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14 febbraio

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

16 Febbraio 2017 - 04:00

IL CASO
Io nella giuria demoscopica di Sanremo:
siamo inadatti
Signor direttore,
anche quest’anno ero purtroppo uno dei trecento componenti della giuria demoscopica (unico cremonese) che da tutta Italia doveva votare da casa le canzoni del festival di Saremo, davanti alla televisione in modo telematico con il computer. Dico purtroppo perché non percepisco un centesimo da questo lavoro e per di più per tre notti devo stare alzato fino all’una e mezza del giorno dopo. Con la prospettiva di poter vincere uno smartphone dei dieci messi in palio, ma su 300 giurati è difficile imbroccarne uno. Ma accetto comunque perché penso di avere un buon orecchio musicale, e di saper giudicare bene se una canzone è buona oppure no. Faccio questo lavoro in modo ortodosso senza giudicare il personaggio cantante. Anzi, non guardo neppure alla televisione, ma con la testa tra le mani ascolto con attenzione le armonie della canzone, soppesandone meticolosamente la validità. Non metto mai in primo piano le parole, che non ascolto quasi mai, ma calcolo con estrema attenzione la musicalità. Ecco per quale ragione mi sento inutile quando eliminano una canzone valida come quella di Al Bano che, a scanso di qualche steccatina, aveva però una canzone piuttosto buona, mentre una mostruosità sonora come la canzone di Clementino è arrivata alla finale. Per me dovevano vincere le canzoni di Lodovica Comello e quella di Sergio Sylvestre, invece non ci sono arrivate. Siamo alla solita teoria, e cioè che il giudizio di una giuria è inesorabilmente perfetto. Ma se poi guardiamo da che cosa era formata la ‘giuria’ di Sanremo scopriamo che il quaranta per cento era composta da persone che votavano attraverso il telefonino, ragazzine che magari erano in qualche discoteca, stregate solo dal fatto che il loro cantante aveva le sopracciglia seducenti. Bisognerebbe smetterla con questo genere di votazione che fanno più male che bene, tanto si sa che è tutto un marketing e tutto si riduce alle vendite, non alla qualità. Allora proporrei per l’anno prossimo un altro genere di giuria. Basta con le giurie demoscopiche che votano col telefonino, ma una giuria di trecento grandi musicisti professionisti, come Rita Pavone, Morricone, Moroder e altri 297 con le palle d’acciaio.
D. D.
(Cremona)

In sintesi, lei propone un ritorno al passato. Potrebbe essere una buona idea.

LA POLEMICA
Leggi razziali e bugie:
si rispettino i morti
Caro direttore,
trovo assurda la lettera del ‘demagogo del fascismo’, pubblicata in data 12 febbraio 2017 sul suo giornale. Prendo solo poche righe: «le Leggi razziali sono solo un incidente di percorso che ha danneggiato poche decine intellettuali». Non è stato proprio così. Le Leggi razziali hanno prima cancellato l’identità di 33.000 cittadini, ovvero tutta la comunità ebraica italiana, trasformandoli in hostes solo perché erano di religione ebraica. Le stesse leggi, identificando sugli elenchi dell'anagrafe la razza semitica, hanno aperto dopo l'otto settembre le porte alla deportazione nei campi di concentramento, sterminio ed eliminazione. La comunità italiana è stata quasi sconvolta dalla Shoah. Almeno si avesse il rispetto per i morti! Come sempre ricompaiano due concetti tanto cari agli antisemiti italiani: le Leggi razziali sono state uno ‘scherzo’ e gli italiani sono brave persone. Certo, di brave persone ne esistevano molte durante la Shoah, i cosiddetti giusti, che hanno salvato molti italiani ebrei. Ma ci ne sono stati tantissimi, che hanno denunciato, ucciso e sopraffatto delle persone disperate. La storiografia contemporanea ha studiato a fondo questa triste pagina. Ognuno di noi può essere e credere ciò che vuole, ma negare la realtà dei fatti accaduti è un abominio. Stia sereno il ‘demagogo del fascismo’ la giornata della Memoria sarà sempre celebrata anche in futuro e non sarà mai in antagonismo con quella del Ricordo. Sono due vicende collegate e drammatiche della seconda guerra mondiale - lo rammento - fortemente voluta dal Dux con il suo imperioso discorso dal balcone di piazza Venezia.
Angelo Garioni
(Cremona)

Corte de Frati, barriere in chiesa
Problema vero
Ma c’è malafede
Egregio direttore,
in merito alla lettera del Rossetti, riguardo il problema delle barriere architettoniche della chiesa parrocchiale, è stato già affrontato, ma ci sono oggettive difficoltà. Cercheremo di focalizzarlo nuovamente per darvi soluzione. La cosa che invece rasenta il ridicolo e la malafede è il fatto che, come mi hanno anche segnalato molti parrocchiani, il signor Manara, che ogni mese raggiungo per la comunione, come gli altri ammalati che non possono muoversi, non può uscire di casa. Infatti per accedere alla sua abitazione bisogna fare una lunga scalinata che attraversa il giardino e all’interno della casa, per uscire dovrebbe fare una ulteriore scala pericolosa. Quindi, o il signor Manara mette a norma la sua abitazione abbattendo le sue severe barriere architettoniche, oppure uscendo per venire ad accendere ogni giorno un cero alla Madonna, cosa che credo i familiari non consentano, vivendo egli solo con una badante, dovrebbe rischiare di rompersi l’osso del collo? Il tutto a dimostrazione di come alcuni cattolici, pur partendo da un problema vero siano anche piuttosto falsi e inaffidabili.
Don Antonio Agnelli
(Corte de Frati)

Ciclabile Stradivari-Picenengo
E la continuazione per Cava?
Signor direttore,
vorrei gentilmente farle presente quanto segue: leggo con piacere tutti i giori il quotidiano ‘La Provincia’ ma noto che da quando hanno forse terminato il tratto ciclopedonale Stradivari/Picenengo, non ho più letto nulla della continuazione per Cava. E mi chiedo: ma quel pezzo fatto a chi serve? Non era forse meglio iniziare a Cava quel tipo di lavoro? Mah! Chiedo a coloro che promettono di non prenderci per i fondelli a noi di Cava, abbiate almeno il buon senso di tirar via quel cartello ‘Ciclopedonale Cr-Cava’. Parlate molto di sicurezza per la città, vedo però che non considerate quella di Cava. Aspettiamo e lottiamo ancora per ulteriori dieci anni per avere la ciclabile a Cava?
Giulio Resemini
(Cremona)

Forse le è sfuggito l’articolo uscito una decina di giorni fa in cui spiegavamo che sono stati appaltati i lavori per il tratto di ciclabile che ancora manca.

Assenza delle regole
Lo stimolo culturale del professor Borsella
Egregio direttore,
su ‘La Provincia’ del tre gennaio, le prime 14 righe dell’intervento del professor Giovanni Borsella, fino alla parola ‘anomia’ (assenza delle regole, della legge e quindi dell’ordine) dovrebbero essere uno stimolo culturale per chi si interessa di problemi storici, politici e religiosi. Borsella lo fa indicando il cammino utile per cercare di risolvere la questione ‘pace’ in Medio Oriente e basandosi sulle analogie di alcuni fatti del presente con altri del passato. Mi permetto d’intervenire per insistere sul richiamo del professore, richiamo che dovrebbe interessare, soprattutto, gli attuali cicisbei del politicamente corretto, i quali, strumentalmente ed impunemente, spargono tra chi meno sa notizie e commenti lontani dalla verità dei rispettivi avvenimenti.
Claudio Fedeli
(Cremona)

I giochi della politica
Chi governò e non fece adesso alza la voce
Egregio direttore,
(...) fino a quando il Parlamento è in grado di esprimere una maggioranza il Capo dello Stato non può sciogliere le Camere. Chi vuole il contrario poi accuserebbe ugualmente il presidente di avere abusato del potere. L’ultimo governo eletto dal voto popolare fu nel 2008 di Berlusconi e Lega nato con una maggioranza di circa 100 seggi. A metà dicembre 2010 superò un voto di sfiducia per due voti, undici mesi dopo consegnò le chiavi a Monti dicendo «non ho più la maggioranza». Dove e perché quella maggioranza era finita? Nessuno ne parla perché ha lasciato buchi profondi. Dicevano «non metteremo le mani in tasca agli italiani», hanno favorito la costruzione di milioni di appartamenti invenduti e insicuri. La messa in sicurezza del territorio da alluvioni e frane esiste da tempo, la sicurezza di edifici non è una novità, neanche il terremoto è novità, eppure quel governo cosa ha fatto? Governava a tempo perso detto da lui. I suoi sostenitori accusano Monti, Letta e Renzi d’incapacità di fronte al non fatto da quel governo. Purtroppo ad alzare la voce sono sempre coloro che avrebbero potuto e dovuto fare e non hanno fatto.
Angelo Rosa
(Viadana)

Casa di riposo di Robecco
Il mio elogio a medici e a tutto il personale
Egregio direttore,
da pochi giorni è deceduta Luigia, mia suocera ricoverata presso la Casa di riposo di Robecco d’Oglio. In un periodo ove si parla di malasanità e di violenze sugli anziani, mi permetta di esprimere pubblicamente un elogio al personale medico, infermieristico, ausiliario, agli animatori e ai volontari che ogni giorno in gesti e parole mostrano tutta l’umanità e la dedizione per gli anziani ricoverati presso codesto istituto. Tutto in un clima di serena familiarità.
Simonetta Violanti
(Cremona)

Cremonese/1.
Quanti errori
E’ ora di cambiare
Signor direttore,
non sempre chi più spende raggiunge poi i migliori risultati. Lo ha dimostrato il Piacenza che con molti meno soldi a disposizione della Cremonese, ci ha letteralmente umiliati. Principali errori (a mio avviso) da imputare alla Società: ogni anno si cambia quasi tutto senza mai una base da cui ripartire; si comprano giocatori ‘di nome’ che quasi mai si dimostrano poi all’altezza; si scartano poi giocatori che, svenduti ad altre squadre, vanno a far bene; malumori all’interno dello spogliatoio per la presenza di troppe primedonne nello stesso ruolo; ogni domenica si cambia formazione ed i giocatori ne risentono; nessuno sa crossare da fondo campo e quindi a cosa servono coloro che avevano fama di essere dei buoni colpitori di testa?
La colpa di tutto ciò è da addossare all’intero staff tecnico che ormai da troppo tempo segue questa politica. Colpa anche di alcuni giocatori molto al di sotto, quest’anno, della loro qualità (per colpa di chi?). Forse sarebbe meglio che qualcuno rassegnasse le dimissioni ma vedrete che ciò non avverrà. Il cavalier Arvedi comunque (nel caso la sua pazienza non si sia esaurita), ne tragga le conseguenze: cambi subito il mister ed a fine anno anche il d. t. Aldo Maccagnoni
(Cremona)

Cremonese/2.
Rosa troppo vecchia
Urgono provvedimenti
Signor direttore,
quella con il Piacenza è stata sconfitta pesantissima, umiliante, un 3- 0 che non ha attenuanti. Senza avere un minimo di reazione, orgoglio da parte nostra, mister Tesser, questa volta, le ha provate tutte (cambi), ma quando la testa non c’è, è altrove, addio sogni di gloria. (...) Ad un certo punto sembrava di vedere una partita, di fine campionato. Lo ribadisco ancora una volta, la rosa dei giocatori voluti dalla Società quest’anno si aggira sui 28/29 anni, troppo alta. Siamo solo al 12 febbraio, e purtroppo siamo alla frutta. E qui lancio un appello al cavalier Arvedi, grande uomo, con una sensibilità e umanità come pochi, visto che i soldi, li mette lui, la ex Gloriosa Unione S. C. 1903 è di sua proprietà, non sarebbe il caso di prendere severi provvedimenti?
Andrea Delindati
(Cremona)

Fatture di Linea Più
Nei mesi invernali lettura mensile
Egregio direttore,
la scorsa settimana mi è arrivata la fattura da parte di Linea più, con scadenza 21.02.17 per il periodo 01.12.16 - 32.12.16. Finalmente si rispettano le tempistiche, bene. Ma sulla stessa fattura, Linea più informa, che la prossima autolettura va fatta dal 27 al 31 marzo 2017. Ma hanno intenzione di fatturare tre mesi invernali? Oppure passerà l’operatore per la lettura? Oppure fate una fatturazione presunta? “Non per essere polemico, ma perché non fate un’autolettura mensile in questi periodo di maggior consumo? A volte più che un cliente mi sento trattato da suddito.
Nello Sesso
(Gallignano)

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    16 Febbraio 2017 - 08:31

    Se ci fosse l'analogo dell'Ambrogino d'oro di cremona (oppure c'è?) D.D. sarebbe il primo a meritarlo: el fà toet lù !!!

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