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30 gennaio

Lettere al Direttore

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

02 Febbraio 2017 - 04:00

IL CASO
Di smog si muore, la bicicletta fa bene alla salute e anche al commercio
Signor direttore,
un ambiente sano è alla base di una popolazione in buona salute. L’OMS ha recentemente dichiarato che una morte su 4 è causata dall’inquinamento ambientale, e a farne la spesa sono soprattutto bambini ed anziani. Nel triste elenco fornito dai dati Arpa, Cremona è tra le città più inquinate d’Italia.
Fondamentale, quindi, parlare di mobilità sostenibile, ovvero di quelle modalità di spostamento in grado di diminuire gli impatti ambientali, sociali ed economici del trasporto pubblico e privato.
Con l’adozione di un Biciplan, la volontà di dotarsi di un PUMS, il nuovo piano della sosta e la prossima realizzazione di quattro piste ciclabili, cofinanziate da un bando regionale, che permetteranno finalmente di avere quei percorsi caratterizzati dalla sicurezza e dalla continuità, l’amministrazione di Cremona è sulla buona strada. Il mix ottimale dato incentivando il trasporto pubblico, favorendo lo sviluppo della pedonalità (piedibus scolastico, aree pedonali), lo sviluppo della mobilità ciclistica (bike to work e logistica merci in Ztl) ha dato buone risultati in parecchie città vicine a noi, quindi perché non continuare e, magari, osare di più?
Insistere sull’apertura di una Ztl, già perforata da centinaia di passaggi inutili in ogni ora del giorno e perseverare nella correlazione ‘meno auto in centro uguale meno affari per i commercianti’ rappresenta una visione ancorata al passato e che non fa bene alla città. La città è delle persone e se le persone fanno fatica a vivere la città per mancanza di spazi, sarà solo una lenta agonia.
Ci domandiamo se questa è una Ztl che funziona e che risponde agli obiettivi istituzionali per i quali è stata costituita (tutela del patrimonio storico e architettonico del centro, dei turisti e dei pedoni, riduzione della congestione e dell’inquinamento, ecc...) oppure, vista la situazione, non sarebbe più onesto coniare una nuovo acronimo e chiamarla Ztm (Zona a traffico motorizzato)?
La bicicletta fa bene alla salute ed è amica del commercio. Recenti studi hanno dimostrato che nelle attività commerciali situate lungo una rete ciclabile sviluppata ci sono stati incrementi nelle vendite superiori al 45%. Il commercio, lo sappiamo bene, non gode di buona salute, ma sappiamo anche che la capacità e lungimiranza imprenditoriale è quella che, nella storia, ha sempre saputo ribaltare a proprio favore una crisi, ed è per questo che siamo profondamente convinti che proprio lo smog possa essere un’occasione per ripensare al rapporto coi propri clienti e trasformare un problema in un’opportunità.
Piercarlo Bertolotti
(Presidente Fiab Cremona)

L’inquinamento ci obbliga a pensare una città e una mobilità necessariamente diversa. La difesa della Ztl e la promozione dell’utilizzo della bicicletta sono punti di partenza irrinunciabili.

L'INTERVENTO
Dalla storia una strada per la pace in Medio oriente
I problemi planetari (pace e ricostruzione del Medio oriente e della Libia; migrazioni inarrestabili; ridistribuzione del prodotto mondiale ora concentrato in pochissime mani; repressione del terrorismo) impongono un allargamento del G-7 in stile ‘realpolitik’, per stemperare le tensioni ideologiche con la Russia (a pagarne lo scotto è soprattutto l’UE con le sanzioni) e trovare una via di mezzo tra la globalizzazione attuale di Xi Jinping, coi dumping salariali, e la nuova impostazione ‘nazionalistica’ del presidente Trump. Infine il destino dell’UE nella sua lunga agonia come soggetto politico.
Sono impressionanti le analogie con gli eventi, a partire dalla seconda metà del terzo secolo, dell’Impero romano: anche allora i mali erano la polverizzazione delle componenti etniche, una fiscalità criminogena, un’economia ferma, una religione e cultura pagane senza futuro. La ricerca di risposte a questi problemi si dirige, anche sulla stampa delle ultime settimane, verso il passato, nonostante l’irreversibilità di ogni evento, di ogni ‘ieri’.
Un esempio molto opportuno è stato offerto dall’attuale ministro degli Esteri tedesco Walter Steinmeier prossimo, presidente della Repubblica federale tedesca, all’apertura del congresso dei professori di storia ad Amburgo rievocando la situazione dell’Europa centrale devastata in modo orrendo dalla ‘guerra dei trent’anni’: miscelando in modo pretestuoso religione cattolica e protestante con tentativi egemonici in Europa, le due ‘potenze’, Impero asburgico e Francia, hanno coinvolto alleati mossi solo da motivi e prospettive politiche come la Danimarca, la Svezia e altri ‘staterelli’ entro l’Impero.
Come si è giunti alla pace di Muenster ed Osnabrueck, Steinmeier lo ha spiegato rievocando la notte di San Silvestro del 1647, quando Claude de Mesmes, inviato del re di Francia Enrico IV a Muenster scrisse un rapporto al cardinale Mazzarino capo del governo in Francia. Mesmes era profondamente amareggiato nella sua spasmodica ricerca della pace, dopo aver condotto trattative durissime sia coi rappresentanti della Spagna e dell’Impero, sia con gli stessi colleghi filo-francesi! «Quella sera di fine anno - continuò Steimeier - Mesmes informò il cardinale Mazzarino del delinearsi di una minaccia, per la Francia, completamente nuova: la nascita di un ‘terzo partito’ formato dai principi elettori di Sassonia Brandeburgo e Braunschweig, al quale aderivano altri principi. Ciò non prometteva nulla di buono» nella continuazione della guerra perché questo ‘terzo partito’ poteva determinare la vittoria della Francia o dell’Impero, entrambi dissanguati. Oppure poteva determinare l’inizio delle trattative di pace impegnative dopo ripetuti vani tentativi. E’ successo proprio così: si schierò per la pace imponendosi alle due ‘potenze’. Steinmeier nel suo discorso ha aggiunto: «La storia non ci offre dei ‘preparati’ per il futuro, tutt’al più delle opzioni nelle decisioni da prendere» lasciando intendere che gli alleati delle potenze, che si contendono il predominio in Medio Oriente (sulla soglia dell’Europa) e nel Mediterraneo possono giocare un ruolo decisivo per la pace e un nuovo equilibrio politico rispettoso dei diritti umani.
Giovanni Borsella

Rapporto Eurispes
Sono i giovani le vere vittime della crisi
Caro direttore,
sono rimasto molto colpito dai contenuti dell’ultimo rapporto Eurispes che, tra le altre cose, mette in evidenza come una considerevole percentuale di giovani sia costretta a tornare da mamma e papà per l’impossibilità di ‘sbarcare il lunario’. È il segno di una crisi che in questi ormai otto anni ha fatto danni devastanti e che fa dei giovani, il futuro della società, gli elementi maggiormente indifesi e in difficoltà. Paradossalmente i pensionati, categoria alla quale appartengo, e che giustamente si lamentano perché nella maggior parte dei casi hanno mensili davvero bassi, stanno meglio. E quel che è peggio è che i giovani, oltre ad essere senza lavoro e senza soldi, sono senza speranza. Sarebbe ora che la politica si occupasse seriamente di loro.
M. G.
(Cremona)

Centro e commercio in crisi/1
È troppo facile dare la colpa ai megastore
Egregio direttore,
da giorni si dibatte, sul suo quotidiano, il problema del degrado del centro città e l’impoverimento delle botteghe. Opinioni condivisibili, in parte, ma troppo filosofiche che non approderanno, a mio parere, ad alcuna risoluzione. Di questo stato di cose, purtroppo o fortunatamente, non rimane che prenderne atto, in quanto processo incontrastabile. ‘I vantaggi incassati per le concessioni valevano o valgono la morte della città?’ afferma la professoressa Ada Ferrari a proposito degli oneri di urbanizzazione introitati per i centri commerciali. Certamente, rispondo, non c’erano e non ci sono altre vie d’uscita. Se il Comune di Cremona avesse negato quelle autorizzazioni, i centri commerciali o superstore sarebbero sorti nella seconda periferia a nord o a sud, ad ovest o ad est della città (vedi Iper, Verbena) e il risultato non sarebbe mutato. Pensare che i centri commerciali siano il male, è come rinnegare la globalizzazione, internet, Facebook, le vendite on-line. Il mondo gira e nessuno può fermarlo.
A proposito di vendite on-line, Cremona non ha saputo cogliere l’attrazione magnetica che i poli logisti producono sia come introiti di oneri che posti di lavoro. Basterebbe andare a Piacenza, zona fiera, e qualche chilometro più in là, a Castelsangiovanni, zona casello autostradale, per deglutire d’invidia.
Allora ‘la catena innescata’ dallo Stato che ‘toglie soldi agli enti locali che a loro volta si rifanno sui contribuenti’ non sarebbe partita perché il cassiere comunale sarebbe stato meno avido, così come avviene per i parcheggi a pagamento: altro nodo scorsoio soffocante del centro.
Provi a pensare se l’Esselunga applicasse 1,70 euro l’ora al suo parcheggio interrato, comodo per la pioggia, il freddo, il solleone, nonché presidiato ai fini della sicurezza, sicuramente l’incasso non sarebbe sufficiente a pareggiare le perdite degli acquirenti. La tariffa e la mancanza di posti auto liberi (la legge dice che a tanti stalli blu devono corrisponderne altrettanti di bianchi e non a 3 chilometri) aggravano la situazione. Un altro aspetto che l’ente pubblico non ha colto, o gli fa comodo non cogliere, sul calo dei trasferimenti statali è la conseguente riduzione delle proprie spese che lo Stato pretende: consulenze esterne, dirigenti, capi di gabinetto, capi area andavano e vanno tagliati, come ogni azienda privata taglia le spese con la diminuzione del fatturato. (...)
Infine, se mi è concesso, proporrei ai vari proprietari delle vetrine spente, con il patrocinio del Comune, di affidarle (gratuitamente) alle varie associazioni sportive (calcio, basket, volley ecc.) e ad associazioni di vario tipo nonché ad artisti (pittori, scultori e fotografi) per una sede temporanea. Credo che il centro si rianimerebbe.
Dante Fazzi
(Pieve San Giacomo)

Centro e commercio in crisi/2
Ma il disfattismo a chi può giovare?
Gentile direttore,
se qualcuno, di passaggio a Cremona, avesse letto l’articolo di sabato 28 della signora Ada Ferrari non avrebbe aspettato la sera per lasciare la città. Si sarebbe affrettato ad imboccare qualsiasi via di uscita per non farsi sorprendere dal buio. E pensare, magari, che quel qualcuno era a Cremona per intraprendere un’attività commerciale, come quegli imprenditori fiorentini e parmigiani che hanno deciso di credere nella nostra città e di investire, aprendo ‘Le Sartoriali del Viaggio’. Poverini! Non avevano avuto modo di leggere in tempo la puntuale disamina della professoressa: immigrati ubriachi che portano fuori i loro cani per i bisogni e per ingannare il tempo, lanciano bottiglie vuote sulla strada... Per non parlare poi delle loro ‘colorate’ compagne che adescano clienti ad ogni angolo buio offrendo i loro servigi. Angoli bui, perché le vetrine sono spente a causa degli affitti cari e delle vessazioni tributarie della giunta comunale, sperperatrice in linee blu. Buie per le attività cessate anche per la concorrenza sleale dei venditori abusivi. (...)
Vorrei far notare all’attenta analista che oltre alle onde blu in due anni si sono realizzati diversi progetti: mobilità sostenibile, cultura partecipata e diffusa (es. PAF e pianoforti in strada), testamento biologico, dichiarazione della volontà di donazione degli organi, regolamento contro il gioco d’azzardo, bilancio ambientale, riuso degli spazi, consulta stranieri, registro unioni civili, disability manager, raccolta differenziata e mi fermo. Probabilmente la professoressa Ferrari ha più affinità con i disfattisti e i distratti che non con chi si adopera per rendere il natio borgo meno selvaggio!
Roberto Pennacchioli
(Cremona)

Spino d’Adda: area cani/1
Il regolamento c’è
Da Riccaboni falsità
Egregio direttore,
intervengo in merito al caso dell’area cani di Spino d’Adda: il regolamento esiste, scatteranno anche le multe, il regolamento c’è già ed è sin da subito applicabile. Chi dice il contrario, dice il falso. Sono previste sanzioni per chi non rispetta le regole e proprio in base a ciò che sancisce il regolamento vigente saranno eseguiti controlli specifici da parte della polizia locale. Ci sorprende che chi ha fatto per cinque anni il sindaco e contemporaneamente il presidente del consiglio comunale queste cose non le sappia (o più probabilmente finga di non conoscerle). Si vuole migliorare il regolamento? Certo. Infatti la maggioranza ha presentato un’integrazione al regolamento già vigente. La minoranza ne vuole fare un altro: liberissima di farlo.
Smentiamo categoricamente quello che viene detto da Riccaboni, ossia che ad oggi, l’area cani non è regolamentata. Smentiamo che ad oggi un cittadino può accedere con il proprio cane e non essere multato. Questa è una fandonia bella e buona e serve solo a fare disinformazione. Come fandonia è l’affermazione di Riccaboni che dice che nell’area cani i cittadini possono entrare con le bici e fare cross. (...)
Andrea Bassani
(presidente commissione Partecipazione e Affari Istituzionali di Spino d’Adda)

Spino d’adda: area cani/2
‘Benessere’ animale Servono regole diverse
Signor direttore,
il regolamento obbliga alla raccolta di deiezioni, e si prevede una multa, e permette ai cani di restare liberi negli spazi a loro dedicati. Vero. Ma tecnicamente ad oggi non risulta che nel Parco Bonà vi sia un'area sgambamento cani, quindi, a voler ben guardare, i cani lì non possono entrare slegati.
Noi chiediamo nel regolamento, ad esempio, che il proprietario del cane abbia l’obbligo di ricoprire buche scavate dal suo animale. Ad oggi, un cane può scavare in Area Cani e la buca restare lì. Chiediamo che in Area Cani non sia consentito introdurre cani malati o in carenza di salute, o femmine in estro e pre-estro. Ad oggi lo si può fare. Chiediamo che in Area Cani non si lancino ai cani palline o fresbee, ad oggi si può fare. Chiediamo che nell'area cani non si mangi. Ad oggi lo si può fare. Chiediamo che i cani entrino dall'ingresso ed escano dall'uscita e che il cancellino resti sempre chiuso. Ad oggi non vi è regolamentazione in tal senso. Chiediamo che i cani non restino mai incustoditi e che non vengano tenuto in braccio. Ad oggi lo si può fare.
Sono accorgimenti cinofili, che servono per garantire tranquillità tra i cani, e impedire zuffe o incidenti. A questo serve un regolamento: a spiegare ai padroni meno esperti o a ricordare ai più esperti come ci si relaziona con il cane e come aiutare i cani a relazionarsi tra loro. Questo è ‘Benessere’. (...)
Paolo Riccaboni
(ex sindaco di Spino d’Adda)

Trump è contrario
Il TTPI distruggerebbe il nostro made in Italy
Egregio direttore,
sapere che il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha il mio stesso pensiero sul TTPI mi rende molto felice e soddisfatto. Appena pochi giorni dal suo insediamento tra le primissime firme ha infatti bloccato il TTPI, il famoso trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico tra Usa e Ue. Come lei ben sa più volte ho manifestato la mia contrarietà (anche sul suo giornale) e preoccupazione sulle conseguenze enormemente negative per l'agricoltura italiana, ma non solo, anche sulla salute e sulla concorrenza economica. Visto che la stragrande maggioranza delle aziende agricole italiane è a conduzione famigliare o formata di piccole e medie imprese, e parlare di agroalimentare vuol dire parlare della nostra storia e delle nostre tradizione tramandate da generazioni, il trattato sarebbe stato l’affossamento del nostro made in Italy. La situazione attuale è sempre di crisi profonda basti confrontare il rapporto tra le aperture di nuove attività con la chiusura di migliaia di vecchi esercizi, i sindacati dovrebbero fare meno politica (in primis Coldiretti) e ritornare a tutelare le imprese agricole come una volta, ed essere presenti e più vicini all'agricoltore per combattere questa burocrazia sempre più asfissiante. (...)
Candelina sulla torta, in questi giorni al parlamento europeo in commissione commercio internazionale (grazie al voto del Pd e di Forza Italia è passato il fratello minore del TTPI e cioè il CETA, uguale trattato ma con il Canada che è il terzo produttore mondiale Ogm. Sarà l’ennesima batosta per il comparto suino, ma io continuo a combattere questa battaglia per cercare di garantirmi un futuro di onesto lavoro per tutti i cittadini che vanno a fare la spesa e una vita dignitosa per me e i miei figli.
Filippo Boffelli
(Codogno)

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Commenti all'articolo

  • francogallo57

    02 Febbraio 2017 - 22:12

    sono d'accordo che andare in bici fa bene, ma con l'aria pulita. Andarci adesso è come girare con la canna del gas in bocca, ve lo dice uno che ama la bici, ma purtroppo o stiamo tutti al freddo e andiamo tutti a piedi o in bici, altrimenti sono solo chiacchiere inutili.

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