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1 febbraio

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

03 Febbraio 2017 - 04:00

IL CASO
Tornato a Soresina dopo alcuni anni sorpreso e deluso dal degrado
Egregio direttore,
sono di un’altra generazione; non sono tecnologico, scrivo ancora a mano e mi affido fiducioso alle Poste. Però non posso fare a meno di denunciare quanto ho visto domenica scorsa.
Torno a Soresina — da Milano dove vivo — dopo alcuni anni per far visita ad una signora defunta. Parcheggio in via Genala, la via principale in una situazione di estrema sporcizia. Un campionario di tutto rispetto: cartacce, fazzoletti di carta, pacchetti vuoti, lattine e qualche bottiglia. Quasi davanti alla chiesa di San Rocco c’è un negozio di alimentari il cui marciapiede è tappezzato di mozziconi.
In piazza Garibaldi alcuni bivaccano sul monumento, la maleducazione è al massimo livello; mi dicono che purtroppo mancano i cestini dei rifiuti perché vengono sistematicamente bruciati.
Ma dove sono i controlli? È possibile amministrare in questo modo? Le forze dell’ordine che fanno? Peccato che a rimetterci è Soresina, un tempo anche invidiata.
Angelo Boni
(Cinisello Balsamo)

Non è la prima volta che arrivano al giornale lettere che denunciano un livello di degrado inaccettabile nel centro di Soresina. E in più di una occasione il giornale si è occupato della questione. Il problema è all’attenzione dell’amministrazione e delle forze dell’ordine ma educare alla civiltà non è cosa facile.

LA POLEMICA
La solitudine del capotreno, sulle carrozze controlli inesistenti
Caro direttore,
di questi tempi è lecito chiedersi quale sia l'effettivo compito del capotreno. A parte le mansioni ‘ordinarie’ di dare il segnale al macchinista ad ogni ripartenza, e di accertarsi che le porte si chiudano, perché stupirsi se capita che alcuni passano tutto il tempo in cabina di guida? Nelle carrozze non è raro imbattersi in gruppi di ‘portoghesi’ (...). Gente che bivacca infischiandosene (oltre che del biglietto) delle norme di comportamento civile, e che sono saliti senza sforzo, senza il minimo controllo ‘a terra’. Mi chiedo se si debba sempre aspettare che succeda qualcosa di grosso per far muovere le ‘alte sfere’. In passato, al capotreno si era affiancata la figura del ‘vigilante’. Esperimento di breve durata, per lo meno sulla Milano-Mantova, il tempo che si potesse sopire la rabbia per qualche aggressione. Non è una notizia che, con le carrozze Vivalto-style, hanno buon gioco tutti i viaggiatori non paganti: è sufficiente stare di vedetta per poi eludere il controllo di un capotreno, se è solo. basta servirsi di una delle due rampe di scale di cui ogni vagone è dotato, per letteralmente girargli attorno e sbucargli alle spalle. Quindi, a cosa serve andare a reclamare i documenti di viaggio ai ‘portoghesi’? Anche perché, quando li si coglie in flagrante, che cosa gli si può fare? Dando per scontato che sono privi di denaro per pagare la multa e di documenti per la segnalazione alla Polizia, li si può solo invitare a ‘scendere alla prossima fermata’. Che, guarda caso, spesso coincide proprio con la loro prevista destinazione (per esempio, Rogoredo per chi sale a Lodi). E se non ‘conciliano’? Se danno in escandescenza? Ho personalmente assistito a scene disgustose, di ‘capitreno coraggiosi’ che, pur di assicurare alla Polizia i facinorosi, hanno osato tenere il treno in sosta forzata in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine. E con quale risultato? Che una gran parte dei pendolari regolari, anziché prendere la parte del capotreno, quella della legalità, lo insultavano perché non li faceva tornare a casa in orario. I soliti discorsi: ‘Cosa pensi che gli facciano? Cosa pensi di risolvere’? In quei casi, il capotreno è solo. Non varrebbe allora la pena prevenirli, certi fenomeni? È così dura mettere in ogni stazione degli addetti di Trenord a presidio dei binari, perché facciano salire solo chi possiede il biglietto? Dobbiamo strappare dagli uffici qualcuno degli impiegati, per farglielo fare? (...) Chi viaggia lo sa: è enorme, la massa di persone che ogni giorno sceglie di spostarsi in treno proprio perché sa che puç farlo senza nessun controllo. Cos’altro chiedere a un (solo) capotreno, oltre a che faccia arrivare il suo treno in orario? Perché dovrebbe esporsi agli sberleffi della caccia stile gatto-col-topo cogli ‘irregolari’, con l'aggiunta degli insulti dei ‘regolari’? I quali, poi, sono quegli stessi che si lamentano dei fastidiosi (e, quelli sì, puntuali) aumenti delle tariffe di viaggio. Lo sanno che è solo facendo pagare tutti che forse si pagherebbe un po’ meno?
Paolo Battiloro
(Pizzighettone)

Allarme a Soresina
Trattenere il respiro è il rimedio allo smog?
Egregio direttore,
vorrei intervenire in riferimento agli articoli pubblicati di recente sull'inquinamento a Soresina. È risaputo che le polveri sottili causano malattie cardiovascolari (infarto), asma bronchiale, carcinomi, declino cognitivo. Non mi sembra che la mia città sia risparmiata da queste patologie. Al contrario persone giovani vengono sempre di più spesso colpite. Il problema non si risolve spostando una centralina alla ricerca disperata di un luogo dove i valori siano più bassi. Poi cosa dovremmo fare? Trasferirci tutti in quella zona della città e trattenere il respiro quando ci si sposta?
Credo non si debba perdere tempo nel voler trovare una soluzione subito. Per un’amministrazione seria la salute dei cittadini deve essere al primo posto.
M. P.
(Soresina)

Bando agli islamici
Trump, l’Onu e l’Ue sono poco credibili
Gentile direttore,
interessanti (e ridicole) le grida isteriche e scomposte di ONU (inutile carrozzone di burocrati nullafacenti la cui commissione sui diritti umani è presieduta da un principe saudita), UE e di tutta l’intellighenzia radical chic, americana e occidentale, contro il bando all’ingresso di islamici negli Stati Uniti.
Intanto, per correttezza di informazione, sarebbe stato opportuno precisare che non si tratta di un provvedimento volto a colpire l’intera popolazione islamica mondiale, come la stampa mainstream ha voluto dar da intendere, quanto piuttosto bloccare l’ingresso di persone provenienti da Paesi a forte rischio terroristico (e la lista di questi Paesi è precisa e determinata), poi mi domando dove fossero tutte queste organizzazioni, animate da così alti ideale umanitario, quando il loro beniamino, l’ex presidente Barack Hussein Obama, bandì nel 2011 gli ingressi dei cittadini iracheni. Perché all’epoca il presidente di Starbuck non propose di assumere 10.000 iracheni nelle sue caffetterie (almeno così si definiscono)? Infine se magari, tra un comizio contro Trump e il successivo, trovassero anche il tempo di protestare contro quei Paesi (guarda caso tutti islamici) che da tempo vietano l’ingresso, non solo ai cittadini di Israele, ma anche a chiunque rechi sul proprio passaporto un visto che testimonia un precedente ingresso in quel Paese; ciò non potrebbe che giovare alla loro onestà intellettuale, nel caso la possedessero.
davidevacca70@libero.it

La nuova presidenza
Trump, prime mosse molto preoccupanti
Caro direttore,
il primo periodo di Donald Trump alla Casa Bianca forse ha chiarito quale sarà la sua presidenza. Ricordo che prima del voto molti commentatori dicevano di non fare caso ai toni «eccessivi» del candidato. Solo colpa della campagna elettorale, dicevano. Bisogna lasciarlo lavorare, dicevano. Bene: se le prime mosse sono quelle viste in questi giorni credo che i prossimi mesi saranno molto complicati.
A. C.
(Cremona)

Dormitorio pubblico
A Cremona manca
Egregio direttore,
non è per volere malignare, ma da quando è stato chiuso e mai più riaperto il dormitorio pubblico a Cremona, per i disperati senza tetto, l’unico rifugio notturno in alternativa ai treni gelidi fermi alla stazione è il ‘Pronto soccorso’, facilmente accessibile a tutti, e che viste le lunghe ore d’attesa prima di essere visitati, ci si può confondere e addirittura esprimere gentilezza e comprensione nel lasciarsi superare da chi è arrivato dopo di noi. Io sono convinto che già succede negli ospedali delle nostre grandi città e che sia lo specchio del nostro futuro se non ci si preoccupa a ripristinare un luogo pubblico idoneo ad ospitare i cosiddetti ‘senzatetto’ o ‘barboni’ o tanto per usare un termine elegante ‘i nostri clochard’, per non nominare coloro buttati fuori casa dalle mogli.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Per la verità a Cremona, a parte la Casa dell’Accoglienza, il dormitorio pubblico c’é: è piccolo, 12 posti, ma c’è. Si chiama Rifugio notturno ed è gestito dalla Caritas.

Cremona e la politica
Il Pd guardi a casa sua
Lecite le differenze
Signor direttore,
in merito a quanto verificatosi l’altro giorno in consiglio comunale, tengo a precisare che le illazioni da parte di un partito in disarmo come il Pd lasciano il tempo che trovano. Che il centrodestra su alcuni punti possa essere discorde è ammesso visto che sui due punti Forza Italia si era già espressa con il consigliere Ghidotti. Siamo in democrazia e ognuno può esprimere il proprio parere. Che ci siano differenze di pensiero in Forza Italia non è una novità, pertanto la Lega Nord Cremona fino alla soluzione dei loro problemi interni non parteciperà ad alcun tavolo. Inoltre volevo ricordare al consigliere del Pd che talvolta è meglio un voto disgiunto che un voto unitario dannoso per la cittadinanza. Si riservi di guardare in casa propria senza spaventarsi troppo. Ultima doverosa considerazione: Cremona purtroppo politicamente è ancora troppo lontana dalla realtà.
Pietro Burgazzi
(Segretario Lega Nord Cremona)

Per il torrione ripulito
Ringrazio anch’io D.D.
Ma è meglio firmarsi
Egregio direttore,
in data 27 gennaio il carissimo amico Claudio Merlini ha sentito l’impellente necessità di ringraziare un cittadino esemplare che, senza nulla pretendere (almeno spero), aveva ripulito il torrione di via Ghinaglia. Intervento che ci consente, ora, di ammirarlo nel suo antico ed autentico splendore.
Va da sè che mi associo a tale iniziativa. Trattasi di Daniele Disingrini (D.D.) novello cincinnato, giardiniere vivaista che dedica parte del suo tempo alla multiforme specie delle piante e non solo: eclettico personaggio dalle molteplici attività artistiche (pittore, sceneggiatore, attore, giardiniere, anche musicista, perchè no?) con una pecca che ne offusca la sequela di pregi: quella di scrivere di tutto lo scibile umano nascondendosi dietro la sigla D.D.
Luciano Pedrini
(Cremona)

Allarmi sociali sottovalutati
Sono di sinistra ma il Pd è nei guai
Gentile direttore,
sono sconcertato, indignato, amareggiato. Voto a sinistra da 45 anni. Il primo voto, 18enne, è stato per Enrico Berlinguer. Aveva lasciato un partito con consensi oceanici. Si sarà rivoltato nella tomba più di una volta. Il baffetto sparviero velista si gongolava tutto, ironizzando, con il suo sorrisetto fastidioso per la caduta del presidente Renzi. Vedremo che botta alle prossime elezioni! Chi non voterebbe Salvini (Matteo due la vendetta) ha tre punti fondamentali nel suo programma: spazzare via la legge (pensioni) della signora lacrima sul viso e io ho 63 anni e sono molto interessato. Radere al suolo i campi illegali di zingari e quant’altro. Mettere un freno ai clandestini, rimandare a casa loro chi delinque. La sinistra ha sottovalutato troppo l’allarme sociale pesante che stiamo vivendo, la Chiesa fa il suo mestiere, ma lo Stato deve ben sapere che la sicurezza è una priorità. Sono trasecolato per i vitalizi che il cavaliere elargisce alle sue amiche. ma chi se ne frega, sono soldi suoi e ne fa quello che vuole. Ma i veri vitalizi di Stato e Regioni elargiti in milioni di euro (soldi nostri) che spudoratamente si tramandano per diritto dinastico per asse ereditario sono la vergogna nazionale. Certi politicanti andrebbero processati anche per alto tradimento verso questa nazione e questo popolo.
Doriano Scotti
(Cremona)

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