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3 dicembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

05 Dicembre 2016 - 04:00

IL CASO
Accontentati gli statali i pensionati aspettano fiduciosi...
Egregio direttore,
85 euro per gli statali? Benissimo! Condivido. E per i pensionati con le pensioni non adeguate al costo della vita cosa ci dobbiamo aspettare?
Meditate pensionati, meditate!
Maurizio Sartori
(Cremona)

Con la riforma delle pensioni del Governo, se le anticipazioni saranno confermate, per gli assegni più bassi ci saranno aumenti compresi tra i 25 e i 50 euro al mese. Non mi pare ci sia da stare allegri.

LA POLEMICA
Le Poste italiane sono allo sbando completo
Signor direttore,
abito a Persico Dosimo e da tempo, come è ben noto ai suoi lettori per i molti articoli pubblicati, la posta arriva con un ritardo di mesi. Le basti pensare che non viene consegnata neanche la corrispondenza contenente i rinnovi delle carte di credito, con disagi enormi legati alla scadenza delle stesse.
Ho scoperto a mie spese che non tutta la posta è così in ritardo, in quanto, testimone il documento che le ho allegato, ieri ho ricevuto una solerte raccomandata da parte dell’INPS che mi notifica una multa di ben 12,24 euro. Se lei pensa che il costo di questa ‘straordinaria e importantissima’ lettera spedita con urgenza e recapitata con grande puntualità è di oltre 5 euro, lascio a lei e ai suoi lettori il commento e i pensieri più amari e sconsolati. A parer mio tutta la vicenda è una grande vergogna per un Paese civile come l’Italia.
Massimo Mazzoran
(Persico Dosimo)

Una elezione all’anno
Le regalìe di Renzi pesano sul deficit
Egregio direttore,
proporrei una votazione all'anno, così il nostro Presidente del Consiglio elargirà regali a chi vuole lui, tanto lui aumenta il debito pubblico e a pagare saranno gli italiani presenti e futuri.
1) 80 euro alla fascia dagli 8.000 ai 25.000 euro
2) esenzione TASI sulla prima casa, anzi lui voleva abolirla anche alle abitazioni di lusso A1 e ai castelli, peggio di Berlusconi
3) incentivo nel 2015 alle aziende che assumono a tempo indeterminato, con la conseguenza che le assunzioni 2016 sono inferiori a quelle del 2014 senza incentivi
4) bonus cultura di 500 euro ai diciottenni, senza distinzione di reddito familiare, per libri, cinema, teatro ecc., con le scuole che crollano e i disabili che non hanno gli insegnanti di sostegno
5) aumento di 80 euro alle forze dell'ordine, in compenso non hanno a volte nemmeno i mezzi efficienti per svolgere il loro lavoro
6) ora anche il rinnovo del contratto degli statali a pochi giorni dalla data del referendum.
Solo questi provvedimenti portano ad una spesa superiore ai 40 miliardi di euro, in compenso non abbiamo le risorse per ridurre il cuneo fiscale, la vera piaga del costo del lavoro troppo alto e di conseguenza la delocalizzazione dei posti di lavoro e il netto in busta paga troppo basso ai lavoratori.
Italiani svegliatevi, non fatevi ingannare da un buonista e incapace come lui. Cominciate a votare NO al referendum.
dalicr@alice.it

Verso il referendum
La Sanità allo Stato è un rischio da evitare
Signor direttore,
tra le modifiche costituzionali vi è quella dell'art. 117, in cui si afferma che ‘la potestà legislativa è esercitata oltre che dallo Stato e dalle Regioni, dai vincoli derivanti dall'ordinamento dell'Unione Europea e dagli obblighi internazionali’, che di fatto significa rinunciare alla sovranità nazionale dello Stato, in favore di organismi internazionali, quali l'Unione Europea e la Nato.
L'altro tema poco considerato è la modifica del titolo quinto della Costituzione, ovvero quella parte che regola i rapporti tra Stato ed Enti Locali (Comuni e Regioni) che era già stata modificata dalla riforma costituzionale del 2001. E tra le competenze a rischio, con le modifiche costituzionali vi è la sanità, con la scusa di voler abolire le disparità in materia sanitaria tra le varie regioni. (...) In realtà il primo e principale pericolo per il diritto fondamentale alla salute, è che una parte politica, succube dell'Ue, della finanza internazionale e italiana e delle loro politiche lobbistiche o di austerity (di riduzione della spesa e dei servizi del welfare), con maggiore facilità e molto più estesamente di quanto non le sia già riuscito in questi anni, possa smantellare il servizio sanitario pubblico e l’insieme delle strutture portanti dello stato sociale, ottenute nella seconda metà del ventesimo secolo con enormi sacrifici. Tutto questo a danno dei malati, dei disabili e di tutte le fasce sociali che necessitano di assistenza.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

Ruolo da onorare
I Comitati di quartiere devono esprimersi
Caro direttore,
non abbiamo verbali che testimonino le nostre personali posizioni, in merito a tante questioni, emerse durante le riunioni che facciamo e per questo ho deciso di rivolgermi al suo giornale perché vorrei fossero chiari un paio di punti della nostra attività, soprattutto ai cittadini risiedenti nel nostro quartiere.
Era maggio, quando la stampa locale diede risalto ad una lettera, firmata dai Presidenti di alcuni comitati di quartiere, fra cui Maria Luigia Bernuzzi, nostra Presidente; detta lettera era indirizzata al Sindaco e all’Assessore Alessia Manfredini, e ne era oggetto il ‘Progetto preliminare di riqualificazione del comparto Giordano-Cadore’. In essa i firmatari scrivevano che il ‘progetto non viene considerato risolutivo per il problema principale della via Giordano in quanto il flusso di traffico è ai limiti della saturazione della strada’.
In un precedente breve scambio di email tra noi componenti del Direttivo, io suggerii di non firmare, perché non conoscevamo bene il progetto. Uno si disse favorevole; un altro rispose, ma senza prendere una posizione; gli altri tre non risposero. Non c’era quindi una maggioranza, né a favore, né contro; allora la Presidente decise di firmare, ma solo a titolo personale.
La Presidente ci precisò, sia via email, che a parole, nella successiva riunione, che la sua firma doveva essere intesa solo a titolo personale e per nulla coinvolgente l’intero Direttivo; e men che meno il Comitato tutto! (...) Adesso c’è un progetto per nuovi sensi
unici, nel quartiere Po, e l’Amministrazione Comunale ha chiesto il nostro parere. Non concordo con la tendenza del Direttivo, cioè raccogliere, sì, idee e critiche dei cittadini, ma di non esprimerci al riguardo, perché non competenti; cosa peraltro vera, quest’ultima, ma è altrettanto vero che nessuna competenza era, né è richiesta, all’atto della candidatura; inoltre, i Direttivi dei Comitati di quartiere hanno, fra gli altri, un ruolo consultivo; che noi, come membri di un Direttivo, avremmo, anzi abbiamo, il dovere di onorare.
Stefano Bocci
(Consigliere Q10 - Cremona)

Dittatore sanguinario
Sulla morte di Castro triste balletto ipocrita
Egregio direttore,
com’è triste assistere al vergognoso balletto ipocrita sulla morte di un dittatore sanguinario come Fidel Castro. Qualche ingenuo lo ha perfino paragonato al piccolo Davide che osò sfidare il gigante Golia (gli Usa) dimenticando di dire che Fidel aveva le spalle ben protette da una superpotenza mondiale come l'Unione Sovietica, quando mise in atto la sua fallimentare rivoluzione proletar-comunista. Quell'uomo barbuto e vestito di verde, fece sognare i grassi e loquaci compagni del Partito Comunista Italiano, oggi evaporato nonché milioni di diseredati del terzo mondo. La delusione è stata enorme nell'assistere, alcuni anni dopo, al patetico ‘calar le braghe’ dei fratelli Castro nei confronti degli odiati Stati Uniti d'America. I dittatori cubani sono andati oltre e hanno perfino la dignità. Alcuni mesi fa, al cospetto di Papa Bergoglio, Raoul Castro ha promesso di riabbracciare la fede cattolica dopo averne dette ridotte e di crude all'indirizzo della Chiesa di Roma. Tutto merito del Santo Padre, si vocifera nelle ovattate stanze del Vaticano e non del dio denaro. Capirai. Concludo affermando che per molti compagni ed ex, vedere franare come castelli di sabbia o ridotti a fantocci servili simili personaggi, venerati come degli eroi, dev'essere un'esperienza frustrante e umiliante.
Andrea Zecchini
(Camisano)

Il caso mafia capitale
A Zingaretti evitati due anni di gogna
Egregio direttore,
informato quanto basta e serve, per il rispetto di chi mi legge, allergico a politica attiva in quanto non iscritto a nessun partito, fedele ad una Destra tradita dal camaleontico Fini, rispondo al signor Roberto Simonetta di Crema. Succube di spazio tiranno e inadeguato (ma non per tutti) di Alemanno ho dovuto estrapolare l’essenziale. Ricapitoliamo. La ricostruzione su mafia capitale di Buzzi, l’emerito piduino, nel tentativo di deviare le indagini non ha trovato riscontri per cui i pm hanno provveduto all’archiviazione di 116 indagati. Tra questi Alemanno ex sindaco di Roma ladrona. Quel che lascia basiti e increduli è anche il nome del presidente della Regione Lazio Nicolò Zingaretti. Per quest’esemplare l’avviso di garanzia per reati connessi a mafia capitale si è venuti a conoscenza solo nel momento in cui è stato richiesto il proscioglimento, risparmiandogli i due anni di gogna riservati ad Alemanno. Strategia e alchimia politiche che provocarono la sconfitta elettorale di Fratelli d’Italia e di conseguenza di tutto il centrodestra, cambiando la storia di Roma, aprendo il varco che ha portato allo sfacelo dell’amministrazione Raggi. L’accusa per corruzione e finanziamento illecito, per venire al dunque, è stata stralciata e destinata ad un procedimento di là da venire. Trattasi di 75mila euro di finanziamenti per cene elettorali. Praticamente erano fondi regolarmente registrati. Giustamente Alemanno speranzoso e fiducioso è convinto che il collegio giudicante certificherà presto la sua totale innocenza. Talmente esigua la somma che non sia credibile che un sindaco di Roma si possa vendere per 75mila euro specie quando sono in ballo cifre stratosferiche di milioni di euro, quelli per intenderci intascati dal compagno Buzzi il ras delle cooperative, prosperanti a tutt’oggi sulle spalle dei quiriti sommersi dal «rudo»!
Luciano Pedrini
(Cremona)

E dicono che la vita è bella...
Tragedie e ingiustizie ovunque ti giri
Signor direttore,
se stai in casa, ti può andar male causa alluvioni o terremoti; se ti ammali e vai all’ospedale, puoi morire se incroci un certo anestesista; se vai a spasso, rischi di essere rapinato; se hai messo i tuoi soldi in certe banche, non li rivedrai più; se vai al lavoro, rischi di morire come successo a quei quattro sfortunati della nave; se cerchi lavoro, per essere assunto devi pagare una tangente a qualche politico corrotto; se vai all'estero, rischi di essere sequestrato; se hai un figlio che frequenta l'oratorio, attenzione a non incontrare un prete pedofilo. E se non trovando conforto nella giustizia decidi di agire per conto tuo, finirai in prigione. Bene, anzi male! E poi qualcuno dice che la vita è bella. Sarà...
aldo.maccagnoni@libero.it

All’ospedale maggiore
In Chirurgia generale personale di livello
Signor direttore,
sono una paziente del nostro Ospedale Maggiore e ho avuto modo di apprezzare sia nel reparto di chirurgia generale che ambulatoriale la gentilezza e la sensibilità di tutto il personale sia medico che infermieristico. A tutti loro un grazie di cuore.
Palmira Sartori
(Cremona)

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