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6 dicembre

Lettere al giornale

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

08 Dicembre 2016 - 04:00

IL CASO
La nostra vita è cambiata
Il nostro dolore merita rispetto
Signor direttore,
la mia vita, e non solo la mia, è cambiata la notte del 17 novembre quando una maledetta curva ha portato fuori strada l'auto dove viaggiavano i miei due figli... Quella notte il maggiore, ha perso un braccio ma fortunatamente sono entrambi vivi. Questo è molto ricordando quanti giovani perdono la vita in incidenti stradali.
Ma nel dolore ci sono giunte all'orecchio parole sciocche, sparate da chi non ha nulla da fare, se non giudicare le vite degli altri con frasi del tipo: sicuramente avevano bevuto... o correvano troppo...
Alle persone che hanno sparlato dico solo che nessuno è immune su questa terra da dolori e nessuno è immune da zucche vuote che parlano sui dolori degli altri. Mio figlio sta affrontando tutto con un coraggio incredibile, con una forza che pochi uomini hanno- È davvero un guerriero che rincuora gli altri ridendo e scherzando.
Voglio fare un ringraziamento particolare ai miei figli Elena, Michele e Luca, ai miei cognati e a tutti gli amici di mio figlio. Sono stati meravigliosi, sempre presenti anche quando eravamo al Niguarda dove Ale è stato ricoverato 11 giorni. Non è mai rimasto solo e non si è mai sentito solo. Grazie ragazzi, siete stati meravigliosi.
Eva Belfiore
(Cremona)

C’è poco da aggiungere. Il dolore merita rispetto, sensibilità e vicinanza.

LA POLEMICA
Pezzi di un’auto nel sottopasso dell’autostrada
Egregio direttore,
il malcostume di abbandonare i rifiuti nei campi, nei fossi e nei sottopassi delle autostrade, non ha tregua. Sabato mattina sono transitato nel sottopasso dell’autostrada A21 in località Bosco ex Parmigiano località utilizzata spesso per abbandonare i rifiuti, che ho testimoniato negli anni con diversi filmati fotografie e denunce alla procura. Ho notato nel sottopasso pezzi sezionati di una macchina probabilmente rubata (nella foto). Presumo che se verrà controllata si potrebbe risalire all’ultimo proprietario ad esempio tramite il numero del telaio.
Elia Sciacca
(Cremona)

Dopo il referendum/1
Bene le riforme
Ma siano condivise
Signor direttore,
la vittoria del NO è un ottimo risultato e un segnale forte che gli italiani hanno voluto dimostrare nei confronti di questo Governo peraltro non eletto e abituato ad agire in assoluta autonomia e non certo per il bene comune. La vittoria del NO non significa non volere riforme che migliorino il Paese, ma queste devono essere condivise da tutti gli organi politici attraverso un’Assemblea Costituente. E’ proprio da qui che bisogna ripartire oggi, perché dalle difficoltà si può uscire solo se uniti e se animati da un valore più alto del proprio tornaconto, e cioè l’interesse per il proprio Paese. Significativa la percentuale dei votanti nonostante non fosse previsto il quorum; si evince che i cittadini hanno capito l’importanza di andare alle urne, hanno deciso di votare e di scegliere il meglio per l’Italia. (...)
Fabio Callori
(vice coordinatore regionale di Forza Italia - Emilia Romagna)

Dopo il referendum/2
‘Renzi, stai sereno’
Chi la fa l’aspetti
Signor direttore,
chi la fa l'aspetti. Ricordate la famosa frase di Renzi: ‘Letta stai sereno non ho nessuna intenzione di toglierti la poltrona’... Comunicato del popolo italiano del 4 dicembre 2016 dopo lo spoglio del referendum costituzionale: ‘Renzi stai sereno, non abbiamo nessuna intenzione di toglierti la poltrona’.
E. S.
(Cremona)

Dopo il referendum/3
Sventato il rischio di meno sovranità
Egregio direttore,
già l'ingerenza internazionale sul consiglio di votare Sì, da Obama alla Merkel e di tutti i leader dell'Ue, avrebbe dovuto far riflettere sugli interessi, non solo italiani in gioco, quindi le notizie su Blair emissario della J. P. Morgan da Renzi, una delle principali banche d'affari internazionali... E i consigli di modificare la Costituzione precedentemente ai tempi di Napolitano, custode degli interessi finanziari stranieri, anzichè, in quanto presidente della repubblica, custode della Costituzione, inserendovi il pareggio d bilancio, dovrebbe far riflettere che c'è una continuità nel togliere la sovranità al popolo... Possibile che non vediate il tentativo di rendere l'Italia succube dei poteri internazionali, come è già avvenuto in Grecia? Cosa deve succedere ancora per essere consapevoli?
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

Il libero arbitrio
Nodo nella dottrina della Chiesa
Gentile direttore,
in merito al libero arbitrio la risposta canonica della Chiesa cattolica afferma che è per nostra scelta è per nostra libertà che noi facciamo il bene o il male. Noi non siamo determinati dal Divino ad agire male. Le nostre imperfezioni sono frutto della nostra libertà. Quindi Dio deve essere ritenuto innocente del nostro far male.
Questo principio canonico, accostato ad un passo del Vangelo e alle affermazioni di un Padre della Chiesa, per i credenti si presenta come un’aporia: entrambe le definizioni sono corrette. Nel Vangelo di Matteo (22,1-14) leggiamo: ‘Gesù disse: molti sono chiamati, pochi gli eletti’. Domanda: Perché molti e non tutti? Chi sarebbero gli esclusi?
Sant’Agostino d’Ippona afferma: ‘L’uomo non è in grado di redimersi da sé ma necessita della Grazia Divina che non a tutti viene concessa’. Domanda: se la salvezza dipende dalla volontà Divina perché non a tutti Dio concede la possibilit di salvarsi?
L’interpretazione agnostica (che casualmente combacia con il pensiero di Lutero e Calvino) può razionalmente supporre che il libero arbitrio non esiste poiché Dio ci predestina in base ad un suo imperscrutabile disegno: alcune anime sono state generate per peccare altre sono per essere salvate comunque che pecchino o non pecchino. (Per esempio: Sant'Agostino confessò di aver provato un piacere sadico nel fare il male in gioventù. Saulo di Tarso (San Paolo) prima della conversione si specializzò nel cercare ed uccidere i cristiani). Se ciò fosse vero, significherebbe che gli abitanti della terra si muoverebbero in un tragico Truman Show. Comparse e protagonisti vivrebbero fianco a fianco senza sapere a quale categoria appartengono. Ai credenti non rimarrebbe che porsi un’angosciante domanda: chi sono io, un dannato o un salvato?
Figurante e primi attori reciterebbero un copione già stabilito e non avrebbero nessuna possibilità di modificarlo.
Ma questa non sarebbe una vita degna di essere vissuta.
Lo scrittore tedesco Willi Heinrich nel suo libro ‘La carne paziente’ scrive: ‘Una vita predestinata è una vita chiusa la si può sopportare ma non viverla’.
Ernesto Alberichi
(Spino d’Adda)

Dopo la piena del Po
Caccia selvaggia ai cinghiali in golena
Signor direttore,
volevo segnalare a chi si lamenta del pericolo assolutamente reale per la circolazione stradale derivante dalla presenza di cinghiali usciti dalla golena causa piena del Po che alcuni solerti cittadini si sono prodigati nelle ore successive alla piena nella caccia di questi animali in barba a qualsiasi norma di sicurezza, arrivando a sparare a pochi metri dalla strada provinciale. Credo che anche altri solerti cittadini i siano prodigati in questa attività. nei comuni rivieraschi senza il bisogno di ordinanze o altro confidando nella assoluta invisibilità visto l’orario in cui si sdono messi a sparare.
Amilcare Boni
(Gussola)

Storia e vuoti di memoria
Caro Noci, ben chiare le colpe di Badoglio
Egregio direttore,
il ‘cosacco’ che viene dal lontano Don, stanziato a Soresina, Serghei Noci predicando il Vangelo antifascista e innalzando prefiche salmodiali, affibbia al prossimo suo paturnei e nevrosi, intime. Lungi da me piccarmi di essere uno storico. Non mi serve aver per bersaglio la Storia. L’ho vissuta, conseguentemente la racconto, da esperto! Lui di riffa e di raffa, senza intendere, rifila tutte le bufale escogitate dall’estabilishment sinistrorso, provetto ed esperto in materia.
Stranamente nell’ultima mansueto non insulta, non inveisce. Indossato il saio dell’eremita è reduce da Medjugorie? Insinua un vuoto di memoria altrui quando il suo è una voragine. Delicatamente afferma che non vuole ‘certo difendere Badoglio, che ha le sue colpe, ma sono altre!’ Di grazia quali? Quel satanasso fu capo di Stato maggiore delle Forze armate a cui era stato demandato il compito di equipaggiarle e armarle adeguatamente di conseguenza renderle tali per affrontare alla pari un ipotetico nemico. Nel 1940 a seguito del rovescio plateale nella campagna di Grecia (in cui aveva esaltato doti ed acume militari!) era stato destituito dall’incarico.
L’infamia però era stata consumata. Contrario all’entrata in guerra dell’Italia, coadiuvato da ammiragli compiacenti e generali dell’esercito della stessa pasta (fedele a Benito soltanto l’aeronautica), sabotò e boicottò alacremente tutto il complesso militare, sacrificando sull’altare del tradimento il sicuro annientamento dell’Armir. Il Serghei sulle vicissitudini dei prigionieri tace, sorvola!
Luciano Pedrini
(Cremona)

Natura da rispettare
L’ambiente, un dono gratuito e per tutti
Caro direttore,
il dio Ambiente è grande, magnifico, generoso, senza pretendere né chiese né altari in cui essere pregato. Ci ha dato, a tutti, e gratis, la terra, l’acqua, l’aria, il fuoco (elementi di cui è gelosissimo), né ci ha chiesto se siamo cristiani o musulmani, o se votiamo a destra o a sinistra. Ma, soprattutto, è giusto, non si lascia impietosire da processioni propiziatorie, né capisce il velleitario affannarsi dei politici ad inserire nel Codice penale il ‘reato ambientale’, con le relative pene, che, da quel che ci racconta la cronaca, non pare scoraggino i trasgressori (dagli incauti ai dolosi). Scacciando però il pessimismo, mi regala ottimismo il sapere che il dio Ambiente si è alleato con l’Ordine benedettino, più precisamente con la sua diramazione/Ordine cistercense, che, in molte zone dell’Europa del XII sec. (nel Milanese l’abbazia di Chiaravalle), ha ‘laborato’ nel dissodare e irrigare terreni difficili e incolti, sì da renderli fertili e produttivi, a sano vantaggio di intere comunità.
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

Morte di Fidel Castro
Cuba ama ancora il suo comandante
Signor direttore,
con molto rammarico ho letto la lettera del signor Andrea Zecchini di Camisano del 3 dicembre a riguardo dell’uomo più amato dal proprio popolo di tutti i tempi... il grande comandante Fidel Castro. La storia bisogna conoscerla e bisogna vivere il popolo cubano come faccio io sposato con una donna cubana e che vivo componenti cubani e non gli alloggi turistici. I miei suoceri e tutti i parenti di l’Avana adorano Fidel. In questo momento sono affranti. Sono orfani della loro guida. In questo momento sono allo sbando in tutta Cuba. Parlo con parenti e tutti i cubani (parole loro) sono più uniti di prima. Signor Zecchini, chiamare il comandante Fidel ‘sanguinario’ è molto volgare. Lui ha fatto una rivoluzione che dopo 60 anni è attuale. Gli esuli, come vengono chiamati, sono scappati perché lui li avrebbe incarcerati. Erano tutti amici degli americani, e nemici del proprio popolo. A Cuba hanno qualcosa che noi non avremo mai. La serenità. Il sorriso.
Moreno Rossi
(Cremona)

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