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21 dicembre

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

23 Dicembre 2016 - 04:00

IL CASO

I miei regali di Natale "persi" in qualche deposito. Ringrazio le Poste.

Egregio direttore,
sulla scia delle ultime testimonianze relative ai disservizi postali voglio raccontare la mia esperienza. (...)
Per fare alcuni regali in vista del prossimo Natale mi sono mossa per tempo: il 23 novembre ho acquistato da un sito inglese alcuni oggetti. Scelgo gli articoli, metto nel carrello virtuale, pago con il conto Paypal, scelgo la spedizione per posta, tempo di ricezione stimato 3-7 giorni lavorativi. Il giorno successivo il pacchetto, una raccomandata internazionale, parte dall'Inghilterra e nell'arco di 24 ore raggiunge il centro scambi internazionali da cui dovrà partire alla volta dell'Italia.
Il 2 dicembre, non avendo avuto ancora notizie della mia raccomandata chiamo il servizio clienti di Poste Italiane e l'operatore mi dice che la raccomandata è arrivata in Italia tre giorni prima, ma è ferma in dogana. Scrivo all'ufficio relazioni con il pubblico della dogana di Linate il quale mi risponde in un paio di giorni dicendo che la merce è stata rilasciata il 5 dicembre. Lo stesso giorno viene presa in carico da Poste Italiane e mi dico che nel giro di un paio di giorni, essendo in lavorazione a Peschiera Borromeo, arriverà a Cremona. Passano i famosi due giorni ma niente. Chiamo nuovamente il servizio clienti e mi rispondono che il tempo di lavorazione delle raccomandate è di 6 giorni lavorativi. Passano i giorni, siamo al 12 dicembre; richiamo il servizio clienti e alla mia protesta circa il disservizio l'operatrice mi aggancia il telefono in faccia. Lascio passare un paio di giorni e chiamo per l'ennesima volta il call center che mi dice che no, la mia raccomandata è impossibile che sia ferma da 9 giorni e comunque prima di 14 giorni loro non posso fare solleciti. Arriva il 19 dicembre, ormai sono rassegnata a fare una figuraccia memorabile perchè figuriamoci se i regali arriveranno per tempo e invece mi tocca ricredermi: la raccomandata è finalmente arrivata a Cremona. Torno dal lavoro e decido di verificare se per caso da Cremona è partita alla volta del paesino di provincia e mi sorprendo nel vedere che è stata rispedita a Peschiera Borromeo! Telefono al servizio clienti e l’operatrice mi risponde: ‘Non siamo in grado di dirle come mai sia stata rispedita a Milano’.
L’unica certezza è che non potrò consegnare i regali per Natale.
silvia.schiavi@alice.it

Non c’è altro da aggiungere.

LA POLEMICA

Perché vietare ai minori la palestra di arrampicata?

Egregio direttore,
sono il padre di una bambina di 9 anni di nome Emma che ha una grande passione: la montagna. Il suo desiderio è di praticare l'attività di arrampicata.
Seguire le proprie passioni ci fa sentire individui; se poi queste passioni sono genuine e portano a vivere meglio il proprio rapporto con gli altri e con ciò che ci circonda allora queste rappresentano un ‘di più’.
Quest'anno mia figlia, ed altri bambini come lei, non possono svolgere tale pratica sportiva a causa di una burocrazia ingessante infatti l'unica palestra attrezzata è stata resa inaccessibile ai minori. Appassionarsi significa scoprire, ma senza mezzi rimane solo un sogno interrotto. La palestra è gestita dai volontari del CAI che forniscono un servizio alla collettività trasmettendo agli utenti, grandi o piccoli che siano, l'amore e il rispetto per il prossimo e per la natura. L'attività coinvolge anche bambini delle scuole come momento formativo.
La questione della palestra, ubicata presso le piscine comunali, è già stata portata all'attenzione dell'amministrazione comunale di Cremona, ma ad oggi tutto tace.
Antonio Alberone
(Cremona)

Nel governo Renziloni
Ministri incapaci nelle caselle giuste
Signor direttore,
il nuovo governo Renziloni ha sparigliato un po' le carte e finalmente possiamo dire che ognuno è al suo posto: all'Istruzione chi non ha mai studiato, agli Esteri chi deve usare Google traduttore per capirci qualcosa mentre al Lavoro hanno lasciato un super esperto di ‘voucher’. Stipendiateli allo stesso modo e vedrete che se ne andranno all'estero. In questo caso sarebbe una fuga di "cervelli" indolore.
Gianluca Bardella
(Cremona)

La Russia sotto accusa
Da Aleppo a Trump. Quante bugie!
Signor direttore,
1) la popolazione di Aleppo massacrata dai jihadisti islamici viene passata dai media europei come popolazione che muore a causa dei russi di Putin.
2) la vittoria di Trump viene messa in dubbio da Obama che fa intervenire gli hackers russi di Putin che avrebbero condizionato le lezioni presidenziali americane.
giuliano.galassi@libero.it

Canti di Natale/1
Una parola cambiata è diventata un caso
Gentile direttore,
sono cinque giorni che a Pontevico si dibatte per la frasetta di una canzone natalizia, dove delle maestre (per L.O. offensivamente maestrine), hanno tolto la parola Gesù dal testo originale, scandalizzando, come sappiamo le mamme dei cattolicissimi bimbi del paese, citando frasi del tipo: dove andrà a finire la nostra cultura cristiana, per L.O. addirittura, verrà il momento che le donne porteranno il burqa. A parte il fatto che un sacco di arabe, a Pontevico, non portano il velo, c’è da dire che le cattolicissime mamme, in gran parte, non frequentano la casa del Signore. C’è da dire che abitando nei pressi della scuola materna e primaria, vedo i bambini di tutte le religioni (e ce ne sono), giocare, frequentarsi nelle case, senza tutte le remore degli adulti. Con questo voglio dire, che da una piccola cosa, probabilmente risolvibile con una franca discussione nell’ambiente scolastico e religioso, si sarebbero evitati gli interventi a dir poco divertenti del signor sindaco, e ancor di più dell’europarlamentare (per modo di dire) Salvini.
Alessandro Apolli
(Pontevico)

Canti di Natale/2
Da queste maestre un abuso di potere
Egregio direttore,
leggo sul suo giornale di maestre di asilo che non solo tolgono il crocifisso nelle aule, offendendo chi è cristiano, ma che per non offendere altri bambini di altre religioni, cambiano completamente le parole dei canti natalizi. Sono sicura che quanto scrivo ora, non lo pubblicherà perché troppo forte, ma io provo lo stesso. Direi a tutte le mamme di non portare i figli alle recite natalizie, un tipo di scioperetto: facciano cantare tutti gli altri! Seconda cosa: mamme cristiane mettete al collo dei vostri bambini un piccolo rosario con crocifisso: le maestre non possono farlo togliere perché non è loro. Mi sembra che queste maestre pensino di avere dei poteri che a loro non sono concessi, come fare pensare quello che vogliono alla gente e specialmente ai bambini. La vera integrazione non è questa, è fatta anche da curiosità, specialmente nei piccoli, di conoscere e sapere tante altre cose, oltre che conoscere le usanze di altri paesi e di altri bimbi.
L. B.
(Cremona)

Canti di Natale/3
Chi fa politica a scuola è solo una ‘maestrina’
Egregio direttore,
solo due chiarimenti sono dovuti al signor Mario Rossetti di Sesto ed Uniti.
Il primo: io uso il termine ‘insegnante’ con chi fa correttamente il proprio mestiere nella scuola, di qualsiasi ordine e grado. Cioè con chi ‘insegna’: punto e basta! E sono rimasti, purtroppo, in pochi. Chi invece insegue sogni di gloria; visibilità ad ogni costo; deliri di onnipotenza; smaniata voglia di protagonismo, ecc.., e fa pure politica, anche alle elementari, io, normalmente li definisco ‘maestrini/e’. Non meritano altro appellativo!
Secondo chiarimento: non condividere la sottoscrizione con ‘acronimo’ o con ‘lettera firmata’ è storia trita e ritrita... C'è chi cerca visibilità andando in brodo di giuggiole se vede il proprio nome scritto sul giornale e chi invece non gliene importa proprio nulla... Io leggo lo ‘Spazio aperto’ da tempo - e da tempo, pure scrivo - con interesse ai contenuti delle lettere; i nomi degli autori, gli ‘acronimi’ e le ‘lettera firmata’ mi lasciano indifferente. E non si dica, per cortesia, che ‘...non si ha il coraggio delle proprie opinioni; delle proprie idee, ecc....’, perché con tali affermazioni, assai scontate, si dimostra di essere...alla canna del gas! Poi, si sa, ognuno ha il suo metro di giudizio. Comunque sia, chiunque è interessato - lei compreso, signor Rossetti - alle mie coordinate le chieda pure alla redazione che autorizzo, sin da ora, a trasmetterle integralmente a chi ne faccia richiesta.
L. O.
(Pontevico - Brescia)

Canti di Natale/4
E se l’integrazione diventasse un alibi?
Caro direttore,
ci stiamo avvicinando al Natale, simbolo della cristianità, e non riesco a comprendere quelle persone ‘nostrane’ (nel senso di nostre, cioè cresciute nella cultura occidentale) che continuano a rinnegare i presepi e i canti natalizi. Non ci sarebbe il Natale senza il presepe, simbolo di questa festa. Non avrebbe senso festeggiare questo evento senza evocare la natività, piaccia o no a tutti quelli che si dichiarano progressisti. Tutti gli altri sono populisti (oramai è di moda) e razzisti. Sarebbe allora meglio togliere questa festività, per non turbare musulmani, indiani, cinesi e atei. Poco importa se certe culture calpestano i più elementari diritti civili nei confronti dei più deboli: bambini, donne e altro! E si continua ad usare come alibi l’integrazione mentre certe culture non intendono e non hanno intenzione di farlo. Insegnanti ‘illuminati’ che si permettono di cambiare i testi delle canzoni sacre; parroci, e questo è inquietante, che sospendono l’allestimento dei presepi per non turbare la sensibilità di musulmani, indiani e atei. Ma al turbamento dei nostri figli chi ci pensa? Il Natale non è, come sostiene qualcuno, tenere aperti i centri commerciali anche di notte, soprattutto il 26 dicembre. Natale vuol dire cristianità. Natale è la nascita di Cristo, avvenuta circa duemila anni fa, piaccia o non piaccia a quelli che rinnegano le nostre sane tradizioni occidentali. Buon Natale a tutti. (...)
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

La politica deve cambiare
Con uguali diritti la democrazia cresce
Egregio direttore,
uno Stato è democratico solo quando c'è una uguaglianza nei diritti. Vale a dire che tutti i cittadini hanno gli stessi diritti e nessuno deve godere di benefici o agevolazioni che l'altro non ha. Vedi ad esempio i parlamentari: immunità, vitalizi... Le leggi devono essere il Vangelo per la parità dei diritti, il Capo dello Stato deve avere anche lui gli stessi i diritti di qualsiasi altro cittadino, non deve promulgare leggi che non rispettano l'uguaglianza dei diritti per i cittadini.
Cesare Forte
(Oradea - Romania)

Successo del concerto
‘Dopo di Noi: INSIEME’ ringrazia di cuore
Gentile direttore,
la rinnovata commozione del Natale che viene, l’emozione della musica, il canto di ragazzi e bambini nella pace raccolta di una bella chiesa: tutto questo è stato, domenica pomeriggio, il Concerto dei Piccoli Cantori e Coro Giovanile della Cappella Lauretana. Ma, oltre che di grande suggestione, è stato un momento di concreta solidarietà, perché quanto raccolto è stato dono per la Fondazione ‘Dopo di Noi: INSIEME’, impegnata a sostegno della disabilità grave, attraverso la creazione e la gestione di case famiglia a Cremona. Dunque, anche a nome del Presidente Libero Zini, esprimo un riconoscente grazie al Maestro Giovanni Greco, a sua moglie, la professoressa Luisa Gentilia Arli che lo ha coadiuvato con passione, all’oboe di Silvano Silvestri, a tutti i bravissimi coristi che hanno interpretato ‘Arie di Natale dal mondo’, al parroco don Andrea Foglia che ha concesso la chiesa di via Aselli, a Fantigrafica che non ha mancato di offrire la stampa delle locandine, e infine a tutte le persone che sono state presenti con la loro generosità.
Anna Laura Zappieri
(Fondazione ‘Dopo di Noi: INSIEME’)

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