempre pronto ad aiutare gli altri e col sorriso in tasca. Memoria storica di Bagnara perché lui abitava in ‘centro’ e conosceva tutti i vecchi abitanti, ma ci teneva anche ai nuovi che si sono aggiunti da poco. Mi ricordo ancora quando, dietro la sua casa, c’erano solo campi e l’ortaglia coltivata da suo papà Tilio e quando, al mattino presto, portavano col carrettino la verdura fresca al mercato. Me lo ricordo anche in compagnia di mio padre seduto ai tavoli della vecchia osteria di fronte a casa sua; amavano far la partita a carte: briscola, tressette, ciapa-no; così tra una chiacchiera e una sfida all’ultima carta trascorrevano un’oretta o due davanti a un buon bicchiere di vino. E negli ultimi tempi , anche se vicino ai novanta, l’ho incontrato spesso al ‘Bacalìin’ di Bonemerse perché verso sera, prima di cena, si faceva accompagnare lì per passare un’oretta in compagnia degli amici, senza pensare ai suoi dolori. Mi ricordo anche il soprannome che li era stato attribuito perché lui a Bagnara era proprio conosciuto e benvoluto da tutti e per tutti lui era e sarà sempre ‘El Sìindich de Bagnèera’.
Giacinto Zanetti
(Cremona)

I conti che non tornano
Il ministro rassicura ma l’Italia è in crisi
Gentilissimo direttore,
ci vuole molto poco e senza essere degli esperti di finanza per capire il pessimo momento che i conti italiani stanno passando. In tutti i tg il nostro ministro dell’Economia sbandiera ai quattro venti che la nostra economia sta piano piano ripartendo ma sono veramente delle belle storie raccontate con grande convinzione e subito sbugiardate dai dati reali. Si parla molto di posti di lavoro che aumentano però la disoccupazione sale sempre di più, il tenore di vita subisce un piccolo risveglio, ma il debito pubblico aumenta vertiginosamente ogni giorno, e allora? Con la disoccupazione raggiungiamo un totale del 51% tra giovanile e non, siamo il paese che cresce di meno in Europa, nemmeno l’1% mentre gli altri vanno quasi il doppio. (...) Una nota di colore però anzi di numeri record lo abbiamo e lo manteniamo: siamo un paese dove abbiamo il maggior numero di parlamentari da mantenere il maggior numero di enti inutili da sostenere e nessuno se ne accorge.
Pier Alfredo Gualdi
(Grontardo)

La questione di genere
Non sempre le donne hanno ragione
Egregio direttore,
pur condannando fermamente i recenti atti di violenza nei confronti delle donne e sapendo nel mondo ci sono e ci sono state delle donne straordinarie, devo altresì constatare che i mass media tendono in maniera plateale a favorire il cosiddetto gentil sesso. Io di gentile penso che gli sia rimasto ben poco, vedi i casi di padri costretti a vivere in macchina, ridotti economicamente e psicologicamente all’osso e di cui in televisione non si dice niente. Oppure madri che negano i figli ai padri usandoli come armi di vendetta. (...) Penso che questo modello di società vada rivisto. Basta con l’informazione a senso unico. Anche gli uomini vivono situazioni drammatiche e nessuno ne parla e nessuno li aiuta perché considerati sempre i carnefici.
Alex Bello
(Cremona)

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    21 Febbraio 2017 - 09:26

    Ai due consiglieri di Bonemerse: tutti noi capiamo che la campagna elettorale a volte è costosa, ma anche farla durare cinque anni non è proprio gratis. Costa a noi che leggiamo così spesso cosa avrebbe dovuto fare la giunta comunale eletta di Bonemerse, come meglio si potevano spendere i soldi, quali sciagurate scelte architettoniche sono state fatte, e compagnia bella. Però mi sembrate un po' come i democratici americani di oggi che si lamentano del loro presidente e dico a voi la stessa riflessione che mi suscitano: dovevate vincere le elezioni! Anzi, a sentire le nefandezze che raccontate, avreste dovuto stravincerle. Invece non è successo. "E' la democrazia, bello mio!" . Ora, non dico di rassegnarvi, ma un esame di coscienza a porte chiuse, senza rendercene per forza edotti, sarebbe la prima mossa politica da fare. Stateve accuort!

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  • ilgurzo2003

    21 Febbraio 2017 - 09:18

    Ringrazio il direttore per la risposta sulla questione OGM. E' facile spaventare la gente con immagini di pesci con tre occhi, ma la scienza è altro. Il mondo contro gli ogm, non a caso, si interseca grandemente con il veganesimo, l'animalismo terrorista,fino ad arrivare all'antispecismo. Basterebbe la cultura scolastica in biologia per sapere quanto poco pericolosi potrebbero essere gli organismi modificati in modo mirato.

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