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24 dicembre

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

27 Dicembre 2016 - 13:54

IL CASO

Polizia locale, quell’agente maleducato venga ripreso

Cortese direttore,
le racconto quanto mi è accaduto. L’argomento non è nuovo, ma questa è una esperienza diversa. Mercoledì scorso, giorno di mercato, in via Solferino a mezzogiorno circa, davanti all’agenzia viaggi vedo con gioia arrivare un vigile. Mi rivolgo a lui, perché redarguisca i ciclisti che stanno sfrecciando impunemente nella via pedonale. Il vigile, levandosi il cappello e mettendomelo sotto il naso, mi risponde in modo sarcastico: «Vuole fare lei il vigile?». Non aggiunge altro e se ne va.
Tra l’altro diversi passanti mi hanno dato ragione. Sono molto delusa. Il cittadino si aspetta da chi indossa una divisa innanzitutto educazione e rispetto, a maggior ragione verso una persona di una certa età. Il vigile è stato un gran maleducato.
Auspico che il comandante della polizia locale lo riprenda, perché quel vigile non fa fare una gran figura a tutto il Corpo.
Minnie Musa
(Cremona)

Mi dispiace che ci siano tutori dell’ordine che si rivolgono ai cittadini con supponenza e arroganza. Lei ha ragione anche nel chiedere che i ciclisti indisciplinati vengano sanzionati. Mi auguro pertanto che il comandante intervenga, biasimando il comportamento del suo agente e dando disposizione alle pattuglie perché siano meno indulgenti verso chi va in bicicletta infischiandosene del codice della strada.

LA POLEMICA

A noi di sinistra manca la questione morale
Egregio direttore,
in questi giorni assistiamo ad un salto notevole del degrado della politica. Venendo a mancare i valori che la rendevano viva e attiva, ha preso spazio l’idea che la politica sia un’occupazione ben remunerata.
Mentre un’ondata inaspettata di No al referendum costituzionale ha ridato voce attraverso quel voto a tante persone, da tempo dimenticate e lasciate ai bordi dei centri decisionali, la politica di riflesso cerca di cancellare il significato di quel voto con i soliti bizantinismi, tappandosi occhi e orecchie per non vedere e non sentire. In questi giorni il ministro Poletti, ministro del lavoro, dopo aver detto che il referendum sul Jobs act promosso dalla Cgil si potrebbe non tenere perché forse la prossima crisi di governo innesca il meccanismo dell’impossibilità di votare per il referendum, dimostrando che gli oltre 3 milioni di cittadini che avevano firmato per quel referendum non contano nulla, e che il governo Gentiloni è un governo a tempo, un governo al quale Renzi ha già in programma di staccare la spina al momento più opportuno... Ma la cosa che mi ha colpito di più in questi giorni, essendo un genitore che ha il figlio ricercatore che lavora all’estero, sono state le parole pronunciate ieri dal solito Poletti, mentre si parlava degli oltre 100 mila giovani che hanno scelto l’estero per poter lavorare, lui rispondeva “«che alcuni di questi è meglio non averli più tra i piedi». l voto del 4 dicembre ha detto che tra i piedi non dovrebbero esserci questi ministri. Ma la politica di oggi è sorda anche al rumore dei circa 20 milioni di No. Mi vergogno che il nostro paese sia rappresentato da ministri arroganti e impreparati come quelli espressi dal governo Renzi - Gentiloni. Il renzismo ha fatto scuola, l’arroganza elevata a potere, lo dimostra quello che è accaduto in occasione dell’assemblea nazionale del Pd, quando Giachetti nel suo intervento ha insultato Speranza e i suoi. Mentre accade tutto ciò, il malaffare continua indisturbato, ultima notizia di questi giorni è l’arresto di 10 imprenditori e funzionari pubblici e 30 indagati, l’accusa è di aver intascato soldi per opere mai eseguite, e peggio ancora di aver ristrutturato la propria abitazione con i soldi stanziati per la sistemazione di un asilo. Siamo all’assurdo, alcuni vengono indagati o arrestati, ma molti la fanno franca nel silenzio totale, perché la macchina deve girare.
Spesso si dice che è sbagliato girarsi per guardare il passato, ma se il passato ci dice che eravamo giovani, che avevamo altri pensieri per la testa, ci dice anche che noi di sinistra avevamo dei punti di riferimento molto importanti. In un programma televisivo il pm Nino Di Matteo ha affermato che «oggi non vi è più una forza politica che cerca di arginare la mafia, mentre ieri l’argine era costituito dal Pci e dai suoi militanti, che a volte ci mettevano anche la loro vita». Ieri avevamo figure di riferimento molto forti, personaggi politici che ci davano fiducia come Enrico Berlinguer e tanti altri. Avevamo sul territorio strutture aggreganti che segnalavano il malessere o il benessere dei territori. A noi, alla politica, manca tutto questo, manca la questione morale.
Sante Gerelli
(Sinistra italiana Gussola)

In televisione
Il ‘Papa della gente’ fa pochi ascolti
Esimio direttore,
la gran cassa mediatica non ha perso tempo ad incensare la fiction televisiva andata in onda in prima serata sulle reti Mediaset il 7 e l’8 di dicembre sulla vita del Pontefice. Il film ha avuto un ascolto nella prima serata di 4 milioni e mezzo di telespettatori, nella seconda invece 4 milioni. Altri programmi di banale intrattenimento, vedi l’Eredità, Caduta libera, le Jene o Striscia la notizia, hanno ascolti che sfiorano i 6 milioni di telespettatori. Non si capisce perché si debba affermare che il film sulla vita del Papa, con 4 milioni sia stato un grande successo. Sorvoliamo per rispetto verso il Santo padre per i 9 o 10 milioni di telespettatori registrati per alcune partite di calcio, per il Festival di Sanremo o per i concerti di cantanti famosi. Concludo ricordando un altro evento tenutosi in occasione del compleanno di sua Santità sabato 17 dicembre in Vaticano, il concerto di Claudio Baglioni. La serata canora, andata in onda su Rai 1 in prima serata è stata vista da appena 3 milioni di telespettatori. Ma siamo proprio sicuri che sia questo il tanto decantato ‘Papa della gente’?
Andrea Zecchini
(Camisano)

Natale 1944
Ripenso ai dolori della guerra
Signor direttore,
se penso alle sofferenze che dovettero sopportare in quei giorni di Natale del ’44 le popolazioni molisane durante l’avanzata alleata e relativa ritirata tedesca, non posso non pensare ad una certa Rosabella del Molise e a tutti i sogni che fece col suo compagno in quei terribili giorni, sogni che restarono senz’altro senza seguito. La canzone diceva: «Rosabella dimmi sì, ch’io per sposa voglio te, don Giacinto già lo sa che sposarci dovrà. Le comari notte e dì si preparano perché Rosabella sposerà, sposerà solo me. Ci sposeremo a maggio con tante rose con tanti fiori. Sull’altare un bel dì noi diremo di sì. Avremo una casetta sulla montagna e un bel giorno chissà un bel bimbo verrà. La notte Natale se vien la neve, presso il fuoco staremo e felici sarem». Non posso non pensare a questo punto alle cocenti disillusioni che subirono questi ragazi che chissà se riuscirono a vedere quel maggio da loro tanto sognato.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Terrorista di Berlino
Il tunisino doveva essere in carcere
Egregio direttore,
il Natale è la festa più bella dell’anno e ci porta a essere tutti un po’ più buoni, ma questo non significa che dobbiamo anche essere scemi. Dopo di ché, puntualmente arriva la Befana, che altro non fa che portare doni su e giù per i camini. Ora io non ho più l’età per ricevere in dono dei giocattoli, ma vorrei anch’io alcuni regali e li elenco, non si sa mai che quest’avvenente ragazza si metta una mano al cuore e mi accontenti. Per prima cosa vorrei più controlli e più severità alle nostre frontiere, quel tunisino, tale Anis Amri, non avrebbe dovuto trovarsi in Italia e in nessun altro Stato se non nel suo, e questo avrebbe fatto sì che Fabrizia si potesse godere la vita e non morire in quel modo atroce sotto le ruote di un tir. Poi vorrei una giustizia un po’ più giusta, perché se costui era in circolazione lo si deve a leggi imbecilli, volte a proteggere più chi le vìola che chi le rispetta, perché costui non doveva essere dov’era, ma in galera. A questo punto mi viene da pensare che Fabrizia (ma anche tutti gli altri) non è stata uccisa da quell’assassino, ma da colui o coloro che hanno permesso che questo terrorista gironzolasse libero ed indisturbato per il nostro continente. Ma prima o poi (meglio se prima) arriveremo a capire che non si possono tollerare governi che permettono queste cose (...)
Giulio Roveda
(Pizzighettone)

Il caso Poletti/1
Fuga dei cervelli ecco come avviene
Signor direttore,
in merito alla bagarre sulla fuga dei cervelli voglio dire la mia. Quando un secchione italiano si laurea con centodieci e lode più bacio accademico, gli arriva in poco tempo una lettera dagli Stati Uniti che lo invita a tenere una conferenza in quella terra lontana, in importanti città come New York, Philadelphia, Chicago.Tutti abboccano e partono. E’ successo a molti dei miei amici neolaureati. Se poi in America dimostrano di saper parlare perfettamente l’inglese e di avere una certa ideologia politica (che non sia assolutamente di sinistra) allora il gioco è fatto! Gli si regala una villa con piscina, camerieri inclusi, un posto di lavoro splendido e ovviamente la nazionalità americana, tutto a spese del loro governo. E poi ci si lamenta della fuga dei cervelli! Questa vergognosa ingerenza degli Usa nei confronti dell’Italia viene perpetrata senza pudore sotto gli occhi del nostro governo che non apre bocca al riguardo. Allora proporrei ai nostri governanti di fare l'operazione inversa. Di istituire un concorso internazionale per secchioni americani ai quali verrà donato un appartamento sul Canal Grande a Venezia, o un attico a Firenze, e il miglior posto nelle nostre università a spese del popolo italiano. Penso che migliaia di secchioni americani arriverebbero di corsa. Purtroppo l'austerità voluta da Monti e Fornero ce lo impedisce.
D.D.
(Cremona)

Il caso Poletti/2
Il Pd deve ritrovare i suoi valori
Signor direttore,
una donna del Pd del mio paese della vecchia guardia scrive a proposito della sortita del fulgido Poletti: «Purtroppo ogni partito ha i suoi cretini». E mi offre lo spunto per chiarire alcune cose. Non ho mai pensato che nel Pd tutti lo siano. Soprattutto è una parte della base a mantenere l’identità dei valori di uguaglianza e di giustizia sociale che furono gli ideali di Gramsci, tanto per citarne uno qualsiasi, oppure di Berlinguer. Però penso anche che troppi, sia tra i rappresentanti, sia nella base del partito abbiano tradito questi valori. Oggi la vera sfida del Pd non è essere al governo, con uno qualsiasi, ma ritrovare quella identità autentica nell’essere con i deboli, gli emarginati, i disoccupati ed i lavoratori (...).
Claudio Maffei
(Cremona)

Il caso Poletti/3
Uno così è meglio non averlo tra i piedi
Egregio direttore,
ho letto la lettera aperta di Lara Lago (indirizzata al ministro Poletti ), una giovane giornalista che lavora in Olanda. E’ una dei centomila giovani che se n’è andata dall’Italia, una di quelle che è meglio non avere tra i piedi. Quello che scrive Lara è vero, parole con le lacrime agli occhi. Brava Lara, alziamo la testa. Speriamo che il capo dello Stato licenzi un ministro così, è uno di quelli che è meglio non avere tra i piedi.
Cesare Forte
(Oradea, Romania)

Governo nel capitale di Mps
Italiani entusiasti di pagare
Egregio direttore,
apprendiamo dalle cronache che lo Stato entra nel capitale della banca Mps. Un bel regalo di fine anno ai cittadini italiani, sicuramente in maggioranza entusiasti di pagare di tasca propria un colossale flop fatto di errori di ogni tipo reiterati per lungo tempo e per i quali nessuno dei responsabili risulta aver mai pagato. Anzi, non pochi tra coloro che hanno avuto un ruolo rilevante nella banca senese sono stati pure premiati, con incarichi o laute prebende. E non è stata resa pubblica la lista dei principali debitori insolventi. Gli italiani avrebbero il sacrosanto diritto di conoscerla, a maggior ragione ora che stanno diventando loro malgrado comproprietari dell’indecoroso carrozzone senese. E vedremo che fine farà l’ineludibile (in teoria), pesante ristrutturazione della banca, considerato che ancora una volta e più che mai paga Pantalone, ovvero noi fessi cittadini di un Paese di ladri.
S.M.
(Cremona)

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    28 Dicembre 2016 - 16:17

    Ma davvero D.D. vuole farci credere che la fuga dei cervelli è colpa di un "gomblotto" degli Stati Uniti che ci rapiscono i giovani volenterosi studenti? Che poi la verità è che i soldi li tireranno fuori dei privati, più che il governo...se fosse vero.

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