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17 gennaio

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

19 Gennaio 2017 - 04:00

IL CASO
Migranti
Dramma infinito
E l’Europa sta a guardare
Egregio direttore,
quando la sera ci chiudiamo nelle nostre case, riscaldate e con ogni comfort, c’è un posto in Europa, dove duemila persone o forse più, tra uomini, donne e bambini, vagano al freddo, senza mangiare e senza un tetto sotto il quale alloggiare, alla ricerca di un posto dove poter vivere con dignità. Questa è una grande vergogna ed una sconfitta per l’umanità intera. In particolar modo in questi giorni in cui le temperature sono scese molto al di sotto delle zero, la sera prima di andare a letto, il pensiero, che mi fa sentire in colpa, va a queste persone. Credo che tutti dovremmo sentirci un po’ in colpa per quello che sta avvenendo e per il fatto che forse potremmo fare sentire di più la nostra voce, invece di vivere quello che sta succedendo come qualcosa al quale assistere senza poter farci niente.
E l’Europa sta a guardare questo terribile spettacolo, impegnata nelle discussioni che riguardano i gruppi parlamentari (a quale aderire!) l’elezione del nuovo Presidente del Parlamento Europeo, e l’Italia in prima linea, sta affrontando, con tutti i problemi che ben conosciamo, una situazione di salvataggi e accoglienza.
Sul salvataggio io sono pienamente concorde mentre sull’accoglienza credo potremmo fare di meglio viste anche le recenti storie di cronaca.
Facciamo sentire più forte la nostra voce, perché chi ci rappresenta in Europa intervenga perché Paesi come l’Ungheria, che ricevono finanziamenti per opere da realizzare nei loro Paesi (ricevono anche soldi nostri), se non si attengono anche alle regole che esistono quando si fa parte di una comunità (come quelle di farsi carico della loro quota di accoglienza), non devono più ricevere tali finanziamenti.
Appelli in questi giorni si sono levati da parte di personalità autorevoli. È ora di fare seguire alle parole i fatti; credo che sia molto importante che anche i cittadini comuni come me facciamo sentire la loro voce perché anche chi può prendere iniziative in tal senso deve sapere che c’è un comune senso di disagio nel vivere queste situazioni. (...)
Orestilla Sogni
(Cremona)

Sul tema dei migranti l’Italia sta facendo — come sempre — la sua parte con coraggio. La grande assente è l’Europa, prigioniera di un insopportabile egoismo.

LA POLEMICA
Contro le nutrie speriamo solo in inverni gelidi
Egregio direttore,
la sua rubrica del 10 gennaio ha ospitato una lettera dell’Associazione Una (Uomo natura animali) il cui contenuto riguardava la difesa con vari mezzi della nutria e del cinghiale ora molto diffusi nel nostro territorio. L’interesse di questa associazione è rivolto a difendere in qualsiasi modo queste due specie non impiegando mezzi cruenti quali ad esempio il fucile ma, come loro predicano da tempo, con l’uso di metodi alternativi quali reti metalliche nelle diverse varianti, recinzioni varie protezioni del tronco e per finire le tanto invocate sterilizzazioni. Queste ultime in particolare sono sulla bocca di tutti ma nessuno, oltre a non spiegarne l’utilità, la validità e la sicurezza del metodo, mi risulta sia mai stato applicato dai vari enti politici preposti alla salvaguardia dei danni praticati. (...)
Pratico la professione agricola fin da ragazzino gestendo un fondo considerevole per superficie e deve fare i conti con questi animaletti che non perdono tempo a mangiucchiare e distruggere parte dei raccolti di mais e frumento. (...) Ma il danno maggiore deriva dalla loro attitudine allo scavo delle tane che si insinuano nella superficie dei fondi per diversi metri causando pericolosi cedimenti che avvengono in concomitanza dei lavori meccanici con le macchine operatrici. Questi cedimenti, frane e divoramenti dei raccolti, causati in ogni dove, agli occhi attenti di chi se ne intende, rivelano un gigantesco e diffuso squallore delle nostre campagne, evidenziando un generalizzato senso di disordine e di pericolo. (...) Questi signori dell’UNA per intenerire il cuore dell’opinione pubblica diffondono fotografie di persone con in braccio una nutria: questi slogan non convincono gli addetti all’agricoltura che dalla terra devono annualmente ricavare il proprio reddito.
Giunti a questo punto l’interrogativo da rivolgere all’intera società che vive il territorio è quello di decidere se penalizzare l’agricoltura e il territorio, oppure mantenere in vita questi animali il cui abnorme sviluppo è dovuto principalmente all’assenza di predatori ma anche alle iniziative delle varie associazioni protezionistiche per non dimenticare i metodi della politica che pensa di eradicare la nutria attrezzando squadre di volontari. La nostra sola via di risoluzione per il momento la riponiamo nella meteorologia auspicando inverni gelidi e prolungati, i soli a rendere la vita difficile alla specie nutria.
Renato Mazzuzzi
(Voltido)

Scuola a Castelleone
Il sale sparso solo dopo la mia caduta
Signor direttore,
colgo l’occasione dello spazio aperto per ringraziare coloro che mi hanno visto, soccorsa, accompagnata al pronto soccorso il 13 gennaio. Venerdì ero in procinto di entrare a scuola dove lavoro come maestra a Castelleone. Voglio precisare che all'entrata mi avevano avvisato che c'era il ghiaccio e di andare nell'erba; stavo a pochissimi metri dall'entrata ho messo piede sulla pavimentazione antisdrucciolevole?! Mi sono trovata in terra. Premetto che non ero di fretta e calzavo stivali con gomma. Fatalità? Destino? Arrivo al punto. Non voglio essere polemica ma ho visto gli operai spargere il sale sulla passatoia della scuola solo dopo la caduta nella quale mi sono rotta il braccio. Ora ho il braccio destro ingessato: sono dispiaciuta perché volevo esserci a scuola dai miei bambini.... mi trovo infortunata chissà per quanti giorni!
M. Pia Bissolotti
(Castelleone)

Per il bene comune
Più responsabilità a tutti i livelli
Signor direttore,
la responsabilità come sappiamo tutti, è un atteggiamento al quale veniamo chiamati come cittadini e cittadine, in ogni ruolo e a tutti i livelli, famigliari, sociali, informativi e istituzionali. A livello famigliare, prendersi cura in collaborazione con tutti i componenti, nelle piccole e grandi cose da fare, per un buon convivere e condividere e trarne tutti vantaggio, favorendo un clima di armonia e sereno.
A livello sociale, la responsabilità è avere consapevolezza delle nostre azioni, che abbiano alla base dei principi e obiettivi di alta civiltà, per rendere la società migliore e più giusta. Per raggiungere questi obiettivi, ci sono cose da non fare, lavoro nero, l’evasione fiscale, non abbandonarsi a guadagni facili, spaccio di droghe, di merce contraffatta, non corrompere e non farsi corrompere in lavori o cose illegali, ma con una bella e sentita responsabilità, comportarsi da cittadini per bene, con onestà, sincerità, umanità, questo ci rende cittadini migliori e ci permette di andare sempre a testa alta.
A livello informativo, giornali, radio, internet, tv, telefonini, bisogna che tutti abbiano una sana e onesta responsabilità, di non pubblicare notizie false, offensive, dispregiative nei confronti di persone, associazioni, istituzioni, ma informazioni corrette, trasparenti, veritiere e obiettive, salvaguardando sempre la dignità di ogni persona. A livello istituzionale, qui chi ne fa parte deve avere quella responsabilità, dovere di servizio, limpida e di buon esempio, a partire dai Consigli Comunali, ai componenti non basta essere stati eletti dai cittadini, bisogna impegnarsi tenacemente per risolvere i problemi della comunità. Delle persone, ai consiglieri che non fanno parte della maggioranza, non basta dire solo dei no, protestare o addirittura non partecipare ai Consigli Comunali, devono essere presenti, attivi, fare proposte costruttive, essere al servizio della gente in collaborazione con la maggioranza, per cercare di far prevalere le soluzione migliori, per bene comune. (...)
Francesco Lena
(Cenate Sopra - Bergamo)

A Soresina c’è la moschea?
I cittadini meritano risposte serie e precise
Egregio direttore,
mi consenta un’osservazione. Noto con dispiacere che l’attuale amministrazione di Soresina (che tra l'altro ho votato) non accetta volentieri interrogativi posti dai cittadini sul giornale. Di solito risponde eludendo le richieste e con poca capacità critica. Chi ha scelto di amministrare non può pensare di ‘fare tutto bene’; le opinioni di noi Soresinesi possono essere costruttive e non devono essere viste necessariamente come un attacco a quella parte politica
Le risposte di solito sono immediate, questa volta no. Riformulo la domanda semplice e chiara: quella di Soresina è o no una moschea?
Attendo risposta
Maria P.
(Soresina)

La solidarietà vince
‘Dopo di noi: INSIEME’
I grazie non bastano
Gentile direttore,
la ‘Fondazione Dopo di Noi INSIEME’ trova spesso nelle pagine del suo giornale spazi nei quali sono divulgati spettacoli e iniziative con i quali ci rivolgiamo all’anima solidale delle persone per raccogliere fondi a favore dei nostri obiettivi di sostegno alla disabilità grave. Ma questo, a lei e ai suoi collaboratori, è solo il primo dei miei ringraziamenti. In questo 2017 in cui la Fondazione festeggia con soddisfazione e gioia il decimo anniversario dell’inaugurazione della casa-famiglia di via Cattaro, sono molte altre le persone che desidero ringraziare, per averci aiutato a raggiungere questo traguardo.
Hanno la nostra sincera gratitudine tutti coloro che hanno scelto di donare attraverso lo strumento del bonifico bancario, coloro che hanno destinato alla nostra Fondazione il ‘5 x 1000’ dell’Irpef, coloro che hanno scelto per aiutarci la via, tutta cremonese, della ‘Buona Usanza’, coloro che hanno disposto lasciti di solidarietà attraverso legati testamentari. Inoltre, ultimo ma certo non per importanza, il mio sentito ringraziamento è per le persone che alla Fondazione donano il loro tempo, cioè a tutti i volontari che affiancano i nostri operatori soprattutto nelle ore serali dei giorni feriali e durante i fine-settimana.
Penso a quelli tra loro appena arrivati dai nostri ‘ragazzi’, e agli altri, presenze costanti da molti anni, che iniziano a coinvolgere i propri figli per offrire il loro sostegno concreto e il loro sorriso a chi ha bisogno di tutto ma non può esprimere il suo grazie. Lo faccio io, per loro e a nome di tutta la Fondazione.
Libero Zini
(Presidente della Fondazione ‘Dopo di noi: INSIEME’)

Quanti no a Trump
Non è di sinistra
Questa è la sua colpa
Egregio direttore,
lotta continua ad oltranza contro Trump. Faccio seguito alla mia del 6 gennaio. «E così anche Bocelli non canterà per Trump». L’uomo cui tutto lo star system della canzone, della moda, dell’alta finanza, dell’industria automobilistica sta blaterando stupidamente, all’unisono: «No, tu no»! Sciocchezza megagalattica per un presidente che, al momento non sappiamo se lavorerà bene o male ma ha l’handicap di non essere di sinistra! Conferma però l’assioma che la democrazia è solo una parola astratta. Winston Churchill, lungimirante e scafato, a suo tempo ebbe a dire: «La democrazia funziona quando a decidere sono in due ed uno è malato!» I baldi giovani, si fa per dire de ‘Il Volo’ edizione riveduta e corretta del trio Lescano che fu, al secolo Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginobbe hanno avuto l’intemerata di dire di no all’invito di esibirsi in occasione dell’insediamento del nuovo presidente Usa, sbertucciando con la motivazione: «Non appoggiamo il populismo xenofobo. non siamo mai stati d’accordo con le idee di Trump». (...) Di contro una ragazzina sedicenne Jackie Evancho, coraggiosa con la naturalezza tipica dell’età canterà l’inno nazionale per il presidente. (...)
Luciano Pedrini
(Cremona)

Le lezioni prima di tutto
Saviano a scuola?
Meglio in libreria
Signor direttore,
Roberto Saviano a Forlì. Lette le relative dichiarazioni dello scrittore Saviano e del preside Marco Monelli del Liceo Classico ‘Morgagni’ di Forlì, il problema, da uomo di scuola, dovrebbe essere risolto, d’imperio, dal preside Monelli. Per la semplice ragione che l’insegnamento delle materie scolastiche ha l’obbligatoria precedenza, ed è per tale insegnamento che gli insegnanti vengono pagati. E lo stesso Saviano, se davvero vuol aiutare la scuola, dovrebbe dire no all’invito ad intrattenere gli studenti nelle classi, e limitarsi ad incontrarli, facoltativamente, presso qualche libraio (...). Prima quindi la scuola, dove si insegna a consultare-usare il dizionario d’italiano. l’atlante geografico, l’atlante storico e l’atlante toponomastico.
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

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