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27 gennaio

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

29 Gennaio 2017 - 04:00

IL CASO

Gli sms solidali e la solidarità a nove zeri del governo alle banche

Egregio direttore,
meditavo sul valore degli SMS solidali che, con la sola rinuncia dell’equivalente di due caffè (2 euro), riescono a tamponare una immane tragedia quale possa essere una alluvione, un terremoto e quant’altro madre natura abbia deciso di rovesciarci addosso. Questo gesto spontaneo che ci spinge a pigiare un ‘invia’ ad un messaggio di solidarietà nei confronti di chi è più sfortunato di noi (almeno in quel determinato frangente) ha una carica di valore umano, nella sua pur misera monetizzazione, che non ha paragoni. Non ha paragoni, soprattutto, con l’altra faccia della solidarietà a ‘nove zeri’ che il Governo non nega e dispensa senza alcun pudore per tamponare tragedie ben architettate da spregiudicati faccendieri. Sarei curioso di vedere il risultato di ‘Scuole, ospedali e case distrutte da un terremoto le paga lo Stato e, per salvare MPS, mandiamo un SMS solidale’.
Bruno Tanturli
(Crema)

La sua lettera solleva un nodo delicatissimo: quello del salvataggio da parte del governo di istituti bancari e segnatamente del Monte dei Paschi. La questione è complessa. Mi limito ad una valutazione che potrebbe anche essere intesa come una provocazione: e se il tema vero non fosse il ‘salvataggio’ delle banche (cioè dei correntisti-risparmiatori) ma fosse, invece, quello di chiedere conto a chi, le banche, le ha portate a rischio fallimento?

LA PROPOSTA

Per restare al passo il commercio tradizionale dovrebbe cambiare così

Egregio direttore,
vorrei aggiungere qualche riflessione e proporre qualche idea nel dibattito sul commercio che si è riacceso recentemente.
Ho trovato la proposta di creare un ‘Cremona Village’ nel centro città rivoluzionaria, ardita e affascinante. Vorrei però sottolineare che il cuore del problema del commercio, in Italia e nel mondo, non è l’ubicazione dell’attività commerciale (chiedere ai titolari di negozi nelle periferie o nei piccoli paesi) ma sono le grandi trasformazioni nel settore, in divenire da anni, e un sistema Paese, burocratico e fiscale, chiaramente penalizzante per le piccole realtà commerciali e anche produttive.
L’opinione espressa è ovviamente personale ma è anche elaborata e riportata in diverse pubblicazioni, cito solo il ‘Rapporto sul terziario di Mercato’ Ufficio Studi-Confcommercio.
Per essere competitivi, principalmente nei confronti dei centri commerciali e del commercio on-line, credo che il commercio tradizionale debba proprio cambiare identità partendo dalle bellissime potenzialità che ci sono. La proposta del ‘village’ è estrema ma è alla fine quello che si è fatto per lanciare alcune delle attuali eccellenze italiane quali i consorzi enogastronomici ed alcuni ‘incubatori regionali’ per le start-up innovative.
Facile? Per niente! Perché come prima cosa significherebbe avere tutti i protagonisti attorno allo stesso tavolo a scrivere una missione ed una progettualità condivisa.
Io penso si debba iniziare con gradualità, ma si deve cominciare un percorso di cambiamento che proponga una qualità del servizio competitiva.
Mi piace fare alcuni esempi.
- Le associazioni e il Comune potrebbero organizzare delle ‘navette’ che nelle giornate opportune portino gratuitamente i clienti dal Foro Boario o dal parcheggio della stazione al centro cittadino.
- Si potrebbero organizzare luoghi da dedicare ai bambini, magari al chiuso e con tanto di animazione, mentre i genitori fanno il ‘giro in centro’.
- Anche i negozi potrebbero offrire servizi di e-commerce e di consegna a casa dell’acquisto magari facendolo in consorzio.
- Perché non si crea e si pubblicizza un marchio dei negozi del centro storico, concepiti come un vero e proprio centro commerciale urbano?
- Onestamente ho l’impressione che a furia di dire che è tutta colpa della Ztl si ottenga il solo effetto di svuotare ancora di più il centro città.
Politiche commerciali propositive ed accattivanti potrebbero migliorare la situazione, attirare visitatori in centro e clienti nei negozi!
Francesco Puerari
(Cremona)

Anche a Persico Dosimo
Disservizio postale a livelli incredibili
Signor direttore,
sottopongo alla vostra attenzione il problema ormai insostenibile di ritardo nella consegna della corrispondenza da parte del ‘servizio’ postale. Il 24 gennaio è stata recapitata un'utenza scaduta lo scorso 7 novembre. Dire che il servizio è saltuario è un eufemismo. Quest'estate ci era stata propinata la scusa della turnazione ferie del personale addetto alla consegna, ora siamo a gennaio e la situazione, lungi dall'essere risolta, peggiora. Anche la consegna delle raccomandate non viaggia su un canale più rapido. Io risiedo nel comune di Persico Dosimo ma da quanto sento da conoscenti e amici la situazione è generalizzata. Possibile che non si riesca a trovare una soluzione a questo problema. (...)
Lettera firmata
(Persico Dosimo)

Non solo la Shoah
I bombardamenti Olocausto dimenticato
Gentile direttore,
oggi, 27 gennaio, è la ricorrenza dell’olocausto. A quelle nefandezze si dovrebbe aggiungere l’ “orrore” di un mancato giudizio etico e morale dell’olocausto causato dai bombardamenti a tappeto effettuati dagli Alleati sulle città europee. Una distruzione su tale scala non aveva altro scopo se non quello di uccidere in massa quanti più nemici era possibile, indipendentemente dal fatto che erano civili. Tali azioni causarono milioni di vittime innocenti. Fu uno di quei crimini contro l'umanità i cui autori dovevano essere chiamati in giudizio e rispondere alla domanda: se per ritorsione si commettesse un crimine per reagire a un crimine peggiore subito questo giustificherebbe il crimine precedente?
Solo per citarne alcuni ricordo il bombardamento del quartiere di San Lorenzo a Roma (4.000 morti), la strage di Gorla (184 bambini delle elementari), Milano (20.000 morti), Dresda (300.000 morti). (...)
Che dire poi dei ricognitori che si abbassavano di quota per mitragliare sulle strade migliaia di profughi in fuga dalle città bombardate o dall’avvicinarsi del fronte di guerra? (...)
Ernesto Alberichi
(Spino d’Adda)

Roma nel caos/1
Alla Raggi non basta parlare con Grillo
Signor direttore,
Virginia Raggi, quella bella signora che riveste la carica di sindaco di Roma, indagata per alcuni reati abbastanza ‘pesantucci’, risponde serenamente, così come riferisce la TV, «Sono tranquilla: ho già riferito a Grillo!» Sta bene l'aver riferito a Grillo, capo della sua formazione politica, ma sarà proprio Grillo il giudice che potrà assolverla o ritenerla colpevole dei reati che le sono stati contestati? Ai posteri l'ardua sentenza, ma una donna che riveste una carica importante come quella di sindaco di Roma non può, o non potrebbe, giustificarsi in tal modo! Lei ce ne pensa?
Gaetano Antonioli
(Cremona)

Roma nel caos/2
La Raggi faccia un passo indietro
Egregio direttore,
la sindaca di Roma Virginia Raggi ha ricevuto un avviso di comparizione dalla Procura di Roma. Le viene contestato il reato di abuso d'ufficio e falso nella vicenda delle nomine dei dirigenti capitolini, in un’indagine che coinvolge anche Raffaele Marra, il suo ex-braccio destro. Lei si dice «molto serena». Ma ritengo che siano meno sereni, la maggioranza degli attivisti dei 5 stelle. Le intercettazioni uscite finora dalla chat composta da Raggi, Marra, il vicesindaco Daniele Frongia e il fedelissimo Salvatore Romeo, non fanno che incrementare i dubbi sul reale comportamento della sindaca e se la situazione giudiziaria si dovesse aggravare qualcuno pensa che sarebbe opportuno di toglierle il simbolo dei 5 stelle. Chi lo fa dimentica che il nuovo regolamento pentastellato prevede che sia l’eventuale condanna in primo grado a comportare sanzioni. (...) Vista l’attuale situazione giudiziaria che vede la sindaca compromessa in modo serio, salvo il caso che si tratti di una infernale macchinazione, ritengo doveroso che la sindaca faccia un passo indietro (...) e dopo il commissariamento della capitale si dovrebbe andare al voto. (...)
Elia Sciacca
(Cremona)

Inchiesta su Villa Merli
Documenti importanti e ricchi di riscontri
Signor direttore,
seguo dall’inizio e con grande interesse la serie ‘Villa Merli’ nella quale Barbara Caffi dà conto di importanti documenti sinora sconosciuti e giunti di recente al suo giornale. Giunto con oggi alla lettura del 17esimo paginone mi sento di dare atto della importanza e della obiettività di questi articoli. Lo dico alla luce dei riscontri che ritrovo col meticoloso lavoro di ricerca che ho fatto qualche anno fa per conto dell’ANPI, pubblicato nel volume ‘Fascismo a Cremona e nella sua provincia’. Posso dire che nelle puntate sino ad ora pubblicate, accanto ad informazioni inedite o che comunque io non avevo ritrovato altrove, ho constatato la conferma di molti diversi fatti e vicende che avevo appreso da altre altre fonti. In particolare dalle copiosissime carte della Prefettura del ventennio che ho potuto consultare nel nostro Archivio di Stato. Molte conferme e nessuna sostanziale contraddizione tra fonti diverse: non è poca cosa e mi sembrava doveroso darne conto.
In molti casi accanto alle conferme potrei citare significative esemplificazioni. Mi limito ad una riferita alla puntata sui sacerdoti antifascisti ed a omelie degli stessi. In effetti si riscontra che le prediche di certi sacerdoti venivano riferite al fascio locale e si ritrovano nelle carte di regime. Infatti esse finivano nelle schede personali dei sacerdoti ai fini del ‘regio placet’ rilasciato dall’autorità statale al prete quando prendeva possesso di una parrocchia. Nel volume citato se ne ritrovano alcuni esempi e ne prendo uno. La predica della festa di S. Giuseppe a Corte dè Frati, 19 marzo 1935, la definirei una intelligente... presa per i fondelli ‘da prete’ nei confronti del fascio. Per l’occasione don Mario Bozzuffi parla della estrema povertà di S. Giuseppe, egli – si riferisce abbia detto don Mario – era talmente povero da potersi paragonare ad un nostro contadino, ad un nostro operaio di oggi... La cosa viene segnalata come sostegno a certo mugugno e proteste sulle paghe e sul patto colonico allora in atto. Insomma, un San Giuseppe sovversivo.
Giuseppe Azzoni
(Cremona)

Lancio una provocazione
Le risorse di Sanremo per i terremotati
Signor direttore,
il centro Italia non ha smesso di tremare e fare vittime innocenti e come se non bastasse un hotel è stato sepolto da una slavina. (...) Voglio parlare fuori dai denti: le televisioni continuano a trasmettere scene strazianti che ti feriscono nel profondo del cuore. Quelle popolazioni sono in ginocchio e gli italiani hanno fatto alla grande la loro parte e continuano a dare una mano, anche con donazioni di denaro tramite i numeri verdi. Vedo, invece, e la cosa mi indigna, le autorità dello Stato che si recano sul posto e con una stretta di mano porgono le condoglianze ai famigliari dei defunti, e poi tutto finisce lì. Solite chiacchiere e promesse di rito ma poi non si risolve nulla. Perché non mettere mano, una volta nella vita, al proprio portafoglio? Sarebbe un gesto encomiabile e una bella dimostrazione di generosità. Oltre che un bel messaggio della politica.
Per ultimo lancio una provocazione. Il Festival di Sanremo è alle porte: perché non sospendere la manifestazione e dirottare tutte le risorse e i cachet di conduttori e ospiti a favore della soluzione di questa gravissima emergenza? Già... Resterà una provocazione.
Andrea Delindati
(Cremona)

Grazie al volontario
Ripulito il Torrione di via Ghinaglia
Gentile direttore,
apprendo da ‘La Provincia’ del 15 gennaio che il Torrione di via Ghinaglia è stato ripulito da un volontario. Con sacrificio e abnegazione Daniele Disingrini ha sostentato con il suo tempo quest'opera benevole. A lui va il mio ringraziamento.
Claudio Merlini
(Cremona)

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