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15 dicembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

17 Dicembre 2016 - 04:00

IL CASO
Siamo abbonati a ‘La Provincia’
Ma da 15 giorni le Poste non me la consegnano
Gentile direttore,
siamo abbonati a questo quotidiano da più di quarant'anni: ha portato in casa nostra le notizie del mondo e del circondario, ha accompagnato tre generazioni della mia famiglia. Questo giornale ci ha fatto commuovere, arrabbiare, gioire ed emozionare! Quante volte amici e parenti ci hanno chiamato per chiederci il ritaglio di un articolo o la conferma di una notizia! Ed ora cosa ci resta? Solo tanta amarezza, perché da 4 mesi circa il quotidiano ci viene consegnato saltuariamente e dal 1° dicembre nessuna traccia dello stesso nella cassetta delle lettere (abitiamo nel centro storico di un paese della bassa cremasca, non sul ciglio di un dirupo). Il motivo? Problemi delle poste! L’unica soluzione resta disdire l'abbonamento quarantennale, perché nell'era delle consegne entro 12 ore, consegnare in tempo un quotidiano è diventata un’utopia!
Francesca Lupo Stanghellini
(Casaletto Ceredano)

Ringrazio lei e la sua famiglia per la fedeltà al nostro giornale e metto in evidenza questa lettera per denunciare ancora una volta una situazione ormai insostenibile. Le poste devono porre rimedio in fretta a questi disservizi. Sappia comunque che, in quanto abbonato, può ritirare o farsi recapitare il giornale a casa dall’edicolante.

LA REPLICA
Con le terre del Garda la sinergia c’è e funziona
Egregio direttore,
cogliamo al volo le riflessioni di Francesco Chiavegato, pubblicate martedì 13 dicembre dal suo giornale, nello spazio dedicato ai lettori, per sottolineare le azioni già in atto a favore della sinergia tra Cremona e le terre del Lago di Garda. Innanzitutto, il Festival Acquedotte che viene organizzato ogni estate dal 2015 e che collega il fiume al lago, Cremona a Salò con una programmazione distribuita sulle due città e una promozione condivisa. Poi, l’adesione del Sistema Museale cremonese (Musei Civici e Museo del Violino) a maggio di quest’anno a Garda Musei, la rete territoriale che è nata per valorizzare e promuovere l’immagine e la forza del Lago di Garda, il maggior bacino turistico italiano. All’interno di Garda Musei, in particolare, la sinergia, anche attraverso biglietti cumulativi ridotti, con il Mida di Saló e la Fondazione Vittoriale che vanta oltre 240mila visitatori l’anno. Infine, il reciproco scambio di iniziative culturali, come la mostra Alfa e Omega Mater di Ugo Riva, attualmente allestita alla Pinacoteca di Cremona in collaborazione proprio con Fondazione Vittoriale degli Italiani e Associazione Garda Musei. Una sinergia, quella con le terre del Garda, già in atto e da coltivare con ancora maggiore forza, proprio per la ricchezza, la vitalità e i numeri che il bacino del lago rappresenta. Ci crediamo fortemente e continuiamo a lavorare in questa direzione.
Settore Cultura, Musei e City Branding Comune di Cremona

La ‘cacciata’ di Berlusconi/1
Dopo il golpe siamo al 4° governo del Pd
Signor direttore,
quarto governo Pd dopo il golpe contro Berlusconi, tra le conseguenze immediate è l'arrivo di qualche milione di clandestini negri e arabi, tutti islamici che faranno felici giornalisti, le coop bianche e rosse che ci lucrano sopra e il mondo di sinistra che ha una ideologia che gode per queste cose, ma avrà un impatto devastante sul popolo , il degrado è sotto gli occhi di tutti. P.S: Mattarella che ora lamenta una legge elettorale limitativa e non adeguata non ricorda che tale legge è stata firmata da lui in persona un anno fa? L’arroganza del Pd dava per scontato, un anno fa, che la svendita della nazione all’Ue sarebbe stata approvata dal popolo e quindi hanno confezionato la legge elettorale.

giuliano.galassi@libero.it

La ‘cacciata’ di berlusconi/2
Napolitano regista di quella manovra
Signor direttore,
candidature alterne, lo sanno bravi e buoni dai dì delle caverne: ‘far fuori’ Berlusconi. Chi n’abbia concertato quel golpe punto arcano l’ex capo dello Stato Giorgio Napolitano che, nei tempi passati e per spavalderia applaudì gli armati che invaser l’Ungheria.
P. F. Mari
(Cremona)

Pontiggia su Facebook
Dopo il referendum utile abbassare i toni
Egregio direttore,
circola da alcuni giorni su Facebook un post a firma di Francesca Pontiggia, consigliere comunale Pd la quale, tornando sulla riforma Renzi-Boschi, respinta con il referendum del 4 dicembre, si rivolge ai partigiani ‘che hanno difeso la Costituzione e che oggi ragliano che il presidente (del Consiglio?) non è eletto’, invitandoli in conclusione ad ‘aspettare santa Lucia e a restare bambini che è bello’. Premetto che non è mia abitudine rispondere sia sui social che per lettera ad affermazioni offensive del tutto gratuite ma, in questo caso, voglio far presente alla consigliera alcune cose in quanto iscritto all’ANPI. Se lei si fosse presa la premura di leggere le dichiarazioni del presidente dell’ANPI, Carlo Smuraglia, avrebbe capito che l’ANPI ha già da anni riconosciuto che la Costituzione ha bisogno di alcune revisioni e che, per questo motivo, non è immodificabile; ciò che l’ANPI ha contestato, con lo schierarsi per il No al referendum, sono il modo in cui è stata condotto l’iter procedurale della riforma e gli esiti cui essa avrebbe portato: la trasformazione dell’Italia da repubblica parlamentare a repubblica del premier che, con le modifiche prospettate, avrebbe potuto costruire un sistema di governo sostanzialmente oligarchico. Sappiamo benissimo che il presidente del consiglio non è eletto dal popolo e che viene designato dal presidente della Repubblica; e ribadiamo che una legge elettorale dignitosa, non a rischio di incostituzionalità, come invece è per l’Italicum, debba essere proposta dal parlamento, come del resto ha ricordato il neopremier Gentiloni nel suo discorso alle Camere.
Credo, infine, che ora sia il momento per tutti di ricostituire una minima condivisione di intenti, che non è certo favorita da pensieri in libertà come quelli della signora Pontiggia.
Vincenzo Montuori
(Cremona)

Gli italiani vogliono votare
Mattarella doveva sciogliere le Camere
Egregio direttore,
Non c'è più limite alla vergogna.
Ora, conoscendo alcuni articoli della Costituzione, naturalmente non tutti, ma abbastanza da poter sostenere di saperne di più di tanti nostri parlamentari, il primo ministro non è mai stato e fin che le regole non cambieranno, mai sarà una carica elettiva! Il Presidente della Repubblica dopo le consultazioni con le forze parlamentari regolarmente elette presenti nei due rami del parlamento, ha l'onere e l'onore di nominare un candidato Premier che a sua volta ha il compito di verificare se esistono le condizioni per una maggioranza che lo possa sostenere. Se tutto ciò avviene l'incaricato nomina i ministri che formeranno il nuovo governo di cui sarà primo Ministro. Ora dopo questa premessa sostengo che il Presidente Mattarella avrebbe potuto fare molto di più che dare un incarico a Gentiloni per formare una copia del governo Renzi. Dopo le consultazioni di rito avrebbe potuto sostenere che le condizioni politiche-sociali non permettevano di formare un nuovo governo, quindi sciogliere le camere anticipatamente per dare la parola agli italiani. Alcuni ministri e alcune figure di spicco dei facenti parte di governi precedenti avrebbero dovuto vergognarsi dopo avere gridato al mondo di uscire dalla politica e solo dopo pochi attimi accettare incarichi istituzionali. I cittadini sono il popolo e il primo articolo della costituzione recita: ‘L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione’.
Ora il popolo vuole tornare a votare, e lo ha esplicato molto chiaramente votando in massa per un Referendum di cui solo pochi erano informati correttamente e da qualcuno che cavalcando il fine ha ottenuto lo scopo. il Presidente della Repubblica, pur avendo a disposizione altre scelte doveva tenerne conto. (...)
Gabriele Ronda
(Cremona)

Un grazie a tanti
L’Associazione Donne contro la Violenza
Egregio direttore,
l’Associazione Donne contro la Violenza, per la sensibilità e generosità dimostrata con il contributo a sostegno delle iniziative realizzate a favore della Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne, ringrazia: il C.A.I. Crema nella persona del Presidente Marco Costi e del Sir. Roberto Cattaneo e tutti i volontari; l’Amministrazione Comunale di Casale Cremasco Vidolasco; il Dirigente Scolastico del I.I.S. Racchetti-da Vinci prof. Celestino Cremonesi, la prof.ssa Iris Campostori e gli alunni delle classi quarte e quinte del liceo socio psicopedagogico; l’Amministrazione Comunale di Pandino e l’Associazione Pandino Volley; il Leo Club Crema e la Tipografia Lacchinelli; la Chromavis s.p.a.; l’Associazione Armonicamente e il Rotary Club Crema.
La nostra è un’associazione ONLUS, senza fini di lucro, apartitica, la cui mission è offrire solidarietà e sostegno a donne che vivono una situazione di disagio e/o maltrattamento, e diffondere nel territorio la cultura del rispetto per ogni persona. Punto di forza è il lavoro delle volontarie che, pur provenendo da esperienze diverse, mettono a disposizione le loro capacità, le loro competenze e il loro impegno.
In tutti questi anni più di 1.629 donne si sono rivolte all’Associazione ricevendo aiuto e conforto sia da un punto di vista umano che pratico, con servizi completamente gratuiti. L'obiettivo è ristabilire in loro una maggiore autostima, senso di dignità e, dove possibile, autonomia.
Aiutare la nostra associazione significa aiutare concretamente le donne ad uscire dalla situazione di violenza fisica, psicologica, sessuale, economica e stalking. Per questo è fondamentale ringraziare chi come voi ha sostenuto attraverso un contributo le nostre iniziative.
Da parte mia, di tutte le volontarie e di tutte le donne che abbiamo aiutato, stiamo aiutando e continueremo ad aiutare un sincero ringraziamento.
Gianna Bianchetti
(presidente dell’Associazione Donne contro la violenza - Crema)

Donati 40 quintali di farina
Il cuore dei cremonesi batte forte a Mambrui
Gentile direttore,
l'8 dicembre sono stati distribuiti a 170 famiglie poverissime di Mambrui altrettanti pacchi contenenti ciascuno 24 chili di farina per polenta, per un totale di 40 quintali e un costo di 2.000 euro. Cremona for Kenya ha così mantenuto la promessa: una parte importante per i terremotati di Camerino che sarà consegnata direttamente al nostro Vescovo al mio ritorno e una parte altrettanto importante per questi infelici. Sono stato colpito, più di altre volte, da questi volti sofferenti nei quali si vede veramente la presenza del Signore. ‘Chi aiuta un povero aiuta me’. Le posso assicurare, caro Direttore, che i cremonesi meritano tutti quei ‘God bless you’ pronunciati con un filo di voce.
Licio D’Avossa
(Mambrui - Kenya)

L’addio alla Formula 1
Rosberg coraggioso lascia da vincitore
Caro direttore,
dato in pasto a tutti i media: ‘Nico Rosberg lascia la F1’. Clamoroso, all’apice del successo il sorridente pilota lascia tutti con un palmo di naso. Oh bella! Guadagni… eccome, abbondanti ed assicurati, una famiglia perfetta, bella moglie, stupenda piccola figliola, soprattutto salute da vendere, cose che riempiono la sua giovane esistenza (31 anni compiuti); che si vuole di più dalla vita? Eppure rinuncia a notorietà e soldi. Modestia, buon senso o saggia decisione? Senti su, conferenza stampa, Nico: «Ho raggiunto il mio obiettivo. Ho scalato la mia personale montagna, è giusto chiudere all'apice». Gli fa subito eco Hamilton, l’eterno rivale, stavolta sconfitto: «Non sono stupito dalla scelta, è la prima volta che mi ha battuto in 18 anni». Battuta infelice, se la poteva risparmiare, almeno per me! Intanto Nico chiude in bellezza con uno strappa lacrime di intervento: «Certo, il trionfo nel Mondiale di Formula Uno è una cosa straordinaria, ma il giorno più bello della mia esistenza resta e resterà comunque la nascita di mia figlia». Chapeau Nico. (...)
Giorgino Carnevali
(Cremona)

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Commenti all'articolo

  • francogallo57

    17 Dicembre 2016 - 14:17

    vorrei ricordare al signor galassi che berlusconi si è cacciato da solo, perchè aveva un governo con una maggioranza da paura ma a lui interessavano solo i suoi processi pagati da noi. Monti e la fornero sono stati votati anche dalla destra e da silvio, Napolitano ha accettato il secondo mandato provvisorio solo perchè il parlamento non è riuscito a eleggere il nuovo presidente, e questo con una maggioranza di destra, le votazioni sono state fatte dopo, la storia la sappiamo tutti, i colori della vita non solo rossi, e l'azzurro però adesso è molto fuori moda sono riusciti a scolorirlo.

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