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8 gennaio

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

10 Gennaio 2017 - 04:00

IL CASO

Il vaccino contro la meningite deve essere gratis per tutti

Egregio direttore,
leggevo sul suo quotidiano un articolo inerente la psicosi meningite e la conseguente forte richiesta all'autorità sanitaria, da parte di cittadini allarmati, del vaccino. Ebbene leggendo mi si è ghiacciato il sangue nelle vene: ai minorenni vaccino gratis, mentre i maggiorenni se lo devono comprare di tasca propria e farselo iniettare, vaccino che va dai 50 euro fino ai 140 euro la formulazione più efficace e completa. Ma stiamo scherzando? Il vaccino di questa terribile malattia deve essere di libero accesso a tutti! Se per esempio in una famiglia composta da padre madre e figlio tutti maggiorenni dove solo il padre lavora con uno stipendio di circa mille euro mensili ci si volesse vaccinare che si fa? Ci si vaccina a turno? Anche perché 140 euro per tre va quasi mezzo stipendio...
Signor direttore, c’è qualche potentato che detiene tali scellerati costi e scelte? Da cittadino spremuto di tasse attendo una somma e soddisfacente risposta da chi di dovere.
Marco Pedrabissi
(Trescore Cremasco)

Il dibattito è aperto ma in alcune regioni si sta agendo in tal senso. In Toscana, dove i casi sono stati parecchi, la decisione è già stata presa: vaccinazione gratuita contro il meningococco C per tutti i residenti nell'Asl Toscana centro, a qualsiasi fascia di età appartengano. Riduzione del ticket da 58,23 a 45,52 euro per gli over 45 che risiedono nelle altre due Asl, Toscana nord ovest e sud est. Alla fine è una questione di bilanci.

LA POLEMICA

Per rilanciare l’agricoltura serve una vera ‘riforma agraria’
Egregio direttore,
si parla sempre di tutto ma di agricoltura poco o niente, ma sarà importante l'agricoltura? Cioè l’arte di lavorare la terra per sovvenire al fabbisogno nutritivo di tutti gli abitanti del pianeta terra. Questa attività tanto vecchia e antica che fin dalla Genesi la prima operazione che fece il primo uomo fu di coltivare la terra... la nascita dell'agricoltura trasforma radicalmente la vita degli essere umani, abituati a vagabondare come nomadi in cerca di cibo e animali da cacciare. Trasforma la vita degli essere umani, segnando l'abbandono del nomadismo con la nascita di gruppi stanziali e un nuovo modo di organizzare non solo l'economia ma anche la struttura politica e i rapporti sociali. Si comincia ad addomesticare gli animali e con l'allevamento l'uomo non doveva più praticare la caccia e aveva più disponibilità di latte e carne e procurandosi anche lana e pelli per coprirsi. Addirittura presso i Romani l'agricoltura era gloria e decoro per i migliori cittadini, e i soldati venivano premiati con l'assegnazione dei terreni. Ovviamente col passare dei secoli l'agricoltura si è sviluppata con tecnologia e studi appropriati, sono state fatte migliorie sulle varie tecniche di colture e cereali, portando a rese di produzioni per ettaro elevatissime. Pensare che fino alla seconda guerra mondiale quasi tutta l'economia europea si basava ancora fondamentalmente sull'agricoltura. Oggi la forza lavoro complessiva si attesta ad un 4-6% surclassata dal lavoro nell'industria e nel terziario. In Italia quel che resta dell'agricoltura oggi è sotto gli occhi di tutti: cascine abbandonate e cadenti piene di piccioni, rogge popolate da nutrie. Le strade e le tangenziali sono affiancate da enormi capannoni di logistiche che hanno cancellato confini e proprietà agricole, facendo scomparire tutto quello che facevano una campagna verde e lussureggiante. Parlare oggi con le persone anziane di tutto questo, il loro viso si rattrista... E pensare che col biologico, la nuova etichettatura sulla provenienza dei prodotti, il made in Italy, la produzione a chilometro zero ci sarebbe una prospettiva potenziale (non solo di lavoro) futura enorme. Ci vorrebbe una vera e propria Riforma Agraria fatta da politici competenti, coraggiosi e una capacità lodevole. È una possibilità che purtroppo in questo marasma attuale non vedo.
Filippo Boffelli
(Codogno)

E' allarme sicurezza
Banditi più tutelati delle forze dell’ordine
Signor direttore,
prima di Natale fu ucciso di notte il terrorista tunisino della strage di Berlino di alcuni giorni prima, uccisione avvenuta da parte di due poliziotti in quanto il terrorista aveva prima sparato ad uno di loro. I vari ministri li hanno considerati eroi, veri ‘falsoni’, in quanto non mi auguro cosa fosse successo se al posto del terrorista ci fosse stato un semplice delinquente per furto o rapina, subito la magistratura avrebbe indagato sul fatto e incriminato i due poliziotti. (...) Basta verificare quanto avvenuto in precedenza, dove sono più tutelati i delinquenti che le forze dell'ordine o chi è oggetto di furto e rapina, quando raramente ci scappa il morto o ferito.
dalicr@alice.it

Il caso di Piadena
Ormai l’opposizione quasi non esiste più
Egregio direttore,
nella cronaca del Casalasco del 28 dicembre si scrive delle vicissitudini della minoranza rappresentata nel comune di Piadena che ha determinato una defezione per contrasti occulti e palesi. Infatti il consigliere di centrodestra Bruschi Robusti dopo qualche mese di osservazione ha fatto un rapido bilancio ed è giunto alla conclusione di raccogliere le sue carabattole e fare gruppo a sé. Pare il caso di precisare che l’altro elemento tesserato a destra, una volta eletto si è auto congedato dal partito riconsegnando le credenziali avute, per collocarsi al centro facendo massa con gli altri due. Dopo questa breve premessa si deve tirare la conclusione che questa minoranza abbia ormai scelto una linea oppositiva più che morbida, ma anche inesistente e questo atteggiamento politico è confermato dal fatto che con delibera n. 15 del 20/06/2016, che riguardava la nomina del Presidente dell’Unione Comuni di Piadena e Drizzona, è stata eletta presidentessa la Cavazzini che ha ottenuto ben sei consensi su sei votanti. La Cavazzini ha votato se stessa e Pietro Francesconi seguito dall’altro centrista di Drizzona Delfo Fasani, senza tentennamenti hanno sostenuto questa candidata di sinistra. Ma per dovere di cronaca serve altresì ricordare che nel penultimo consiglio comunale piadenese l’opposizione centrista ha presentato una mozione contro i migranti irregolari o clandestini alloggiati in un caseggiato di via Borgo Fornace, ma con stupore degli astanti, con una avvolgente manovra di anticamera dell’ultimo minuto è stata ritirata alla chetichella ponendo in tal modo, anche su questo problema, una pesante pietra tombale. Di fronte a una situazione politica locale cosi variegata, intricata e compromessa, la scelta di Bruschi Robusti appare giustificata e appropriata.
Dante Benelli
(Drizzona)

Un lutto per Crema
Il professor Benevolo urbanista di rilievo
Signor direttore,
si è spento il professor Leonardo Benevolo. Urbanista di indiscusso rilievo e di meritata fama, ebbe l'incarico di redigere il Piano Regolatore della città di Crema nei primi anni '90, dall'Amministrazione guidata dal Sindaco Walter Donzelli (Dc), con Rinaldo Zucchi (Dc) Assessore all'Urbanistica. La Maggioranza consiliare... risicata (21 Consiglieri su 40) era composta da 14 democristiani, 6 socialisti e 1 rappresentante del Partito dei Pensionati. Benevolo aveva redatto anche il Piano Regolatore di Palermo, in quelli che erano gli anni della prima Sindacatura di Leoluca Orlando, della Rete, dell'azione ‘politica’ dei gesuiti Padre Bartolomeo Sorge e Padre Ennio Pintacuda. Il rapporto con la Brescia di Leonardo Benevolo era garantito, a Crema, sul versante ecclesiale, dal ricordo del compianto Vescovo Mons. Carlo Manziana; su quello politico, dagli amici della sinistra di base democristiana, molto legati all'allora Ministro di Orzinuovi (Bs) Mino Martinazzoli, che diverrà l'ultimo Segretario Nazionale della Democrazia Cristiana, nonché il fondatore del Partito Popolare Italiano. Benevolo partecipò più volte, in quegli anni, a incontri di quartiere e, naturalmente, in Aula degli Ostaggi.
Antonio Agazzi
(Capo Gruppo di ‘Servire il cittadino’ in Comune a Crema)

Tribunale trasferito
I veri colpevoli sono nel Cremasco
Egregio direttore,
leggo sul suo giornale, ‘Lettere al direttore’: Pizzetti al Governo.
È tra chi soppresse il tribunale di Crema. Ho avuto l'onore di conoscere a Crema il Senatore Pizzetti in occasione per il rinnovo del Consiglio Regionale della Lombardia. Ero candidato con la lista di Di Pietro. Non sono del Pd, per chiarire, però mi sento di dire con grande sincerità che l'On. Pizzetti è una persona per bene: un galantuomo come pochi. Ha colpa se fa parte del Governo? Ha colpa se ha fatto gli interessi della sua città? Se egli fa parte del Governo è un bene per tutto il territorio cremonese, oppure no! Invece, per il Tribunale trasferito a Cremona, i veri colpevoli sono nel Cremasco!
Cesare Forte
(Oradea - Romania)

Buon 2017 a tutti
L’ottimismo dura il tempo di una lettera
Caro direttore,
il 2017 mi ha portato ottimismo: lasci che condivida con i lettori questo sentimento per me raro. Viviamo nel paese più bello del mondo, con un terzo del territorio in mano alla criminalità organizzata avvinghiata alla politica, alla faccia di Maroni che non credeva alla mafia al Nord, siamo il Paese che meglio ha reagito alla crisi, la disoccupazione diminuisce grazie ai tagliandi dei tabaccai... Ah no, mi scuso, quel registro è finito... Sì, forse... però... se è caduto Sansone altri sono saldamente in sella: il signor sottosegretario che per quella battaglia ha speso anima e corpo è ancora (saldamente) sulla medesima poltrona, addirittura in odore di promozioni, ma si sa, l’Italia è un grande Paese (grazie a chi tira la lima, altri non l’hanno mai fatto). Ottimo esempio di coerenza politica! La classifica delle città annualmente realizzata dall’università La Sapienza per Italia Oggi e ripresa dal Sole 24 ore vede un grande balzo di Cremona, che poteva meglio ancora piazzarsi se non per due, come si dice ora con termine politicamente neutro, criticità. Occupazione e reati predatori. Sulla prima lasci cullare la mia solita illusione: un bel piano quinquennale, la bandiera rossa sull’acciaieria e siamo a posto. Dimenticavo: ho contratto il meningococco, perdonate i vaneggiamenti di un vecchio. Sui secondi è ben strano: uno studio terzo, autorevole come lo può essere il quotidiano di Confindustria li pone addirittura come ostacolo al nostrano ordinato sviluppo. I dati ufficiali invece, enunciati nelle altrettanto periodiche conferenze stampa di signori prefetti e signori questori li danno in netta diminuzione. Uno strillone del suo giornale recitava, giorni fa, di furti in diminuzione. In quelle occasioni il ruolo dei giornalisti è compresso in una funzione quasi notarile: questi sono i dati forniti e questi pubblichiamo. Attenzione! Vista la guerra di poveri non voglio essere frainteso: la malvivenza, come la chiama un curioso senatore, può essere di bianchi, rossi, gialli o neri, infatti dove la percentuale è più alta, per ammissione della seconda e terza carica dello Stato, sono tutti indoeuropei. Io capisco anche i signori prefetti e i signori questori che arrivano, fanno la conferenza e... cambiano sede: le colpe dei padri putativi non ricadono su altrettanti putativi figli. Ma alle loro eccellenze non è balenato che le denunce diminuiscono poiché certi reati predatori non vengono più denunciati? (...)
Signor direttore, l’ottimismo sta scemando, corro al Malox, la mia breve pacchia è finita.
Piermassimo Ghidotti
(Cremona)

Un bel panorama
Politici facce d’angelo. Elettori sempliciotti
Egregio direttore,
facce d’angelo e sempliciotti. Nessuno meglio dei politici è riuscito a far tesoro dell’antico proverbio: «Il silenzio è d’oro». Nessuno, almeno sino ad ora, risulta abbia replicato alle critiche loro rivolte. Sempre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere come se i richiami fossero rivolti ad altri: spesso, invece, ci è capitato d’incontrarli e li abbiamo trovati disponibili ai sorrisi (certamente di pura circostanza) abituali tra vecchi amici. Beati loro che posseggono tanta serafica imperturbabilità! D’altro canto non fossero dotati di requisiti fuori dal comune come potrebbero sfoggiare quelle «facce d’angelo» che li accomunano ai «furbi» piuttosto che non ai «sempliciotti» che li hanno delegati.
Massimo Rizzi
(Cremona)

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