Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

23 Gennaio 2017 - 04:00

IL CASO
Il Cascinetto subisce la prepotenza del Kavarna
Egregio direttore,
voglio segnalare l’ennesima serata di inciviltà nel quartiere Cascinetto firmata Kavarna. Musica assordate fino alle 7.30 della mattina, bottiglie di vetro sparse per il quartiere, muri imbrattati e, come se non bastasse, ingressi dei condomini utilizzati come orinatoi. Al mattino, finita la festa, i ragazzi ubriachi si mettono alla guida delle loro macchine per fare rientro a casa con il pericolo che ciò ne consegue. Abbiamo scritto tante volte per segnalare questo problema ma non è mai cambiato nulla e l’indifferenza di chi potrebbe agire e non lo fa è la cosa che dà più fastidio. Quando interrogati gli Amministratori rispondono che stanno valutando il problema nascondendosi poi in un assordante silenzio e le forze dell’ordine sostengono che per motivi di sicurezza non possono intervenire. Così una parte della città è occupata e tenuta in scacco da chi si pone a paladino della democrazia, calpestandola ad ogni occasione. Dov’è la rigenerazione urbana tanto promessa? Quella del Cascinetto è una struttura che se riqualificata potrebbe essere utilizzata per diversi servizi; penso ad esempio ad un asilo nido, oppure ad una sede scout o più in generale a spazi per associazioni fruibili a tutti e non solo ad alcuni. Perché non c’è la voglia di cambiare? Perché un quartiere, ma più in generale una città, deve subire la prepotenza di pochi?
Matteo
(Cremona)

Domande legittime sollevate più volte da queste colonne. Attendiamo le risposte.

LA POLEMICA
Sos dall’hotel ignorato, in una ‘Italietta’ di impuniti nessuno pagherà
Signor direttore,
i clienti dell'hotel travolto dalla valanga, impauriti dalla neve che seguitava a scendere copiosa e aveva già superato i 2 metri di altezza, avevano iniziato a chiamare soccorsi e inviare SOS via cellulare la mattina: sono stati ignorati! Intorno a mezzogiorno i dipendenti stessi dell'albergo, altrettanto atterriti, hanno iniziato a chiedere l'invio di mezzi per aprire una via d'accesso all'hotel. Lo spazzaneve era stato promesso per le 15, poi per le 17, infine per le 19, ma tragicamente prima di quest’ultimo orario la valanga ha spazzato via la struttura e causato molte vittime. Evidentemente qualcuno non ha dato credito alla gravità della situazione, o ha voluto far ‘pesare’ la propria autorità in una situazione di grave e vasta emergenza. (...) Questo qualcuno ha sulla coscienza questi morti! Non è stata una disgrazia senza preavviso, l’allarme era stato ripetutamente lanciato almeno 7 ore prima della tragedia. (...) Si tratta di omicidio colposo plurimo!
La politica tutta fa quadrato per difendere l'indifendibile, si sta già insabbiando tutto, dalle più alte responsabilità delle autorità alle piccole colpevoli negligenze di questo o quel soggetto della macchina dei soccorsi, e come sempre non vi sarà alcun colpevole, ovvero, gli unici colpevoli saranno la neve e la montagna... Non serve crocifiggere tutti quanti, sarebbe ingiusto oltre che inutile, ma si possono facilmente inchiodare i pochi responsabili (ci sono le registrazioni telefoniche...), per rendere onore e giustizia alle vittime e all’Italia, nazione sempre più vilipesa e senza dignità. Se i soccorsi fossero partiti alla prima richiesta forse si sarebbero salvate più vite umane, o forse no, nessuno può saperlo, ma in ogni caso era nostro dovere di nazione partire immediatamente per fare tutto il possibile per quelle persone. Qualche ‘criminale’ ha fatto sì che ciò non avvenisse: spero di sbagliarmi, ma ancora una volta costoro rimarranno impuniti nell'ombra, confondendosi nella massa della sterile polemica che già si è scatenata e nel disgustoso scaricabarile in cui tanti personaggi della nostra penosa ‘italietta’ sono da sempre campioni nel mondo. Un po’ mi vergogno di essere cittadino di questo paese, ed un pochino colpevoli per tutte le nefandezze che vi accadono lo siamo tutti.
Alessio Zanelli
(Cremona)

Giornata del migrante
Un grande evento nobilitato dal vescovo
Egregio direttore,
vorremmo ringraziare tramite il giornale da lei diretto Sua Eccellenza Antonio Napolioni, vescovo di Cremona e tutte le autorità civili e militari che sono intervenute alla celebrazione, nella Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, svoltasi presso la parrocchia di San Giuseppe nel quartiere Cambonino. Si ringraziano i sacerdoti concelebranti e tutti i partecipanti delle comunità cattoliche non italiane intervenute e anche di alcuni rappresentanti mussulmani. Un sentito ringraziamento anche a Giuseppe Bruschi per il bellissimo articolo e a lei per lo spazio rivolto a questa celebrazione.
Antonio Croci
(Cremona)

Fare nuova la città
Dialogo e confronto
Un modo per crescere
Signor direttore,
Domenica 15 gennaio alle ore 17 presso la sede Ial Cisl di via Dante ho partecipato all’incontro di lista di Fare nuova la città dal titolo: ‘912 giorni fuori dal comune’. A due anni e mezzo dalle elezioni amministrative ci siamo ritrovati insieme, candidati e non, per fare il punto su quanto fatto finora e confrontarci sulle sfide future. All’incontro erano presenti il Sindaco, gli assessori e i consiglieri di Fare nuova la città, chi, come me, è stato candidato nella lista civica, i membri del direttivo e tutti coloro che fanno parte dell’associazione. Abbiamo parlato dei numerosi risultati che sono stati raggiunti: abbiamo parlato di giovani, scuola, università, liuteria, formazione, turismo fluviale e musicale, rigenerazione urbana e sicurezza. E’ stata occasione sana di dialogo e confronto. Occasione per gioire dei risultati raggiunti e per meditare sulle scelte future. E’ stato luogo di incontro e partecipazione attiva. Da giovane cittadina penso sia importante recuperare e valorizzare spazi e luoghi di partecipazione come questo poiché ognuno di noi, in quanto membro di una comunità, deve essere e deve far parte del cambiamento. Fare nuova la città è tutto ciò: è luogo di crescita, di arricchimento, di partecipazione attiva, di cambiamento. Perché fare politica non è creare il paradiso in terra, non è per forza fare cose ogni cinque minuti. Fare politica è prendere decisioni, fare progetti che lasciano segni e semi che daranno frutti, magari non nell’immediato.
Chiara Barbieri
(Cremona)

All’ospedale di Cremona
In Pneumologia la sanità funziona
Egregio direttore,
si parla e si scrive spesso di come funzioni la Sanità in Italia e in particolare negli ospedali, sottolineandone gli aspetti negativi. Per quanto riguarda l'ospedale di Cremona, presso il quale sono stata ricoverata più di 20 giorni nel reparto di pneumologia, desidero testimoniare la mia positiva e soddisfacente esperienza. Nel periodo in cui il reparto era al completo, con tutte le difficoltà connesse al pienone, ho potuto constatare la disponibilità, la sollecitudine, la competenza e la cortesia dei medici che si sono prodigati senza risparmio con tutti i pazienti. Desidero esprimere a tutti un elogio, ai medici e anche al personale infermieristico per la pazienza e disponibilità verso tutti i malati, soprattutto i più anziani e quindi maggiormente in difficoltà.
Lina Guglielmo
(Cremona)

Disamore verso la politica
Mattarella snobbato anche a reti unificate
Egregio direttore,
sono rimasto basito nel sapere che il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica a reti unificate (Rai, Mediaset e La 7) abbia avuto un ascolto di appena 6 milioni di telespettatori. Con un bacino di ascolto di 60 milioni , un Presidente amato dai suoi cittadini, avrebbe raccolto come minimo 15/16 milioni di telespettatori, incredibile. Il film che seguì il ‘sermone’ di Mattarella, ‘L'uomo che verrà’, ne ebbe ben 5 milioni e mezzo. Il lungometraggio ‘Belle e Sebastien’, andato in onda il lunedì successivo, quasi 7 milioni. Non ho parole. Se questo è il termometro che indica il gradimento di un Presidente della Repubblica, c'è poco da stare allegri.
Alessandro Zecchini
(Camisano)

Oltre le classifiche
Galimberti lavora per un rilancio vero
Signor direttore,
(...) Il verdetto del 52,5% di gradimento per Galimberti non sembra poi così male! Perché ci ‘ritorno su’? Semplicemente per non far mancare a quegli incalliti detrattori del John Luca sindaco, che il verbo ‘diventare adulti’ li paralizza, soprattutto quando si parla loro dell’avvenire, significa chiedere loro di misurare l’infinito non con un decimetro. Ma ce lo ricordiamo l’operato del buon Oreste e della sua squadra? Dobbiamo dedurre che si stava meglio quando si stava peggio? Provo solo per un attimo ad uscire dalla cappa delle falsità pretestuose e a fare un paio di precisazione sulla base dei dati di fatto. Tanto per cominciare i 20mila euro cui si riferisce Fasani sono stati stanziati per il Bilancio sociale dell’Ente, e non - come afferma fumosamente il consigliere del Ncd - per non meglio identificate campagne di comunicazione o politiche. Per quanto riguarda il sondaggio, in un contesto in cui molti sindaci sono in calo, il nostro sindaco John Luca scende di un solo punto rispetto all’anno scorso, molto meno dei colleghi di Mantova, Bergamo, Piacenza e Brescia. Comunque si mantiene sempre ben sopra il 50% dei consensi. (...) In ogni caso su una cosa Fasani ha ragione: tra poco più di due anni i cittadini sceglieranno se preferiscono la politica della demolizione (anche personale) dell'avversario, o quella che silenziosamente lavora per cercare di rilanciare la città attraverso strategie che non hanno niente a che fare con il ‘tutto e subito’ e con il marciare sul risentimento della gente. (...)
Giorgino Carnevali
(Cremona)

Rigopiano e Marcinelle
Anche nella morte ci sono differenze
Gentile direttore,
morire in piscina e morire in miniera: una prece per entrambi i tipi di morte, ma con la sfacciataggine, crudelmente realistica, di dire che si tratta di due modi di morire che sarebbe offensivo mettere sullo stesso piano. Morire mentre si fa un rilassante bagno in piscina per divertirsi (vedi l’hotel di lusso in Abruzzo) non è, non può essere come morire nel fondo di una miniera (vedi Marcinelle), dove si è andati a lavorare per guadagnarsi il mangiare. O inventeremo, per i morti diversamente, una prece pure diversa?
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

Pubblico questa lettera ma sono in totale disaccordo. Lei vorrebbe dire che la vita di chi passa qualche giorno di vacanza in un hotel che viene spazzato via da una slavina è meno importante di quella di un minatore che resta sepolto nel crollo di una caverna? Perché mai si devono paragonare le due tragedie? Per quale ragione?

Anche a scuola
La storia la scrivono sempre i vincitori
Egregio direttore,
leggendo le cronache del dibattito politico che si sta svolgendo in Italia, ci si rende conto come esso risente, ideologicamente, delle predominanti correnti di pensiero e delle istituzioni sbocciate durante la rivoluzione francese. Nelle scuole trionfa il progressismo mentre l’attenzione sugli studi filosofici è rivolta all’approfondimento del pensiero degli illuministi, dei marxisti e dei modernisti. In osservanza del politicamente corretto si incrinano metodicamente i concetti di nazione e quelli delle identità dei popoli. Si guarda al passato non per andare avanti; ma strumentalmente mettendo in evidenza soltanto le situazioni drammatiche che accompagnano le guerre rafforzando il detto: ‘La storia la scrivono i vincitori’. Per quanto riguarda le ‘Destre’, si fa confusione soprattutto quando si assimilano le idee degli eredi del MSI al populismo. In effetti, certe tematiche populistiche circolano tra loro come, ad esempio, l’avversione verso la partitocrazia; ma esse sono marginalizzate da argomentazioni come quelle sul primato dello Stato, sull’impostazione gerarchica dei rapporti sociali e sul binomio legge-ordine che, con il populismo autentico niente hanno a che fare.
Claudio Fedeli
(Cremona)

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery