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4 gennaio

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

06 Gennaio 2017 - 04:00

IL CASO

Auguri di Natale con il biglietto non sono ancora arrivati

Egregio direttore,
Roberto da Belluno, Chiara da Novate Milanese, Mariella da Roma, Ezio da Lodi, Carlo da Piacenza, Danilo da Venezia, Elena da Como, Gustavo da Nancy all’inizio di dicembre mi hanno spedito i biglietti di auguri di Natale e a tutt’oggi non mi sono arrivati. Anch’io ho inviato 38 biglietti di auguri agli amici e di questi solo 20 sono arrivati.
Eppure come è ancora bello guardare cosa c’è nella cassetta delle lettere! Ricevere ed inviare auguri ha un senso di affetto e di profonda amicizia verso le persone care! L’augurio è che queste continue segnalazioni di disservizi, facciano leva su chi di dovere affinché le Poste italiane non trascurino il loro servizio fondamentale che è quello del recapito!
Angelo Guerci
(Crema)

Nei giorni scorsi, per contrastare gli hacker, il presidente eletto degli Usa Donald Trump ha suggerito di non fidarsi troppo della posta elettronica e di tornare alle lettere tradizionali. Forse, in Italia, sarebbe andato più cauto. Il ritardo nella consegna della ‘vecchia’ corrispondenza, ricorrente nel periodo natalizio come in quello delle vacanze estive, sembra essere diventato normale, nonostante il cospicuo calo della stessa. Concordo con lei: l’efficienza di Poste italiane si dovrebbe vedere innanzitutto dal ripristino di tempi più celeri.

LA POLEMICA

Renzi un genio? Se lo fosse avrebbe vinto il referendum

Signor direttore,
c’è ancora tanta confusione nell'analisi del voto del referendum: tanto più se qualcuno pensa davvero che Renzi sia un genio. Un genio avrebbe vinto il referendum che aveva contribuito a indire.
Un genio avrebbe fatto in modo di non doverci arrivare al referendum! Un mezzo genio avrebbe scritto una legge elettorale perlomeno a norma con la costituzione vigente.
Diciamo che non è un genio ma uno che si applica con costanza alla ‘res publica’. Anche in questo caso gli contesterei le mancanze di cui sopra, con in più l'aggravante del rischio inutile.
Perché il rischio - di restare senza governo - c'era ed era considerevole. Aggiungo che poteva ancora approfittare di un Onida che gli aveva fatto il piacere di ricorrere per poter avere quattro quesiti separati, richiesta ragionevole vista la ampiezza della riforma (47 articoli !, se non ricordo male) ma niente, per il ‘genio’ era più importante vincere tutto in un colpo solo e quindi ha fatto spallucce.
Ma torno sulla questione dell'analisi: il prossimo che pensa che il mio NO fosse dettato dall'antipatia lo querelo. Ho partecipato a tutti gli incontri possibili, anche a Cremona, con la dottoressa Violini, esperta costituzionalista, sperando che mi convincesse a votare SÌ, lei che partecipò alla precedente proposta di riforma costituzionale. Niente.
Ho ascoltato Luciano Violante, altro sostenitore del cambiamento, che smentiva - abbassandole - le cifre sul risparmio previsto, e mi ha convinto che non era un motivo valido per votare SÌ. Li ho ascoltati raccontare come sarebbe cambiato il Senato, il rapporto Stato - Regioni, e tutti gli altri punti della nuova costituzione; ho letto la riforma - prima e dopo gli incontri, e dopo tutto questo lavoro ho votato NO.
ilgurzo2003@libero.it
(Cremona)

Giornata della Pace
A Crema non c’era il gonfalone comunale
Signor direttore,
il gonfalone del Comune di Crema era assente in Cattedrale per la solenne celebrazione della 50ª giornata mondiale della pace presieduta da monsignor Dante Lafranconi, vescovo emerito di Cremona, svoltasi domenica 01 Gennaio 2017. A mia memoria è la prima volta che succede dall' istituzione della Giornata, voluta da papa Paolo VI proprio 50 anni fa.
Tale giornata è sempre stata celebrata a Crema con solennità fin dall'inizio per la particolare sensibilità del vescovo del tempo, monsignor Carlo Manziana, ex - internato a Dachau e amico personale di Paolo VI, entrata poi nella tradizione per volontà dei successori monsignor Libero Tresoldi, monsignor Angelo Paravisi e monsignor Oscar Cantoni.
La cittadinanza ha sempre condiviso l’alto valore dell'iniziativa per la pace e l'amministrazione comunale, di ogni colore politico, ha sempre testimoniato il sentimento della maggioranza dei cittadini con la presenza di una rappresentanza della giunta e del Consiglio comunale, ma soprattutto con la presenza del gonfalone. Mi auguro che l'assenza del gonfalone non sia stata volontaria, ma sia dovuta ad una dimenticanza o ad un disguido. In ogni caso la sindaca dovrà dare una spiegazione alla città, a mio giudizio corredandola dalle opportune scuse.
Enrico Villa
(Crema)

Linea Più
Contratti di fornitura, contatti e verifiche
Egregio direttore,
le chiediamo cortese ospitalità per dare una prima risposta alla lettera del signor Michele Casana di Cremona, pubblicata lo scorso 29 dicembre. Da una nostra verifica non risultano contratti di fornitura direttamente intestati al lettore; non ci è quindi possibile fornire dettagli relativi alle sue richieste. Invitiamo pertanto il signor Casana a contattarci di persona attraverso lo sportello di viale Trento e Trieste oppure al numero verde gratuito 800-189600 al fine di poter effettuare insieme una verifica puntuale della situazione evidenziata. Cogliamo l’occasione per ricordare inoltre a tutti i clienti Linea Più la possibilità di potersi registrare in qualsiasi momento al portale on line della Società sul sito www.linea-piu.it, al fine di visionare in tempo reale le fatture emesse per le proprie forniture di gas ed energia elettrica.
Ufficio Stampa Linea Più
(Pavia)

Errata corrige
L’attraversamento è di via Persico
Signor direttore,
nella lettera “Il caso” su spazio aperto di ieri 3/1/2017 il titolo da voi scritto «Via Brescia attraversamento irregolare» si riferisce come risulta dal testo e scritto nella lettera a «via Persico». Grazie.
Gianpietro Bodini
(Cremona)

Fine d’anno
Missione su Amburgo sotto la contraerea
Signor direttore,
reduce da una pantagruelica cena di fine d’anno allegramente in famiglia fra cori, auguri, brindisi, non ho potuto pensare alla fine d’anno che passò l’equipaggio di un B.24 in missione su Amburgo di cui sto leggendo la storia. Eccola: la contraerea tedesca, intensa e precisa, ci sparava addosso con i temibili cannoni da 88 dei proiettili che, esplodendo, scagliavano intorno centinaia di schegge d’acciaio e noi dovevamo passarci in mezzo. Una di queste entrò dal finestrino dell’abitacolo ed uccise il pilota, autore di questa riflessione trovata nelle sue carte: «Non ti scordare che la contraerea tedesca non sempre può sbagliare. Qualcuno deve morire, sono troppe le occasioni col passare dei colpi. È un po’ la vecchia storia: alla squadriglia va la gloria e tu sei quello che muore». Il copilota, che era alla sua prima missione, spostò il corpo dal sedile che, tutto imbrattato di sangue, gelava.
Riportò con difficoltà l’aereo alla base. Grvr un atterraggio di fortuna e l’aereo si fasciò prendendo fuoco. Tutti se la cavarono ma il copilota si rifiutò di uscire dall’aereo che stava per esplodere prima di aver portato fuori il corpo del pilota che aveva scritto quelle righe. Erano tutti ragazzi dai diciotto ai vent’anni. Chissà se quelli del giorno di oggi avrebbero il coraggio di fare altrettanto.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Televisione
Programmi, qualità migliore di notte
Gentile direttore,
capita di rado di accorgersi che ciò che viene programmato nella fase notturna è qualitativamente migliore di ciò viene trasmesso dopo- Durante la notte abbiamo modo di appassionarci in film di qualità nonché in dibattiti di un livello accettabile. Contrariamente durante la giornata il livello si abbassa. L'incomprensibilità di tutto ciò è che le persone che hanno modo di vedere la tv sono più o meno le stesse. La delusione comporta lo spegnimento della tv popolata di individui con cultura, simpatia, genio e libertà espressiva ben minore delle persone che si trovano davanti al tubo catodico.
Silvio Pammelati
(Roma)

Ludopatie/1.
Il gioco legale e i suoi requisiti
Signor direttore,
forse il signor Mario Barbieri dimentica che nessuno è obbligato a giocare o fumare, oppure a bersi un bicchiere di vino al bar. Mentre è obbligato a respirare aria inquinata, bere e mangiare cibi contaminati da agenti chimici. Sono scelte fatte da persone maggiorenni capaci di intendere e volere. Le nostre attività commerciali sono le più controllate e anche il piccolo vizio di forma viene punito con sanzioni dai monopoli di Stato. Il nostro rappresentante sindacale chiede che le regole siano eguali su tutto il territorio nazionale.
Il gioco legale deve stare in attività commerciali con determinati requisiti di correttezza, altrimenti si ritorna all’illegalità che penalizza sicuramente il giocatore in primis e lo Stato per le mancate entrate erariali. Per quanto riguarda i valori bollati ora vengono stampati direttamente in tabaccheria ed è una scelta del tabaccaio detenere l’ attrezzatura per farlo.
Claudio Bianchessi
(tabaccaio ricevitore edicolante e fornitore di servizi utili per il cittadino, claudiobianchessi63@gmail.com)

Ludopatie/2
Giocatori da aiutare. Associazioni in campo
Egregio direttore,
condivido il suo editoriale della settimana scorsa, inerente all’annoso problema delle ludopatie vorrei aggiungere alcune semplici riflessioni. Ridurre l’orario di apertura degli esercizi pubblici dove si gioca con le macchinette mangia soldi, presumo che non risolverà nulla. Da molti anni i giochi d’azzardo si possono esercitare anche tramite i computer, gli iPhone ecc., la ludopatia è più diffusa di quanto si pensi, molte persone sperperano ingenti somme dei loro redditi per soddisfare un desiderio di vincita che e quasi impossibile da realizzare.
Più che ridurre gli orari o vietare il gioco penso che sia più proficuo educare il giocatore, ci sono molte associazioni, strutture protette, che allontanano il giocatore per diverso tempo dai luoghi del gioco d’azzardo, gli psicologi assistenti sociali, possono aiutare il malcapitato ad uscire dal tunnel del gioco e richiedere naturalmente se l’interessato è d’accordo, di richiedere l’assegnazione di un amministratore di sostegno figura prevista dalla legge 9 gennaio 2004, n. 6, ma ancora poco conosciuta al fine di gestire su mandato del giudice tutelare per un determinato periodo di tempo in modo unilaterale, ed oculato, il patrimonio dell’interessato. In definitiva la ludopatia non è solo un fenomeno sociale, ma è una vera e propria malattia, che rende incapaci di resistere all'impulso di giocare.
Elia Sciacca
(eliasciacca@gmail.com)

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