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12 dicembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

14 Dicembre 2016 - 04:00

IL CASO
Presepe al cimitero
Brutta pubblicità per Cremona
Signor direttore,
che vergogna!
Cremona ha fornito alla nazione un’immagine mortificante di se stessa… con la storia del presepe sì presepe no al civico cimitero. Senza ombra di dubbio la tua redazione sarà stata subissata di lettere, in tanti avranno espresso la loro onesta opinione. Non è da me porre il classico dito nella piaga, stigmatizzo semplicemente una notizia che è circolata su social mondiali. Notizie Ansa | 10-12-2016 ore 20:47: «’Mi hanno chiamato perfino da Dubai, alcuni amici, per avere notizie sul presepe della discordia. Ho risposto che finalmente tutto si è risolto ed anche per questo Natale ci sarà. Certo in una collocazione diversa e più sicura e visibile rispetto agli anni scorsi’. E’ soddisfatto don Sante Braggiè, cappellano del cimitero di Cremona, che in questi giorni è finito sotto i riflettori per il suo iniziale diniego alla realizzazione del presepe. Oggi pomeriggio è iniziato l’allestimento da parte degli addetti dei servizi cimiteriali, che verrà completato nei prossimi giorni, davanti all’ingresso della chiesa. Intanto, con una lettera del vicario episcopale per la pastorale, don Giampaolo Maccagni, è intervenuta anche la diocesi di Cremona, per definire l’episodio ‘un semplice malinteso’, ma anche per invitare i fedeli ad essere cristiani non solo nella difesa delle tradizioni, ma anche nell’aiutare i ‘tanti fratelli alla ricerca di riparo e di vera accoglienza’». Direttore, siamo nel mirino del mondo, questo lo si capisce benissimo, non solo sui social nazionali, abbiamo assunto il ruolo di Torre di Babele, una metafora che bene identifica l’importanza della comunicazione. E tutto perché nascerà un povero bambinello ignudo! Questo succede a Cremona, in quella parva sed apta nobis cittadina. Che la smettano immediatamente i protagonisti di questa incresciosa vicenda e producano, una volta per tutte, un serio mea culpa.
Giorgino Carnevali
(Cremona)

Quella relativa alla vicenda è una pubblicità negativa alla città, della quale avremmo tutti fatto volentieri fatto a meno. Il rispetto dell’altro non passa certamente dalla mortificazione delle nostre tradizioni. Più che un malinteso, a me è sembrata una leggerezza, peraltro sanata.

LA POLEMICA
Degrado ed escrementi, la città è da bocciare
Egregio direttore,
le chiedo gentilmente un po di spazio per manifestare la mia indignazione. Le spiego: dei carissimi amici sono venuti a trovarmi da da molto lontano, era circa un anno che non ci si vedeva. Dopo i saluti e un buon pranzo, ho avuto la pessima idea di portarli a visitare il centro della nostra bellissima Cremona.
Piazza del Duomo, il torrazzo, piazza Stradivari, il museo del violino... da esserne orgogliosi. E invece quasi mi vergognavo. I marciapiedi delle vie del centro ridotti in uno stato pietoso per la presenza continua e costante di escrementi, di tutte le misure, che rendono perfino rischioso il transito dei pedoni.
Mi creda direttore, meglio camminare in mezzo alla strada. Un centro magnifico ridotto in quello stato mi fa veramente infuriare.
Maurizio Giannetto
(Cremona)
Signor direttore,
tramite il giornale vorrei far pervenire a questa mia lettera a Gianluca Galimberti.
«Caro signor sindaco di Cremona,
Mi sento in dovere di risponderLe, dopo certe parole lette su questo autorevole quotidiano. Lei ci aveva promesso in campagna elettorale che questa città sotto la sua guida sarebbe ripartita. Dopo tre anni la macchina non si è neanche accesa. Passeggio per la città e ovunque mi giri trovo saracinesche chiuse, extracomunitari che chiedono l’elemosina, e spazzatura; per non parlare del degrado della periferia. Il popolo del No anche a Cremona si è espresso e ignorandolo dandogli del populismo, e tipico delle persone arroganti, populismo e demagogia se lo ricacci in gola per favore.
Le auguro Buon Natale sperando che questa città cambi passo.
Antonio Sivalli
(Cremona)

Ponchielli e Art Bonus
Teatro, si pubblichi il bilancio
Egregio direttore,
condivido pienamente l’appello lanciato dal ragionier Zanetti, commercialista e membro del Consiglio di amministrazione del teatro Ponchielli. L’Art Bonus infatti consente ai soggetti privati che intendono investire nell’ambito culturale pubblico di beneficiare di un credito d’imposta pari al 65 per cento. Tale beneficio, tuttavia, potrebbe trovare ampi consensi se rivolto a specifici progetti o a strategie ben definite senza quindi rientrare in una contribuzione generalistica.
Con spirito costruttivo quindi suggerirei, in favore di una coerente trasparenza, la pubblicazione del bilancio del Teatro( sino ad oggi oggetto misterioso) così da aprire nuovi scenari in un auspicato rapporto pubblico-privato.
Giorgio Brugnoli
(Cremona)

Cremonese dei vecchietti
Quando vedrò giocare un giovane del vivaio?
Egregio direttore,
dopo i prolungati e ripetuti infortuni dei, non proprio arzilli, vecchietti della Cremonese: Lucchini (classe ’80), Gemiti (’81) Pesce (’82) Belinghieri (’83) Porcari (’84) adesso uno di loro, Moro (’82), ha pensato bene di allontanarsi dal campo oltre che per infortunio anche per squalifica, e che squalifica: 4 giornate. E pensare che sono stati ingaggiati, oltre che per le indubbie qualità tecniche anche, se non soprattutto, per la loro pluriennale esperienza. Tuttavia ci si può accontentare pensando che queste forzate giornate di riposo potranno essere capitalizzate al momento dei play off (battere l’Alessandria la vedo molto dura) quando al caldo sole della primavera inoltrata i nostri arzilli vecchietti dovranno trovare le forze per portarci in serie B. (...)
A quanti infortuni e/o squalifiche dovremo assistere prima di vedere schierato titolare, al posto di un arzillo vecchietto, una giovane speranza del nostro vivaio?
Tonybos46
(Cremona)

Dopo il referendum/1
Politici arroganti fanno tifo da stadio
Caro direttore,
delle vicende politiche di questi mesi un dato emerge, purtroppo, ben evidente. L’arroganza del politico. Certo non tutti. Però caratterizza molti personaggi che si sono esposti ad un indegno tifo da stadio. Invece di discutere della riforma si è parlato di tutto e di più. Spesso fuori luogo. Vorrei che i politici fossero più umili, parola che si mettono in bocca spesso ma conoscono ben poco. Questo male del vivere civile colpisce tutti, dal deputato all’assessore del piccolo Comune di 1.500 abitanti. Il mandato ricevuto dal popolo è per fare il bene comune, anzi, l’interesse comune. Non per atteggiarsi a signori incontrasti della verità (che non esiste, è sempre influenzata dai punti di vista), delle soluzioni e delle rivendicazioni. Il culmine di tutto questo è l’ossimoro: difendiamo la Costituzione esistente perché Renzi non è eletto dal popolo. Si peccato che l’elezione di Renzi sia espressamente prevista dalla Costituzione.
Angelo Garioni
(Cremona)

Dopo il referendum/2
L’ex premier da solo ‘vale’ il 40 per cento
Egregio direttore,
referendum Sì-No dobbiamo dire una volta per tutte che il referendum del 4 dicembre aveva solo uno scopo: o con Renzi o contro Renzi. Al No stava talmente antipatico che per mandarlo a casa l’hanno messa sulla Costituzione. Tutte storie. Lo volevano mandare a casa per antipatia. A chiunque domandavi: perché voti No? Risposta: non ne posso più di Renzi. Ebbene: Renzi è un genio. A parte il fatto che dopo 70 anni è riuscito a mandare al ristorante insieme estrema destra ed estrema sinistra (sigh!) ha fatto tutto questo (parere personale). Per capire dove e chi... sono i nemici! Signor del No, non scordate che lui da solo contro tutti ha avuto il 40%. Con la nuova legge elettorale, chi ha la maggioranza avrà diritto a consultazioni di governo per le alleanze. Grillo, Salvini, Meloni ecc. singolarmente avranno più voti del grande Matteo?
Moreno Rossi
(Cremona)

Dopo il referendum/3
Renzi ha saputo perdere con dignità
Signor direttore
Renzi torna a casa, ma con l’intenzione di rientrare in politica più motivato di prima. Comunque, indipendentemente dalla riforma, mi associo nel dire che dal momento dell’esito referendario si è visto il miglior Renzi: ha saputo perdere con comprensibile dispiacere ma anche con grande dignità, rinunciando alla poltrona, senza il bisogno di accusare, o screditare nessun rivale.
Claudio Maffei
(Cremona)

Riflessione sulla democrazia
Centrale il controllo del cittadino
Signor direttore,
ancora una volta, all’indomani del clamoroso risultato delle elezioni americane, occorre domandarsi che cosa sia la democrazia. In una democrazia, la rappresentanza popolare parte dalla scelta del candidato, operata dal cittadino nell’ambito di un sistema che promuove e tutela l’iniziativa individuale, senza il filtro di partiti, movimenti o associazioni; in una democrazia, la suddivisione dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario assicura reciproca indipendenza e chiara distinzione di compiti; in una democrazia, i delegati alla rappresentanza popolare sono sottoposti, per tutti e tre i poteri, al costante controllo di ciascun individuo, attraverso periodiche elezioni a suffragio universale e diretto; in una democrazia, l’organo di garanzia è collegiale, ed i suoi membri sono scelti dai cittadini; in una democrazia, la Costituzione è elaborata col concorso diretto del popolo e ne è espressione della sua sensibilità; in una democrazia, il cittadino ha il costante controllo della delega che assegna, e non ne viene mai privato con pretestuose ragioni tecniche. Ancora una volta, occorre domandarsi se l’attuale Costituzione risponda a questi criteri. Ancora una volta, occorre domandarsi se la riforma costituzionale sottoposta al referendum soddisfacesse questi criteri. Solo con la vera democrazia può esserci vera libertà.
Andrea Giacalone
(Cremona)

La campagna di Russia
Badoglio critico perciò si dimise
Egregio direttore,
(...) cercherò di rispondere sinteticamente con date e fatti storici al lettore Pedrini. Per non imputare ai vari gerarchi la connivenza e la corruzione dilagante del regime con i produttori per l'equipaggiamento militare di scarsa qualità, attribuisce di nuovo la responsabilità a Badoglio per la più catastrofica campagna di guerra in Russia. Quando Badoglio, membro onorario del Pnf e Capo di stato Maggiore nell’ottobre 1940 fece presente a Mussolini l’inadeguatezza degli armamenti, della logistica e dei tempi senza essere ascoltato, fu oggetto di aspre critiche da parte di Farinacci sul ‘Regime Fascista’ tant’è che il 4 dicembre 1940 Badoglio presentò le sue dimissioni e immediatamente sostituito dal generale Cavallero. Dopo circa otto mesi i soldati italiani arrivarono in Russia. Prima della partenza il generale Zingales, comandante del corpo di spedizione, chiese al duce più armamenti, mezzi ed equipaggiamenti, si sentì rispondere da Mussolini: «Generale, mi chieda soltanto medaglie al valore per i suoi uomini». (...)
sergio.noci@tiscali.it

Un Natale diverso
Se non sono problemi tuoi hai già deciso
Signor direttore,
deve sapere che: un bambino etiope non ha bisogno dell’albero di Natale. Un bambino etiope non ha bisogno di Babbo Natale. Un bambino etiope non ha bisogno nemmeno del Natale. Un bambino etiope ha solo fame! E ha bisogno di cure. Quante migliaia di bambini dovrò ancora vedere morire? Ognuno ha dentro di sè una bussola, per decidere il bene e il male. Dici che non sono problemi tuoi? Hai già deciso!
Associazione Centro aiuti per l’Etiopia
(Cremona)

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