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5 febbraio

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

07 Febbraio 2017 - 04:00

IL CASO

Legge elettorale la deve fare il Parlamento non i giudici

Signor direttore,
giorni fa la Consulta si è espressa sulla legge elettorale voluta dal precedente governo, decidendo loro signori come dovremmo eventualmente votare. Mi risulta che le leggi debbano essere promulgate dal Parlamento e non dalla Consulta. Se quindi ciò che affermo è vero, mi chiedo come facciano a giustificarsi nei confronti degli elettori coloro che vogliono le elezioni subito con una legge indicata dalla Consulta e non da coloro che noi abbiamo precedentemente eletto affinché «facessero» una legge elettorale democraticamente corretta e in grado di formare un governo con la G maiuscola senza le alchimie ‘balneari’. Non ho mai dubitato della capacità dei politici a cui ho dato il mio voto, per questa ragione mi auguro che siano lungimiranti e chiedano insistentemente che si faccia una legge giusta non dettata dalla consulta e poi si voti.
La fretta non è foriera di ben fatto.
Bruno Musoni
(Cremona)


In linea teorica lei ha del tutto ragione. I giudici della Corte Costituzionale sono dovuti intervenire per colmare lacune generate dalla politica: leggi elettorali mal fatte sotto il profilo tecnico perché ispirate più a cercare vantaggi nel brevissimo termine piuttosto che a dettare regole oggettive e capaci di durare nel tempo. C’è da rimpiangere le scuole quadri dei partiti della Prima Repubblica che almeno erano in grado di formare una classe politica degna di questo nome. Secondo un sondaggio, la larga maggioranza degli italiani non vuole che si torni alle urne in tempi brevi. I nostri parlamentari hanno dunque il tempo per dimostrare di essere, finalmente, all’altezza della situazione.

LA POLEMICA

Urne cinerarie scambiate, grave errore, sbagliato minimizzarlo
Egregio direttore,
le scrivo a proposito dell’articolo apparso nelle pagine della cronaca del suo giornale in relazione allo scambio di urne perpetrato dagli addetti ai lavori nel cimitero cittadino. Desidero innanzitutto esprimere la mia piena solidarietà alla signora vittima del misfatto, ed anche porre alcune domande circa l’operatività del polo crematorio. Premesso che giudico estremamente grave il fatto avvenuto, e considerando la sempre più diffusa richiesta del servizio di cremazione, mi viene spontaneo chiedere se esiste un protocollo operativo che i vari soggetti preposti al servizio in questione devono rispettare scrupolosamente. Immagino che ciò avvenga in varie fasi e per ciascuna di queste ci sia un soggetto responsabile del proprio operato. Mi sembra di capire che nel caso esposto dal suo giornale qualcosa non abbia funzionato nel dovuto modo in uno dei vari passaggi. Mi domando inoltre se è prevista una documentazione ufficiale di ogni singola cremazione che specifichi gli atti dovuti e soprattutto nomi e firme degli incaricati.
Se così fosse, trattandosi di atti pubblici, sarebbe possibile chiederne l’accesso da parte dei congiunti del defunto per effettuare accertamenti e, come in questo caso, arrivare all’individuazione delle responsabilità connesse. Trovo a dir poco biasimevole il comportamento del responsabile dei servizi cimiteriali quando giustifica le «sviste» dei suoi subalterni, ed ancor più riprovevole il silenzio dell’assessore competente. Mi associo pienamente alla signora che, per altrui superficialità e totale mancanza di professionalità, ha dovuto subire un atto così grave, vedendosi oltretutto negata la possibilità di vivere in modo intimo e naturale il dolore per la perdita di un genitore.
M.F.
(Cremona)

Linee di carico e scarico
Impossibile trovare un posto libero
Signor direttore,
trovare posto libero in linee gialle di carico e scarico sembra impossibile nella vostra città; il mio lavoro mi costringe a consegnare e, troppo spesso, sono costretto a giri continui, con inutili spese di carburante, spreco di tempo e, soprattutto, aumento dell’inquinamento, per poi rassegnarmi a sostare in zone impossibili, obbligando altri automobilisti ad attendere o tentare manovre azzardate, senza contare qualche insulto. Quale soluzione?
misatataok@gmail.com

Gussola-Torricella del Pizzo
Impianto a biogas. Stop a odori e rumori
Signor direttore,
sono ancora qui a segnalare il disagio che dobbiamo sopportare io e altri gruppi famigliari che abitano a ridosso dell’impianto a biogas situato al confine tra Gussola e Torricella del Pizzo. Contrariamente alle prescrizioni imposte al momento della concessioni dei permessi, non si vede traccia di alcuna mitigazione ambientale lasciando noi confinanti e non in balia di odori vari, rumori. L’organo competente, l’Arpa, ha già verbalizzato l’effettivo sforamento delle soglie di rumore specie nelle ore notturne ma non è cambiato niente, se non in peggio. Se si intende per mitigazione un po di piante pre-esistenti e una rete di metallo certamente non ci riteniamo soddisfatti. Lamentele cominciano già ad arrivare da persone che abitano anche più distante, anche loro alle prese con gli effluvii di questo impianto.
Amilcare Boni
(Gussola)

Inquinamento/1.
Nuovo stile di vita. Ma siamo pronti?
Caro direttore,
piove da quasi due giorni. Stamattina dopo essere uscito di casa sentivo comunque un’aria metallica, nonostante il clima favorevole. Appena tornato in studio ho voluto verificare sul sito dell’Arpa e ho trovato l’amara verità. Lombardia verde, ovvero aria buona, tranne Milano, Crema e Cremona. L’amara verità in una pianta dell’Arpa: centro storico, tutto, quartiere Po e alcune propaggini verso le canottieri. Aria accettabile, ovvero malsana, rispetto a tutta la Lombardia dove oggi è buona. Nonostante la pioggia. Come mai? Quali sono le ragioni? Forse occorre che noi cittadini ci diamo una regolata su tutto, traffico veicolare, riscaldamento, eccetera.
Ma forse vanno indagate altre fonti di emissioni. Si discute da anni su cosa fare. La verità è che qualsiasi soluzione provoca un vespaio di polemiche e vittimismi. Prendiamo un esempio: la famigerata ztl. A Cremona l’area pedonale è piccolissima, tre vie, tanto per dirla. La ztl poco più grande, ma nulla di che. Eppure si vorrebbero ridurle per favorire il commercio, la comodità, l’estrazione dei figli dalle scuole con il suv. Il Comune a ragione si impunta, la ztl andrebbe ampliata e non ridotta. Ed ecco dunque la levata di scudi della società civile. I social scoppiamo di proteste. Però pongo una domanda: ma se prendiamo l’autovettura per andare in centro, o peggio girarci da residenti, inquiniamo, giusto? Quindi che fare? La soluzione di buon senso è cambiare lo stile di vita. Ma richiede sacrifici. Quindi chiedo: che facciamo?
Angelo Garioni
(Cremona)

Inquinamento/2.
Nulla di concreto  per eliminarlo
Egregio direttore,
(...) parlo di noi questo maledettissimo e persistentissimo inquinamento ambientale. Che bello vedere che dopo giorni e ripetutissimi segnalazioni, allarmi a destra e manca, Arpa che si mobilita a sparare a iosa bollettini allarmanti e allora che si fa? Si applica il protocollo e si fermano le vetture. Ma lo sanno anche gli asini che sono deludenti misure palliative e nessuno fa nulla per modificarle, ha per caso sentito signor direttore, dei lamenti fuori dal coro o dei sindaci particolarmente arrabbiati? Non mi pare, il buon educatissimo e politically correct. Il sindaco di Cremona ha fatto un video trasmesso (dalla sua postazione a due ruote bicicletta non inquinante), che si sta facendo tutto quanto stabilito dal protocollo sottoscritto, cioè tutto ciò che farà poco o nulla per eliminare il problema.
Ivan Loris Davò
(Spinadesco)

Sport e Shoah
Gli apprezzamenti stimolo a continuare
Egregio direttore,
mi permetta di dire un grazie a Carlo Stassano e a quanti mi hanno direttamente testimoniato apprezzamento per l’iniziativa su sport e Shoh: mi sono arrivati tanti messaggi, alcuni assolutamente inaspettati e questo non può far altro che piacere. Un grazie soprattutto a ‘La Provincia’ che con coraggio e sensibilità, ha voluto condividere e proporre un argomento ancora poco conosciuto. Questo ci stimola nel proseguire il lavoro di ricerca intrapreso e di mettere in moto alcune interessanti iniziative, per far conoscere alle giovani generazioni un pezzo di storia dello sport di grande rilievo umano e sociale.
Pierluigi Torresani
(Cremona)

Nonni malati
I nipoti possono essere delle cure efficaci
Caro direttore,
Senti una semplice quanto commovente storia. «Il medico scosse il capo deluso. Il suo paziente non dava segni di miglioramento. Da dieci giorni ormai l’anziano non reagiva più alle cure. Si era abbandonato sul letto di ospedale e sembrava non avesse più voglia di lottare per la vita. Ad ogni visita del medico si mostrava stanco e rassegnato. Tant’è che il medico scuoteva sempre il capo. Un bel giorno il medico lo visitò. Stavolta per la sorpresa, tutti i valori dell’anziano erano tornati normali. Il vecchietto stava seduto, appoggiato ai cuscini e aveva ripreso colore. ‘Ma che cosa le è successo?’, chiese il medico. ‘Solo ieri disperavamo per la sua vita… e adesso tutto funziona a meraviglia! Si può sapere che cosa le è capitato?’. Il vecchietto sorrise. Annuì a lungo e disse: ‘Ha ragione dottore, ha ragione, qualcosa è capitato. Ieri è venuto a trovarmi il mio nipotino e mi ha detto: Nonno, nonno, devi tornare subito a casa, la mia bicicletta si è rotta»(...).
Giorgino Carnevali
(Cremona)

Politici sotto accusa
Pensano al partito. Aiutino i terremotati
Signor direttore,
con quello che il popolo italiano sta passando. In particolare i terremotati tartassati, in ginocchio, disperati e con solo le lacrime per piangere. Dico io! Sprecano energie a salvaguardare la sopravvivenza del partito... che dovrebbe essere al servizio del popolo italiano. Ce ne fosse stato uno che mandasse a quel paese l’esigenza del partito prendesse la propria macchina, caricasse pala e rifornimenti e partisse a dare una mano a chi ha realmente esigenza. Su novecento e passa emofagi che abbiamo in parlamento... ce ne fosse stato uno.
benassa@libero.it

Castelverde
Le mie risposte al simpatico Oste
Egregio direttore,
ancora una volta, il simpatico Oste di Costa mi chiama in causa. Senza fini polemici , vorrei tentare di rispondere in modo chiaro alle sue sollecitazioni. Cast-in: nata nel 2006, pure col voto favorevole del Franzosi. Mi risulta, che la normativa allora vigente, permettesse questo tipo scelta. Sempre in quel periodo vennero stipulati e creati i famosi Boc. Visto che il Franzosi c’era, ed io no, è lui che dovrebbe darci la risposta.
Tangenziale: siamo negli anni 2009-2014 . Anni pesantissimi di crisi economica e contrassegnati dalle famigerate norme di finanza pubblica legate al patto di stabilità. Quelle stesse norme si dovevano applicare anche alle società come Cast-in : questo il motivo per cui, con rammarico , quell’opera non si potè realizzare. (...)
Oneri: non vi è nessuna clausola nascosta. Semplicemente le norme parlano chiaro. Se un cittadino versa oneri per poter costruire un immobile, ma poi recede dal suo intento, parte di questi oneri, gli vanno restituiti. Nel caso in questione, verranno restituiti circa 370.000 € dei circa 600.000 versati.
Scelta del candidato sindaco: una volta presa la decisione di fondere in un’unica lista le componenti – diciamo così - filo Bruschi e filo Lazzarini, è parsa ovvia la scelta di una figura terza al di fuori delle parti: un elemento che avrebbe dovuto far da sintesi. Purtroppo , alla luce dei fatti , non si è rivelato così. Sugli scheletri negli armadi e i rapporti del sindaco coi suoi ex-assessori , attendo pure io una risposta.
Andrea Lena
(Cremona)

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