Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

17 febbraio

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

19 Febbraio 2017 - 04:00

IL CASO
Via Bonomelli
Abusivi occupano le strisce gialle
E noi residenti?
Egregio signor direttore,
sono un residente di Cremona in via Bonomelli, automunito e senza garage e quindi con relativo permesso di parcheggio nell’area residenti Zona C. Ebbene: mi capita spesso di rientrare dopo il lavoro e non trovare posto auto nelle ‘strisce gialle’.
Nei gialli ci sono spesso auto non autorizzate o addirittura con il permesso di altre zone. «Lei lo deve segnalare!», mi dicono i vigili. Va bene, provvedo, tant’è vero che in memoria sul cellulare ho il numero della polizia municipale. Ad ogni chiamata la risposta canonica è: «Non abbiamo pattuglie disponibili ma prendiamo nota». Detto questo avrei un paio di domande a cui l’addetta della polizia municipale non sa rispondere, vediamo se c’è un volontario.
1) Non saranno stati venduti più permessi che posti disponibili? Risposta: «Non è di nostra competenza».
2) Non sarebbe corretto che il permesso non venga rilasciato a chi possiede un garage? R: come sopra.
3) Fino a marzo del 2016 il residente poteva pagare un importo giornaliero che gli consentiva esponendo il permesso ed il ticket di parcheggiare nei blu, mentre adesso bisogna pagare una tariffa oraria oltre il permesso, le sembra logico? R: come sopra
. Ultima domanda: se un residente parcheggia nei blu alle 18.00 senza fare il ticket perché i gialli sono impegnati da non autorizzati, chiama e lo segnala e poi alle 18.08 viene sanzionato mentre gli abusivi restano impuniti, non le viene un sospetto? A volte non basterebbe un po’ di buon senso? Chissà se sarà di competenza di qualcuno rispondere.
Mauro Ciappei
(Cremona)

Sono sicuro che le sue domande avranno una pubblica risposta.

LA POLEMICA
Parcheggi, errori e lobbies: tanto pagano i cittadini
Caro direttore,
vorrei condividere alcune riflessioni sull’annosa contrapposizione tra amministrazione e commercianti del centro. Dagli anni Duemila, in una democrazia bipolare, la vittoria elettorale non passa, come in passato, dal convincimento singolo, ma dall’acquisizione in toto di blocchi sociali più o meno definiti: spariti i riferimenti storici di classe operaia, classe media, ecc., la politica si è sempre più rivolta alle categorie economiche, uniche a mantenere un pur tenue rapporto con iscritti e sodali. (...). Quella che la stampa ha definito, da anni, la corsa al centro, si evidenzia in coalizioni che, per allargare il consenso, sfumano la propria appartenenza (Renzi docet), entro destra piuttosto che centro sinistra: ciò facilita accondiscendenza, generalmente prima delle competizioni elettorali, verso gruppi ancora consolidati, massa critica frazionale ritenuta indispensabile alla vittoria. A Cremona si parlò di parcheggi corona, argomentati, negli anni con opinioni addirittura speculari, ma identificati nella soluzione a sottosuolo. Verifichiamo dunque queste corone di spine: il primo sotterraneo, dopo un tentativo stoppato dall’archeologia, piazza Marconi 1983, fu il Massarotti, la cui storia è paradigmatica. La proprietà, a fronte di un disastro economico, naufragò dopo poco e l’autosilo venne acquisito dalla creditrice banca Popolare di Cremona, che in seguito lo girò ad Aem, ovvero viva il mercato quando paga Pantalone. Poi il Vietnam di piazza Marconi, il cui costo complessivo non è mai stato definito con precisione. Il Comune dice di nulla aver sborsato, ed è vero: la convenzione con la ditta aggiudicatrice parla non di denaro ma di disponibilità di parcometri, sottratti peraltro alla vecchia Aem, che, oltre remunerare l’investimento, garantiscono, per decenni, una inflazione oggi fuori mercato. Certo, la pensioni possono essere decurtate in presenza di inflazione negativa ma a Saba invece... gli amministratori concessero un vitalizio non indifferente.
Chi paga dunque? Certo non il Comune, ma i cremonesi con i loro spiccioli. Motivazione: rendere appetibile il centro consentendo un posteggio sicuro. I due episodi sono costati, pur nella diversa scala valutativa, oltre una decina di milioni di euro con i quali Cremona poteva essere rigirata come un calzino ma... non si sarebbe conquistata, da parte dei due schieramenti, la simpatia dei commercianti del centro. Tra l’altro è curiosa questa classifica calcistica tra il centro, cui pare tutto dovuto, e i fruttaroli di periferie abbandonate. Senza lucidare medaglie, io mi dimissionai dall’allora federale di Rifondazione per la posizione acquiescente verso la giunta: la mia era più ospizi, meno rette, e meno regalie.
Ora con la Ztl si ritorna alle origini, con il mantra di clienti che, se prima non entravano per la doppia fila, oggi non entrano poiché costretti ad una salutare passeggiata. E la giostra continua... Con il ritorno al sistema proporzionale spurio, prepariamoci, nulla di nuovo sotto il sole. In America, legittimamente, questi condizionamenti si chiamano lobby, ma la nostra cultura clericale ci impone il più neutro associazione. La riscrittura del tessuto urbano passa attraverso la consapevolezza che i tempi cambiano (...).
Forse anche gli imprenditori del commercio, in quanto tali, sarebbero favorevoli a staccare la spina ad una lenta agonia, che provoca solo sperpero di pubblico denaro, se coinvolti in un serio ripensamento dell’‘urbanistica economica’. (...)
Piermassimo Ghidotti
(Cremona)

Il dramma della shoah/1.
Ha più ‘Memoria’ rispetto alle foibe
Egregio direttore,
sono dispiaciuto dal fatto di aver provocato con la mia ultima lettera una reazione così stizzita, ma non era nelle mie intenzioni. Non ho negato la tragedia avvenuta, le ho semplicemente chiesto la motivazione del taglio eseguito e alcune spiegazioni, che per sua comodità, lei ha dato solo in parte. Ho affermato che la Shoah è un argomento intoccabile e che ha una ‘Memoria’ diversa da altre atrocità compiute e lo confermo. Parlando della Giornata del Ricordo le chiedo: viene trattata con lo stesso rispetto e la stessa visibilità? Non ho visto prese di posizione o condanne in merito alle manifestazioni anche violente (vedi Milano con la partecipazione dell’Anpi) tese a boicottare e negare la tragedia avvenuta. Non può non essere d’accordo sull’intoccabilità dell’ebraismo rispetto alle altre religioni.
Tino Bussatori Mascitelli
(Cremona)

Lei confonde l’ebraismo, cioè la religione ebraica, con il folle progetto di annientamento di un popolo, che non ha eguali nella Storia. Perciò il paragone con le foibe è improprio.

Il dramma della shoah/2.
Verità dei vincitori
Numeri ingigantiti
Egregio signor direttore,
mi consenta di entrare in merito al dibattito sulla shoa e far presente al Camerata Tino Bussatori Mascitelli che sbaglia a scandalizzarsi per i tagli democratici alle sue lettere o a quelli di altri lettori che scrivono al direttore esternando la propria opinione; le lettere sono sempre lunghe per chi scrive fuori dalle righe. Per quanto riguarda lo sterminio degli ebrei, pianificato a tavolino, credo sia, una delle più grosse mistificazioni propagandata dai criminali di Yalta per colpevolizzare la Germania e per confermare questa tesi si sono ingigantiti di 20-30 volte il numero dei morti, non gasati ma per la mancanza di cibo, per i bombardamenti e le epidemie di tifo, avvalorandola con fotomontaggi e una propaganda martellante. Possibile che in 70 anni non vi sia una prova scientifica sull’esistenza delle fantomatiche camere a gas e quando dei periti le hanno analizzate il risultato è stato negativo (vedi rapporto Leuchter). Ovviamente gli studiosi revisionisti vengono messi a tacere pertanto la verità deve essere solo ed esclusivamente quella raccontata dai vincitori il tutto per incrementare il business. Questo non è il solo caso in cui i numeri di morti viene ingigantito di 10 o più volte il tutto per demonizzare in nemico: la leggenda dei 10.000 fucilati di Cefalonia insegna.
Gian Alberto D'Angelo
(Cremona)

Tra i negazionisti, lei ha scelto proprio uno dei peggiori, confutato anche dal saggista francese Robert Faurisson, che ha duramente criticato le tesi del rapporto Leuchter, che lei riassume. Ammesso e non concesso che gli ebrei uccisi siano stati ‘solo’ 500mila e non 6 milioni, le responsabilità dei nazisti non sarebbero certo minori. Non intendo concedere ulteriore spazio a uno sterile dibattito con i negazionisti.

Il 16enne suicida
No ‘cannabis libera’ serve il buon esempio
Egregio direttore,
la tristissima notizia del sedicenne di Lavagna, che si è tolto la vita dopo che le forze dell’ordine gli hanno trovato dell’hashish in tasca, ha acceso gli animi dei benpensanti che rimproverano l’assenza di una legge per liberalizzare la cannabis. Appartengo alla generazione delle mamme che ripetevano «meglio che pianga tu…» e ci convincevano con tutto ciò fosse necessario per superare un momento difficile. In quella semplice frase c’era, comunque, tutta la sicurezza e l’affetto che ci si poteva augurare. Di fronte ad una tragedia di queste dimensioni bisognerebbe puntare sulla comunicazione e sugli esempi (dalla famiglia, dalla scuola, dalla politica, dalla società stessa) che non riescono a rassicurare i nostri ragazzi. Una scuola accattivante e coinvolgente, una politica seria, accesso alle bellezze naturali senza troppo impegno economico, garanzia di un futuro sono senz’altro meglio della cannabis libera.
Bruno Tanturli
(bruno.tanturli@gmail.com)

Petizione anti Rivarolo M.
Io, casteldidonese non la firmerò
Signor direttore,
sono una cittadina di Casteldidone. L’amministrazione ha fatto recapitare ai cittadini casteldidonesi una lettera in cui si chiede di recarsi presso gli uffici comunali a firmare una petizione, per fare giustizia e a far pagare i danni causati dal Comune di Rivarolo Mantovano, quale comune che ha voluto uscire dall’Unione comuni Foedus, composta dai comuni Rivarolo Mantovano, Spineda, Rivarolo del Re e Casteldidone. Io non ritengo giusto l’operato intrapreso dalla amministrazione comunale di Casteldidone e mi astengo dalla firma perché, quando a suo tempo l’amministrazione decise di aderire alla Unione Foedus, non ha interpellato i cittadini di Casteldidone, promuovendo un referendum per sapere se eravamo d’accordo alla adesione. Prima dell’Unione Foedus il Comune beneficiava di tutti i servizi in loco. Visti questi 10 anni di Unione Foedus, i cittadini di Casteldidone non hanno avuto benefici, ha creato malcontento e disfunzionamento dei servizi alla popolazione. (...)
Lettera firmata
(Casteldidone)

La morte di un amico
Grazie Valencia batterista generoso
Egregio direttore
è difficile riuscire a ringraziare un gran batterista che ci a lasciato pochi giorni fa. Dopo aver suonato in orchestre e nella banda negli ultimi anni ci trovavamo a suonare gratis negli ospizi, e dove tutti ci aspettavano. Ora ne siamo sicuri con la sua batteria e la sua allegria terra vivo tutti. Ciao Valencia sempre nei nostri cuori.
I tuoi amici
(centro.prim@libero.it)

Immigrati spacciatori
Via dalla città lavorino nei campi
Egregio direttore,
ancora una volta leggo che è stato arrestato uno spacciatore di droga, ed ancora una volta , un ospite della Casa dell’Accoglienza di viale Trento Trieste . Questi poveretti che scappano dalla loro terra impauriti, non si capisce bene da quale guerra, e che vengono giustamente accolti nel nostro bel Paese, rifocillati, ben pagati e dotati di ogni comfort (visti con i miei occhi dotati di tablet, cellulari ed overboard ) perché non spostarli in aperta campagna , dotati di una bella zappa e badile a lavorare nei campi? No, meglio averli in città, vicino a scuole, giardini frequentati dai nostri figli ove possono offrire loro sostanze stupefacenti, oppure derubare persone anziane. Mi chiedo come mai non si riesce a fare nulla? Forse ci sono strani interessi economici di qualcuno? La gente perbene credo si stia stancando di questa situazione. Chi viene nel nostro Paese , ovviamente come profugo, deve rimboccarsi le maniche , trovare un lavoro socialmente utile e sapersi mantenere da solo , altrimenti deve essere espulso. Il buonismo di una certa parte politica non giova all’economi, accentua solamente il diverbio tra le parti in causa . Da una parte l’onesto popolo lavoratore italiano che paga le tasse e dall’altra la fazione di extracomunitari mantenuti e foraggiati nel dolce far niente. Tutto ingiusto.
Paolo Ottini Celati
(Cremona)

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery